Capitolo Dieci.
"Ehm intendevo, se devi andare vai.." mi corressi imbarazzata lasciando la sua mano.
Lui mi guardò intensamente, si inumidì le labbra. Mi prese nuovamente per mano, strattonandomi e facendo si che il mio petto fosse a contatto con il suo.
"Mi dici una cosa dolce per una volta e poi ti correggi subito?" sogghignò.
Mi prese per i fianchi e lasciò un bacio sulla mio fronte.
"Allora rimango qua" finì per poi buttarsi nuovamente sul mio letto.
NASH'S POV.
Avevo appena finito di parlare con mia sorella di sesso. Le avevo chiesto se era ancora vergine, la sua risposta fu un no secco. Avevo la sensazione però che anche se non aveva fatto ancora sesso avesse sperimentato qualcos'altro. Decisi di togliere quell'idea dalla mia mente e uscii come al mio solito di casa.
Arrivato nel vialetto davanti casa entrai nella mia Range Rover grigia. Dovevo andare da Kenny per parlare di qualche faccenda che dovevamo sbrigare e dividere i soldi guadagnati in quella settimana. Misi in moto la macchina e sfrecciai verso la casa del mio amico.
* * *
Entrai nella casa vuota di Kenny, c'erano anche gli altri ragazzi del clan. Il ragazzo abitava da solo, per sua fortuna. Anch'io da lì a poco sarei andato ad abitare per conto mio. Io spacciavo ma non usavo droghe pesanti, mi fumavo qualche canna ogni tanto e prendevo qualche pasticca, ma niente di che. Quando si vede la gente ridursi male con cocaina o roba del genere ti passa la voglia di farti uccidere lentamente dalla droga.
Mi misi seduto sul divano di stoffa nera accanto a Jack. Il ragazzo biondo stava fumando una canna che si era appena rollato.
"Allora quanto abbiamo incassato questa settimana?" domandai.
L'altro Jack si girò contando le diverse banconote in mano.
"Circa 500 dollari" sorrise compiaciuto.
"Perfetto" affermai.
Kenny si portò la bottiglia di birra alla bocca, sorseggiando un po' del liquido gassoso. Me ne porse una già stappata. Iniziai a bere anch'io.
Si mise seduto al mio fianco, appoggiando il gomito sul bracciolo del divano.
"Zoe come sta?" chiese bevendo ancora.
Era l'unico dei miei amici con cui Zoe aveva più confidenza. Mi chiedeva spesso come stava.
"Tutto bene, sai sta affrontando quel periodo.."
Mi sorrise, appoggiando i gomiti sulle sue ginocchia e tenendo la bottiglia verde con entrambe le mani.
"che intendi?" si voltò a guardarmi.
Sorrisi anch'io, forse non ero stato molto chiaro.
"Intendo il sesso, le prime cotte..sai credo che abbia provato a fare qualcosa con un ragazzo" feci l'occhiolino.
Mi alzai in piedi.
"Beh è una ragazza carina, io me la farei" rispose.
Lo guardai da cima a fondo. Mi dava fastidio che dei ragazzi facessero 'quel genere di pensieri' su mia sorella, ma comunque preferivo che fosse lui la prima volta di mia sorella, lo conoscevo bene e da un lato mi fidavo anche di lui, invece che uno sconosciuto qualunque.
"Preferirei che mia sorella scopasse con te che con uno stronzo che nemmeno conosco" affermai.
Lui si alzò e si mise davanti a me.
"Dovresti essere più apprensivo e meno possessivo" mise una mano sulla mia spalla "ormai ha 18 anni è normale fare le prime esperienze alla sua età"
Stava visibilmente cercando di rassicurarmi, ma un idea balenò nella mia testa.
"Voglio che ti occupi di lei" ordinai "domani valla a prendere a lavoro" conclusi.
Lui annuì divertito.
"Va bene amico, ma se me la porto a letto non venirmi a farmi la predica" disse dandomi una pacca sul petto, per poi allontanarsi.
* * *
ZOE'S POV.
Cameron era rimasto a dormire a casa mia, e come l'ultima volta, quando mi ero svegliata stamattina non c'era.
Ero a lavoro e avevo quasi finito il mio turno, mi ero dovuta svegliare abbastanza presto -per i miei orari- dato che avevo il turno mattutino.
Notai una figura conosciuta entrare nella tavola calda. Era Kenny, l'amico di Nash. Si avvicinó al bancone, salutandomi con la mano.
"Ciao Zoe, sono venuto a prenderti, tuo fratello ha avuto un imprevisto" sorrise.
Rimasi un po' perplessa, di solito Nash veniva sempre a prendermi, non scaricava mai quel compito a qualcun altro, era molto protettivo. Comunque mi fidavo del ragazzo moro, con i capelli scompigliati.
"Okay, stavo proprio staccando"
Mi tolsi il grembiule, appoggiandolo al gancio e andai dalla parte opposta del bancone. Seguii Kenny e uscimmo dal locale.
Entrai nella macchina sedendomi comoda sul seggiolino in pelle della bmw del ragazzo. Indossai la cintura e con grande piacere notai che lo fece anche lui, al contrario di Cameron.
"Sei carina con questo cappellino" disse ridendo e toccando il mio cappellino della divisa per poi mettere in moto la macchina e uscire dal parcheggio.
Le mie guance si colorarono di rosso. Dio mi ero dimenticata del cappellino. Sprofondai sdraiandomi nel sedile.
Rimasi silenziosa per un po' finche il mio cellulare vibrò nella tasca dei miei pantaloni. Lo sfilai dalla tasca e risposi.
"Sì pronto?" dissi.
"Ehy piccola vengo a prenderti a lavoro?" era Cameron.
Iniziai ad imprecare mentalmente.
"Zoe ci sei?" chiese "cazzo rispondi" il suo tono si faceva più imponente.
Non potevo di certo far capire a Kenny che era Cameron Dallas al telefono con me.
"Sì mamma sto arrivando" me ne uscii per poi attaccare velocemente.
Il ragazzo si volto sorridendomi. Riposi il cellulare nella tasca dei pantaloni.
Arrivati davanti a casa mia rallentò.
"Allora grazie" dissi afferrando la maniglia dello sportello per aprirlo.
Kenny mi precedette, richiudendo lo sportello semiaperto.
Il mio cuore iniziò a pulsare velocemente, cosa voleva fare?
Appoggiò una mano sulla mia coscia, stringendola forte. Un brivido percorse la mia schiena. Ero impaurita. Avvicinò la sua testa sul mio collo, lasciando un bacio sulla mia scapola. Deglutii.
"Sai il tuo fratellino ha detto che dovrei essere io ad occuparmi di te, forse dovremmo incominciare a conoscerci meglio" sussurrò al mio orecchio.
Quella frase era stata davvero disgustosa. Premette le sue labbra sulle mie, cercando di far entrare la sua lingua. Non riuscivo a staccarmi da lui, così mentre tenevo le labbra serrate, diedi un colpo dritto dritto sulle sue parti intime, per poi farlo strillare. Ne approfittai di quel momento per uscire dalla macchina e sbattere lo sportello dietro di me.
"Stronzo" urlai correndo in casa.
Salii velocemente al piano di sopra, cercando Nash per raccontargli ciò che era successo e per sapere se era vero ciò che aveva detto il ragazzo moro. Non era in casa: tipico. Mi ritirai in camera mia, cambiandomi con dei jeans stretti e una felpa di Hollister bianca. Ricordai che avrei dovuto richiamare Cameron. Presi il cellulare e digitai il suo numero.
"scusa scusa scusa" iniziai la chiamata.
"con chi eri?" chiese irritato.
"un amico di mio fratello, poi ti racconto, puoi venirmi a prendere?"
"va bene ma andiamo a casa mia, mia madre non c'e'" precisò.
* * *
Mi ritrovai per la seconda volta nella stanza del ragazzo moro. Gli avevo raccontato tutto quello che era accaduto.
"Non vi siete baciati vero?" disse guardandomi.
Abbassai lo sguardo.
"Ha solo appoggiato le labbra sulle mie, ma le nostre lingue non si sono toccate" spiegai.
Diede un colpo contro le parete celeste. Mi presi un spavento.
"Quel pezzo di merda non deve azzardarsi a toccarti"
Un sorrisetto spuntò sul mio viso. Un ragazzo che si preoccupava così per me? Non mi era mai capitato.
"Uhm, allora sei geloso" dissi alzandomi e avvicinandomi alla sua figura.
Si girò di scatto, i suoi capelli si scompigliarono.
"Facciamo una promessa" iniziò "io non esco con nessuno e tu non esci con nessuno, solo io e te, Cameron e Zoe" finì.
Mi strinse forte al suo petto.
"Diciamo che manterrò la promessa" alzai lo sguardo per guardare nelle sue pupille.
"Diciamo che terrò il tuo cuore al sicuro" mi bació.
***
Buona lettura!
E non dimenticate di votare il capitolo e commentarlo!
P.s. forse stasera aggiornerò anche l'altra storia c:
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