Capitolo Uno.
Guardavo il fisico muscoloso e accaldato, ricoperto di lividi, di mio fratello.
Usciva ancora del sangue dalle nocche delle sue mani, con cui prima aveva sicuramente ferito qualcuno. Il suo sopracciglio era sfregiato da un graffio abbastanza profondo, che però si era già quasi rimarginato. Un'ematoma di un color verde chiaro, più scuro ai margini, prendeva posto sulla sua guancia destra. Lo guardavo, mentre finiva di pulirsi dalle ultime gocce di sangue che erano sul suo volto. Il bagno era silenzioso. Potrei dire che mi ero ormai abituata a dover aiutare Nash. Tornava a casa molto spesso in quelle condizioni. Sapevo con chi aveva a che fare, e sapevo anche in quali traffici loschi si era mischiato.
Ormai Nash e altri suoi amici, se così possiamo definirli, avevano formato una specie di gruppo, conosciuto da tutti.
Appoggiai le mani sulla bianca ceramica fredda del bordo del lavandino, abbassando lo sguardo.
"Dovresti finirla con questa storia" affermai decisa.
Una risata rimbombò in tutto il bagno.
"Sul serio Nash, dovresti chiuderla con la droga e questi giri strani" dissi girandomi verso di lui.
Ero stanca di vederlo così, non volevo che mio fratello finisse ammazzato, o peggio morisse a causa di questo problema. Era ancora giovane, non doveva sprecare la sua vita così. Si toccò i capelli mori scompigliati, portando via dalla fronte quelle poche ciocche che urtavano la sua vista.
"Zoe, non devi preoccuparti, se quello stronzo mi avesse dato i soldi, non sarebbe finita male" concluse.
Incrociai le braccia in segno di disapprovazione, continuando a fissare i suoi grandi occhi azzurri, mi ci sarei potuta perdere in quegli occhi.
"Lo so che ti preoccupi per me sorellina, ma lo sai che me la so cavare" disse avvicinandosi a me, accarezzandomi la guancia.
Le sue mani grandi coprivano bene tutta le superficie delle mie gote. Afferrai la mano, spostandola e sorridendo a malapena. Sorvolai la sua figura, per poi dirigermi verso la porta per uscire dal bagno. Ancora scossa da quello che era successo me ne andai in camera mia, chiudendomi nel mio mondo.
La stanza era poco illuminata dalla luce del sole e il letto era ancora sfatto. Presi il computer portatile, sdraiandomi sulla coperta soffice che ricopriva il materasso. Stavo ascoltando della musica, senza nemmeno preoccuparmi di quale canzone stesse risuonando negli auricolari che erano collegati al computer, quando mi accorsi che lo schermo del mio cellulare, si era illuminato.
Lo afferrai, spostandomi leggermente verso il comodino, in cui si trovava, per riuscire a prenderlo, e lo sbloccai. C'era un nuovo messaggio.
Da: Hope
oggi io e Anne andiamo al centro commerciale per un po' di shopping, ci fai compagnia? :) xx
Non esitai a risponderle:
certo, passatemi a prendere ;) x
Avevo bisogno di svagarmi un po'.
Mi alzai dal letto, poggiando i piedi nudi sulla moquette. Mi avvicinai all'armadio, aprendo l'anta e tirandone fuori una t-shirt e un paio di skinny jeans. Li indossai velocemente, assieme alle mie vans nere. Mi girai verso l'anta sinistra, che era provvista di uno specchio, e raccolsi i capelli mori in una coda. Sentii un clacson suonare, dovevano essere le ragazze che erano venute a prendermi.
***
Tenevo in mano la mia giacca in stoffa blu, dato che faceva molto caldo. Stavo girovagando tra i negozi insieme alle ragazze.
"Ho sentito che tuo fratello ha partecipato ad una rissa" iniziò Anne mentre curiosava tra dei vestitini appesi a delle grucce su un appendiabiti.
Rimasi zitta per qualche secondo.
"Sì come al solito" dissi mentre osservavo Anne.
"Andiamo usciamo, prendiamoci qualcosa da mangiare" piagnucolò Hope, toccandosi con una mano lo stomaco.
Io annuii e la incitai ad uscire dal negozio, spingendola fuori. Anne ci seguì.
"Andiamo alla gelateria" affermò Hope entusiasta.
Accettammo la sua proposta e ci dirigemmo verso la gelateria. Camminavo, e la mia mente era piena di pensieri. Pensavo a cosa potessero pensare i nostri genitori, intendo dire che sicuramente avrebbero iniziato a sospettare qualcosa. Ormai io e Nash eravamo maggiorenni, ma la mamma ci trattava come dei neonati. Sarebbe rimasta sicuramente sconvolta nel vedere Nash per l'ennesima volta così malconcio.
Tornai alla realtà, concentrando il mio sguardo in una parte del centro commerciale. Era molto affollato quel giorno, era pieno di ragazzini che correvano, bambini che piangevano e anche di teenager come noi.
Ma i miei occhi furono attratti da un gruppo di ragazzi, probabilmente della nostra età. C'era un ragazzo, poco più alto di me, dai capelli mori raccolti in un ciuffo all'insù, che si muoveva con passi lenti. Al suo seguito c'erano altri quattro ragazzi.
Sembravano dei tipi da cui stare alla larga, non promettevano nulla di buono. Mio fratello mi raccomandava sempre di non parlare con i ragazzi, era molto protettivo.
"Smettila di fissarlo!" urlò Anne nel mio timpano.
Sbarrai lo sguardo guardandolo.
"Non lo stavo fissando" ringhiai io.
Mi girai per vedere se quel ragazzo e il suo gruppo fossero sempre visibili, o fossero scomparsi tra la folla. Non riuscivo a vederli, quando incrociai lo sguardo del ragazzo moro. I suoi occhi brillavano, anche se eravamo molto distanti. Vidi apparire un mezzo sorrisetto sulle sue labbra, per poi sparire tra la folla.
"Cazzo ti ha sorriso!" urlò Hope.
La guardai sorpresa. Lo conosceva?
"Cazzo, ma ti rendi conto? Dallas ti ha sorriso!" continuò Anne.
Ero sempre più confusa, quando smisi di camminare e mi fermai davanti alle due ragazze.
"Perché? Chi é?" chiesi io.
Le due si guardarono, come se trovassero strano che io non sapessi chi fosse quel ragazzo che mi aveva appena sorriso.
"Cameron Dallas, diciannove anni, bello e...dio solo sa cosa gli farei" disse Anne tutto d'un fiato.
Capii subito che faceva parte di un qualche gruppo, come mio fratello. Rimasi un po' sovrappensiero.
"Non sorride a molte ragazze sai.." disse Hope.
Alzai le spalle, non sapevo cosa dire, non sapevo perché mi avesse sorriso.
Arrivate alla gelateria, mi accomodai ad un tavolino, uno dei pochi rimasti, data la moltitudine di persone presenti. Affidai ad Anne il compito di prendere anche il mio gelato. Mentre aspettavo che le ragazze tornassero presi il mio cellulare dalla tasca dei jeans. Passai il mio tempo a controllare i vari social network a cui ero iscritta. Annoiata alzai lo sguardo, iniziando a guardarmi intorno. Riconobbi quel ciuffo moro tra la folla. Sapevo di chi era, di quel certo Dallas.
Incuriosita mi alzai velocemente dalla sedia, lasciando il tavolino vuoto, senza avvertire ne' Anne ne' Hope.
Cercai di seguire con lo sguardo la figura del ragazzo, mentre camminavo lentamente verso la sua direzione. Arrivai fino ad un certo punto, ovvero alla deviazione dei bagni. Non c'era praticamente nessuno, era strano vedere la differenza tra la folla che c'era nel centro commerciale e le poche persone che passano in quel piccolo spazio che conduceva ai bagni.
Non riuscivo più a vedere i capelli mori del ragazzo, quando mi girai per tornare indietro, alla gelateria. Stavo camminando, vicino al muro bianco e lucido, quando sentii una figura dietro alle mie spalle.
Mi girai di scatto e incrociai nuovamente quegli occhi di prima.
Da vicino erano ancora più belli, erano color nocciola e luminosi. I capelli castani, non fissati bene con il gel, cadevano anche sulla sua fronte, le sue labbra rosee erano carnose. Era poco più alto di me.
Appoggiai la schiena al muro, intimorita da lui e dal suo modo di fissarmi. Dopodiché poggiò una mano sul muro. Era vicino alla mia testa. Deglutii mentre continuava a guardarmi.
"Sei la sorella di Nash? Nash Grier?" disse in un ghigno.
Annuì leggermente, continuando a guardare i suoi occhi.
"Perfetto, non vedevo l'ora di conoscerti ridacchiò.
****
Buonasera!
Questo è il primo capitolo della mia 2° Fanfiction, spero vi piaccia c:
*non dimenticate di votare il capitolo e di lasciare un commento, ditemi come vi sembra!*
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