CAPITOLO 2
Nessuna risposta, sento solo dei singhiozzi: mi sale un nodo alla gola. I pensieri più terribili mi sfiorano la mente.
"Mamma cosa sta succedendo?!" ripeto con voce tremante.
"Papà..." si blocca.
"Cosa?!" insisto quasi urlando.
Le lacrime iniziano a rigarmi le guance, dall'altro capo del telefono la mamma cerca di ricomporsi e di trovare la voce per dire: "Ha... Avuto un incidente e...".
Stai calma Lucrezia, stai calma.
Cerco di non pensare al peggio e le chiedo con un'ingenuità quasi infantile: "Ma sta bene ora, vero mamma?".
Tutto quello che vorrei sentirmi dire in quel momento non mi viene detto: solo lacrime e singhiozzi incessanti. Chiudo la chiamata e scoppio in lacrime; mi butto tra le braccia di Fabio, che fino ad allora era rimasto col fiato sospeso, che mi consola senza dire una parola, come un vero amico sa fare.
Restiamo lì fermi per parecchio tempo, finché lui mi sussurra all'orecchio con voce rassicurante: "Ti porto a casa Lu, vieni... Avviso io tua mamma".
Si libera dalla mia presa e mi accompagna verso la sua moto. Mi porge il casco, lo allaccio, poi montiamo in sella e partiamo. Sono completamente assente.
Non può essere vero. Non DEVE essere vero. La colpa è soltanto mia.
Come al solito sarà sul divano a guardare la TV, aspettando il mio ritorno per chiedermi com'è andata la serata, se ho i conosciuto qualche ragazzo... Ma cosa dico?! Lo so benissimo che non sarà lì a sorseggiare la sua tazza di tè caldo e l'unica responsabile di tutto questo sono io! Quanto sono stata sciocca a voler venire a questa festa, ad aver insistito così tanto. Ma come ho potuto?! Sarebbe andata diversamente se solo avessi accettato di partecipare a quella stupida cena a cui mamma teneva tanto... Ma figuriamoci, dovevo fare di testa mia! Come al solito testarda fino in fondo! Eh no, io dovevo andare all'inaugurazione del Dorian Gray, mica potevo stare a casa con un bambino di 10 anni!
I miei pensieri si interrompono e vengo riportata alla realtà quando il motorino si ferma davanti a casa.
Scendo e Fabio fa lo stesso, mi avvolge un braccio intorno alle spalle e mi accompagna fino alla porta d'ingresso, dove ci sono già mamma e Lisa che mi aspettano.
"Grazie per esserti preso cura di lei" dice mia madre.
"Di nulla, ho solo fatto ciò che lei avrebbe fatto al mio posto... Comunque" vedo i suoi occhi velarsi di lacrime "mi dispiace davvero tanto... Per qualsiasi cosa io ci sono" le risponde.
"Lo sappiamo, grazie ancora" replica lei.
Mi stringe a sé per salutarmi e poi se ne va.
Entriamo, andiamo in salotto e ci abbandoniamo in un abbraccio senza fine sul divano: tutto ciò di cui ho bisogno ora è il loro amore, il sapere che non sono sola, che affronteremo anche questo insieme, come abbiamo sempre fatto.
Piangiamo a lungo strette l'una all'altra, finché, stremate dal dolore, ci addormentiamo.
Quando mi sveglio vago per la casa come un fantasma e mi soffermo su qualsiasi cosa mi ricordi papà, il punto è che tutto mi fa ripensare a lui!
Corro da mia madre e le dico in lacrime: "Mamma è tutta colpa mia se ora papà non c'è più! Se solo...".
"Lucrezia smettila" mi interrompe "non puoi tormentarti così. Non so perché sia successo, spesso accadono cose brutte e non conosciamo il motivo...".
Le sue parole mi rassicurano sempre, lei riesce ad essere così forte anche adesso.
"Papà manca molto anche a me" prosegue mentre una lacrima le bagna le guance, ma la asciuga subito e riprende: "Tesoro, ho bisogno che tu mi faccia un favore, o meglio, che tu lo faccia a lui".
"Certo, dimmi" replico.
"Te la senti di scrivere un discorso funebre?" mi chiede.
"Sì, credo di sì" rispondo.
Decido di mettermi subito al lavoro e dopo tante, anzi troppe, lacrime lo finisco. Trascorro un po' di tempo con la mia sorellina, povera piccola, sta soffrendo molto anche lei, ma cerco di farmi forza e tranquillizzarla.
Il giorno scorre piuttosto lento, gli occhi mi bruciano, sono davvero esausta; mamma veglia papà all'obitorio, ma io mi rifiuto di vederlo, me lo voglio ricordare vivo, con il sorriso stampato in volto, non steso su un lettino con la pelle bianchissima e un'espressione assente.
È arrivato il momento del funerale e mamma, Lisa ed io andiamo in chiesa accompagnate dai nostri parenti; papà era proprio un uomo benvoluto, ci sono tutti: i suoi colleghi, i nostri vicini, i nostri amici, persino Carolina, Fabio e Lorenzo, che non avevo più sentito dopo quella maledetta sera. Il vedere tutta quella gente mi fa stare ancora peggio, ma cerco di non scoppiare in lacrime.
Sono persa nei miei pensieri, quando mamma mi fa cenno che tocca a me.
Salgo sul pulpito un po' intontita, mi schiarisco la voce e inizio: "Come tu sai è la prima volta che parlo in pubblico, senza dubbio avrei preferito farlo in un'altra circostanza, ma lo faccio per te papà. - la mia voce è carica di emozione- L'idea di perdere uno dei miei genitori mi sembrava così lontana, come se non potesse neanche sfiorarmi. Mi manca tutto di te: il tuo dolce profumo, quello del dopo barba che mamma ti regalava ogni anno a Natale, le tue guance ruvide quando ti davo un bacio, i tuoi consigli, le nostre litigate, la tua gelosia quando uscivo con un ragazzo, il tuo brutto vizio di lasciare la luce accesa in bagno, il tuo perenne buon umore, il suono della tua risata... Non posso immaginarmi senza di te. Avevo sempre dato per scontato che mi avresti insegnato a guidare l'auto, che il giorno del mio matrimonio avremmo percorso la navata centrale della chiesa insieme... Eppure il destino non ha voluto che ciò succedesse. Ma io so che tu, -dico rivolgendo lo sguardo al cielo- sarai sempre al mio fianco, anche se non potrò vederti. Beh ecco, questa era la mia lettera per te. Il bene che ti voglio Papi è indescrivibile".
Scendo dal pulpito e mi avvicino alla bara, sopra la quale deposito la busta contenente ciò che ho appena detto; "Mi mancherai" sussurro dando un bacio sulla cassa.
Torno a sedermi, la celebrazione continua ma non ascolto più niente, sono distrutta, le lacrime sembrano non volersi più fermare... Voglio che questo strazio termini il prima possibile.
La messa è finita e con il corteo funebre ci dirigiamo tutti verso il cimitero per dargli un ultimo saluto; Carolina, Fabio e Lorenzo sono sempre stati al mio fianco, pronti per darmi un abbraccio ogni volta in cui ne avessi avuto bisogno, sono davvero fortunata ad avere degli amici come loro.
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Ecco il secondo capitolo!
Speriamo vi sia piaciuto :)
Ci teniamo a ringraziare ognuno di voi, in particolar modo NiccolBondariva 👑
A presto con il terzo capitolo!
Un bacio,
Auri & Cami
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