Chapter fourteen-Around The Castle-
Peter
«Io vi odio!»urla Sirius. Sono passati giorni ormai, da quando siamo arrivati in questa era.
Quando siamo arrivati ci siamo ritrovati nello spogliatoio dello stadio, proprio dove eravamo qualche secondo prima. È stato strano cadere sul punto in cui eravamo all'inizio del viaggio, ma va bene così.
«Sirius, piantala con questa storia.»dice Remus portandosi una mano sulla fronte, come a volersi misurare la febbre, cosa che non ha.
Subito dopo essere arrivati qui siamo anche usciti dalla stanza e di fronte a noi c'era il castello, proprio come l'avevamo lasciato. Ci abbiamo messo un po' a cercare di capire se ci fossimo mossi oppure la Giratempo non avesse funzionato.
«No che non la smetto! Era importante per me!»piagnucola lui incrociando le braccia al petto e mettendo su un broncio da bambino di cinque anni.
Dopo aver capito che si, eravamo stati catapultati in un'altra era, ci siamo avviati verso il castello, cercando di non farci notare e di non parlare con nessuno, per non farci scoprire.
«Ci dispiace ma è stato più forte di noi, Sir...»cerco di rimediare io mentre tutti gli altri sospirano.
Abbiamo camminato nei corridoi per alcuni minuti e poi abbiamo salito le scale senza dare troppo nell'occhio, cosa che è stata abbastanza difficile per James e Sirius, dato che loro fanno sempre casino, o meglio, devono fare sempre casino.
«No! Voi avreste dovuto rimediare!»ribatte lui, questa volta arrabbiato. Se l'è davvero presa per una cosa del genere?!
Appena abbiamo raggiunto il settimo piano ci siamo diretti verso la Stanza delle Necessità, l'unico luogo in cui ci saremmo potuti rifugiare senza essere scoperti da i ragazzi che al momento stavano studiando al castello.
«Black, guarda che è colpa tua se siamo capitati qui! Non avresti dovuto toccare la MIA Giratempo!»grida poi Remus, spazientendosi.
Abbiamo pensato ad un rifugio per nui e la stanza ci ha mostrato una porta simile a quella che ci permette di entrare nel nostro dormitorio.
«Non chiamarmi per il cognome, brutto lupo ciclato!»esclama Sirius puntando il dito contro l'altro.
Siamo entrati nella stanza che era praticamente la fotocopia del nostro dormitorio nella nostra Hogwarts, solo con un letto in meno e senza tutte le nostre foto e i nostri bauli. Insomma, era come se noi fossimo di nuovo arrivati per la prima volta al castello.
«Sirius dai, basta!»strilla dopo un po' James prendendo parte della discussione.
Ormai siamo in questo posto da, più o meno, una settimana. Non siamo mai usciti da qui, anche perchè di qualsiasi cosa si ha bisogno, appena la si pensa, compare.
«No, James, no! Era il mio compleanno, l'ultimo compleanno che avremmo festeggiato insieme da ancora studenti, e non l'abbiamo festeggiato!»spiega lui urlante mentre si avvicina anche lui al muro e comincia a prenderlo a calci, per poi imprecare quando si fa male.
«È colpa tua se siamo qui eh!»sbotto io dopo un po' mentre Remus mi da manforte.
«Non puoi pretendere che subito dopo saremmo tornati nei nostri anni!»dice quest'ultimo nervoso più che mai, cominciando a far sbattere il piede su e giu.
«Perchè no? Solo perchè voi tre volevate conoscere un po' il posto siamo dovuti rimanere per otto giorni! Non è meglio tornare a casa e non fare danni, tipo cambiare il corso degli eventi?!»dice lui arrabbiato come non mai.
«Lo faremmo se qualcuno non avesse perso la Giratempo!»urla James, ponendo fine alla conversazione. Infatti, tutti noi ci ammutoliamo, riempendo l'aria di respiri affannosi e arrabbiati.
«E va bene, mi dispiace. Peró potevamo festeggiarla in un altro modo, no? Invece di bere e fumare tutto il giorno e la notte.»si lamenta guardandosi i piedi.
«Sirius, ti ricordo che nel nostro tempo, quando torneremo, sarà ancora il primo e potremmo festeggiarlo.»lo tranquillizza Remus, mentre fa apparire un libro dal vuoto.
«Giusto...»conferma lui annuendo.
«Bene, io ho fame!»informo io per rompere il ghiaccio e cominciando a pensare a qualcosa da mangiare che vada bene per tutti e quattro.
«Peter, dimmi quand'è che tu non hai fame.»mi prende in giro James venendomi vicino. Alla fine della serata, dopo aver mangiato una buona bistecca per uno, a Sirius poi viene la brillante idea di chiedere se vogliamo andare un po' in giro per il castello e magari capire in quale era siamo.
Dopo molti tentativi per convincerci...ma a chi voglio prendere in giro? Dopo molti tentantivi per convincere Remus, alla fine usciamo dalla stanza, cercando di fare il meno rumore possibile.
È sera, e quindi cominciamo a camminare per i corridoi vuoti, tranne che per qualche ragazzo, i più grandi. Spesso si sentono delle risate e delle chiacchierate. Mi ero scordato che in questo periodo Voldemort non esiste. Nessuno ha paura per i propri parenti, di ritrovare il loro nome scritto sul giornale vicino al titolo "Trovata assassinata una famiglia babbana". Nessuno ha il terrore di andare ad Hogsmead ed assistere ad un attacco dei Mangiamorte. Non c'erano tutti quei pensieri, di venire traditi dagli stessi migliori amici, magari schierati già da molto dalla parte di Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato.
«Eih Pet, che hai?»mi chiede ad un certo punto James venendomi incontro e circondandomi le spalle con un braccio.
James è il Sole, la fonte del calore per il pianeta Terra, motivo per cui gli esservi viventi riescono a vivere. Tutti girano intorno al sole che si sente ammirato. È come se tenesse legati i fili di tutti gli altri pianeti. Senza di lui, nessuno potrebbe continuare la propria esistenza.
Sirius è Giove, il più grande di tutti i pianeti, quello che salta subito all'occhio insieme al Sole. Quello che sembra essere il protettore di tutti quelli più piccoli dal sole. Quello che si trova al centro del Sistema Solare. Quello importante.
Remus è Marte, il più vicino alla Terra, fonte di esistenza e di vita, ma pur sempre così lontano. Anche se nessuno dei due si è mai toccato, lui sente la mancanza. É il più simile alla Terra, anche detto "pianeta perfetto" perchè fonte di vita.
Io sono Venere, piccolo e troppo vicino al Sole per riuscire ad ammirarlo oltre quei suoi raggi e troppo lontano da Giove e Marte per avere un contatto con un pianeta. Sono al centro tra quei tre. In un certo senso si, mi rappresenta. Sono l'ultimo pianeta che si va a dire quando ti viene chiesto "quali sonoi pianeti del Sistema Solare?". Già, sono proprio io.
Ci eravamo dati questi nomi al primo anno, subito dopo la scoperta del piccolo problema peloso(come lo chiama James) di Remus. Ci eravamo promessi che avremmo odiato la luna per quello, nonostante Remus ci pregava di smetterla, dato che nella Sala Comune ci stavano guardando male. Subito dopo ci eravamo dati questi nomi. James il Sole, Sirius Giove, Remus Marte e io Venere.
«Niente Jam, sta tranquillo.»gli dico io con un sorrisetto mentre continuiamo a camminare.
Quando si è fatta una certa ora decidiamo di tornare nella Stanza delle Necessità.
«Per quanto ancora rimarremo li dentro? Io ho i miei bisogni, non so se mi spiego.»dice Sirius con un ghigno sul viso. Remus si sbatte una mano sulla faciia e James gli batte il cinque, come se fossero dei bambini.
«Lunastorta, ha ragione! A meno che tu non voglia soddisfarci, soprattutto a Sirius, lui ne ha molto più bisogno!»continua il cervo mentre Remus arrossisce.
«Cos...ma siete impazziti?! Io non sono gay! Non potrei mai fare una cosa del genere! Poi con Sirius! È il mio migliore amico!»esclama il biondo infastidito.
«Cosa vuol dire? Significa che tu non faresti niente di buono per me?»chiede il Black sentendosi tirato in causa e offeso.
«Ah si? E che tipo di ragazze ti piacciono?»lo ignora James alzando un sopracciglio e riabbassandolo.
«Finiscila con questa storia! E tu smettila di lament...»ma qualcuno lo interrompe.
«EIH?!»grida un ragazzo proprio davanti al muro della Stanza delle Necessità. Merda, siamo nella merda.
È un ragazzo dai capelli sulla tonalità dell'arancione e dagli occhi verdognoli. È abbastanza alto e smilzo e, da come lo vedo correre, è anche un po' impacciato e...sembra tutto tranne che pericoloso. Dallo stemma che ha sulla tunica, o almeno è quello che vedo quando è abbastanza vicino da permettermi di contargli le lentiggini, è un Tassorosso. Sembra abbastanza grande, facendo caso alle "rughette" e alla barbetta che ha quindi direi che sia uno studente del sesto o del settimo anno.
«Ohohoh, fermo, noi non volevamo fare nulla di male, stai tranquillo tassetto.»cerca di tranquillizzarlo Sirius.
«Non chiamarmi tassetto! Io sono un Caposcuola e se non tornate a letto saró costretto a portarvi dal preside Dippet!»ci minaccia lui.
«Dippet? In che anni siamo?»chiede Remus intervenendo nella conversazione.
«1914, suppongo che non siete Corvonero, visto che non vi ricordate nemmeno in che anno siete!»a questa battuta di cattivo gusto Sirius stringe il pugno e James incrocia le braccia al petto stringendo la mascella.
«Sisi, stai calmo. Come ti chiami?»chiedo io poi, curioso.
«Mi chiamo Newton Artemis Fido Scamander e ora, sono io a dover fare le domande qui! Chi siete e cos...»ma un pugno da parte di Sirius lo ammutolisce.
«Non stava zitto e comiciava davvero a darmi sui nervi.»si giustifica lui mentre tutti e quattro guardiamo questo Newton steso a terra, svenuto.
Spazio me!
Eiiii! Ciaoo! Come state? Io bene yeee! Sono feliciah perchè ieri e l'altro ieri ero ad Amsterdam waaaa. Era da molto che io volevo andarci e alla fine sono riuscita a convincere mia madre che voleva andare a vedere la casa di Anna Frank e il museo di Van Gogh. Io ci volevo andare perchè volevo andare da Starbucks e da Anna Frank e, in poche parole, abbiamo costretto mio padre a venire anche lui.
Riguardo alla storia, eheheh ho fatto entrare Newtttt! Amatemi dai. E si, Sirius l'ha picchiato, ma dettagli dai. È ancora arrabbiato perchè non ha festeggiato il suo compleanno, povero.
Domanda del giorno:
Avete animali?
Io si, ho un cane in casa, un cane fuori, due gatti fuori e una gallina...non chiedete.
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