CAPITOLO SECONDO-Il Cappello Parlante
Melody passò il resto del viaggio a fissare la campagna che man mano che il treno si spostava diventava una fitta foresta. Quando ormai era calata la notte, indossò la divisa.
Una voce risuonò per tutto il treno:
«Tra cinque minuti arriveremo a Hogwarts. Siete pregati di lasciare il bagaglio sul treno; verrà portato negli edifici della scuola separatamente».
Si unì alla calca che affollava il corridoio. Dopo aver rallentato, infine il treno si fermò. La gente procedette a spintoni verso lo sportello e poi scese sul marciapiedi stretto e buio. Melody rabbrividì all'aria gelida della notte. Poi, sopra le teste degli studenti, si accese una luce e udì una voce:
«Primo anno! Primo anno da questa parte! Coraggio, seguitemi... c'è qualcun altro del primo anno? E ora attenti a dove mettete i piedi. Quelli del primo anno mi seguano! Io sono Dernest, il guardacaccia della vostra nuova casa!».
Scivolando e incespicando seguirono il signore giù per quello che sembrava un sentiero ripido e stretto. Da entrambi i lati il buio era così fitto che Melody pensò che il sentiero fosse fiancheggiato da folti alberi. Nessuno aveva molta voglia di parlare.
«Fra un attimo: prima vista panoramica di Hogwarts!» annunciò Dernest, parlando da sopra la spalla «Ecco, dopo questa curva!»
Ci fu un coro di "Ooooh!"
Lo stretto sentiero si era spalancato all'improvviso sul bordo di un grande lago nero. Appollaiato in cima a un'altra montagna sullo sfondo, con le finestre illuminate che brillavano contro il cielo pieno di stelle, si stagliava un grande castello con molte torri e torrette.
«Non più di quattro per battello!» avvertì Dernest, indicando una flotta di piccole imbarcazioni in acqua, vicino alla riva.
Melody fu seguita da altre ragazze che non conosceva.
«Tutti a bordo?» gridò Dernest, che aveva un'imbarcazione personale «Bene...si parte!».
Le barchette si staccarono dalla riva, scivolando sul lago liscio come vetro.
Tutti tacevano, lo sguardo fisso sul castello che li sovrastava.
Torreggiava su di loro, man mano che si avvicinavano alla rupe su cui era arroccato.
«Giù la testa!» gridò Dernest quando le prime barche raggiunsero la scogliera; i ragazzi obbedirono e i battelli li trasportarono attraverso una cortina d'edera che nascondeva una grande apertura sul davanti della scogliera stessa. Poi attraversarono un lungo tunnel buio, che sembrava portare dritto sotto il castello, e infine raggiunsero una sorta di porto sotterraneo dove si arrampicarono tra scogli e sassi.
Poi percorsero un passaggio nella roccia, preceduti dalla lanterna di Dernest e, finalmente, emersero sull'erba morbida e umida, proprio all'ombra del castello.
Salirono la scalinata di pietra e si affollarono davanti all'immenso portone di quercia.
«Ci siamo tutti?» Dernest bussò tre volte. La porta si spalancò all'istante. Si vide un uomo alto, dai capelli e la barba rossi, che sorrideva. La sua aria era tutt'altro che severa. Rivedere Silente fu per Melody come una tazza di cioccolata calda in un pomeriggio d'inverno.
«Ecco qua gli allievi del primo anno, professor Silente» disse il guardacaccia.
«Grazie, Dernest. Da qui in avanti li accompagno io» rispose Silente, facendo un'occhiolino rassicurante a Melody.
Spalancò la porta. Le pareti di pietra erano illuminate da torce fiammeggianti, il soffitto era talmente alto che si scorgeva a malapena, e di fronte a loro una sontuosa scalinata in marmo conduceva ai piani superiori.
I ragazzi seguirono il professor Silente calpestando il pavimento tutto lastre. Si udiva il brusio di centinaia di voci provenire da una porta a destra-il resto della scolaresca doveva essere già arrivato-ma il professore condusse quelli del primo anno in una saletta vuota, oltre la sala d'ingresso. Ci entrarono dentro, molto più pigiati di quanto normalmente avrebbero fatto, guardandosi intorno tutti nervosi.
«Benvenuti a Hogwarts» disse Silente, allargando le braccia «Il banchetto per l'inizio dell'anno scolastico avrà luogo tra breve, ma prima di prendere posto nella Sala Grande verrete Smistati nelle vostre Case. Lo Smistamento è una cerimonia molto importante, perché per tutto il tempo che resterete qui a Hogwarts, il vostro dormitorio sarà un po' come la vostra famiglia. Frequenterete le lezioni con i vostri compagni di Casa, dormirete nei locali destinati alla vostra Casa, passerete il tempo libero nella sala di ritrovo della vostra Casa e insulterete i professori con i vostri compagni di Casa».
Gli studenti ridacchiarono e Silente continuò:
«Le quattro Case si chiamano Grifondoro, Tassorosso, Corvonero e Serpeverde. Ciascuno ha la sua nobile storia e ciascuno a sfornato maghi e streghe di prim'ordine, come quelli che fabbricano le Gelatine Tuttigusti+1. Per il tempo che resterete a Hogwarts, i trionfi che otterrete faranno vincere punti alla vostra Casa, mentre ogni violazione delle regole-come passarsi i bigliettini nelle lezioni della professoressa Jones-gliene faranno perdere. Alla fine dell'anno, il dormitorio che avrà totalizzato più punti verrà premiato con una coppa, il che costituisce un grande onore.
«La Cerimonia dello Smistamento inizierà tra pochi minuti, davanti a tutti gli studenti. Nell'attesa, vi suggerisco di farvi più belli che potete» disse, lanciando un'occhiata eloquente alla divisa tutta storta di Adrian.
«Tornerò non appena saremo pronti per la Cerimonia. Vi prego di attendere in silenzio».
Melody teneva gli occhi fissi sulla porta.
Poi fece una cosa che le fece fare un salto alto un palmo da terra...
Dietro di lei, molti ragazzi gridarono.
«Ma che cosa...?»
Le mancò fiato, e come lei tutti gli altri. Una ventina di fantasmi erano appena entrati nella stanza, attraversando la parete in fondo. Di color bianco perlaceo e leggermente trasparenti, scivolavano per la stanza parlando tra loro.
«Ehi, dico, cosa ci fate qui?»
Un fantasma in calzamaglia e gorgiera aveva d'un tratto notato gli stidenti del primo anno.
Nessuno rispose.
«Nuovi studenti!» disse il Frate Grasso, abbracciando tutti con un sorriso «In attesa di essere Smistati, suppongo».
Alcuni annuirono in silenzio.
«Spero di vedervi tutti a Tassorosso!» disse il Frate «Sapete? È stato la mia Casa!»
«Non vorrei disturbare le vostre chiacchiere, signore, ma la Cerimonia dello Smistamento sta per iniziare».
Il professor Silente era tornato. Uno a uno, i fantasmi si dileguarono, attraversando la parete di fronte.
«Mettetevi in fila e seguitemi» ordinò il professor Silente agli allievi.
Uscirono dalla stanza, attraversarono di nuovo la sala d'ingresso, oltrepassarono un paio di doppie porte ed entrarono nella Sala Grande.
Melody rimase a bocca aperta.
Non aveva mai immaginato in vita sua che potesse veramente esistere un posto tanto splendido e sorprendente. Era illuminato da migliaia e migliaia di candele sospese a mezz'aria sopra quattro lunghi tavoli, intorno ai quali erano seduti gli altri studenti. I tavoli erano apparecchiati con piatti e calici d'oro scintillanti. In fondo alla sala c'era un altro tavolo lungo, intorno al quale erano seduti gli insegnanti. Fu lì che il professore accompagnò gli allievi del primo anno, cosicché, sempre tutti in fila, si fermarono davanti agli altri studenti, dando le spalle agli insegnanti.
Alla luce tremula delle candele, le centinaia di facce che li guardavano sembravano tante pallide lanterne. Qua e là, tra gli studenti, i fantasmi punteggiavano la sala come velate luci argentee. Soprattutto per evitare tutti quegli occhi che li fissavano, Melody alzò lo sguardo in alto e vide un soffitto di velluto nero trapunto di stelle. Aveva letto di quello: sembrava un cielo stellato, ma era solo un Incantesimo. Rapidamente abbassò di nuovo lo sguardo, mentre il professor Silente, senza fare rumore, collocava uno sgabello a quattro gambe davanti a loro.
Sopra lo sgabello, mise un cappello a punta, da mago. Era un vecchio cappello tutto rattoppato, consunto e pieno di macchie. Per qualche secondo regnò il silenzio più assoluto. Poi il cappello si contrasse. Uno strappo si spalancò come una bocca e lui cominciò a cantare:
«Dalle apparenze non fatevi ingannare
perché che io sia inutile non lo dovete pensare.
Se venite Smistati è merito mio
perché quello che decide son proprio io.
A Grifondoro potreste stare,
se coraggio, lealtà e sangue freddo sapete usare.
Oppure a Tassorosso, se volete
se lealtà, pazienza e voglia di lavorare avete.
Chissà, magari a Corvonero capitate,
se intelligenza, creatività e buon senso dimostrate.
O forse a Serpeverde potreste finire,
se di ambizione, furbizia e intelletto sapete ben usufruire.
Perciò indossatemi e ascoltate
ciò che nelle vostre menti trascurate.
Di cose che so ce ne son tante
perché io sono un Cappello Parlante!»
Non appena ebbe terminato la sua filastrocca, tutta la Sala scoppiò in un applauso fragoroso.
Il Cappello fece un inchino a ciascuno dei quattro tavoli e poi tornò immobile.
Il professor Silente si fece avanti, tenendo in mano un lungo rotolo di pergamena.
«Quando chiamerò il vostro nome, voi metterete il Cappello in testa e vi siederete sullo sgabello per essere Smistati» disse «Sarah, Elliot!»
Una ragazzina dalla faccia rosea con due codini biondi venne fuori dalla fila inciampando, indossò il Cappello che le ricadde sopra gli occhi e si sedette. Un attimo di pausa...
«TASSOROSSO!» gridò il Cappello.
Il tavolo dei Tassorosso, a destra, si rallegrò e batté le mani quando Sarah andò a prendervi posto. Melody vide il fantasma del Frate Grasso salutarla allegramente con la mano.
«Mary, Stropper!»
«TASSOROSSO!» gridò ancora il Cappello e Mary si affrettò ad andare a sedersi accanto a Sarah.
«Sophie, Gwendol!».
Sophie arrivò quasi di corsa allo sgabello e si pigiò il Cappello in testa con gesto impaziente.
«GRIFONDORO!» gridò il Cappello.
Travis si presentò con aria tracotante, quando venne chiamato il suo nome, e fu esaudito immediatamente: il Cappello gli aveva appena sfiorato la testa quando gridò:
«SERPEVERDE!»
Travis batté il cinque ad Adrian e andò ad unirsi ai suoi amici Jeremiah e Billy, con aria molto compiaciuta.
Ormai erano rimasti in pochi. «Moon»...«Nott»...«Parkinson»...poi due gemelle, «Sdolen» e «Sdolen»...poi «Perks, Sally Anne». Fu il turno di Adrian che fu Smistato in Grifondoro, sotto le risate di Travis e gli altri due.
«Lestrange, Melody!» chiamò Silente.
Melody si avvicinò allo sgabello e si sedette:
«Mh, coraggiosa, la ragazza, ma anche un'intelligenza superiore... sarà meglio... GRIFONDORO!»
Melody corse verso il tavolo dei Grifondoro tra gli applausi.
Quando lo Smistamento fu terminato, il Preside Dippet fece il suo discorso e dopo avere intonato la seguente canzone:
«Hogwarts, Hogwarts, Hoggy Warty Hogwarts,
insegnaci qualcosa per favore,
a noi anziani calvi e tutti storti,
a noi ragazzi dai calzoni corti.
Le nostre teste devono riempirsi
di cose interessanti da non dirsi.
Per ora sono vuote e piene d'aria,
di mosche morte e roba secondaria.
Insegnaci ciò che va imparato,
ripeti ciò che abbiam dimenticato.
Fa' del tuo meglio e noi faremo il resto
finché il cervello non ci andrà in dissesto».
fece comparire tantissimo cibo: pollo, patatine, puré e tantissime altre cose.
Melody mangiò a sazietà e quando tutti ebbero finito di mangiare, Diego, che era il Prefetto di Grifondoro, accompagnò gli studenti nel Dormitorio.
Melody condivideva la stanza con tre ragazze che non smettevano di spettegolare: Luna, Hannah e Sophie.
Melody si addormentò guardando il soffitto e il suo ultimo pensiero fu:
"Finalmente a casa!"
~My space~
FACCIAMO UN APPLAUSO AL FENOMENALE Giuseppetritto9, L'AUTORE DI QUESTO BELLISSIMO CAPITOLO!
Io ho solo rifinito alcuni dettagli (ad esempio, la filastrocca del Cappello fa schifo, perciò si capisce che è mia), perciò tutto il merito va a lui!
Ci vediamo alla prossima!
Giuseppetritto9 e Camy❤
N.B. la foto sopra l'ha fatta lui!
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