Capitolo 6
- Killian pov's
Mi giro dall'altra parte del letto. Per me, svegliarsi alla mattina, è un'impresa impossibile. Se teniamo conto che ho, da almeno cinque minuti buoni, il cellulare sotto il cuscino che vibra e che emette quella stupida musichetta che mi ha impostato mia sorella è proprio da suicidio. Rispetto Adele, ma svegliarsi con una che ti dici «Hello« è troppo inquietante. Sono rimasto tutto ieri sere con il telefono in mano in attesa di un suo messaggio. Se ne è andata così, senza dire niente. Senza salutarmi.
Ma cosa voglio aspettarmi da una donna? Sono tutte così, prendiamo per esempio Deb, la mia ex ragazza(per modo di dire, perché non lo abbiamo mai ufficializzato). Con lei sono in buoni rapporti, ora, ma una volta non era di certo tutte rose fiori. Non devo minimamente pensare di poter paragonare Skyler con quella stupida di Debrah. Sono due persone completamente opposte.
Fatto sta, che ieri sera, dopo essermi ubriacato come una spugna mi sono fatto portare a casa da mia madre. Già, ho chiamato mia mamma perché Erik, il mio migliore amico era troppo fatto per prestarmi aiuto. Non posso fargliene una colpa: non è riuscito a soddisfare i suoi bisogni primari da uomo e quindi si è buttato su tutto quello che aveva le sembianze di polvere bianca. Ripudiante.
Arrivato a casa mi sono buttato con il telefono in mano a guardarlo costantemente. Sembravo come quelle ragazzine che aspettano un messaggio dalla loro cotta, pur sapendo che non gli arriverà mai. Si, lo sapevo perfettamente che lei non mi avrebbe mai cercato. Il primo motivo era il più ovvio: non ci eravamo scambiati il numero di telefono; il secondo è perché sono sicuro al cento percento che ha un orgoglio da far dannare un uomo. Guarda cosa sta facendo con me! La terza opzione è quella più sicura, il ragazzo che le si è avvicinato non aveva di certo intenzioni d'amico. Proprio l'opposto. Sbuffo passandomi una mano sui capelli riccioli e scendendo fino a farla cadere nel vuoto.
Ieri sera erano appiccicati e lui era venuto a prenderla al lavoro qualche giorno fa. E se fossero fidanzati? Lei ha detto che non aveva mai avuto un ragazzo ma ora che è al college magari ci ha ripensato. Perché, tra tutte le persone che si sono in questo posto propri a lei devo pensare. Prendo il telefono da sotto il cuscino e lo butto sotto le lenzuola. È la prima volta che mi capita di essere così ossessionato riguardo una persona, ma so che è solo attrazione fisica.
Skyler ha un bel corpo e le sue curve sono praticamente perfette, ai miei occhi. La maglietta di ieri sera le metteva in risalto il seno abbastanza pieno e i jeans strappati le facevano un sedere poderoso al punto giusto. Senza straripare ma anche senza diminuirlo. i suoi occhi sono un mistero. Non ce l'ha di un azzurro normale. È più sul ghiaccio quando mi guarda con sfida, mentre quando sorride sembra tingersi di blu. Mi ricordavo di aver bevuto un paio idi birre non di essermi fatto una canna.
Mi siedo sul letto con le gambe a terra. Il parquet è tiepido e una piacevole sensazione di rilassamento percorre la mia spina dorsale. Senza mettermi le ciabatte, mi avvio verso il corridoio. Passando davanti alla porta di mio fratello Roy, busso.
«Pensi di venire a fare colazione stamattina?» Gli chiedo, seccato.
Dall'altra parte della porta sento un grugnito, perfettamente maschile e poi la sua voce soffocata dalla musica della televisione «Non scendo. Se ho fame chiedo a Cleo di portarmi qualcosa.»
Sempre il solito. Da quando aveva scoperto che Deb, la sua prima vera ragazza, ci provava anche con me si è rinchiuso in camera sua a bere lattine su lattine di Red Bull e giocare ai videogiochi con una canottiera bianca e boxer, seduto sul pavimento con fazzoletti, lattine, scatole di cartone di pizza in giro e la barba lunga quanto i capelli di Raperonzolo. Raperonzolo, ah, Skyler.
«Okay. Ci vediamo dopo.» Questa frase l'ho ripetuta troppe volte ed non si è mai esaudita. Ormai ci ho perso le speranze.
«Si, a dopo.» Ogni volta che mi fermo a dormire in questa casa mi lascia andare via così. ho provato mille volte a rimediare ai miei errori, causandomi del fatto di essermi fatto la sia ragazza ma non è servito a niente.
Non credo nemmeno che dopo tre giorni che lui e Deb si sono mollati lei si è messa con me. Sono un pessimo fratello. Mi sono comportato veramente male nei suoi confronti.
Scendo le scale e nella sala da pranzo c'è mia madre con in mano il giornale mentre beve il suo caffè mentre mia sorella tiene il telefono con la mano sinistra e con la destra mangia il suo cornetto al cioccolato.
«Buon giorno.» mi butto sulla sedia su cui sono abituato a stare e allungo la mano verso la scotola delle ciambelle glassate.
La mamma alza lo sguardo dal giornale e mi guarda sorridendo. «Buon giorno, tesoro. Come hai dormito?» Appoggia la rivista e si avvicina con in mano la caffettiera.
«Credo che ho ancora sonno. Ma oggi è il primo giorno di scuola, non posso mancare.» Rispondo, portandomi alle labbra la tazza di Scooby-doo con dentro il caffè.
«Non dovresti fare così tardi alla sera, ma dimmi un po'. C'è anche Skyler con te?» Sul suo volto si fa spazio un piccolo sorriso malizioso, attirando l'attenzione di mia sorella. Le donne!
«No, sono solo.»
«Infatti lei sta massaggiando con me ora.» Dice con nonchalance mia sorella. Mi blocco sul posto e la guardo sconvolto. Lei ha il suo numero e non me l'ha detto?
«Sorellina, mia cara...» Incomincio.
«Che vuoi, fratellone con secondi fini?» Mi beffeggia lei.
«Non potresti dare al tuo fratello preferito il numero di Skyler. Le devo scrivere.» Ti prego dì di si.
«Okay, dopo vado da Roy.» Il mi sorriso si spegne quando sente il nome di mio fratello. Le piace scherzare? E allora scherziamo.
«Okay. Non darmelo ma ti assicuro che non la invito più a casa nostra.» Sta per aprir bocca la blocco subito. «E visto che tu non hai ancora la macchina e nemmeno lei non può venire qui. Quindi dammi il numero.»
«Killian non dirmi che ti piace?» Chiede la mamma ridendo.
Mi gratto la testa leggermente imbarazzato. Ma che domande mi fa?
«Mamma ti prego! È solo una mia compagna di università. Lo sai che non mi importa avere una relazione fissa con una ragazza.» cerco di convincerla, ma il suo sguardo fa intuire che me lo posso solo sognare. Ma è così tanto difficile far capire ai genitori che non mi importa stare con una ragazza?
«A me piace. Perché non la inviti la settimana prossima a casa nostra? Io e tua sorella la vogliamo presentare a tuo padre. Forse riesco anche a convincere tuo fratello a partecipare.» dichiara felice mamma mentre mi appoggia una mano sulla mia.
Pensa davvero che riuscirà a convivere Roy a scendere dalla sua camera per incontrare una ragazza la quale non ha nemmeno qualcosa a che fare con questa famiglia.
Okay che l'ho portata a casa mia perché era troppo tardi, okay che è la nuova amica di mia sorella ma ora esageriamo un po'!
Tra poco vuole più bene a lei che a me.
«Ma perché vi interessa tanto presentarla a lui? Lo sapete meglio di me che lui non uscirà mai più da quella stanza, quindi perdete solo tempo.»
«Killian, se tu non ci avessi provato con quella stupida di Deb a quest'ora non sembrerebbe un tossico!» urla mia sorella, sbattendo le mani sul tavolo. Da quando è così violenta?
«Ma si può sapere che ti è preso? Anzi, che problemi avete tutti voi?! Siete al settimo cielo per una sconosciuta che ha passato solo una notte qua perché era troppo tardi per tornare ai dormitori. E tu, Hailey. Credi che sia la tua migliore amica ma, sorpresa, sei una tonta se pensi ha sia la stessa cosa per lei. Non vi siete mai comportati così quindi non fatelo di certo per una come lei.» Sbotto facendo sussultare mamma e Hay.
Mi alzo, arrabbiato, e me ne torno in camera mia. Devo farmi una docce fredda. Anzi, gelata è ancora meglio. La mamma inizia a chiamarmi, chiedendomi di tornare indietro e che le dispiaceva ma con scarsi risultati perché non mi volto nemmeno una volta.
Sbatto prepotentemente la porta di camera mia e mi lancio sul letto. Sentendo un rumore strano e del duro sotto la mia pancia mi immobilizzo. Tiro indietro le lenzuola e vedo lì, con il vetro leggermente rigato, il mio telefono. Inizio ad imprecare sotto voce, conoscendo perfettamente mia madre. Se mi sentisse dire certe parole potrebbe sbattermi fuori di casa.
Prendo tra le mie mani la cosa a me più preziosa e lo guardo. Era stato un buon cellulare ma ora è morto, quindi devo chiedere i soldi alla mamma per prenderne uno nuovo. Sorrido soddisfatto di questa mia ottima idea.
Premo il bottone di accensione e lo schermo inizia ad illuminarsi. Dopo aver inserito il pin di sicurezza mi appaiono tre nuovi messaggi. Il primo è di Erik che mi chiede di vederci davanti all'università per andare a lezione insieme, il secondo è di Deb che mi parla delle sue «esigenze» in quanto è una donna con molti stimoli. Il terzo è di uno sconosciuto. Non dice niente se non «Skyler» seguito da un numero. Chi è che può avermi mandato il suo numero di telefono? E se fosse uno scherzo? Beh, sono arrivato a chiederlo a mia sorella e lei non me l'ha dato quindi provo a fidarmi.
A SCONOSCIUTO:
-Chi sei?
Non faccio in tempo a bloccare il telefono completamente rigato che mi arriva un altro messaggio.
DA SCONOSCIUTO:
-Sono una persona alla quale tiene molto alla ragazza del numero. Non fare cazzate. Io so chi sei ma tu no, quindi attendo a come agisci. Ci si vede in giro, o forse no.
Rileggo almeno dieci volte quel messaggio. Una persona che tiene ad Skyler e che mi avvisa di non fare stupidate? Non può essere il ragazzo del dormitorio. E nemmeno quello della festa... ma chi può essere? E se fosse la rossa o la bionda? Non credo che loro abbiano il mio numero di telefono.
Appoggio il telefono sulla scrivania e afferro i vestiti puliti per oggi. La cosa più bella di avere dei genitori ricchi è che ti puoi permettere tutto. Anche un intero bagno personale attaccato a camera mia.
Entro e inizio a spogliarmi. Di solito mi faccio il bagno nella vasca ma ho una strana voglia di andare alla svelta a scuola. Mi filo nel box-doccia e metto l'acqua calda al massimo. I miei capelli ricci si appiattiscono finendomi tutti in faccia. Mi passo una mano tra i capelli e mi immagino una ragazza con i capelli neri, gli occhi azzurri come il ghiaccio, minuta e praticamente perfetta che me li tira. Con un dito dell'altra mano, sfioro il mio labbro inferiore e il io cervello lo associa alle sue labbra morbide. Sono fin troppo rilassato in questo momento. Un brivido mi corre su lungo la schiena a qualcosa dentro di me scatta. Apro gli occhi, risvegliandomi da queste illusioni al quando bellissime e perfette. Abbassando lo sguardo noto che il piccolo Kill, grandissimo conquistatore, è sveglio.
Non ci credo che solo immaginandomi quei due piccoli pensieri il mio corpo è già eccitato, pronto all'uso.
***
Dopo essermi fatto un bel lavoretto in bagno, sono molto più rilassato di prima. Metto i primi vestiti che ho sotto mano, m'infilo lo zaino sulle spalle ed esco da casa.
Prendo la moto che mi ha regalato mio padre per il mio diciassettesimo compleanno e mi mento in sella. Accendo il mezzo e con un piccolo scatto, la moto si accende e parte.
L'università, dista meno di venti minuti da casa mia, in macchina, così decido dimettermi il casco. Sono uscito di soppiatto da casa apposta, se mia madre o mia sorella mi trovassero senza casco mi brucerebbero vivo!
Arrivo davanti all'università in poco tempo. Tutti gli studenti che non abitano all'interno dei dormitori sono appoggiati al muretto che circonda la scuola, a fumare. Un paio di giorni fa mi sarei unito molto volentieri a loro ma ho cambiato idea quando Skyler mi ha dato del tossico. Da una parte ha ragione, per me era diventata una droga troppo forte da poterla eliminare.
La mia dipendenza dal fumo era iniziata per scherzo, per uno stupido gioco famosissimo: Obbligo o Verità. Per attirare l'attenzione delle ragazze mi facevo trovare sempre con una sigaretta tra i denti senza accenderla, finché una ragazza mi ha sfidato ad accenderla. Poi la dipendenza è peggiorata ancora di più con la depressione di mio fratello.
Deb e Erik sono fuori dal cancello che mi stanno aspettando. Il mio amico è in piedi con la birra in mano già di prima mattina mentre la biondina è seduta su una panchina sbattendo la punta dei suoi tacchi con insistenza. Ho già il nervoso solo a vederla in questo momento. A volte mi chiedo come ho fatto ad avere una storia con lei.
«Killian, ti stavamo aspettando! Dov'eri?» chiede Deb con la voce impastata dalla cicca che ha in bocca.
«Sono tornato a casa. Non c'è bisogno di fare tutte queste scene.»
«Tesoro, ero solo preoccupata per te. Non capisci che anche se non stiamo più insieme io ti amo.» Si certo e io sono stupido.
«Ti prego, evitami le tue esibizioni di prima mattina. Non è giornata.» rispondo.
Erik si intromette mettendomi una mano sulla spalla. «Ehi, amico. Che succede?»
Sbuffo. «Ma niente di grave. Ho rotto il telefono, ho litigato con mia mamma e mia sorella. Mio fratello tra poco si incide una lapide davanti la porta della sua camera e mio padre... chi lo vede mai?» Decido di non parlare dei messaggi dello o della sconosciuta davanti a Deb. Sono sicuro che se sapesse che si tratta di Skyler da di matto.
«Non sapete che gossip ho da dirvi.» Si intromette lei, fregandosene di quello che ho detto. È la persona più modesta e più egoista del mondo.
«Ieri sera, quando sono entrata in camera mia dopo la festa, ho visto una cosa sconvolgente!» Tira fuori il telefono e mostra una foto di una ragazza con un pazzo di schiena mezza scoperta. La ragazza ha la maglietta leggermente scoperta e grazie alla luce del flash si notano dei segni rossi e lunghi.
«Ma chi è?» Chiede stupito Erik.
«Skyler. Sono sicura che prima era stata mandata in un manicomio e per punizione le hanno fatto l'elettroshock nella schiena. E se tornasse pazza mentre dormo e cerca di uccidermi? Non ho chiuso occhi per tutto il tempo.» Mi viene da ridere a pensare ai suoi film mentali. Elettroshock che provocano cicatrici? Ucciderla? Manicomio? Ma per favore!
Devo ammettere, però, che un po' mi preoccupa. Non avrei mai creduto che si potesse avere una schiena del genere. Anche se è solo una piccola parte è veramente inquietante.
«E tu la fotografi anche! Eliminala subito! Potrebbero denunciarti per violazione della privacy.» L'avverto.
«E io la posso far mandare in un istituto psichiatrico se ho voglia. I miei genitori guadagnano un millesimo in più di quello che guadagno i suoi quindi non deve mettersi contro di me. Ci vediamo dopo, amori.» Si avvicina prima a me e poi a Erik, lasciandoci un bacio sulla guancia.
«Amico, lavati la guancia e poi andiamo a lezione. Non voglio perdere la prima ora.» dice Erik, strusciandosi il palmo della mano sulla guanci cercando di pulirsi.
Inizio a ridere. Erik non ha mia tollerato poi più di tanto Deb ma ha sempre cercato di sopportarla per me. «Su, andiamo.»
Ci incamminiamo verso l'entra e il mio amico continua a parlare ma io non l'ho ascolto. La mia mente è in un altro universo: quello della schiena di Sky.
Cosa l'è successo? Perché è così? Chi è stato? Le strisce rosse e profonde mi mettono i brividi. Sembrano così profonde e dolorose. Le avranno fatto male?
Un'ombra mi viene addosso, solo che non è leggera. Per niente. Alzo lo sguardo su di essa e noto una ragazza dai folti capelli neri e occhi color ghiaccio. È lei.
«Scusa, Kill. Non volevo farti cadere.» Dice velocemente, cercando di rimettersi in piedi. Solo ora noto che sono con il sedere per terra e che lei mi ha appena chiamata con il mio soprannome.
«Skyler, aspetta ti aiuto.» Cerco di aiutarla a rimettersi in piedi ma continua a scivolare in avanti.
«Mi dispiace, lo zaino non aiuta per chi è scoordinato.» Cerca di giustificarsi una volta che siamo tutte e due a posto.
«Non c'è nessun problema.» le sorrido.
«Okay, beh scusa ancora ma sono in ritardo per la lezione ci si vede.»
Inizia a correre dall'altra parte della nostra direzione, scontrandosi ancora con qualche ragazzo.
«Stai sorridendo come un coglione.» mi avvisa Erik.
«Cosa?» mi giro di scatto per guardarlo.
<Hai capito. La guardavi come io di solito guardo la pizza.» ridacchia.
Scuoto la testa e sospiro. «Lascia stare. Dopo ci vediamo nella mia stanza dobbiamo parlare.» Lo saluto e mi incammino nella mia classe di Economia Aziendale. La odio ma guarda cosa si deve fare per non perdere fama, successo e gossip sulla famiglia Davis.
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