Capitolo 2
Il sole con i suoi luminosi raggi risplendeva tutte le mattine attraverso i fori presenti nelle tapparelle della piccola e disordinata stanza di (t/n) che così dava il suo inizio alle lunghe e impegnative giornate. Giornate che avrebbe per la maggior parte trascorso in compagnia di Amane all'università, mentre la sua mente era occupata dal corvino della panchina durante il resto del tempo.
Chissà chi era... com'era la sua personalità? Un ragazzo così carino... che fosse innamorato di qualcuno? Che condividessero delle passioni in comune, quanti altri libri potevano avere letto entrambi? C'erano così tante cose che (t/n) avrebbe voluto scoprire su di lui. Ma infondo, lei sapeva che ogni persona, dietro le apparenze che mostrava, celava una parte oscura che non tutti avrebbero potuto accettare, che avrebbe potuto spaventare, e che solo pochi avrebbero oltrepassato questa soglia. Avrebbe potuto (t/n) accettare questa oscurità, qualunque fosse stata? Solo così avrebbe potuto apprezzare ogni sua singola sfaccettatura.
Quella giornata, simile a tante altre, avrebbe dato inizio a qualcosa che (t/n) non avrebbe mai potuto prevedere. Il cielo sembrava riversare la propria ira sulla terra e furono proprio dei tuoni a svegliare la ragazza. Questo non le dispiaceva, in quanto trovava la pioggia rilassante, perciò ne approfittò per coccolare il suo gattino, che la accompagna ovunque da ormai un po' di anni, Yuki, un gatto di taglia piccola dal pelo nero e dagli occhi color verde brillante. La mattina proseguì con la solita routine e una tazza di caffè macchiato. Si vestì in modo semplice e si coprì le occhiaie che si ritrovò, dopo molti notti trascorse a studiare e informarsi, con l'utilizzo del correttore e l'aggiunta di un tocco di mascara e matita.
Prese la borsa ed uscì di casa, quando con sorpresa notò un messaggio da parte di Amane, in cui le diceva di inviarle la posizione in cui si trovava dato che aveva comprato un auto e sarebbe venuto a prenderla. Appena uscita di casa, gli inviò la posizione del suo indirizzo, dopodiché si mise ad aspettare sotto l'insegna di un negozio con il suo ombrello nero. Poco dopo Amane si fece trovare davanti alla (c/c), sorridendole apertamente, ricevendo a sua volta un sorriso in risposta dalla ragazza, che iniziò ad osservare l'auto, si trattava di un'Audi A1, come spiegò poi Amane. All'esterno era rivestita di nero lucido, colore che (t/n) non avrebbe definito più adatto, approvò anche la scelta del rivestimento interno della vettura color beige con sedili in pelle.
Una volta entrata in auto discussero riguardo l'acquisto e Amane le raccontò che fin da bambino aveva desiderato un auto del genere e che ricevette in regalo da un suo amico, proprietario di un concessionario, in occasione del suo ventesimo compleanno. Durante il tragitto continuarono a discutere, fino a che il ragazzo non parcheggiò l'auto poco distante dall'ingresso dell'università. Guardando l'ora, notarono di avere ancora circa una ventina di minuti prima dell'inizio della lezione, quindi ne approfittarono per andare a sedersi al bar al fine di continuare la conversazione.
"(T/c)-san, vorrei chiederti una cosa..." disse improvvisamente Amane, arrossendo in viso nel pronunciare quelle parole.
Preoccupata per il repentino cambio nell'atteggiamento dell'amico, (t/n) espresse immediatamente il proprio interesse in quanto il ragazzo avesse intenzione di dirle.
"Ti andrebbe di uscire a cena con me? Non sentirti obbligata a dirmi di sì, però mi piacerebbe molto..." confessò in imbarazzo il castano.
(T/n) non nascose la propria sorpresa nei confronti della proposta. Come avrebbe dovuto rispondere? Ripensò al ragazzo della panchina ed al fatto che se avesse voluto uscire con qualcuno, quel qualcuno sarebbe stato lui. Infondo, però, non lo conosceva, quindi perché rifiutare una cena ad un amico?
Ricomponendosi, (t/n) accettò l'invito del ragazzo, decidendo di considerare l'uscita come una cena tra amici, piuttosto che un appuntamento.
"Ci vediamo alle 8 sotto casa tua, va bene?" chiese Amane, ricevendo il consenso poco dopo da parte di (t/n).
Accorgendosi dell'orario, i due studenti recuperarono le rispettive borse, prima di dirigersi verso il primo corso. Nonostante fosse necessario che (t/n) mantenesse l'attenzione durante le poche lezioni della giornata, la sua mente continuava a vagare verso una determinata persona che non aveva avuto modo di conoscere propriamente.
In quelle poche settimane aveva avuto modo di conoscere Amane, arrivando a considerarlo velocemente come un "amico" e non come un ipotetico ragazzo, soprattutto da quando vide Kaneki per la prima volta, momento in cui la sua mente ne fu completamente catturata.
Una volta uscita dall'università, Amane si offrì di riaccompagnarla a casa dato che il tempo non era migliorato, (t/n), ringraziandolo per la premura, accettò la sua offerta.
Arrivati a destinazione, prima che (t/n) potesse scendere dall'auto, Amane chiese alla ragazza di afferrare una busta appoggiata sui sedili posteriori; una volta eseguita la richiesta del castano, questo le disse con aria imbarazzata:" Mi trovavo al centro commerciale e, quando ho visto questo, non ho potuto fare a meno che pensare a te..." commentò, distogliendo lo sguardo dalla ragazza, mentre questa prendeva l'oggetto impacchettato all'interno della busta.
Si trattava di una leggera sciarpa color verde. Di fronte al regalo, (t/n) non nascose la sua gratitudine, sorpresa dal pensiero dell'amico.
"Spero che ti piaccia, e che la indosserai ogni tanto" disse poi Amane, visibilmente imbarazzato, sperando di vedere la (c/c) indossare il regalo.
"La indosserò senz'altro!" esclamò, sorridendogli, prima di congedarsi.
Per quanto apprezzasse quelle dimostrazioni d'affetto da parte di Amane, (t/n) non poteva fare a meno che continuare a pensare a quel ragazzo incontrato di sfuggita.
Rifletté riguardo la giornata, i suoi occhi puntati sul soffitto. Non aveva idea di quale sarebbe stata la direzione giusta da prendere, nonostante avesse già in mente una risposta ai suoi dubbi.
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