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Capitolo 13

l fine settimana con i miei fratelli era stato bellissimo. Zake mi aveva abbracciato per almeno un'ora e ogni volta che ero libera si precipitava da me per coccolarmi. Sean era stato contento del mio ritorno a casa ma, giustamente, si è mostrato il maggiore beccandosi anche qualche insulto da parte del fratello. Dopo il nostro ultimo incontro ha cercato di farsi vedere ancora arrabbiato ma invano. Domenica mattina ha ceduto subito e mi ha obbligato a stargli appiccicata per tutto il tempo. Non è uno che sa quello che vuole.

Lunedì mattina, cioè oggi, i miei fratelli hanno deciso di accompagnarmi fin dentro il dormitorio.

«La mamma mi ha chiamato l'altro giorno. Ha detto che sei andata da lei e che ti sei comportata in malo modo.» mi avvisa Sean.

Sbuffo. «Ha ingigantito la cosa. Le ho solamente fatto notare quanto mi è stata vicina nel periodo della mia adolescenza e di come stiamo noi in confronto a loro.»

Mentre salgo le scale, Zake mi raggiunge. «Venerdì sono andata da lei e mi ha praticamente urlato di farti fare un controllo dalla ginecologa.» fa una piccola pausa. «Devi dirci qualcosa?»

Eccolo. Gli ha detto quella parte che riguarda alle avventure delle ragazze della mia età. In tutto il discorso che le ho fatto, giustamente lei ha capito solo quello. La cosa positiva è che i miei fratelli non mi hanno fatto domande su come me ne sono andata dalla mamma o di come sono tornata a casa venerdì e questo non è una cattiva cosa. Il rapporto (complicato) tra me e Killian è ancora al sicuro. Ma ora gli dovrei dire che l'altra sera ho dato il mio primo bacio? Che l'ho dato ad un ragazzo straricco e un po' viziato? Mmm... credo di no.

«Puoi star tranquillo. Anzi, tranquilli. La mia verginità è ancora immacolata.» Beh, è più o meno vero. Venerdì se non avessi pensato a cosa andavo in contro l'avrei persa.

«Bene. Hai conosciuto qualcuno... qui?» chiede.

Fuoco. «Si. Ma niente di importante.»

In realtà è molto importante. Per tutto il tempo non ho fatto altro che pensare a lui. Lui mi voleva, mi voleva davvero. Non si è arrabbiato e non ha cambiato opinione quando gli ho chiesto di fare le cose con calma.

«Chi è il fortunato? Jeremy?» domanda Sean.

Scuoto la testa. «No! Io e Jeremy siamo solo amici. Non potrei mai mettermi con lui, siamo troppo diversi.» Anche con Killian siamo diversi ma dopo venerdì sono pronta a rischiare.

Arrivati alla porta di camera mia, mi fermo un secondo per tirar fuori la chiava per poi aprirla. Deb non c'è ma le sue cose sono sparse per tutta la stanza. Qualcosa mi dice che è nel suo periodo. Debrah Green, la ragazza più viziata e perfettina di sempre che lascia le sue cose sparse in giro e non disfa nemmeno la valigia. Mi sa che il tornado sia tornado. Avete capito la battuta? Tornado-tornato? No, okay. Devo fare un corso per battute.

«Okay, siamo arrivati. Caroline è qui intorno?» Zake e la sua ossessione per la mia migliore amica.

«Si, deve essere nella sua camera. È andata a trovare i suoi ieri e io le devo parlare.»

Mio fratello sta per dire qualcos'altro quando bussano alla porta. Vado ad aprire ma non c'è nessuno. Solo un mazzo di rose e un biglietto.

Mi mordo il labbro per evitare di farmi vedere sorridere a questa scena.

La faccia di Sean e Zake è completamente sconvolta. I miei gelosoni. Metto i fiori all'interno del gomito e apro la busta.

«Cara Skyler, non sono la persona più adatta a fare queste cose ma sento la necessità di farlo. Vengo a prenderti questa sera alle sette davanti al tuo lavoro per portarti in un posto. Ci vediamo presto tesoro.

K.D.«

Se non ci fossero i miei fratelli mi sarei messa ad urlare. È lui. Killian mi ha chiesto un appuntamento, questa sera. Non so da quando è cambiata la mia opinione di lui. Forse il fatto che mi abbia difeso a casa sua, quando mi è venuto a prendere o il bacio. E che bacio, di sicuro deve aver avuto molte ragazze per essere così bravo. Non voglio nemmeno pensarci.

«Chi è?»

Alzo lo sguardo sui due ragazzi che hanno attualmente le braccia incrociate al petto e lo sguardo duro.

«Un amico.» rispondo, appoggiando il biglietto all'interno di uno dei miei libri.

«Skyler, per favore. Da quando gli amici si mandano rose e biglietti. Ti sei morsa il labbro e non l'hai mai fatto quando Jeremy ti mandava le lettere con dei regali all'interno.»

«Sean, la smetti di paragonare tutti a Jeremy. Solo perché lui ha una cotta per me mentre io non provo niente per lui non vuol dire che devo comportarmi in un certo modo con tutti! È il fratello di una delle mie migliori amiche, non lo farei mai. E questo non vuol dire che non accetti Caroline come tua fidanzata, Zake. Io sono fatta così.» urlo.

Zake strabuzza gli occhi e Sean apre la bocca. Ho esagerato? Mi giro lentamente e vedo la figura del fratello di Max immobile sulla porta. Cazzo.

Apro la bocca un paio di volte, ma non ne esce nulla. Come ho fatto a passare dalla felicità al senso di colpa. Jeremy si volta correndo verso l'uscita. Cerco di raggiungerlo per fermarlo e per scusarmi ma è già sparito. Scendo le scale saltando ed esco fuori. Mi sono tolta la giacca e con solo una maglietta a maniche lunghe sento freddo fin nelle ossa. Corro verso il cancello quando noto una piccola chioma di capelli biondi. Devo raggiungerlo e devo farlo anche ora.

Quelle cose non le pensavo. Non tutte almeno. È vero che non sono innamorata di lui ed è vero che i miei fratelli non possono paragonare sempre tutti a lui. Esistono milioni di bravi ragazzi non per forza devono essere come lui.

Mentre corro, come al solito, non guardo chi ho davanti così vado contro a un ragazzo. Sono sempre tra i piedi quelli. Cerco di mettermi in verticali e vengo aiutata da due mani colorate.

«Cavolo ragazza. Sei davvero incredibile come dicono.» Erik mi sorride mentre mi tiene le mani sulla mia vita. Mi allontano un po' per vedere chi è la mia vittima.

«Incredibile non è la parola giusta.» Killian cerca di mettersi in piedi e poi si sbatte le mani sui pantaloni sporchi di polvere.

«Oddio, scusa Kill. Mi dispiace, stavo correndo e non ti ho visto.» mi scuso velocemente.

«Ehi, tranquilla. L'ho sempre detto che eri un tornado.» Aspetta. Io un tornado? Ma stai scherzando? Ho definito Deb con quel nomignolo. «In senso buono, ovviamente.» si affretta ad aggiungere.

Salvato per un pelo. Ci guardiamo un attimo negli occhi e mi viene l'istinto di mordermi il labbro per evitare di... saltargli addosso. Lo vedo trattenere il respiro quando compio questo gesto. Gli faccio veramente effetto. Ho sempre pensato che fossi solo io a subire e invece anche lui lo sente.

«Devo andare. Grazie per prima. Ci si vede.» sorrido e mi allontano, salutandoli con una mano.

Torno alla mia rincorsa e con tutta la velocità che ho incomincio a correre da una parte all'altra del campus. Ormai le mie gambe vanno da sole ed io non riesco più a fermarle. Infatti più di una volta ho investito ragazzi, cani, cestini della spazzatura, irrigatori e pali della luce. Ma non ho mai intravisto la figura di Jeremy. Sono una stupida. Non dovevo comportarmi così. non dove dire quelle cose anche se le penso per davvero. Jeremy non potrà mai essere paragonato a Killian e viceversa. Tutte e due hanno qualcosa che li differenzia in modo positivo. Jeremy è dolce e premuroso. Il classico fratello mentre invece Killian è il classico... irresponsabile, viziato, testa di c.... comunque non c'è confronto. E so già chi sceglierei tra i due.

Mi fermo per riprendere fiato e quando rialzo gli occhi dal cemento, lo vedo. Seduto su una panchina a spalle chine. Che cosa ho combinano? Come posso aver fatto soffrire una ragazzo così. Mi avvicino lentamente a lui, senza distogliere lo sguardo sulla sua nuca.

Mi siedo sulla stessa panchina a pochi centimetri di distanza. Lo guardo ancora più intensamente e appena apro bocca per scusarmi, mi precede.

«Perché non me l'hai detto? Io sono innamorato di te da anni. Avevi quattordici anni quando l'ho capito. E in quattro anni non ho mai cambiato idea. Sono sempre stato fedele alle mie scelte, e tu eri una di quelle.» racconta. Riesco a vedere i suoi occhi lucidi.

«Jeremy...»

«No, ti prego ascolta.» Si gira verso di me e mi prende le mani tra le sue. «Io ero, sono, innamorato di te. E lo sono sempre stato. Ti ho sempre visto come il diamante più bello e puro del mondo. E non m'importa se altri mi considerano una femminuccia, l'importante sei tu. Io ti amo e per te farei qualunque cosa.»

Per tutto questo tempo io non ho fatto altro che considerarlo come un amico, un fratello mentre lui mi amava. Sono una stupida.

«Jeremy, io non sono mai riuscita a vederti come un potenziale ragazzo. Ti voglio bene, moltissimo, ma io non ti amo. Non sono come le altre ragazze e tu non sei come gli altri. Io ti voglio bene per quello.» Se ci penso bene, assomiglio più alle altre che a come m'immagino. Killian mi sta stregando piano piano.

I suoi occhi chiari si puntano sui miei. «E' per quel ragazzo?»

Scuoto la testa. «No, ma secondo te? Tra me e Killian non c'è nulla.»

Odio mentirgli ma non so nemmeno io cosa c'è tra noi due. È carino ed è stato gentile l'altro giorno e stamattina ma è impossibile che tra di noi nasca qualcosa. Siamo troppo diversi.

«Davvero? Allora perché io penso l'incontrario. Hai criticato tanto Deb e ora la imiti anche. Sai cosa ti dico: mi fai schifo.» Si alza dalla pancia e se ne va senza girarsi nemmeno una volta.

Rimango immobile per un tempo che sembra infinito. Non mi sono mai sentita così umiliata in vita mia, e di certo me lo sarei aspettata da altri non da lui. Non Jeremy.

Ha ragione la mamma quando diceva che gli uomini non si capiranno mai. Mi stringo le gambe al petto e affondo la testa tra le ginocchia e mi scappa un singhiozzo. Non voglio piangere, visto che non lo faccio da anni ma ora mi sembra difficile. Volevo migliorare le cose ed invece le ho solo peggiorate. Una parte di me dice che ho fatto bene, l'altra mi odia.

Ho fatto soffrire un bravo ragazzo solo perché sono troppo orgogliosa? O solo perché inizio a provare qualcosa per un ragazzo complicato. Qualunque cosa sia devo scoprirla, e per farlo ho bisogno di una persona.

Prendo il cellulare e compongo il numero.

«Ho bisogno di te. Vado al fast-food. Ci vediamo lì.»

Killian pov's

Guardo ancora con la coda dell'occhio il punto esatto dove Sky è caduta sopra di me. Sapevo che c'era un detto che diceva se desideri così tanto una cosa la puoi ottenere, e io l'ho desiderata ma non avrei mai pensato che potesse accadere per davvero. Io ed Erik siamo sotto ad una quercia e il suo volto è sconvolto. Lo capisco, lo sarei anch'io se prima una ragazza non ti ha nemmeno in nota e poi, dopo nemmeno una settimana ti bacia e ti chiama con il tuo soprannome.

«Tu mi devi raccontare un po' di cosette, o sbaglio?» chiede, a braccia conserte.

«No, non ti sbagli.» Lo guardo dritto nei suoi occhi scuri. È il mio migliore amico e non devo ne vergognarmi ne pentirmi della mia decisione.

«Su, dimmi. Non tenermi sulle spine. Odio quando lo fai.» Mi incita ad andare avanti.

«Io e Skyler ci siamo baciati. Due volte.»

Spalanca gli occhi. «Cavolo, e quando pensavi di dirmelo?»

«Non lo so. È successo alla cena con i miei, prima mi ha baciato lei e poi io. Stavamo per andare oltre ma ci siamo fermati in tempo.» sorrido. Lei si è fermata, vorrei precisare.

«E lei ci stava?» domanda.

Annuisco. «Si, anche se mi ha detto che non si sentiva pronta in quel momento.»

Erik inizia ad saltare da una parte all'altra ridendo. «Ma è fantastico! Finalmente ti puoi togliere dalle palle Debrah e puoi fare pace con tuo fratello.»

«Si lo so, ma non voglio dirlo a Deb. È in camera con lei chissà come reagirà quando lo scoprirà. Non voglio metterla in pericolo. E per questo ho deciso di un'altra cosa.» Ecco, sto per sganciare la bomba.

«Cosa?»

«Non che non mi fidi di te o degli altri ragazzi del gruppo, è che preferisco prevenire con tutti i nostri amici. Voglio creare una lista di ragazze da non baciare perché sono impegnate. Ogni ragazzo del nostro gruppo deve scrivere il nome dell'amata e lei sarà intoccabile. Ci stai?» allungo la mano con un foglio e una penna e gliela cedo.

Lui mi guarda storto e poi dice: «Okay. Il primo nome che ci metterò sarà Max.»

Questa volta sono il sorpreso. «Max? la migliore amica di Sky?»

Lui annuisce e scrive il suo nome. Quando mi ridà la lettera, vedo che ci sono già diversi nomi di altre ragazze.

RAGAZZE DA NON BACIARE, ASSOLUTAMENTE:

-ANITA-JOSH

-ROSA-KEVIN

-MARTINA-KEVIN

-JENNA-ERIK

-LORY-JOSH

-ZENDA-MICHEL

-BERNABETH-MICHEL

-MAXINE-ERIK

-SKYLER-KILLIAN

Sono contento che il suo nome sia sulla lista. Almeno so che sarò l'unico ad averla. Ogni nome è scritto con un colore diverso in modo da capire chi è il proprietario del nome. Nessuno sa chi è, è questo il bello. Tu puoi segnare chi vuoi ma nessuno potrà mai saperlo. Il mio colore è il blu mentre Erik è il verde.

«Vuoi segnare solo lei?» chiede il mio amico.

«Si, ho deciso. Mi piace e voglio arrivare a questo obbiettivo: farla mia almeno una volta.» Anche se nel provando mi piacerebbe più di una volta.

«Mi stai dicendo che ti basta scopartela solo una volta? Davvero Kill?» mi beffeggia.

«Non hai capito niente. Io non intendo farci sesso. Voglio che sia la mia ragazza. Voglio essere suo e voglio che lei sia mia. Mi basta solo una volta.» Non sono mai stato così sicuro di me.

«Ma non mi dire. Killian Davis che vuole avere una relazione seria con una ragazza. Che ne hai fatto del mio migliore amico?» scherza.

«Ha messo la testa a posto.»

«In pochi giorni? Wow, Kill mi sorprendi.»

«Stai dicendo che sono tutte cazzate?» domando, irritato.

«Sto solo cercando di farti notare che è impossibile innamorarsi di una ragazza con così poco preavviso. Soprattutto se tu sei uno che non si mette con nessuno. L'unica "ragazza" con cui sei stato è Debrah e ora perdi la testa per Skyler, amico vedi bene di non fare cazzate. L'ho vista e ho visto sia i suoi amici che i suoi fratelli. Io terrei il tuo piccolo Killian nei pantaloni ancora per un po'.» mi avvisa. Ma perché tutti mi trattano così?

«Ti dimostrerò che lei mi piace veramente e non è solo una botta e via come con Deb!»

«Ah, e così io sarei solo una botta e via?» La sua voce è più pungente di un ago.

Mi giro e mi trovo davanti la biondina più arrabbiata della storia. «Deb, lo sai anche tu che per me non era una relazione seria con te. Volevamo solo una cosa e l'abbiamo ottenuta. Ora voglio cambiare.»

«Si, certo, cambiare per una verginella frigida! Tu avevi me. Hai me. Perché non torniamo quelli di una volta. Io ti amo e so che tu provi ancora qualcosa per me, non puoi mentire.» si avvicina a piccoli passi, facendo rumore con i suoi tacchetti.

«Volevamo tutti e due una cosa sola e l'abbiamo ottenuta. Ora niente è più importante.» dico acido. «Stavi con mio fratello ma lui non ti soddisfatta abbastanza così sei venuta da me. Mi hai fatto mettere contro mio fratello per un tuo stupido bisogno! Ma ora si cambia le carte in tavola. Dopo quell'esperienza e l'incontro con Skyler ho capito che tu non eri niente di importante.»

Le mie fredde parole la colpiscono in volto. «Tu... tu... per te non è stato niente? Beh, per me era molto. Io scopavo con tuo fratello e facevo l'amore con te. Io ti amavo veramente Kill e lo faccio tutt'ora.»

«Mi dispiace ma a me piace lei. Io voglio lei.»

«Okay, ma voglio metterti in guardia: scommetto che tra meno di un mese voi vi mollerete per una tua stupidata. Ci si rivede Killian. Erik.» Detto questo, la pantera sia allontana.

«Amico, sei nella merda.» Erik mi poggia una mano sulla spalla mentre guardo andare via Deb.

«Già. Devo avvisare Skyler di questa cosa.»

«Gli vuoi dire della lista?»

Scuoto la testa. «No, ma devo metterla in guardia su Debrah. Non è mentalmente stabile quando si tratta di me. Non l'è mai stata.»

È una vera e propria psicopatica. 

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