Chapter 15: Band Babe
Da piccola pensavo che l'ostacolo più grande che avrei affrontato in vita mia sarebbero stati i pomodori.
Con quei loro semini e con quella consistenza viscida, mi hanno sempre fatto paura.
Poi, crescendo, gli ostacoli sono cambiati.
Uscire con una media perfetta dalle scuole medie, vincere il torneo di pallavolo, e adesso, entrare alla Columbia.
Ma, nell'immediato futuro, c'è un ostacolo che mi pare enorme, insormontabilee insopportabile.
Un ostacolo che si chiama Ashton Irwin e con cui dovró condividere il letto per troppe notti.
"Ragazzi, vi prego. Mettetevi nel letto e non fate troppe storie, qui io sto morendo di sonno" brontola Michael dal letto matrimoniale, facrndo sbuffare Calum che, al suo fianco, tenta in tutti i modi di prendersi le coperte, rivolgendosi poi verso di me con uno sguardo di fuoco.
"Cassiopea...".
"Taglia corto".
"Cassie, entra in quel letto o ti ci trascino io per i capelli" sibila, minaccioso, alzandosi poi per spegnere la luce, lasciandomi a guardare male Ashton che, già nel letto singolo che dobbiamo condividere, mi guarda con sguardo di sfida.
Gli ficco l'intera confezione di quinoa giú per la trachea nel sonno, può scommetterci.
"Stai tranquilla che non ti tocco" commenta, guardandomi mentre mi appolaio nella parte più esterna del letto, rivolgendogli la schiena senza dire nulla.
"Lo si, altrimenti uso il tagliaunghie di Tessa per tagliarti le dita della mano, e fidati che lo faccio" sibilo a bassa voce, sentendo giá Michael russare cosí come Luke e Tessa, che dormono beatamente da quando siamo tornati in camera dopo cena.
Come i neonati: pappa e nanna.
"Uh, che paura che fai" sussurra Ashton, e a quelle parole mi giro verso di lui con un sopracciglio inarcato.
"Di sicuro ne faccio più di te con quelle stupide treccine e con il tuo saluto al sole. Prova a svegliarmi alle cinque del mattino, Ashton, e giuro che ti spello vivo partendo dal culo".
"Eppure quel coso che ti perseguita ha paura di me".
"Matty, più che paura di te, ti odia a morte".
"Perchè pensa che io stia con te, orrore".
Mi limito ad alzare gli occhi al cielo nella penombra, facendo poi per allontanarlo un po', cercando uno spazio vitale, ma lui non demorde, rimanendo esattamente dov'è.
Ma proprio con lui dovevo condividere il letto, per la miseria?
"Cassie?" Domanda dopo qualche secondo, proprio mentre io sto per girarmi per ridargli la schiena, ed io lo guardo, aspettando che parli.
"Matty è un coglione, lo sai, vero?".
Sospiro tra me e me, spostando una ciocca di capelli dal viso: "grazie per avermi illuminata su questo punto, come se dopo quattro anni di liceo insieme non lo avessi ancora capito".
Ashton mi guarda qualche secondo, portando poi le mani dietro alla testa, e proprio quando penso che finalmente si sia addormentato parla di nuovo.
"Non mi piace che ti ronzi attorno".
Le sue parole mi lasciano perplessa, ma non dico niente, mi limito a girarmi completamente verso di lui, aspettando e forse sperando che dica dell'altro.
E lui lo fa.
"Non mi piace saperlo nei tuoi paraggi, e non mi piace sapere che non posso esserci sempre io come l'altro giorno o quella sera al locale".
"Non ho bisogno di protezione, Ash. Mi sono sempre occupata di lui, continuerò a farlo finché non avró finito l'anno".
"Non mi piace lo stesso" borbotta, e a quella risposta una piccola risata lascia le mie labbra.
"Sembri quasi... Geloso" lo rimbecco, giusto per dargli un po' di fastidio, e infatti lui alza gli occhi al cielo.
"Geloso? Di te? Ma per favore, sei una rompipalle di proporzioni epiche... Mi preoccupo solo per il tuo benessere. Quel ragazzo non mi ispira fiducia".
"È un coglione quasi sempre fatto, è vero, ma non credo mi possa violentare da un momento all'altro... Spera solo che verró a letto con lui per qualche strana ragione, tutto qui. E io saró una rompipalle, ma tu sei insopportabile".
"Non sono insopportabile! Sono solo diverso da te!".
"E ti rendi insopportabile" concludo, osservandolo mentre mi guarda quasi incuriosito, finchè non decido di fare un azzardo, avvicinandomi piano a lui.
"Solo perchè sei caldo ed io ho freddo, sappilo" sussurro, appoggiando poi la testa sulla sua spalla e stringendomi leggermente al suo fianco, e riesco quasi a percepire il suo sorriso tra i miei capelli.
"Certo, Cassie, certo. Convinta tu, convinti tutti".
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