Capitolo 2
"Ma dove cavolo sono?"
Il ragazzo che aveva appena pronunciato questa frase tirò un forte gemito, a causa del malditesta che lo attanagliava.
"Ma, cosa..." si era appena accorto di avere le mani bloccate da delle catene, attaccate al soffitto. Un po' come nel Medioevo, e pare propio che anche il povero ragazzo lo stesse pensando, perché:"In che cazzo mi trovo, in un gioco di ruolo?"
Iniziò a guardarsi in torno. Era una cella alquanto sudicia, anche se assomigliava più ad una nicchia scavata nella roccia che altro. La muffa attaccata alle pareti e l'acqua che, se ne accorgeva solo adesso, gli cocciolava addosso, bagnandoli i suoi curatissimi capelli. Non vi erano finestre, o qualcos'altro che suggerisse che ore fossero, poteva essere mattina o sera. Faceva un freddo terribile, una corrente gelida entrava dalle sbarre che facevano da porta. Ma, si sa a Chuuya di tutto questo non gliene può fregare niente.
Stava per tirare un urlo, quando iniziò a sentire dei passi che scendevano verso di lui.
Si fece un appunto mentale, sul fatto che se scendevano delle scale, significa che era sottoterra.
Entrò uno squadra di una ventina di uomini.
"Salve" fece un viscido sorriso quello che sembrava il capo.
Lui per tutta risposta sputò a terra.
"Ma come siamo galanti. Ora basta i convenevoli e dicci tutto ciò che sai sulla Port Mafia"
Ecco, adesso capiva perché era finito in una situazione del genere. Sapete quando ad esempio tornate a casa, e dite:"Tutta colpa del lavoro". Be, per il nostro amico non era altro che un eufemismo.
Lui, per tutta risposta, risputò a terra.
"A non hai intenzione di parlare? Non ti preuccupare che canterai, che tu lo voglia o no" Estrasse da una custodia, un vecchio coltellaccio tutto seghettato e iniziò ad avvicinarsi al povero malcapitato.
Che poi povero non era propio, visto che i sui aguzzini non avevano fatto il conto di una cosa.
Il tipo stava per infilzarli il pugnale nel fianco, quando all'improvviso, scomparve. O almeno, questo è stato il pensiero dei suoi sottoposti, ma in realtà il rosso non aveva fatto altro che tirargli un calcio. Che l'aveva spedito contro la parete destra della cella.
Quando questi se ne accorsero, iniziarono a correre verso il ragazzo, che uno ad uno iniziò a spedirli il più lontano possibile da lui.
Ma, sapeva di non potere continuare per sempre, infatti uno dei pochi rimasti, prima di schiantarsi, gli tirò uno scapaccione dritto sulla testa, che lo fece stranamente svenire. Forse a causa della stanchezza, o per il fatto che il tizio lo aveva colpito propio dove gli faceva male, non lo so, comunque svenne.
Quando si risvegliò era notte, non che lo sapessse veramente, però è più figo dire così, quindi shh.
Dicevo, era notte ed al rosso sembrava che gli avessero pestato con un mortaio la sua povera testa, varie volte, e si può dire che gli volarono vari insulti, che purtroppo non posso scrivere, in quanto se no la storia andrebbe sicuramente segnalata dalla direzione.
Dopo queste sue belle parole si accorse che gli avevano incatenato, con quei vecchi ferri, anche i piedi al pavimento.
In seguito ad altri insulti irripetibili, risentì di nuovo i passi sulle scale.
Diresse il suo ceruleo sguardo all'ingresso che si stava aprendo.
Entrò un uomo, senza capelli, ma con una sudicia barba, che gli rivolse un sorriso sdentato.
"Dimmi tutto quello che sai sulla Port Mafia" gli chiese con una voce dolce quanto la carta vetrata.
Chuuya finse di pensarci.
"Mhhhhhh, no"
L'altro ampliò ancor di più il suo sorriso. Si diresse fuori per qualche secondo e torno dentro con una vecchia e strappata borsa di pelle, che un tempo forse era marrone.
L'aprì sotto i suoi occhi, e il suo contenuto gli fece gelare il sangue.
Lame.Lame di ogni tipo. Coltelli, pugnali, lime, segettini, una vera sega.
Deglutì rumorosamente.
"Chissà quanto male ti farà, chi lo sa, chi lo sa" canticchiava l'altro.
Prima che il rosso potesse dire qualcosa, l'altro con velocità sovrumana gli aveva infilato un pugnale di circa quaranta centimetri propio sopra il cuore.
E gli si che il dolore cominciava.
Spazio Autrice
Si lo so doppio aggiornamento. Però non ce la facevo ad aspettare.
Ho tutta la storia in testa, e per non dimenticarmela non posso far altro che scriverla.
Se la storia vi piace ditemelo, nel caso volete che la continui.
Se trovate degli errori o quant'altro potete scriverlo in un commento, così che io lo corregga.
Grazie per essere arrivati fino a qui.
Persefone-8
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