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Capitolo Otto.

Usciti dall'abitazione Cameron si diresse verso la mercedes nera parcheggiata davanti alla casa. Entrai nell'auto dalla parte del passeggero e Cameron nella parte del guidatore. Io indossai la cintura, lui non fece lo stesso, anzi non lo faceva mai. Mise in moto la vettura e partimmo per il parco. Cameron si accese una sigaretta, abbassando il finestrino per buttare la cenere.

"Io rimango in macchina" fece un tiro "se tuo fratello mi vede sono morto" finì buttando fuori il fumo.

Io annuì, era ovvio che non dovevo farmi vedere con lui, anche se ancora non sapevo bene quali fossero i rapporti tra Cameron e Nash.

* * *

Notai in lontananza il parco comunale, Cameron rallentò. Arrestò la macchina completamente. Mi tolsi la cintura e mi girai a guardarlo. Non sapevo bene come comportarmi con lui, di conseguenza come salutarlo. Decisi di avvicinarmi a lui e lasciai un leggero bacio sulle sue labbra rosa, per poi scendere dall'auto. Non ebbi il coraggio di guardare la sua espressione. Cominciai a camminare sul marciapiede al bordo della strada che portava fino al parco. Dopo alcuni passi iniziai a distinguere delle figure, notai un gruppo di ragazzi, saranno stati tre o quattro, un corpo disteso e un altro sopra di esso. Pensai a mio fratello e iniziai a correre. Arrivai fino al parco verde e sorvolata l'altalena capii che i ragazzi erano gli amici di mio fratello, tra di essi c'era anche Kenny, che mi aveva chiamato. Si girò a guardarmi e arrivata davanti a lui mi fermò tenendomi per le spalle.

"Fammi passare" affermai decisa, scostandolo.

Lui mi lasciò oltrepassare la barriera dei ragazzi e vidi che il corpo disteso era quello di uno degli amici di Harry, doveva essere Taylor, il ragazzo pelato che aveva detto l'ordinazione alla tavola calda. Mio fratello era sopra di lui. Lo stava letteralmente massacrando. Sferrava dei cazzotti sul viso sofferente del ragazzo, mentre del sangue ricopriva buona parte del suo viso.

"Stronzo! io ti ammazzo!" urlava inferocito mio fratello, mentre continuava a colpire Taylor.

La mia bocca si spalancò, ero veramente impaurita da quella scena. Non ce la facevo a vedere quel ragazzo così e poi, insomma era un amico di Cameron. Odiavo quel lato di Nash.

"Nash che cazzo stai facendo? Smettila o lo ucciderai" urlai io con tutto il fiato che avevo in gola.

Stava per sferrare un altro pugno sul viso del ragazzo quando si arrestò improvvisamente alle mie parole. Si girò lentamente verso di me, i suoi occhi erano pieni di rabbia, un ghigno era sulla sua bocca.

"Zoe vattene" urlò lui.

Mi avvicinai di più ai due ragazzi.

"Non me ne vado porca puttana, lascialo stare, che ti ha fatto?" strillai.

A quelle parole mio fratello si alzò dalla figura esausta di Taylor, che si portò le mani al viso per cercare di fermare l'abbondante fuoriuscita del sangue dai veri sfregi che erano sul suo viso. Nash si avvicinò a me, ero molto intimorita. Anche se era mio fratello e sapevo che non mi avrebbe mai fatto del male, quel ragazzo forzuto mi spaventava. Il suo respiro era affannato e le sue nocche erano insanguinate. Si pulì le mani sulla maglietta bianca, che di conseguenza si sporcò del sangue del ragazzo.

"Che ha fatto? che ha fatto? lo vuoi sapere?" domandò inferocito.

Deglutii, per poi annuire.

"Questo figlio di puttana ha detto che ti vedi con Cameron Dallas"

Sbarrai gli occhi. La mia salivazione si fece intensa. Il cuore pulsava velocemente. Non sapevo cosa rispondere, quindi Nash e Cameron erano in conflitto? Dovevo mentire, ancora una volta.

"Non è vero è una stronzata" dissi con lo sguardo basso, cercando di non incontrare gli occhi del ragazzo disteso per terra.

Taylor si alzò dal prato verde, era veramente malconcio, ci guardò per un attimo per scappare nella direzione opposta, la sua figura sparì poco dopo.

Nash si calmò, andando alla fontanella vicino agli scivoli per sciacquarsi le mani e dissetarsi. Tornò verso di me. Mi abbracciò forte.

"Scusa se ti ho spaventata" sussurrò.

Ricambiai intensamente l'abbraccio, per poi staccarmi da lui.

"Ma chi è Cameron Dallas?" mentii.

Lui si voltò, per poi tornare a guardarmi negli occhi.

"Sappi solo che se ti vieni a cercare o azzarda a toccarti, io lo ammazzo, capito? devi dirmelo se ti dice qualcosa, non deve nemmeno pensare a te" affermò.

"C-certo" risposi balbettando.

NASH'S POV.

Rallentai, fermando la macchina non troppo vicino al parco, per non farmi vedere da Taylor. Zoe si tolse la cintura e rimase a guardarmi per qualche secondo. Non sapevo cosa avrebbe fatto. Si avvicinò a me baciandomi a stampo per poi scappare dalla macchina. Avrei desiderato assaporare meglio quelle sue labbra carnose. Ero riuscito a diventare più intimo con quella ragazza mora, il mio obbiettivo era quello di arrivare a suo fratello. Tutto stava procedendo come previsto. Avevo ordinato a Taylor di andare da Kenny e di dirgli che sua sorella si vedeva con me. Ero sicuro che si sarebbe scatenato. Mi dispiaceva per Taylor, ma una piccola quantità di erba e un po' di denaro extra riuscirono a convincerlo. Non arrivai a pensare che addirittura un amico del fratello di Zoe la avrebbe chiamata, ma quel ragazzo mi era stato davvero d'aiuto. Mi ero risparmiato la passeggiata romantica con Zoe, per portarla fino al parco. Sicuramente in quel momento Nash stava massacrando Taylor. Zoe avrebbe sicuramente mentito, non era il genere di ragazza che avrebbe corso il rischio. Il mio cellulare squillò per qualche secondo. Lo sfilai dalla tasca dei jeans neri per poi sbloccarlo.

"chiamata persa da Taylor" riportava una notifica sullo schermo del cellulare.

Misi in moto la macchina, accelerai e mi fermai nuovamente quando vidi un ragazzo arrancare: era Taylor. Mi fermai davanti a lui, ed entrò subito nell'auto. Le sue mani e il suo viso erano sporchi di sangue, aveva un occhio nero.

"Sta attento a non sporcarmi il sedile" ridacchiai cambiando marcia.

Si pulì le mani sui pantaloni di tuta blu.

"Quello stronzo stava per ammazzarmi, menomale è arrivata la troietta" affermò.

Quell'affermazione mi diede fastidio, ero sicuro di non provare niente per quella ragazza dai capelli mori e dagli occhi scuri. Appoggiai le mani saldamente sul volante.

"Portale rispetto, infondo ci sta aiutando molto" dissi guardandolo con la coda dell'occhio.

Lui iniziò a ridere di gusto, mentre si toccava ancora le ferite.

"Ti piace Cam eh" esclamò.

Che diamine stava dicendo? Come si permetteva. Inchiodai, fermando l'auto.

"Scendi, vattene a casa a piedi, ti farà bene" ordinai.

Il moro obbedì scendendo intimorito dalla macchina.

Partii nuovamente. La prossima tappa era la casa di Zoe. Volevo vedere se mi avrebbe raccontato una bugia oppure la verità.

ZOE'S POV.

Dopo quella scena nel parco io e Nash tornammo a casa. Ero ancora scossa, soprattutto per il fatto che io e Cameron ci stavamo frequentando anche se mio fratello non voleva. Dovevo saperne di più su questa storia, perché Nash non voleva che io parlassi con Cameron? Più o meno trattavano la stessa roba. Riuscii a tornare nella mia stanza, sana e salva. Si era fatto pomeriggio. Il mio cellulare suonò.

"Cazzo e adesso chi è che rompe" ringhiai rispondendo alla chiamata.

"Zoe sei a casa?"

Riconobbi subito la voce roca del moro.

"Si perché?"

"Esci" attaccò.

Era molto coinciso, non si sprecava molto con le parole. Scesi le scale e uscii di casa senza dare troppo nell'occhio. La mercedes nera di Cameron mi stava aspettando nuovamente. Entrai in quest'ultima. Chiusi lo sportello e incrociai le gambe.

"Allora che era successo?" domandò guardandomi.

Non sapevo se raccontargli davvero quello che era successo, ma pensai che era più sicuro essere sincera, almeno con lui.

"Mio fratello ha picchiato Taylor.." dissi.

Mi girai a guardarlo, sembrava inespressivo, come se la cosa non lo toccasse per niente. Pensai che gli potesse dispiacere dato che era un suo amico, ma niente.

"Di sicuro tuo fratello non vuole che tu mi frequenti" ridacchiò.

Annuì. Lui si avvicinò a me, baciandomi appassionatamente. Infilò la lingua nella mia bocca, per poi mordere il mio labbro inferiore.

"Rischio di perdere la fiducia di Nash ogni volta che ci incontriamo" sussurrai.

Appoggiò una mano sulla mia coscia, stringendola forte.

"La cosa mi eccita" affermò con la sua voce profonda.

***
Non dimenticate di votare il capitolo!
Buona lettura!c:

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