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Capito Cinque.

Continuammo ad amoreggiare sotto quell'albero che ci faceva ombra. Il ragazzo che m'incuteva paura era adesso in un momento molto vulnerabile, quindi cercai di trarre qualche informazione ponendogli qualche domanda, senza sembrare troppo indiscreta.

"Conosci mio fratello?" domandai, staccandomi dalle sue labbra.

Lui sembrava un po' infastidito dal fatto che le mie labbra si fossero staccate dalle sue. Sorrise.

"Lo conoscono tutti" rispose, avvicinandosi al mio viso cercando di rubarmi un altro bacio.

Scostai il mio viso, e il suo naso colpì la mia guancia.

"Ci hai mai parlato?" domandai ancora una volta.

Lui sbuffò, innervosendosi sempre di più.

"Diciamo.." affermò, scostandomi e facendomi alzare.

Si alzò anche lui, aggiustandosi i capelli. Amavo quando lo faceva.

"Io devo andare da Taylor, ti riaccompagno a casa" disse iniziando a camminare.

Il nostro incontro era stato veloce, e non volevo farlo finire, volevo stare ancora un po' con Cameron.

"Posso venire anch'io?" chiesi a voce bassa.

Anche se la mia affermazione era stata fatta di sfuggita, lui capì e si voltò a guardarmi.

"Non avevi detto che quel 'genere di posti' non facevano per te?" sorrise divertito.

Scossi la testa.

"Voglio venire con te" dissi decisa.

Tirò un grande sospiro.

"Va bene, d'accordo, andiamo" disse accontentandomi.

Il suo carattere sembrava essere non così irascibile e scontroso, forse perché si comportava in quella maniera davanti ai suoi amici. C'incamminammo per andare alla macchina.

* * *

Cameron parcheggiò la macchina davanti a una normale villetta a schiera bianca. Niente che mi mettesse timore. Scendemmo entrambi dalla macchina costosa e come al solito dovetti correre verso Cameron, dato che sembrava non volermi mai aspettare, o forse ero io che ero troppo lenta. Arrivati davanti alla porta della casa, lui suonò il campanello. Un ragazzo moro dagli occhi scuri aprì la porta.

"Ciao Cam entra pure" disse spostandosi dall'entrata mentre Cameron passò per entrare. "Prego" mi sorrise lui per far entrare anche me e chiudere la porta dietro di lui.

Taylor era l'unico tra gli amici di Cameron che non m'intimoriva e mi stava diciamo, simpatico. Inoltre dovevo ammettere che tra le simpatie di Cameron c'erano molti bei ragazzi, e la cosa non era da sottovalutare.

Lo seguii velocemente, mentre mi guardavo intorno. La casa era ben arredata, tutto al suo posto. Un odore di rose perveniva in tutto l'ambiente. Capii che Taylor viveva assieme ai suoi genitori e/o ad eventuali fratelli o sorelle. Cameron mise piede nel soggiorno. Con mia amarezza notai che anche le due ragazze che tanto odiavo erano nel soggiorno, sedute su uno dei tre divanetti bianchi. Vanessa mi diede subito un'occhiata, mentre gli altri ragazzi mi salutarono. Mi vergognavo ancora della brutta figura fatta la sera precedente.

"Andate in cucina a prendervi una birra" consigliò Taylor.

Cameron accettò l'idea e si avviò verso la cucina, da cui si vedeva l'entrata dal soggiorno. Andai anch'io nella cucina. Anch'essa era molto ordinata e pulita. Un tavolo di legno scuro era a posto al centro e delle bottiglie di birra erano state appoggiate sopra di quest'ultimo. Cameron afferrò una bottiglia, passandomene una. Mi rassegnai all'idea che dovevo farmi piacere quel liquido disgustoso per forza. Dal mio posto potevo vedere il soggiorno e non riuscivo a smettere di fissare la bionda.

"Che c'e'?" domandò Cameron.

Io mi girai verso di lui, guardando i suoi occhi color nocciola.

"Uhm, niente.." balbettai.

Lui si portò la bottiglia alla bocca, bevendo un po' di birra. Appoggiò il suo corpo muscoloso al tavolo.

"C'entra qualcosa Vanessa eh" ridacchiò.

Sbuffai.

"Ma ti dico di no, non insistere" dissi irritata.

Si avvicinò a me, portando il suo viso vicino al mio. Mise la sua fronte contro la mia.

"Cos'è sei gelosa" affermò divertito.

Rimasi un po' stupita dalla sua affermazione. Forse ero davvero gelosa. Non sapevo ancora cosa esattamente provavo verso Cameron, forse solamente attrazione fisica. Dovevo ammettere però che mi innervosiva molto il modo in cui quell'oca bionda guardasse Cameron.

"Mi piacciono le ragazze gelose" disse lui con voce sensuale, per poi passare a baciare le mie labbra.

Ci unimmo in un lungo bacio. Intrecciai le braccia intorno al suo collo, stando attenta a non urtarlo con la bottiglia di vetro verde che tenevo in mano. Lui mise le sue mani sulla mia schiena, per poi passare più in basso. Ormai in questi pochi giorni mi c'ero abituata.

"Andiamo di là" disse staccandosi da me. Lo seguii nel soggiorno. Tutti ci guardarono, notai che il posto accanto a Vanessa era stato liberato da Ashley.

"Siediti accanto a me" disse guardandolo e battendo la mano sul tessuto bianco.

Sperai con tutto il cuore che Cameron non si sedesse accanto a lei. Invece lo fece. Forse voleva farlo per farmi arrabbiare, forse aveva capito che ero un po' gelosa. Per ripicca decisi di mettermi accanto a Taylor, facendomi spazio tra lui e Matt. Appoggiai la bottiglia che avevo ancora in mano per terra, tra i miei piedi. Cameron mi teneva a vista d'occhio, mentre Vanessa parlava con lui, e non la ascoltava nemmeno. La cosa mi piaceva.

"Fumiamo?" Ed avanzò la richiesta.

Sapevo che cosa avrebbero fumato, e io mi sentivo pronta. Non avrei mai pensato di dovermi sentire pronta per qualcosa del genere, ma comunque ero sicura che stavolta non avrei fatto figuracce, grazie ai consigli di Nash.

Matt prese una canna dalla tasca dei suoi pantaloni della tuta. Prese l'accendino e iniziò a fumarla senza farsi troppe paranoie. La passò man mano, prima a Cameron e a Valerie, poi ad Ashley e ad Aaron. Alla fine arrivò il mio turno. Presi la canna come al mio solito e un bisbiglio arrivò ai miei orecchi.

"Non devi farlo se non vuoi" disse Taylor. Quell'affermazione era stata davvero molto dolce, ma portai comunque il filtro alla bocca. Aspirai, tenevo gli occhi chiusi. Ci presi gusto e feci altri due o tre tiri, per poi passare il tutto a Taylor, che mi sorrise, toccandomi la coscia, come per rassicurarmi. Cameron fulminò la sua mano con uno sguardo. Io ridacchiai leggermente.

* * *

Cameron mi accompagnò a casa ed io lo salutai con un bacio per poi uscire dalla macchina. Entrai in casa, salutando mamma e correndo su per le scale. Stavo camminando nel corridoio centrale per arrivare alla mia camera. In contemporanea mio fratello uscì dalla sua stanza. In quel momento un pensiero martellò la mia testa. Avevo fumato e di sicuro il mio alito mi avrebbe fatto scoprire. Cercai di superare quell'ostacolo, aumentando il passo. Nash mi prese per un braccio.

"Dove sei stata?" chiese lui.

Di sicuro si sarebbe accorto del mio alito che sapeva di fumo. Risposi a denti stretti.

"Sono uscita con Anne e Hope"

"Sicura?" continuò.

"Si, non rompere" urlai, liberando il mio braccio dalla sua presa.

Aprii la porta di camera mia, quando sentii che una botta. Nash tirò un pugno contro lo stipite del legno della porta.

"Hai fumato?" ringhiò.

Il mio cuore iniziò a pulsare velocemente.

"Dove cazzo sei stata Zoe?"

Non avevo il coraggio di rispondere, non avevo più scuse a mia disposizione, cercai comunque di convincerlo.

"Con le mie amiche te l'ho detto" balbettai, tenendo lo sguardo basso "adesso esci per favore" dissi spingendolo fuori dalla camera.

"Per questa volta te la faccio passare liscia" rispose duramente. "Io esco ci vediamo domani mattina"

Sorrisi e lo salutai. Era sabato sera, era normale che mio fratello uscisse, speravo solo che non tornasse malconcio.

* * *

Dopo l'imprevisto con mio fratello andai a cenare. Tornai in camera mia subito dopo, chiudendo la camera a chiave. Volevo stare sola, senza essere disturbata dai miei genitori. Un temporale era iniziato, anche se oggi era stata una giornata assolata.
Un tuono fece rimbombare tutta la stanza. Si era fatto ormai tardi, ero molto stanca. Indossai il mio solito pigiama e mi rannicchiai sotto le coperte calde.

Stavo utilizzando il mio cellulare, per controllare un po' facebook e altri social network, quando il mio sguardo si soffermò sulla finestra, coperta leggermente dalle tende. Un fulmine illuminò la stanza e una figura scura trasparì dalle tende, trasferendola sul muro.

Stavo letteralmente morendo. La paura mi assaliva. Avevo un groppone in gola. Continuavo a fissare la finestra, vedendo una figura muoversi. Ad un certo punto sentii bussare contro il vetro. Rimasi sorpresa, di certo se fosse stato un ladro non avrebbe bussato. Ancora impaurita mi alzai dal letto, togliendo le coperte che ricoprivano il mio corpo. Mi avvicinai in punta di piedi verso la finestra. Tremante scostai la tenda. La mia tensione si trasformò in sorpresa quando scostando la tenda vidi che c'era Cameron bagnato fradicio davanti alla mia finestra. La aprii subito facendolo entrare.

"Che cazzo ci fai qua?" domandai agitata.

Chiusi subito la finestra. Si teneva una mano davanti al viso. Girai il corpo del ragazzo voltandolo di fronte a me. Il suo ciuffo bagnato cadeva sulla fronte, oscurando la vista del suo viso. Scostai la sua mano e lui mi lasciò fare. Del sangue usciva dal suo naso, un livido nero contornava il suo occhio destro.

"Porca troia" esclamai.

Lo presi per mano, portandolo nel bagno. Accesi la luce. La sua condizione malmessa era messa in evidenza dalla luce sprigionata dalla lampada. Era davvero conciato male. Aprii il rubinetto e presi un panno pulito, bagnandolo leggermente e tamponando il viso di Cameron. Mi sembrava quasi di star aiutando mio fratello. Sapevo bene come comportarmi.

Dove aver ripulito il viso di Cameron dal sangue, uscii dalla camera andando a prendere dei vestiti asciutti in camera di mio fratello. Tornai nella camera, lui era in mezzo alla stanza con lo sguardo basso.

"Spero che questi ti stiano, sono di mio fratello" affermai, passandogli i vestiti.

Lui non aveva spiaccicato parola. Odiavo quel suo essere silenzioso. Pensai che si sarebbe cambiato in bagno, invece si sfilò gli indumenti. Rimase in boxer e io guardavo imbarazzata il suo corpo più che definito. Si infilò la tuta nera e la maglietta a maniche corte rossa. I suoi capelli erano quasi asciutti.

Mi misi seduta sul letto e gli feci cenno di mettersi accanto a me. Lui obbedì.

".i dici che diamine hai combinato?" domandai.

Lui alzò lo sguardo.

"Scusa se sono venuto qua, ma..mi trovavo da queste parti ed ero messo male, eri l'unica persona che.."

Non lo lasciai finire che appoggiai una mano sulla sua guancia e lasciai un timido bacio sulla sua fronte. Il suo sorriso illuminò la stanza buia.

"Vuoi restare a dormire qua?" chiesi, preoccupata per il maltempo e la sua condizione.

"Posso?" sbarrò gli occhi.

"Certo dormirò sulla poltrona" sorrisi.

Lui si alzò in piedi, guardandosi intorno. Molto probabilmente stava cercando la poltrona. Si mise seduto sopra di questa, rannicchiandosi.

"Cameron non.."

"Hai fatto già tanto" sospirò.

Annuì e mi avvicinai all'armadio, estraendone una coperta con una trama a quadri. Era la più calda che avevo nella stanza. La poggiai sul suo corpo e lui se la strinse intorno. Tornai nel mio letto, mettendomi sotto il piumino. Ero agitatissima al fatto che Cameron fosse nella mia camera. Mi strinsi sotto le coperte.

Dopo circa mezz'ora che tentavo di addormentarmi, un peso abbassò leggermente il letto e qualcuno alzò le coperte, sentii delle braccia avvolgere il mio corpo.

"Posso stare qua accanto a te?" sussurrò Cameron.

"C-certo" balbettai sorridendo.

Mi addormentai, restando per l'ennesima volta soppressa del cambiamento di carattere di quel misterioso ragazzo.


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Ta daaaa!
Non dimenticate di votare il capitolo c:
Buona lettura!

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