Chapter thirtysix-Happy Birthday!-
Lily
«È tutto pronto?»domandó ad un certo punto James. No, non James Potter, cioè si, peró l'altro James. Intendo James Sirius Potter. Mio dio, ora è ancora più difficile di prima.
«Quasi, credo. Felpato, cosa ci manca da fare?»chiese poi Remus a Black. Tutti quanti ci girammo a cercarlo, facendo difficoltà nel trovarlo nella Stanza delle Necessità. Perchè? Perchè lui solitamente era al centro dell'attenzione, e ora non lo era.
«Ve l'ho già detto, io non partecipo a questa merdata.»disse lui, appellando un giornale della Gazzetta del Profeta e sfogliandolo distrattamente, leccandosi le dita ogni volta che toccava l'angolo di una sottile pagina di carta. Sembra lo stesse veramente leggendo, dato il fatto che faceva anche scorrere gli occhi, ma in quei mesi ho imparato che Sirius Black non legge così velocemente.
«Ma stai zitto, siete migliori amici.»sbottó l'altro alzando gli occhi al cielo, innervosendosi.
«Non potete rompere l'amicizia per una stupidagine del genere.»aggiunse Rose, andandogli in contro e cercando di farlo ragionare.
«Per me non è affatto stata una stupidagine.»giustificó lui poggiando il giornale sul comodino accanto al divano su cui era beatamente sdraiato e imbronciandosi.
«Se è per questo nemmeno per me.»aggiunsi io, guardandomi i piedi, diventati improvvisamente molto più interessanti.
«Non ti ci mettere anche tu, Lily. Per favore.»mi disse Albus, con la voce di chi vuole solo ed esclusivamente ragione. Io sbuffai.
«Potreste fare i seri, per un cazzo di secondo?!»replicó Remus, non volendo sentire nessuna ragione.
«Non puoi usare quel termine, Remus!»esclamó James Sirius indicandolo con l'indice, con uno sguardo che sembrava che cercasse di farlo sentire in colpa il più possibile.
«Sono d'accordo con lui.»ribattè Black, incrociando le braccia al petto, dopo essersi passato una mano tra i capelli, gesto che mi fece subito pensare a Ja...Potter, a quel coglione di Potter.
«Sapete che c'è? Io non sono d'accordo con nessuno di voi! Voglio proprio sapere cosa vi sia preso a voi due!»gridó, puntando il dito contro me e l'altro Malandrino, che lo fissó a sua volta.
«In che senso scusa?»dissi, fingendo di non saperne nulla, di quello che stava dicendo. Anche se sapevo benissimo il suo argomento dove voleva arrivare...
«Ma non fare la tonta, Lily. Sei la ragazza più intelligente di tutta Hogwarts. E io sono il tuo migliore amico, il che significa che ti conosco come le mie tasche, il che significa che io penso che tu stia dicendo una cazzata, il che significa che tu stai mentendo per certo.»mi rimproveró lui, con uno sguardo che non ammetteva repliche. Intanto gli altri tre se ne erano andati, come a volerci lasciare soli. Neanche fossimo una coppia, o meglio, un trio di innamorati che deve discutere sui loro problemi sentimentali.
«Remus, calmati dai.»cercó di "consolarlo" Black, alzandosi e andandogli in contro per dargli una pacca sulla spalla.
«No! NO CHE NON MI CALMO! LA MIA MIGLIORE AMICA E IL MIO MIGLIORE AMICO SI SONO LASCIATI E IL MIO MIGLIORE AMICO HA LITIGATO CON IL SUO MIGLIORE AMICO! CONSIDERANDO ANCHE IL FATTO CHE LA MIA MIGLIORE AMICA E IL MIGLIORE AMICO DEL MIO MIGLIORE AMICO NON VANNO AFFATTO DACCORDO, SIGNIFICA CHE IO NON POSSO STARE NELLA STESSA STANZA CON TUTTI E TRE I MIEI MIGLIORI AMICI CONTEMPORANEAMENTE, NEL MOMENTO IN CUI HO PIÙ BISOGNO DI UN APPOGGIO, DATO CHE HO SCOPERTO CHE AVRÓ UN FIGLIO E CHE LO LASCERÓ ORFANO!»gridó lui con tutto il fiato che aveva in corpo, mentre i suoi occhi cominciavano ad arrossire.
E solo in quel momento mi resi conto che anche io mi ero messa a piangere, mentre Black guardava in basso, incapace di guardare il suo amico per più di tre secondi.
«Dovete smetterla, tutti quanti! Io ho bisogno di voi, in questo momento più che mai. Ma siete troppo occupati a prendervi per il culo litigando, a quanto pare.»aggiunse lui, passandosi una mano tra i capelli e sedendosi sul bracciolo del divano.
«Mi dispiace, Rem, non pensavo che ti sentissi così...»gli dissi, andandogli incontro e mettendomi di fronte a lui. Gli misi le mani sulla testa e presi ad accarezzarli la cute mentre lui aveva appoggiato una guancia sul mio stomaco.
«Se solo ci fosse stato qualche segnale in più riguardo a questi tuoi sentimenti magari avremmo potuto aiutarti prima.»ribaltó Black. Ma era possibile che in un momento del genere cercava ugualmente di scaricare la colpa sugli altri, anche se sapevamo benissimo che era nostra?
«Di segnali c'erano, Sirius. Non fare questi giochetti con me, sai perfettamente che non attacca.»disse lui spostando la testa per guardare il suo amico. Sbuffó e fece il mio stesso tragitto, sedendosi sul divano, accanto a noi due.
«Ok, mi dispiace. Mi dispiace veramente tanto, a dire il vero. Ma non immaginavo proprio che tu stessi così.»si scusó anche lui guardando il suo amico, che continuava a farsi accarezzare dalla mia mano.
«Scusato. Anzi, entrambi siete scusati. Ora per favore, possiamo finire quest...»ma venne interrotto da dei passi.
«In che senso "non dovrei entrare"?»disse la voce di Potter, entrando nella stanza e rimanendo impalato a fissare Black seduto accanto a Remus e io con le mani tra i capelli del biondo, che teneva la testa su di me.
Oh cielo, dimmi che non si comporterà da coglione geloso, ti prego.
«Che state facendo?!»esclamó lui, mentre ci alzavamo frettolosamente.
«BUON COMPLEANNO!»urlammo noi tre, mentre da dietro di lui James Sirius, Albus e Rose facevano degli incantesimi con le bacchette, in modo che coriandoli e stelle filanti cadessero sulla sua testa.
Gli andammo in contro e di noi tre, solo Remus lo abbracciò, anche se lui non ricambió la stretta, anzi si scansó persino.
«Che diavolo stavate facendo?!»ribattè lui, guardando prima il biondo, poi me e poi il suo migliore amico, mentre i ragazzi di questa epoca assistevano a questo nostro litigio da vicino la porta. Ogni volta che ci sentiranno litigare se ne andranno dalla stanza?
«Quello che dovresti fare te.»gli rispose Black, stanco probabilmente della situazione che stava vivendo con l'altro.
«Che cosa?»domandó lui, puntando il suo sguardo omicida sull'ultimo che aveva parlato.
«Sirius non...»cominció a dire Remus, ma l'altro lo interruppe.
«No! Sirius un bel niente! Perchè a noi fai il cazziatone e a lui no? Solo perchè è "la vittima" di questi litigi e perchè è il suo compleanno?»disse lui ironicamente con una falsa risata.
«Beh, sono due motivi validi, Black...»cercai di aggiungere io, anche se così mi mettevo nel torto da sola.
«Taci Evans. Sai perchè prima lei abbracciava Remus? Perchè lui ha paura, è spaventato da quello che ha scoperto sul suo futuro! Dovresti capirlo meglio di tutti no? Vivrete la stessa situazione. Solo che te sei stato consolato, ma lui no. Lui ha dovuto subirsi i nostri litigi in silenzio e ha taciuto fino a che ha potuto. Ma adesso basta.»spiegó lui, irremovibile.
«E questo cosa significa? Siete voi due che avete litigato con me, fatevi due domande anche voi, no?»ribattè lui acido.
«Noi già ne abbiamo parlato con Rem, ora tocca a te.»dissi io, non riuscendo più a stare in silenzio.
«Ah è cosi allora! Adesso è Rem per te?»sbottó lui facendo un passo verso di me.
«Ma ti sei bevuto il cervello, Potter? Remus è il mio migliore amico!»dissi, scandendo il suo cognome in modo che sembrasse quasi un insulto rivolto a lui.
«E i migliori amici si fanno i grattini a vicenda mentre uno tiene la testa sullo stomaco dell'altra?!»urló lui, innervosendosi ogni secondo di più.
«Ma a te cosa importa? Sei mio marito per caso?»gli dissi andandogli contro e mettendogli il dito contro il petto, sfidandolo con lo sguardo che gli arrivava dal basso. Sono così maledettamente bassa.
«Si! Cazzo si, sono tuo marito, lo capisci questo?!»mi rispose lui tirandosi i capelli.
«Ok dai ragazzi basta, su, smettiamola.»disse Albus facendosi finalmente avanti e mettendosi tra di noi.
«Non possiamo semplicemente festeggiare questo stramaleddissimo compleanno in pace?»aggiunse poi James Sirius, dando una spintarella verso Potter, come a fargli capire di dover fare qualcosa. E sicuramente è la cosa più difficile da fare per Black.
«Ehm, si. James, senti, mi dispiace per essermela presa con te senza motivo l'altro giorno e...e niente, sai perfettamente che non ti diró nient'altro. Sono comunque un Black e mi è difficile chiedere scusa.»parló il Black velocemente come a volersi rimangiare le parole subito dopo averle detto.
«Si lo so, e comunque sei perdonato. Senza il mio migliore amico non posso andare da nessuna parte, lo sanno tutti.»disse il ragazzo con gli occhiali, portandogli il braccio intorno al collo e portandolo alla altezza del suo petto, per poi grattargli la testa con le nocche dell'altra mano, mentre l'altro cercava di divincolarsi.
«Bene! Ora, visto che la maggior parte dei problemi sono finiti... possiamo cominciare la festa!»esclamó Rose, mentre noi altri esplodevamo in urla entusiaste.
Spazio me!
Macciao gentagliaaaa. Come state?
Questo capitolo l'ho scritto in tanti giorni diversi, quindi non so cosa possa essere uscito.
Domanda del giorno:
Stagione preferita?
Inverno, obv!
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