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Chapter fortytwo-Home Sweet Home-

Peter

Ero solo nella mia stanza, come quasi sempre qui ad Hogwarts. È da quando sono arrivato in questa scuola che passo il tempo in modo solitario, visto che vengo considerato "strano" dai ragazzi della mia età solo perché sono più timido e gentile. In fondo, non è male starsene un po' da soli, ma passare dieci mesi all'anno da quasi sette anni da solo, questo si che è male.

Ci sono molti ragazzi che sono più soli di altri, basta prendere Regulus Black. Lui si che sta sempre per i fatti sua. Peró lui, al mio contrario, è anche antipatico. Non che io sia la persona più simpatica della terra, ma comunque sono sicuramente più simpatico di quell'emo. E poi lui è anche cattivo con tutti coloro che cercano di parlargli.

Mi ricordo ancora quando, al mio secondo anno, non volevo più passare il mio tempo da solo, e cercavo un po' di amicizia in questo castello. Quando si è al secondo anno non si puó puntare ad avere amici più grandi, soprattutto per uno come me, quindi o facevo amicizia con qualcuno della mia etá o qualcuno di più piccolo. Regulus mi faceva pena, o meglio, mi rispecchiava molto, si anche io mi facevo (e faccio tutt'ora) pena.

Una volta, quindi, dopo aver deciso di voler intraprendere una conversazione con lui, mentre ero a lezione di pozioni per recuperare un argomento non ben capito l'anno precedente insieme ad altri miei compagni, cercai di chiedergli aiuto, visto e considerato che lui era il migliore del suo anno in pozioni (ed ora è il migliore della scuola insieme a Piton) ed io ero una schiappa (non che sia cambiato molto).

Gli chiesi aiuto, in modo gentile e nemmeno troppo rumoroso. Anzi, tenni la voce bassa, perchè non sono mai stato il tipo da alzare la voce per ogni cosa che dico.

«Puoi aiutarmi a schiacciare questo fagiolo sopoforoso?»dissi io, quasi con un sussurro, per non farmi sentire da nessun'altro. Non volevo far notare ai miei compagni che avevo bisogno di aiuto. Una delle caratteristiche dei Grifondoro è anche l'orgoglio, e l'orgoglio non permette di ammettere le proprie debolezze o i propri sbagli.

«PERCHÈ CAZZO GRIDI, MINUS?»mi urló contro Regulus, facendo girare tutti i presenti in classe, compreso il prof di pozioni, Lumacorno.

«Black! Cosa hai detto?!»esclamó il professore dall'altro capo della classe, mentre cercava di dire ad Alice Prewett (mia compagna di casata) di non prendere in mano il fagiolo e di fare come stava facendo la sua compagna di banco.

«Nulla.»disse Black, ancora con una vena gonfia sul collo. L'avevo fatto incazzare di brutto.

«Ho sentito ció che hai detto, 10 punti in meno a Serpeverde.»annunció Lumacorno, riabbassando lo sguardo su Alice.

«Ma non è giusto, Minus mi distraeva!»si lagnó lui, facendo rialzare il capo del professore.

«Non è una scusa per dire certe parole in classe, signor Black.»e così continuó la lezione.

Gli mandai tipo 7 messaggi con le mie scuse su dei fogliettini di carta come fanno i Babbani, i quali finirono tutti per terra sotto le sue scarpe o sotto le gambe della sua sedia, in modo tale che non dondolasse.

L'unico mio tentativo di farmi un amico era svanito subito, e poi non ci riprovai più.

Ripensare a tutto questo mi fece sbuffare. Guardai l'ora sull'orologio da muro appeso nella mia stanza doppia e lessi che era quasi l'ora di pranzo. Sbuffai e mi alzai con uno scatto, è domenica e oggi non ho lezione, quindi potró passare il resto della giornata in stanza, sperando che Frank Paciok non si porti in camera quella sgualdrina di Corvonero con cui si frequenta, o una delle sue amanti, una di Tassorosso e una di Serpeverde.

"Prendere delle ragazze da diverse casate non creerà danni"diceva sempre lui, "le Grifondoro non mi interessano affatto", chissà perchè aveva questi problemi.

Scesi dal letto e mi guardai allo specchio. Ero il ritratto della noia e della svogliatezza in persona, merda, dovevo rianimarmi.

Perció decisi di modificare i piani che avevo per la giornata, cioè non fare nulla. Presi un accappatoio e le mie ciabatte e mi diressi verso il bagno più vicino. Mi spogliai e entrai in doccia, lasciando che l'acqua mi scorresse sul corpo e con la speranza che mi facesse arrivare qualche idea per cambiare la giornata.

Usai il mio bagnoschiuma preferito, cocco e mandorla, e appena finito anche di insaponarmi i capelli, mi diedi una sciacquata veloce non curandomi dei detriti di sapone che sarebbero potuti rimanere a dosso.

Uscii dalla doccia, stando attento a non mettere i piedi per terra. Gira voce che c'è un fantasma qui e che la notte faccia in modo di far cadere una pozione per far venire le verruche a tutti coloro che toccano il pavimento. E ora vi starete chiedendo come possa un fantasma fare una cosa del genere. Beh, sono quasi 7 anni che vivo qui, e ancora non mi è chiaro.

Comunque, mi incamminai verso lo specchio che avevo di fronte e mi asciugaii i capelli. Stavolta non usai un incantesimo come le ultime volte perchè non avevo nulla da fare e potevo tranquillamente prendermi tutto il tempo che volevo. In più una volta per sbaglio ci ho messo troppa forza e mi sono bruciato i capelli.

Appena fui asciutto del tutto mi diressi in camera mia, dove appena entrato mi assicurai non ci fosse Frank con qualcuna delle sue "amiche di studio" o quella povera credulona con cui non ha iniziato ancora una relazione stabile ma a cui ha messo le corna già una dozzina di volte.

«C'è qualcuno?»dissi a voce abbastanza alta e non ottenni risposta. Mi indirizzai verso il letto del mio compagno di stanza e a voce più bassa dissi:

«Frank?»per poi accorgermi che le sue scarpe erano proprio sotto il letto.

Guardai fuori dalla finestra notando le foglie che volavano e gli alberi che non stavano fermi.

Vento, mi dissi, è una giornata ventilata. Non adatta per un uscita solitaria.

Perció mi rimisi il pigiama e mi ributtai al letto, non pensando a nulla e richiudendo gli occhi.

Non passarono nemmeno 10 secondi, quando nella stanza si creó un vortice di luci e suoni. Mi alzai di scatto e vidi le figure di quattro persone che si alzavano dal nulla e si posavano sul pavimento. Battei le palpebre e in quel momento ricordai tutto. Di come avevo fatto amicizia con quei tre ragazzi, i miei compagni di stanza nonchè migliori amici dal primo anno. James Charlus Potter, Sirius Orion Black e Remus John Lupin. E poi ricordai della cotta secolare di James, Lily Evans, che si trovava accanto a lui, mano per mano. Ricordai di quanto Frank in realtà fosse simpatico e della sua serietà con le ragazze, anzi con una sola, Alice Prewett. Ricordai qualsiasi cosa degli anni passati, tutti grazie ad un battito di ciglia.

Ci fu un attimo di sguardi nella stanza, come se loro si accertassero che fossi davvero io.

«Ragazzi?»esclamai a bassa voce, timoroso di star per sbagliare tutto.

James e Sirius mi si buttarono letteralmente a dosso, con il loro solito modo fisico e manuale, mentre Remus restó in disparte fino a quando gli altri due non ebbero finito con i loro calorosi saluti. Mi si avvicinó e mi diede la mano in maniera molto fredda.

Ma non eravamo migliori amici? Pensai tra me e me. Poi mi dissi che forse era solo stanco, tutti quei viaggi nel tempo l'avranno stremato, e poi non era nemmeno la prima volta che mi trattava così dall'ultimo viaggio. Chissà cosa gli era successo. Probabilmente me ne avrebbe parlato quando sarebbe stato pronto.

«Allora, dove siete finiti? Nel passato o nel futuro stavolta?»chiesi impaziente di conoscere tutte le nuove avventure dei Malandrini+1.

«Nel futuro, nell'epoca dei figli di Harry, Ron, Hermione e gli altri.»mi rispose James con enfasi. Sembrava proprio che non vedeva l'ora di parlarne con qualcuno che di quella storia sapeva poco o niente.

«Non puoi immaginare che razza di periodo è quello! La guerra contro Voldemort è finita!»esclamó Sirius tutto eccitato e velocemente, come se fosse impaziente di raccontare tutte queste cose per poi fare altro. Ma cosa dovrà fare?

«Ma non era di nuovo iniziata ai tempi di Harry?»domandai confuso.

«Si ma poi Harry ha trovato un modo per sconfiggere Voldemort e tutti gli altri. Avevano cercato di spiegarcelo Albus e Rose ma non ci sono riusciti e, indovina un po'? Hanno gli specchi di James e Sirius e siamo riusciti a comunicare con Harry in modo che ci spiegasse il punto debole di Voldemort. Infatti...»ma Lily non riuscì a finire il suo discorso perchè fu interrotta da Remus.

«Beh io ragazzi sono stanchissimo, rimandiamo i discorsi a domani vi va? Credo che James e Lily vorranno passare del tempo insieme e che Sirius vorrà andarsi a divertire con qualcuna. Io mi faccio una dormita e credo mi sveglieró domani mattina.»

«Ma è mattina ora...»cercai di dire io, curioso di sapere tutto quanto.

«Significa che dormiró un giorno intero, adesso smammare gente.»rispose lui in maniera acida, facendo uscire James, Sirius e Lily dalla stanza e facendo sedere me sul mio letto.

Alla fine sono tornato a fare ció che avevo programmato: niente.

Spazio me!
RAGA NON SONO MORTA. SO CHE È QUASI UN ANNO CHE NON POSTO NULLA E NON CI SONO SCUSE PER QUESTO. HO AVUTO IL TEMPO LIBERO MA CREDO CHE SONO ARRIVATA NEL MOMENTO DELLA MIA VITA IN CUI HO MOLLATO TUTTO IL FANDOM E SONO CRESCIUTA. MI SONO SENTITA OBBLIGATA A SCRIVERE E SINCERAMENTE PREFERISCO SCRIVERE PERCHÈ VOGLIO E NON PERCHÈ DEVO.
L'ANNO SCORSO ERO IN PRIMO SCIENTIFICO E SONO STATA RIMANDATA IN LATINO, PERCIÓ HO PASSATO UN ESTATE DI SCHIFO, POI VERSO SETTEMBRE MI È INIZIATO A PIACERE UN RAGAZZO E WATTPAD È ANDATO IN ESTINZIONE FINO A FEBBRAIO, DOPO CHE LA MIA ULTIMA RELAZIONE È ANDATA A FANCULO. IN PIÙ DA MARZO A MAGGIO HO AVUTO PROBLEMI A SCUOLA E A FINE MAGGIO HO INIZIATO AD AVERE DEI PROBLEMI CON LA MIA MIGLIORE AMICA CHE ANCORA HO.
IN BREVE QUESTO INSOMMA MI HA PORTATO VIA DA WATTPAD. MI DISPIACE E SINCERAMENTE NON SO NEMMENO SE CI SIA QUALCUNO CHE LEGGA ANCORA QUESTA STORIA. A QUEI POCHI RIMASTI NON PROMETTO CHE RIMARRÓ PERCHÈ NON LO SO MA PROMETTO CHE QUESTA STORIA LA CONCLUDERÓ A 50 CAPITOLI+TERMINERÓ LA MIA STORIA SULLA WOLFSTAR.

Ok ora ho finito. Spero che il capitolo vi sia piaciuto. Ho cambiato modo di scrivere e penso che ci siano degli stacchi strani nel capitolo perchè l'ho scritto in periodi diversi.

Domanda del giorno:
VOLETE CHE CONTINUI LA STORIA?

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