Atto finale parte 3
"In che senso vuoi reclutarti?" Chiese sorpreso Rocco.
"Quante volte dei sospettati che tu eri sicuro fossero colpevoli sono sfuggiti alla prigione?"
"Troppe volte... Ma questo che c'entra?"
"Lasciami finire.
Te lo ricordi vero il pedofilo che hai mandato in coma vero?"
" Sì ma se ti ricordi bene..."
"Ho detto lasciami finire!"
"D'accordo, va bene"
" Immagina di far scomparire tutte quelle persone...
Immagina che un bel giorno tutte quei pedofili, assassini, camorristi, ladri eccetera, scomparissero nel nulla"
" Sarebbe bello, ma le persone come te non scompaiono nel nulla"
Esposito si voltò per un secondo aprì un cassetto dalla scrivania alle sue spalle e prese una pistola, la puntò contro Rocco.
"Non paragonarmi a gente del genere mai più capito?!" Esposito cominciò a tossire e gli uscì un po' di sangue dalla bocca che ripulì con un fazzoletto.
"Io sono quello che fa sparire la feccia, li faccio a pezzi e li butto a mare quei gran bastardi!"
" E per via di tua moglie vero?"
"Dopo la sua morte ero distrutto, ma volevo campare solo per vedere la faccia di cazzo che l'aveva uccisa dietro le sbarre.
Quando capii che quel bastardo avrebbe continuato a fare del male, ho cominciato a pensare a quanto questo mondo faccia schifo, e di come nessuno faccia niente per migliorarlo.
Così, ho cominciato a uccidere i topi di fogna, di notte andavo a chiedere droga dai spacciatori locali, fingendo di essere uno di loro, un poco di buono insomma, e li rapivo.
Li caricavo in macchina, nel bagagliaio, li portavo a casa mia nella cantina ed aspettavo...
Sera dopo sera gli spacciatori aumentavano sempre di più , li drogavo con quella droga che ho usato con te, li faceva perdere il senso della realtà..." Esposito cominciò a ridere
"Dovevi vedere le loro facce...
Facevano troppo ridere quando vedevano tutti i loro spettri del passato, o semplicemente cose che non esistono..."
"E poi che è successo?"
"Ah bè, si sono uccisi a vicenda! Si sono mangiati a vicenda"
Esposito rise ancora più di prima, ma dopo poco fu interrotto dalla sua tosse.
"Come hai fatto a convincere tuo figlio?" Chiese Rocco mentre aveva ancora una pistola contro
" Quella è stata la parte più difficile, all'inizio non voleva assistermi, poi però l'ho convinto..."
"Come l'hai convinto Esposito?!"
" L'ho rinchiuso in una stanza per sei mesi, l'ho sottoposto ad ogni tipo di droga, e ha sentito una registrazione che diceva che uccidere le persone malvagie era corretto e tutti i benefici che ne derivavano da esso"
"Hai sottoposto tuo figlio in una cosa del genere... L'hai coinvolto solo per i tuoi capricci..."
"Non era un capriccio lui scopri la cantina, ed io cercai di coinvolgerlo"
"Tu sei un mostro! Usi tua moglie per giustificare tutte le tue perversioni del cazzo!"
"Nomina mia moglie un'altra volta e giuro che ti uccido" urlò Esposito.
" Tu non vuoi uccidermi, tu hai bisogno di me...
Tu stai morendo, e hai bisogno di qualcuno che continui la tua opera..."
"Bravo ragazzo vedo che stai cominciando a capire"
"Non farò mai una cosa del genere"
"Ma tu l'hai già fatto"
Accese il televisore, e vide la fotografia del figlio di Esposito.
"Questa è stata la tua prima vittima"
Poi cliccò un altro pulsante sul telecomando, e cominciò a vedere un video, era la lotta con quel energumeno nella prima stanza.
"Lui invece è stata la tua seconda vittima, e in più eri disposto a far morire quella donna per salvare tutti gli altri membri della famiglia.
Pensaci Rocco, potrai riavere il tuo posto in polizia se vorrai, potrai vendicarti di tutti quei bastardi impuniti, potrai fare tutto quello che vorrai, e quando sarò morto tutto questo sarà tuo"
"Io non posso diventare un assassino..."
"Il sistema non sempre funziona, e quando nin funziona possiamo intervenire noi per mettere le cose a posto. Pensaci tutti quei delitti impuniti perché quello che li ha fatti ha corrotto il questore perché è un figlio di un camorrista, e questo lo rende intoccabile..."
" Io non..."
"Dì di sì!" Urlò Esposito
"Io non posso" urlò Rocco
" Dillo! Lo sai che in fondo ho ragione!"
"Io..."
"Dillo!" Urlò di nuovo Esposito colpito da una forte tosse.
"Sì..."
"Bravo ragazzo, ora andiamo ti insegnerò tutto quello che c'è da sapere e riavrai il tuo posto in polizia". Nei giorni seguenti, Esposito insegnò al commissario tutto quello che c'era da sapere su quel "mestiere", e insieme catturarono nella loro cantina ben cinque ladri, tre spacciatori, e due assassini.
Come promesso Esposito riuscì a corrompere il questore, il vicequestore eccetera e fece riavere il posto a Rocco.
Ora si trovavano in cantina, nella loro cantina, ne avevano appena preso un altro.
"Giovanni, l'hai già drogato a questo o ci penso io ?" Gli chiese Esposito
"No no puoi stare tranquillo, ci ho pensato io"
"Bravo ragazzo, stai migliorando molto"
"Già... È vero..." Il commissario prese la pistola e la puntò contro Esposito e lui subito fece lo stesso.
"Cosa cazzo stai facendo?"
"Ora io ti lascio qui, a marcire, e proverai quello che hanno provato tutte le tue vittime"
"Io non credo proprio" Esposito gli sparò e gli bagnò tutta la giacca
"Pistola ad acqua, un vecchio trucco ...
Se comprate nel posto giusto, e scambiate con quelle vere nel momento giusto il truffato non si accorgerà di nulla"
"Tu non puoi lasciarmi qui, è pieno di criminali drogati..."
"Oh qui ti sbagli, non sono drogati, sono perfettamente lucidi e prima di ucciderti a mani nude, uno per uno ti stupreranno così tanto da farti dimenticare che una volta eri eterosessuale figlio di puttana, mi sono accordato con loro qualche giorno fa, gli ho raccontato di tutto quello che mi hai fatto e si sono convinti..."
"Tu non puoi farlo! Non puoi !"
"Sì invece, e l'ho appena fatto! Ragazzi procedete "
I criminali cominciarono a togliergli i vestiti di dosso con violenza
"Lasciatemi animali! Rocco non puoi andartene! Non puoi lasciarmi qui, ti prego no non farlo!"
"Addio Esposito" si voltò, chiuse la porta, e se ne andò.
Ora c'era soltanto un ultima cosa da fare che ormai non poteva più rimandare.
Andò all'areoporto di capodichino e dopo un interminabile fila chiese alla ragazza che vendeva i biglietti
"Due biglietti per reykjavik, Islanda"
Si imbarcò e arrivò nella fredda isola, noleggiò una macchina e andò verso la fredda spiaggia nera di Vìk, e lì su quella spiaggia, aprì il suo bagaglio e prese le ceneri di sua moglie e di sua figlia.
" Volevo portarvi qui in questa primavera, stavo già comprando i biglietti, volevo farvi una sorpresa.
Ci siamo sempre voluto andare, volevamo andare in viaggio di nozze, ma all'epoca eravamo troppo giovani, e senza un soldo in tasca, poi ci volevamo andare da sposati ma poi nacque nostra figlia...
La nostra meravigliosa figlia...
E non ci andammo, e poi dovevamo andarci questa primavera..."
Il commissario cominciò a piangere.
"Così ho deciso di portarvi adesso, lo so forse è un po' troppo tardi, ma lo sapete : sono un ritardatario cronico"
Aprì le urne dov'erano le ceneri
" Ora però è il momento di lasciarvi andare"
E così le ceneri furono portate dal vento verso il mare.
"Addio Caterina.
Addio principessina mia"
Si voltò, e tornò verso la macchina, verso casa.
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