The reason
Camminammo per circa un quarto d'ora, finché non ci ritrovammo in una Sala Comune abbastanza silenziosa, per gli standard dei Grifondoro.
Ci accomodammo ad un tavolo rotondo, scambiandoci sguardi seri, finché io non presi la parola – Non sono pazza. Dietro quella porta io vedo davvero una scala, in cima alla quale c'è la Stanza dello Specchio. Giuro. – spiegai, stringendomi nelle spalle. Le altre annuirono con aria grave.
- Noi ti crediamo, Rose. Il punto è un altro...perché tu e Scorpius la vedete, mentre altri no? – chiese Alex, confusa. Lily scosse la testa – Non è detto che la vedano solo loro. Presumibilmente ci sono anche altre persone che potrebbero vederla, qui.
- Infatti - interloquì Roxanne - Magari c'è una condizione particolare per cui voi potete vederla.
Io sospirai, osservando le fiamme danzanti nel camino - Già. Ma qual'è?
*
- Trovato niente? – domandai stancamente, sollevando appena lo sguardo da un tomo pesantissimo. Dominique scosse la testa. – No. Tu Rox?
- Nulla.
- Idem per me. Non c'è proprio nulla...- borbottò Lily, sbadigliando.
Alex sospirò pesantemente - Secondo me stiamo sbagliando strategia. Cercare qui in biblioteca, intendo.
- In effetti credo che Alexandra abbia ragione...- aggiunse Emily, sfogliando pigramente "Hogwarts sotto tutti i punti di vista".
- Io dico che la soluzione è vicina...solo...stiamo cercando nei libri sbagliati, magari. – obiettai, lanciando da parte "Storia di Hogwarts".
Erano ben due settimane che cercavamo notizie sulla Stanza dello Specchio. Avevamo frugato la biblioteca, setacciato il castello in ogni suo anfratto, avevamo anche chiesto informazioni a qualche quadro chiacchierone...ma nulla; apparentemente nessuno aveva mai visto, né sentito parlare della Stanza, quindi l'unica soluzione era stata quella di...continuare a cercare.
- Sentite, ma voi mi credete, vero? – domandai per l'ennesima volta, sentendomi arrossire. Era davvero assurdo che solo io riuscissi a vederla...o meglio, io e Malfoy, il quale continuava ad ignorarmi o a lanciarmi occhiate fredde come il Polo Nord. Per lo meno adesso si sedeva nuovamente accanto a me, ad Erbologia, anche se fingeva che non esistessi. Era piuttosto deprimente.
- Rosie...vuoi scherzare? Certo che sì! – rispose Emily, molto dolcemente – Non preoccuparti.
- Okay...grazie...
- Comunque...- Lily abbassò la voce – Sai, credo proprio che tu abbia l'occasione per fare la pace con Scorpius.
- Mh? – la guardai confusa.
- Ma sì, dai, la gita a Londra...
- Non è una gita a Londra, è...
- Rosie, ce l'hai ripetuto cento volte, è ai Royal Botanic Gardens, ma non cambiare discorso! – sbottò Domi con impazienza – Hai capito a cosa si riferiva Lily. Insomma; hai a disposizione ben due giorni, per dirgli quello che provi!
- Due? – cercai ancora di glissare, spostandomi una ciocca dietro l'orecchio. I suoi occhi lampeggiarono – Sì, anzi quasi tre! Considerando che dormirete in treno...e poi starete a Londra per tutto il giorno...
- Uffa...quello che non capisco è perché a voi del Settimo sì e a noi no...- si lamentò Alex. In effetti lei Roxie, Dom e Lily sarebbero rimaste al castello, essendo chi al sesto, chi al quinto. Mi strinsi nelle spalle.
- Comunque...- aggiunsi con un filo di voce – sarebbe bello fare pace con lui...vorrei chiarire. Ma...
- Ma..? – chiesero tutte in coro, a voce forse un po' troppo alta. Madama Pince, ormai davvero anziana, ma sempre molto lucida, ci scoccò un'occhiataccia.
- Ma...che senso ha? Lui in fondo ama una ragazza che...
- Rose. Hai...mai pensato alla possibilità che quella ragazza potessi essere tu? - La frase di Emily rimase sospesa in aria, mentre io la assimilavo lentamente.
- Perché dici questo? – domandai con voce forzatamente pacata, continuando a sfogliare le pagine del libro, senza realmente vederle.
- Perché...lui si è comportato in quel modo così...diverso con te. Non potrebbe essere?
- Mi ha semplicemente aiutato in qualche momento, qualche volta è stato gentile...tutto qui. – replicai, ben attenta a non sollevare lo sguardo dal libro. Lei sospirò – Intendo dire...al ballo, sai, noi abbiamo visto tutto dall'esterno. E lui...sembrava così preso. Sembrava...che gli piacesse proprio.
- Sciocchezze. – ribattei, scuotendo la testa. – Malfoy non è...preso. Mi ha ignorata ed insultata per sette anni. E poi lo sapete, è un tipo freddo e scostante. Sono tutte sciocchezze.
Era impossibile, quanto meraviglioso. Preso da me. L'idea che gli piacessi mi aveva sfiorato, lo ammetto, ma era stato per un istante brevissimo. Il tempo di un ballo. Poi lui si era dileguato.
E poi mi aveva detto che ero patetica. Insomma, non era davvero possibile.
Oppure sì?
Quella domanda mi perseguitò per tutti i giorni a venire, rendendomi distratta e pensierosa. Insomma, per me era una cosa assolutamente impensabile...ma, alla fine, non avevo prove che testimoniassero che non piacevo al Corvonero.
- Allora, Rose, Scorpius. Voi avete detto che verrete, giusto? – la voce di Neville mi riscosse. Quella sera avremmo preso l'Espresso per Hogwarts che ci avrebbe portato a Londra, quindi eravamo tutti in riunione alla Serra, per definire le ultime cose. Beh, in realtà la riunione era finita, infatti molti studenti stavano andando via. Qualcuno, curioso di sentire la nostra reazione alle parole del professor Longbottom, si fermò.
Lanciai una breve occhiata al biondo che, seduto accanto a me, continuava ad ignorarmi. Entrambi annuimmo.
- Bene, spero abbiate risolto le vostre divergenze, anche perché al ritorno dalla gita vorrei presentata una relazione...e desidero che la facciate insieme.
Rose. Hai...mai pensato alla possibilità che quella ragazza potessi essere tu?
Scossi la testa e mi concentrai sulla conversazione.
- Vedremo quello che si può fare. – rispose Malfoy, cercando di suonare indifferente. Io sbuffai, forse un po' troppo forte, dato che lui si voltò a guardarmi.
Sapevo che era la mia occasione, sapevo che avrei dovuto sorridergli e chiedergli scusa con dolcezza, magari sbattendo anche le ciglia...ma non era proprio da me. Quindi mi strinsi nelle spalle.
- Beh, per me possiamo prepararla, dopotutto non sono io quella che ignora la gente. – commentai freddamente. Bomba sganciata!
Lui mi guardò storto e, stranamente, rispose alla mia provocazione - Non sono io quello che giudica senza conoscere. - disse di scatto, stringendo i pugni. Sembrava covare un profondo risentimento, probabilmente aspettava questo momento da tempo.
- Ne sei sicuro? – domandai solamente, incrociando le braccia. Lui mi fissò dritta negli occhi, con uno sguardo estremamente profondo, forse persino adulto. – Assolutamente.
Arrossii e sospirai – Senti...
- Ci si vede. – si voltò e afferrò la sua borsa, facendo per uscire. Lo fissai con urgenza.
"Fermalo!" strillò una voce, nella mia testa.
Scattai in avanti , senza pensare a quello che stavo dicendo – Lo sapevo! Non fai altro che scappare, è per questo che non riesco a sopportarti! – dissi, forse un po' troppo forte, dato che nella Serra calò il silenzio, mentre tutti si voltavano a guardarci.
Malfoy si fermò e, molto lentamente, si girò, lanciandomi un'occhiata di fuoco. D'accordo, forse avevo sbagliato ad urlare così, ma almeno si era fermato.
- Continui a darmi del vigliacco, Weasley. – disse, a voce bassa e ferma, mentre i suoi occhi verdi si stringevano pericolosamente. Arrossii ancora, ma senza abbassare lo sguardo. – Dimostrami che non lo sei, allora.
Lui scosse la testa – Sei assurda.
Lo guardai confusa – Prego?
Allargò le braccia - Per te tutta la gente si distingue in vigliacca e coraggiosa? E' questo che hai imparato, stando a Grifondoro? E' questo il tuo problema, Rose, a volte non riesci neppure a renderti conto che ci sono un milione di sfumature nel carattere delle persone. Ah, scusa, tu ci riesci. – aggiunse poi – solo che con me non ci arrivi proprio. Per te, se non riesco a dirti qualcosa è solo perché sono un vigliacco, se non riesco a farmi conoscere è perché sono Scorpius Malfoy, quel cretino snob che ha tanti brutti Mangiamorte nella sua famiglia! Ma cosa ne sai tu, di quello che provo io? Dio, Rose, a volte penso che tu non sia così intelligente come credevo. Se tutti sono trasparenti, comprensibili e semplici, per te va bene. Ma se qualcuno ha un carattere che si distanzia completamente dalla tua rosea visione del mondo...beh...tu lo cancelli completamente dalla tua vita. Così è stato per me. Così sarà per chissà quanta altra gente. A volte, mi chiedo come sia potuto essere così stupido da prendermi una...- si interruppe bruscamente, mentre qualcuno tratteneva il fiato.
Oh accidenti.
Aprii e richiusi la bocca, troppo stupita per dire alcunché. Nella mia mente si stavano affollando una miriade di informazioni, di sensazioni, di pensieri completamente discordanti tra loro, che non mi permettevano di formulare una risposta coerente.
E fu allora che lui si rese realmente conto di quello che aveva detto. Distolse lo sguardo e fece qualche passo indietro, prima di lasciare rapidamente la Serra.
Non appena la porta si fu chiusa, tutti cominciarono a bisbigliare tra loro, lanciandomi occhiate penetranti. Neville stesso appariva confuso – Ehm, ehm, ragazzi, potete andare, ehm. A stasera.
Io, dal canto mio, continuavo a fissare la porta, a bocca aperta.
- Ehm, Rosie? Andiamo. – borbottò Al, affiancandomi da un lato, mentre Emily mi prendeva dolcemente la mano. I due mi trascinarono fuori, sotto gli sguardi avidi di curiosità dei nostri compagni.
- Credo che Scorpius ti abbia detto ampiamente quello che pensava. – disse semplicemente Emily, guardandomi con aria complice. Io sbattei le palpebre un paio di volte; mi sentivo stordita. Più che altro il Corvonero mi aveva investito con la stessa forza di un uragano...una cosa non da lui.
Ma forse in fondo era vero, io non sapevo proprio niente...
- A me sembra che lui le abbia detto il fatto suo...- rispose Al, sorridendo leggermente – E, tra parentesi, ti sta bene, Rose. Magari adesso riuscirete a chiarirvi per davvero. Erano anni che Scorpius voleva dirti quelle cose.
Uhm. Bene.
Io mi staccai da loro e li fissai negli occhi. Probabilmente avrei dovuto dire qualcosa di estremamente intelligente, oppure avrei dovuto obiettare che secondo me erano tutte cavolate. Ma, onestamente, non mi veniva in mente niente. Sapevo solo che lui aveva ragione e che avrei dovuto rimediare. La mia testa però era troppo satura, avevo bisogno di metabolizzare.
Probabilmente fu per questo il motivo che dalle mie labbra uscì un breve sospiro, prima che si tendessero in uno sciocco sorriso.
- Per ben due volte mi ha chiamata Rose...
*
- TI HA DETTO DAVVERO CHE HA UNA COTTA PER TE??? – l'urlo di Lily, che era appena rientrata dalla sua ultima lezione pomeridiana, mi fece quasi diventare sorda. Sollevai lo sguardo dalla mia borsa da viaggio, preoccupata. – Chi ha messo in giro questa voce?
- Malfoy. Nella Serra. Oggi. – rispose Dominique, senza staccare gli occhi dalla sua rivista di moda. Io arrossii e passai a rassegna i volti delle mie amiche. Roxie sorrideva maliziosa, Alex aveva uno sguardo sognante, Domi fingeva disinteresse, ma sapevo che moriva dalla voglia di sapere...e Lily, beh, lei era al settimo cielo.
- In realtà...si è fermato prima di dire qualcosa di compromettente...- mormorai, stringendomi nelle spalle. – E comunque la situazione non va granché bene.
L'espressione raggiante di Lily si spense di colpo – Oh, perché?
Mi sedetti sul letto, cercando di fare il punto della situazione. Quella mattina mi ero lasciata prendere dall'emozione, e non avevo capito proprio nulla...ma era chiaro che dovevo fare un po' di ordine.
- Ho fatto un casino...- spiegai, chinando il capo - lui mi ha fatto accuse piuttosto precise e...veritiere.- spiegai sospirando. – Credo che dovrò farmi perdonare un bel po' di cose. E poi...
- Poi? Racconta esattamente quello che ti ha detto, accuse a parte! - esclamò Alex, fissandomi intensamente.
- Ecco...Mentre lui parlava, oggi, ha detto qualcosa sul fatto che non capiva come era riuscito a prendersi una..."non so cosa", poi si è interrotto ed è andato via. Credo che...- arrossii – si sia fatto sfuggire la situazione di mano.
Le mie cugine mi saltarono addosso – Siii! Lo dicevo io!
- Rosie, ti ama!!!
- Vai subito a parlarci, batti il ferro finché è caldo!!!
- A questo punto la teoria di Emily potrebbe essere più che veritiera! La ragazza misteriosa sei tu! - esclamò Dominique, lanciando la rivista lontano. Io arrossii ancora - Non voglio farmi illusioni, prima voglio risolvere il mistero dello Specchio. Sento che...è collegato a tutto questo. Ed è per questo motivo che - mi alzai in piedi, afferrando la borsa - prima di andare alla stazione, andrò in perlustrazione nella Stanza. Devo trovare qualcosa. Ci vediamo tra due giorni! – esclamai, aprendo la porta.
- Buon divertimento Rosie, noi ti penseremo.
- Facci sapere se Scorpius bacia bene...
- Anzi, per non sbagliare, prendilo e bacialo! Smettila di fare tutti questi stupidi giri! - sbottò Lily, saltellando sul letto.
Dominique sorrise – Magari prima fatti perdonare!
Mi chiusi la porta alle spalle con un sorriso divertito, che si spense subito, quando notai che molti dei miei compagni di Casa mi osservava sottecchi. Naturalmente la sfuriata di Scorpius era stata seguita da tutti i ragazzi del Settimo anno, quindi la notizia della sua strana mezza frase si era diffusa piuttosto in fretta...
Senza fare caso a nessuno, mi diressi fuori dalla Sala Comune, poi in corridoio, dritta verso la Torre dello Specchio. Mi sentivo...strana.
Avevo una morsa allo stomaco, mi sentivo eccitata, stupita, felice, confusa...erano così tante emozioni che non riuscivo a catalogarle tutte. La cosa mi spaventava, ma, allo stesso tempo, mi elettrizzava. Dovevo solo parlare con lui. Sì. Ma prima dovevo scoprire qualcosa sulla Stanza dello Specchio.
Stavo quasi per arrivare a destinazione, quando, svoltato un angolo, mi ritrovai davanti ad una vera e propria riunione di fantasmi. C'erano il Frate Grasso, Nick-Quasi-Senza-Testa, il Barone Sanguinario e la Dama Grigia. Sembravano agitati e parlavano freneticamente tra loro.
- Ehm. - tossicchiai piano - Scusate.
- Rose Weasley! Che piacere incontrarti! - Nick si staccò dal gruppo e, fluttuando, mi raggiunse. Gli sorrisi - Salve Sir Nicholas. Che succede?
- Ah, Pix ne ha combinata una delle sue, come al solito. Ha avuto la pessima idea di allagare tutto il corridoio del sesto piano, rendendolo inagibile. Gazza sta lavorando duramente, insieme ad alcuni professori.
- Oh! - esclamai delusa. Questo complicava le cose; dovevo andare alla Stanza dello Specchio, dovevo scoprire se li c'era qualche indizio...
Fissai Nick, come se lo vedessi soltanto adesso. Lui era un fantasma, forse...forse sapeva qualcosa di più sulla Torre.
- Ehm...Sir Nicholas. Mi chiedevo...lei ha mai sentito parlare di una stanza divisa a metà da uno specchio?
Ci fu un attimo di silenzio, durante il quale tutti i fantasmi mi fissarono stupiti, prima di rivolgere la loro attenzione alla Dama Grigia. Questa divenne più argentea del solito e mi fissò stupita.
- Come sai della Stanza di Helena?
- Si chiama così? - domandai stupita. Lei annuì e si avvicinò - Si chiama come me. Qualcuno la chiamò come me...- il suo sguardo si fece remoto.
- La prego, la prego, mi dica qual è il suo scopo! - esclamai, congiungendo le mani tra loro. Lei strinse le labbra, prima di farmi cenno di seguirla, lontana dagli altri.
- Perché vuoi saperlo? - domandò per prima cosa, trafiggendomi con uno sguardo quasi accusatorio. Mi strinsi nelle spalle - Io la vedo. Io e...ed un ragazzo. Abbiamo parlato per mesi, senza mai vederci. Ci abbiamo passato ore intere. Ma adesso ho scoperto che non tutti la vedono...ecco, vorrei solo capire cosa significa.
Helena Corvonero si strinse nelle spalle - Quella stanza fu creata da me, tanto tempo fa. Cercavo...ero una ragazza normale, come te. Ed ero innamorata di un ragazzo, ma volevo sapere se avrebbe potuto ricambiare i miei sentimenti. Così...creai la Stanza di Helena. Solo chi ha bisogno di fare chiarezza dentro di sé può entrarvi. Solo chi ama, o potrebbe amare e non lo sa, può accedere al suo interno.
E' la magia del posto che attira coloro che si amano. E' divisa da uno specchio perché idealmente avrei voluto che prima di mostrarsi tra loro, i due che vi entravano si vedessero realmente per quello che erano. Prima di amare qualcuno devi innanzi tutto amare te stesso...- sussurrò.
Sembrava incredibile, ma lei era evidentemente sincera - Quindi...quindi...io sono entrata in quella stanza perché...
- Per amore. E anche lui. - mormorò lei con un sorriso triste, prima di voltarsi e fluttuare via.
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