Chapter thirty-Smiling Eyes-
RAGAZZI/E HO APPENA PUBBLICATO UNA WOLFSTAR.
Se vi va, mi farebbe molto piacere se andaste a dargli un'occhiata! Si chiama "•Life of number•Wolfstar" ma potete anche tranquillamente trovarla sul mio profilo.
Baci♥️
Sirius
Ieri era il giorno in cui, in realtà, noi ce ne saremmo dovuti andare da quest'epoca e saremmo dovuti tornare a casa, nella nostra Hogwarts del 1977.
Ma non ce l'abbiamo fatta. Tutti noi vogliamo passare ancora del tempo con Harry, soprattutto James e Lily.
Remus è strano, lo è da quando abbiamo deciso di tornare a casa. E per strano intendo che tratta male noi Malandrini, soprattutto Peter, ed è indifferente a qualsiasi nostra scelta. Chissà perché si comporta così...
«Credo sia arrivato il momento di andarcene.»disse ad un certo punto James, con un braccio intorno alla schiena della Evans, mentre le accarezzava un fianco dolcemente. Bleah, quei due mi avrebbero fatto venire la nausea per la troppa dolcezza.
«Cosa?»domandai. Era la prima volta che faceva accenno al fatto di andarcene.
«Lo credo anche io...»lo appoggió la Evans guardandolo cupamente. Loro due sarebbero stati quelli che avrebbero sofferto di più per questo distacco.
«Ok, vado ad avvertire Harry.»annunció Peter alzandosi e cercando il mantello dell'invisibilità di James con lo sguardo, ma Remus gli appoggió una mano sulla spalla e gli disse che sarebbe andato lui.
Così rimanemmo io, Peter, James e la rossa.
«Beh, potremmo sempre tornare, in futuro.»cercai di rassicurarli io, anche se non servì a molto.
«No, credo che potremmo causare solo danni venendo in futuro, Sirius.»mi disse James guardando il pavimento.
C'era quel maledetto silenzio in quella stanza, rotto soltanto dai profondi sospiri e dal rumore delle unghie di Ramoso a contatto con la stoffa della maglia della Evans. Odiavo il silenzio, più di qualsiasi altra cosa. Soprattutto quando si era in compagnia di qualcuno che si conosce da molto tempo: è come se, tutto ad un tratto, non si sa più nulla dell'altro e non si hanno argomenti in comune di cui parlare.
Era orrendo il silenzio, almeno sotto al mio punto di vista.
Pochi minuti dopo, fortunatamente, Remus tornó accompagnato da tutti i ragazzi che avevamo conosciuto in quell'epoca: Harry, Ron, Hermione, Ginny, Luna, Neville, Fred e George.
«Harry noi...»cominció a dire Peter alzandosi e andando incontro agli otto ragazzi appena entrati, cercando di spiegare cosa avremmo fatto da lì a pochi minuti.
«Si, lo so. Remus ce l'ha detto.»rispose Ron al suo posto, perchè lui sembrava non riuscire a distogliere lo sguardo da James e dalla sua ragazza, che facevano ugualmente con lui.
Alla fine la rossa fece uno scatto di corsa e gli saltó addosso, abbracciandolo come se non lo vedesse da anni, pianendo a dirotto. James li raggiunse poco dopo, abbracciandoli a sua volta, cercando di reprimere le lacrime, lo vedevo da come alzava la testa per cercare di non farle uscire.
«Ti amo, Harry. Ti amo come farebbe una mamma.»disse la Evans, e James non si indispettì per quel "ti amo", dopotutto era loro figlio, non c'era da preoccuparsi di nulla.
«Vi amo, mi mancate così tanto. E d-difficile senza di voi.»disse Harry singhiozzando e staccandosi da quell'abbraccio, mentre noi cominciavamo a salutarci con gli altri sette rimasti, rimanendo solo senza un saluto del Potter più piccolo.
«Andrà tutto bene Harry, te lo prometto.»lo rassicuró James abbracciandolo nuovamente, mentre la ragazza si asciugava le lacrime e andava ad abbracciare gli altri, cosa che fece subito dopo anche Ramoso.
Io mi avvicinai ad Harry e lo abbracciai di nuovo.
«Sei un ottimo padrino, Sirius. Nonostante tu non abbia mai avuto il modello di padre perfetto, tu per me sei più che perfetto.»mi disse sulla mia spalla e io sorrisi mestamente.
«Grazie Harry, ti voglio bene.»gli risposi io, abbracciandolo ancora più stretto di prima.
Pochi minuti dopo ci ritrovammo su due lati diversi, noi Malandrini con la Evans, e tutta la generazione di Harry.
Ci fissavamo intensamente, uno ad uno, scambiandoci sguardi d'addio silenziosi e più che dispiaciuti.
Ci lanciammo un ultimo sguardo prima che Harry riprendesse a riabbracciare sua madre, sorridendo. Harry sorrideva.
E in quel momento notai una cosa che non avevo mai visto.
Harry aveva si, gli occhi di sua madre, ma aveva anche il sorriso di suo padre. Quel ragazzo era tutto un sorriso
«Chi ce l'ha la Giratempo?»chiesi io, per smorzare un po' l'atmosfera triste, anche se non servì a molto, anzi, ci agitó ancora di più.
«Io, eccola.»disse Remus facendosela passare attorno al collo per poi mostrarcela. Il mio migliore amico andó dalla sua ragazza e salutó per un'ultima volta Harry per poi trascinare la ragazza dalla nostra parte.
«Allora, addio.»disse poi lui.
«Addio.»dicemmo poi uno ad uno, mentre noi cinque ci tenemmo per mano mentre la Giratempo cominciava a compiere il suo lavoro.
Prese a girare e a girare, trascinandosi nelle epoche fino a quando finimmo nel punto da cui eravamo spariti, l'infermeria.
Subito dopo essere arrivati ed esserci scambiati un'occhiata la porta si spalancó ed entró Alice, la ragazza di Frank. Merlino, da quanto non eravamo qui?
«Lily! Stai bene! Per fortuna.»disse la ragazza andando ad abbracciare la sua migliore amica, che ancora aveva il mascara colato.
«Ehy, ma tu piangi? Cos'è successo?»le domandó poi, guardandola meglio in viso.
«Sto bene, tranquilla. Ho solo bisogno di una bella dormita in dormitorio.»la informó mentre la mora annuiva.
«Bene, io vado in biblioteca con Frank, ci vediamo dopo.»disse e se ne uscì, mentre noi cinque ci sistemavamo un po' e decidevamo quello che avremmo fatto. James e la Evans sarebbero andati nel dormitorio della ragazza, Peter avrebbe dormito e Remus l'avrebbe seguito in dormitorio per ripassare, mentre io me ne sarei andato a caccia di fanciulle, anche se ero abbastanza triste per quel distacco improvviso. Non volevo proprio tornare qui, in quell'epoca si stava molto meglio.
Alla fine mi trovai in Sala Comune, da solo, a riflettere con la Mappa del Malandrino in mano, pronto a nasconderla appena avrei visto qualcuno.
Infatti fu così quando sentii il ritratto della Signora Grassa chiudersi e il tavolino dell'entrata spostarsi per poi mostrare una ragazza a me conosciuta che andava a passo veloce verso la scala che l'avrebbe portata ai dormitori femminili. Un momento, non era quella tizia che mi aveva rifiutato da ubriaca?
«Ehy tu!»la chiamai io dopo aver chiuso la mappa e averla nascosta nella tasca dei miei pantaloni. Lei si voltó verso di me e notai subito il segno del pochissimo trucco che aveva sugli occhi essere colato verso il basso, segno di pianto.
«Black.»disse lei scorbutica cercando di ignorarmi.
«Hai pianto?»le domandai curioso, non so perchè lo ero ma volevo saperne di più.
«Cosa ti frega?»mi rispose male. Stavo per dirle qualcosa, non so cosa, quando una voce al di fuori della Sala Comune richiamó la nostra attenzione.
«Frannie apri, dobbiamo parlare.»disse un ragazzo, lo capivo benissimo. E dal fatto che non sapeva la parola per entrare non era un Grifondoro.
«No, Daniel vai via.»disse lei mettendosi seduta sul divanetto di fronte alla mia solita poltrona.
«Ah, quindi ti chiami Frannie?»le chiesi sornione io, con un ghigno sul viso.
Frannie, non avevo mai sentito un nome del genere, era buffo. Ridacchiai un po' ma poi smisi sotto l'occhiata della ragazza.
«Che c'è Black? Trovi divertente il mio nome? Vogliamo parlare del tuo invece?»io mi ammutolii mentre la vedevo alzarsi e camminare avanti ed indietro, con i capelli tra le dita delle sue mani lunghe e affusolate.
E ad un tratto, così dal nulla, si mise a piangere.
«Fran?»la richiamai io, stupito da questo suo improvviso sbalzo d'umore. Stava piangendo dalla rabbia, per non so quale motivo, o per altro...?
«Fran che diavolo ti è preso?!»le chiesi alzando la voce e afferrandole un polso, fermando il suo andare avanti e indietro e facendo posare i suoi occhi marroni su di me.
«Niente, Black. Lasciami stare.»disse facendo una smorfia di dolore e guardandosi il polso. A quel punto mi resi conto che una parte del polso era troppo gonfia e quindi presi a fissare quella sua parte del corpo.
Aveva un colore strano, violaceo. Come se fosse un...
«Ti ha picchiata?»le domandai io, capendo che si trattasse di un livido. Subito la mia mente aveva fatto due più due: lei non voleva vederlo, si era messa a piangere subito dopo averlo cacciato e aveva un livido sul polso.
«Non sono affari tuoi, Black.»disse acida lei tirando indietro il polso con tutta la sua forza, ma io la bloccai nuovamente, stavolta attirandola vicino a me.
Cosa diavolo mi stava succedendo? Da quando ero gentile con una ragazza in lacrime perchè il suo ragazzo l'aveva picchiata?
«Lasciami, idiota!»cercó di ribellarsi lei, quando io le presi le spalle e le attirai verso il mio petto. Si divincoló dalla mia stretta quanto più potè, quando alla fine cedette e scoppió in lacrime, nuovamente.
«Perchè stai facendo questo, per me?»mi chiese lei, con ancora le spalle verso di me e il mio braccio su di esse.
Sinceramente non lo sapevo nemmeno io perchè lo stavo facendo. Non ne ho la più pallida idea. È del quarto anno! Cosa mi frega di una bambina del quarto anno?
«Non lo so, so solo che in questo momento abbiamo bisogno entrambi di affetto.»
In fondo era vero. Da quando ero venuto a conoscenza della morte di James e di quando sarebbe successo, non riuscivo più a stare molto tranquillo la notte. Facevo degli incubi su di lui.
«Non ci conosciamo nemmeno Black, e io ti odio. Come potremmo scambiarci dell'affetto?»mi domandó lei, rimanendo comunque a guardare il vuoto senza accennare a non spostarsi.
«Non lo so e in questo momento nemmeno mi importa.»le confidai e rimanemmo così fino all'ora di cena, quando ci staccammo e lei tornó ad ignorarmi.
Ma alla fine, perchè mi interessava tanto di quella ragazza?
Spazio me!
Eilaaaaaa come state? Questo capitolo è stato difficile da scrivere, essendo molto triste, anche perchè quando l'ho scritto ero in uno dei pochi periodi felici della mia povera vita, quindi è stato abbastanza complicato, già.
Come vi sembra questa Frannie? Se non vi fosse chiaro si, ho deciso di dedicarmi un personaggio nella storia (infatti Francesca=Frannie) e boh, spero che la mia idea vi piaccia.
Domanda del giorno:
Quanti avete?
14 anni, yoo✌🏻
Volevo prendermi un breve spazio di questo capitolo per rendervi partecipi di una delle mie gioie più grandi.
PotterEvans-lost love-, vale a dire la mia prima storia qui su wattpad, ha raggiunto le 50k di visualizzazioni. Probabilmente nessuno che sta leggendo questa storia ha letto l'altra, ma io vi ringrazio lo stesso, perchè molte volte wattpad è l'unico posto in cui riesco a rifugiarmi e a sentirmi veramente a casa, e sapere che ci sono persone che riescono a comprendermi e ad accogliermi in questa sorta di "casa"appunto, mi rende veramente felice. Grazie per ogni singola cosa❤️.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro