24 novembre
Era ripartito l'hashtag #askher.
La gente chiedeva perché Ella avesse lasciato Calum o viceversa.
Chiedeva cosa fosse successo.
Chiedeva perché era una più di settimana che non si faceva vedere.
Chiedeva perché qualcuno aveva messo in giro la voce che soffrisse di depressione.
Ella sapeva di essere una persona fragile, più di altre.
Aveva bisogno di tempo per elaborare le evoluzioni nella sua vita sociale ed esse avevano un'importanza maggiore per lei che per gli altri una volta metabolizzate.
Sapeva di non aver dato tempo a Calum di spiegarsi, di dire una sola parola in sua difesa dopo quelle che l'avevano ferita così tanto.
Sapeva che non era giusto.
Non era giusto tagliarlo fuori, ignorare i continui tentativi di raggiungerla, cercare di odiarlo.
Non poteva odiarlo. Era l'unica persona che fosse mai stata così gentile con lei.
Il cuore sanguinava, ma lei non capiva più come fermarlo. Non capiva da dove venivano i fori, non capiva più niente.
Si era chiusa in camera sua, con l'obiettivo di recuperare metà del peso perso, e non aveva dato ascolto a nessuno.
Suo padre non aveva notato niente di strano.
Ella riusciva a fingersi quasi normale ai suoi occhi, poi tornava senza sforzo nella dimensione del dolore irrepresso.
Per sua sfortuna, la madre non acconsentì a lasciarla a casa un giorno ancora e il martedì mattina fu tragico.
Si alzò sentendosi debole, brutta e colpevole.
Non aveva mangiato quanto avrebbe voluto, perché il terrore di sentirsi piena fino a scoppiare si era impossessato di lei e non le aveva permesso di mangiare.
Non aveva curato minimamente l'aspetto esteriore, con il risultato dei capelli che erano andati per i fatti loro, oltretutto segnati dall'elastico, e le occhiaie scure e profonde.
Non aveva risposto ai messaggi che aveva letto. Non aveva dato a Calum la possibilità di parlarle e non aveva frenato le voci che avevano iniziato a girare.
Lavò la faccia, fece il possibile con fondotinta e correttore in mano, legò i capelli confusamente come i giorni precedenti e indossò un maglione che le stava ormai troppo largo.
A colazione mangiò yogurt e torta, poi salutò svogliatamente sua madre e andò a scuola con lo zaino in spalla, non sorpresa che Calum non fosse davanti a casa sua ad aspettarla.
Non vide Calum entrando a scuola, sembrava scomparso.
Quando la sua voce arrivò in tutte le classi tramite gli altoparlanti, pero', il suo corpo riprese vita.
Si rizzò sulla sedia e tese le orecchie.
- Ella Norwich in segreteria, per favore. Ripeto, Ella Norwich in segreteria, per favore.
E si precipitò.
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