Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Epilogo

MIAMI, 3 anni dopo

- Tesoro, vuoi un altro caffé?

Sydney alzò il capo e vide la cameriera dalla pelle scura rivolgerlesi con dolcezza materna.

- No, sto...

- Stai aspettando un ragazzo, non è così? Racconta, piccola.

La donna si sedette al tavolino di fronte a lei e osservò le occhiaie visibili su quel viso chiaro contornato da morbide onde castano cioccolato.

Era triste come il ragazzo in questione non potesse vedere una tonalità di rossetto così bella, la preferita della madre di Sydney.

- Io... - Sydney non era convinta di poter condividere la storia con una semplice cameriera di un bar di Miami vicino alla metro.

Osservò i tratti morbidi e pronunciati al tempo stesso della donna, che suggerivano una persona degna di fiducia.

La donna era grassoccia, ma non in modo sgradevole e Sydney era sicura che in un contesto felice sarebbe stata allegra ed energica.

- L'ho conosciuto tre anni fa. Ero qui a Miami per vedere mio padre e lui era qui per stare con suo cugino, figlio della seconda moglie di mio padre, come ogni estate.
Mi piaceva e prima di tornare a New York ci siamo promessi di mantenerci in contatto.
Lui ha deciso di iscriversi all'università qui a Miami con suo cugino e ci siamo rivisti ogni estate quando tornavo qui. Quest'estate sono potuta venire solo per una settimana, dato che ho avuto gli esami, e abbiamo concordato di rivederci qui oggi così da potermi trasferire nel loro appartamento.
Sto... sto ancora aspettando.

La spiegazione incuriosì molto la donna, che fece domande sull'evoluzione della loro storia e sulla difficoltà della relazione a distanza.

- È difficile. È difficile non aversi, desiderarsi, parlare sempre per frasi ipotetiche ed è ancora più difficile separarsi dopo il poco tempo passato insieme. Quello che ha reso tutto più sopportabile è stato sicuramente sapere che sarebbe finito tutto oggi. Quest'anno saremo finalmente insieme. - ragionò Sydney.

- Sei forte, bambina, lasciatelo dire. Spero che questo ragazzo si presenti perché se ti spezza il cuore non la passa liscia, na-nah. Padellate e caffé in faccia, ah-ah. - ribadì la donna, annuendo e usando il tono intransigente che solo le donne di colore sono capaci di fare.

Sydney sorrise.

L'orologio segnava le cinque e trentasette minuti.

Trentotto.

Quarantuno.

Quarantadue.

Quarantaquattro.

Quarantanove.

La porta del bar si aprì.

Adam entrò in tutta la sua altezza, con i capelli spettinati per la corsa e il respiro lievemente irregolare.

Era bello come sempre e Sydney sospirò.

L'ultima volta l'aveva visto un mese prima.

- Sydney. Dio, Sydney, mi devi perdonare. Aiden si è quasi affettato un dito e ho dovuto accompagnarlo all'ospedale, e tra il traffico e la sala d'attesa non sono riuscito a fare prima. Dio, scusami. Da quanto stai aspettando?

- Ti ho lasciato diciassette messaggi. - sussurrò lei.

- Non ho il telefono con me. Nella fretta di arrivare subito in ospedale non l'ho preso. Ti prego, perdonami. - supplicò Adam.

Sydney non se la sentì di prendersela per una tale emergenza e decise di passare oltre.

- Aiden come sta?

- Hanno detto che non è così grave come pensavamo. Un mese e il dito tornerà come prima.

- Sono contenta. - sorrise.

- Penso anche lui. L'infermiera che l'ha assistito era di suo gusto.

Sydney scosse la testa, sorridendo al dongiovanni che si era accentuato in Aiden.

Negli anni, Aiden si era convinto di potersi divertire fino alla laurea, cosa che teoricamente avrebbe dovuto mettergli la testa a posto.

In realtà, sia Adam sia Sydney sapevano che stava aspettando la ragazza giusta e nell'attesa non si voleva negare libertà.

Uscendo dal bar, Sydney sorrise alla cameriera che le aveva fatto compagnia durante la lunga attesa, ricevendo un occhiolino in cambio.

- Anthony mi ha minacciata di sloggiare entro stasera, dato che domani arrivano i genitori di Suzie e sarà un casino, quindi direi di andare subito a prendere i bagagli. - propose Sydney, sentendosi più serena di fianco al ragazzo che amava.

Lui la prese per mano e continuò a camminare in silenzio, come a godersi la sensazione.

- Sì, ci andremo dopo. Ora vorrei stare un po' con la mia ragazza... se non ti dispiace. - rise.

Anche Sydney rise e sentì il cuore riempirsi di gioia.

Adam si fermò e la tirò a sé, per poi baciarla appassionatamente.

I passanti li schivavano, qualcuno lanciava occhiatacce.

Una vecchia si mise persino a borbottare.

Loro però non si curavano degli altri. Si erano ritrovati e non si sarebbero più lasciati. Avevano avuto fiducia l'uno nell'altra, erano stati pazienti e non si erano arresi. Avevano vinto la distanza. Non c'era occhiataccia che importasse di fronte a tanta soddisfazione, tanto amore.

- Ti amo, ti amo, ti amo. - sussurrò Adam.

Sydney gli rubò un altro bacio.

- Ti amo anch'io.

C'era un'implicazione così grande e complessa dietro a quelle semplici parole che Sydney si trovava talvolta nella difficoltà di esprimere tutto quello che sentiva.

Amare per lei significava tantissime cose, più o meno profonde.

Significava scegliere una persona su sette miliardi a cui dedicare anima e corpo, significava mettere in gioco tutta se stessa per quella persona, significava dare e ricevere senza numeri né conti, spontaneamente, significava imparare a riconoscere i momenti giusti, a conoscere se stessi riflessi negli occhi della persona amata, significava scoprire un mondo tutto nuovo poco a poco, meravigliandosi di come tutto fosse partito da dentro.

Amarsi era ricamare su un filo le cose belle, condividerle ed inspessirlo; era intagliare le cose brutte e farne memoria insieme, imparare a riempire l'assottigliamento con una filatura più resistente; era amare le cose più futili e superficiali, come la forma delle labbra o il colore degli occhi; era ricercare e richiedere sempre di più, per non annoiarsi mai.

Sydney alzò lo sguardo al cielo e ne assorbì nella mente i colori, legati alla felicità di stringere con mano il proprio amore.

C'era quel blu acceso che preannunciava la sera, quel giallo aranciato simbolo del tramonto e quel rosa chiaro intermedio a fare da tramite.

Ogni tanto le piaceva pensare la realtà in termini simbolici, pur essendo perfettamente consapevole che era un'idiozia, e fece un assurdo collegamento con la sua prospettiva del futuro più vicino.

Il blu rappresentava il periodo più difficile, quello iniziale dell'università, il giallo simboleggiava la beatitudine che avrebbe raggiunto a fine percorso e il rosa il mezzo che le avrebbe permesso di partire dal blu e arrivare fino al giallo, ovvero l'amore.

- Sono tutte cretinate, Sydney. - rise di se stessa.

Adam le rivolse uno sguardo confuso e curioso.

Lei scosse la testa.

- Non sforzarti, non mi capisco nemmeno io.  - sorrise.

Lui decise di non indagare. In confronto a molte ragazze Sydney era più ragionevole e calma, ma ogni tanto aveva qualche intervallo di follia femminile anche lei, il che confermava che era una creatura terrena e non paradisiaca.

D'altronde, non avrebbe potuto chiedere di più: l'amore non ha più gusto con un pizzico di follia?

__________

LOVE!

Ta-daah!

Avevate chiesto cosa ne sarebbe stato di Sydney e Adam... perciò ho scritto l'epilogo.

Sembraaava triste e invece... ci avevate creduto?  (sincere!)

Okay spero sia venuta una cosa con un minimo di senso perché ora come ora non so. Tra qualche mese mi verrà già voglia di cancellare la storia lo so 😂

Spero vi sia piaciuto!

Baci♡♡

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro