Capitolo 19
Aiden rientrò in camera scocciato.
- Emma rivuole i suoi stupidi orsetti gommosi.
- Dovevi solo chiederle cosa voleva. - rispose Sydney, perplessa.
- Non parla senza gli orsetti. - sbuffò il biondo.
- Allora può restare muta finché l'Inghilterra non diventa una repubblica. - replicò la ragazza, mangiando un altro orsetto gommoso.
Aiden e Adam scossero la testa, convinti che non avrebbero mai capito le femmine.
Non che ne avessero mai avuto tutta questa intenzione.
- Allora... Andiamo a rompere le palle a Petunia? - ghignò Aiden.
Sydney corrugò la fronte.
- La vecchia giù in paese. - spiegò lui.
- Come facciamo a non farci beccare dai tuoi? - domandò Adam.
Per un momento si fermarono tutti a ragionare.
Come avrebbero potuto evitare che Suzie ed Anthony capissero cosa avevano in mente?
- Ci sono. - fece Aiden, schioccando l'indice e il pollice della mano.
Sydney e Adam scattarono a guardarlo.
- Tu - guardò Sydney - vai giù a prendere il pepe, e noi - si rivolse ad Adam - mettiamo fuori il vecchio materasso di nonna, così quando saltiamo giù non facciamo baccano e ci salviamo il culo.
Sydney pensò che era un piano pessimo.
- E per rientrare come facciamo?
- Qualcuno guarda dove sono i miei e se ci possono vedere, restiamo fuori. Buttiamo giù anche il lenzuolo e i cuscini, così siamo preparati per la notte. - risolse Aiden con semplicità.
La mora si passò una mano fra i capelli, preoccupata.
Guardò il biondo negli occhi.
- Hai idea di quante cose possono andare storte?
Pensò alla vecchia che li avrebbe potuti riconoscere, ai cani che avrebbero potuto mordere, ai genitori che avrebbero potuto scoprirli, alla polizia che avrebbe potuto cercarli...
Adam la confortò con una carezza sul braccio.
- E vuoi sacrificare il brivido dell'avventura per la stupida paura che qualcosa vada storto? Peter Pan non ti ha insegnato proprio niente? Bisogna rischiare nella vita, Sydney! - sorrise Aiden.
- Dai, vieni, sarà divertente! - gli diede manforte il cugino.
Lo sguardò di Sydney andò dall'uno all'altro ripetutamente.
- E va bene. Facciamolo.
***
- Porca troia, il cuscino! Fate piano!
- Tu fai piano! Abbassa la voce!
- Zitta!
- Afferra, coglione!
- Ahia, frocio! Potevi lanciare più in qua!
- Basta voi due!
- Passatemi il lenzuolo!
- Adesso si perde nel lenzuolo, vuoi vedere?
Aiden era giù in cortile, sotto la finestra della sua camera, a ricevere cuscini e lenzuola da Sydney e Adam, che facevano del loro meglio per non farsi scoprire.
Avevano corrotto Emma con le caramelle e cinque dollari, in modo che non andasse a spifferare tutto ai genitori.
Adam si volse verso Sydney.
- Ora vai a prendere il pepe. Mi raccomando. Io ti aspetto qui.
Le diede un bacio sulla fronte e la lasciò andare.
Sydney scese le scale a passo felpato, timorosa di incontrare Anthony o Suzie.
Sentì un rumore di padelle proveniente dalla cucina e imprecò mentalmente.
C'era un momento della giornata in cui Suzie non cucinava?
Pensò rapidamente ad una scusa da dire per poter prendere il pepe.
Pepe pepe pepe.
Sydney pensa.
Pepe pepe pepe.
Idea.
- Suzie, posso prendere una ciotola e il pepe? E uno stuzzicadenti, se possibile. - domandò cortesemente.
La donna le rivolse uno sguardo interrogativo.
- È per un esperimento... Sto cercando di mostrare a Aiden un concetto di fisica.
Suzie continuò a rimanere perplessa.
- Si riempie una ciotola d'acqua, il pepe sopra e si intinge uno stuzzicadenti di sapone, poi lo si immerge nell'acqua e si osserva l'effetto.
Sguardo fisso.
- Il pepe si allontana dal centro in base alla quantità di sapone... È per vedere la tensione superficiale dell'acqua.
Annuì.
- Hai bisogno d'altro?
- No, grazie. - Sydney fece un piccolo sorriso.
Prese quello che aveva detto di aver bisogno e scappò via velocemente, rossa in viso.
Sperò di essere un po' più fortunata in seguito.
Tornata in camera, spiegò l'accaduto ad Adam, che aveva riso inizialmente e si era complimentato per l'idea un momento dopo.
- Ingenoso inventare un esperimento a caso per la mia stramba zia.
- Inventare? No, l'esperimento è stato testato e funziona. Mostra davvero l'effetto della tensione superficiale. - disse Sydney, alzando il mento per sottolineare la trovata geniale.
Adam rimase impressionato.
- Vi muovete a scendere voi due? Che state facendo?!
Sydney ridacchiò. - Muoviamoci.
- Non vuoi farmi vedere l'esperimento, piccola scienziata?
- Vai, cretino.
***
I tre ragazzi si avviarono verso il paese a mezzanotte meno dieci, in una notte più calda di tutte le precedenti e una quiete generale che scaturiva quasi la sensazione opposta, ovvero di inquietudine.
Sembrava tutto troppo tranquillo.
Arrivarono con un po' di stanchezza alla casetta della vecchia, recintata tutta intorno e con tre cani appisolati a pochi passi dalla staccionata.
C'erano due ciotole vicino al recinto, davanti ai cani: una per le crocchette e una per l'acqua.
Aiden si avvicinò con una manciata di pepe nel pugno e infilò il braccio nello spazio fra un paletto e l'altro della staccionata.
Il suo braccio si fermava ben prima delle ciotole.
- Cazzo, non ci arrivo! - sussurrò.
Adam guardò il suo braccio per confrontarlo con quello del cugino.
- Ci vuole il braccio di Sydney, uno dei nostri non passa. - disse Aiden.
- Perché volete farlo fare a me? Poi mi sento in colpa. - si lagnò lei.
- Perché hai il braccio più sottile e ci arrivi. Ecco il pepe, - la guardò - niente storie.
La ragazza sbuffò.
Chiuse il pepe nel pugno e infilò il braccio.
- Sul cibo o sull'acqua?
- Cibo. Sull'acqua si vede. - rispose Aiden.
Sydney andò oltre il gomito e raggiunse la distanza della ciotola piena di crocchette.
Aprì la mano e il pepe piovve giù.
Andarono a nascondersi dietro un'auto dall'altra parte della strada, in attesa della vecchietta.
Dovettero aspettare alcuni minuti prima che i cani si svegliassero e sentissero l'odore del pepe, per poi iniziare a starnutire ed abbaiare.
La reazione della vecchia fu quasi immediata: uscì con un buffo bastone viola, tutta ansimante per la fretta.
Si udì un sussurrare fitto fitto, fatto dalle rassicurazioni della vecchia ai cani e dalla sua preoccupazione.
- È il momento di scappare. - mormorò Aiden, afferrando Adam e Sydney per i polsi e mettendosi a correre.
Sydney non ebbe tempo di pensare a cosa stesse succedendo, sapeva soltanto che doveva correre.
- Maledetti teppisti! Voi ce l'avete con me, io lo so! Bruti! Andate via, non fatevi più vedere! Miseria! Ragazzacci! Sei tu, figlio di Suzie, io ti conosco! Lo dirò a tua madre! Disgraziato, monellaccio, peste di una peste! Non cresci mai! Teppista! Banda di teppisti! Me la pagherete! Depravati! - urlava la vecchia.
I tre corsero a perdifiato per metà strada, poi si fermarono a respirare, ormai lontani dalle urla.
Ansimavano.
- Tu sei pazzo! - disse Sydney a Aiden.
- È stato divertente! Me le godo tutte le accuse che mi lancia, ogni volta. - rise lui.
- È proprio andata. - rise Adam.
Sydney si resse alle ginocchia e tentò di regolarizzare il respiro.
- Voi siete matti.
- Shh. Lo senti il cuore che batte? - domandò Aiden.
- Eccome se lo sento, con tutta la corsa che ho fatto!
- La senti la gola secca? Come se avessi urlato per ore?
Annuì.
- Non ti senti viva? - Aiden entrò in un'ottica sognante e filosofica - Non è questo vivere? Sentire il cuore che batte, il respiro irregolare, la gola secca, la voce esaurita, il sorriso inciso, gli occhi brillanti? Non è sentire di aver riempito una pagina con tutti se stessi? Non è aver marchiato un giorno con delle fotografie mentali? Che senso ha vivere giornate che non si ricorderanno più? Che senso ha lasciare un libro in bianco, senza appiccicare immagini, scrivere frasi, mettere graffette e segnalibri?
Sydney respirò a pieni polmoni, sentendo il petto espandersi e subito dopo restringersi, a fondo.
Guardò la notte con occhi nuovi, luminosi sotto mille stelle e mille brividi.
Volse la testa all'insù, gli occhi chiusi.
E sorrise.
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I SWEAR I LIVED!
Dopo aver usato metà della mia domenica a non fare un cazzo, prospetto di impazzire tra filosofia (no, non faccio il classico anche se sembra) e latino (appunto).
Vabbe la vita fa schifo per tutti, be sympathetic 🙆
Baci ❤❤ (-1 capitoloo)
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