Prologo
Corro.
Corro come non ho mai fatto prima.
I piedi e le gambe mi fanno male, ma continuo a correre. Non posso fermarmi, non posso proprio.
Il rumore dei miei piedi che schiacciano erba e foglie è l'unico che si sente. O forse è il solo che sento io, tanto sono concentrata a fuggire.
Mi fa male il fianco. Metto una mano dove sento dolore, ma continuo a correre. Il vento freddo mi arriva in faccia, ma non basta ad asciugare il mio sudore. Vorrei fermarmi un attimo a riprendere fiato, ma ho paura. Perciò continuo a correre.
I rami degli alberi mi sferzano il viso e le braccia. Il mio vestito resta impigliato. I rami sembrano delle lunghe braccia di strane creature che mi vogliono fermare, bloccare, ma non glielo permetto. Strattono il tessuto finché non si strappa e continuo a correre.
Mi manca il fiato, non ce la faccio più. Inciampo su una grossa radice, perdo l'equilibrio e cado a terra. Provo ad alzarmi, ma un dolore lancinante alla caviglia me lo impedisce. So che dovrei riprendere a correre, ma non ci riesco.
Mi lascio andare, le forze mi abbandonano. Mi stendo supina tra l'erba alta e le foglie cadute. Guardo sopra di me. Ci sono solo alberi, uccelli e il cielo che si fa sempre più scuro, sempre più nero.
Mi chiedo come io sia finita in questa situazione, finché non vedo più niente.
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