Chapter fortythree-Death-
Sirius
Era da pochi giorni che eravamo tornati nel nostro amato 1978. Tutto era tornato alla normalità, nessuno sembrava essersi accorto della nostra assenza. La Giratempo difettosa era ancora nelle mani di Remus. Secondo le sue parole, e tutto ció che diceva era un ordine per noi Malandrini, non si fidava di nessuno di noi, compresa Lily, l'unica che potrebbe essere ai suoi livelli. Secondo lui io sono troppo stupido, James è troppo innamorato, Lily è troppo innamorata e Peter è troppo stupido. Insomma secondo lui ha due amici innamorati e due amici stupidi. Il premio dell'amico dell'anno va sicuramente a lui, senza alcun dubbio.
Ma da una parte a me va più che bene che ce l'abbia lui, anche perchè una delle mie caratteristiche è l'essere maldestro e conoscendomi sarei capace di mandarmi in qualche epoca che nessuno conosce. Che ne so, magari potrei mandarmi in un momento in cui nel presente c'è un ponte mentre nel passato non c'è e quindi potrei cadere tra le acque e affogare. O peggio potrei capitare in qualche guerra e lasciarmi ammazzare. O peggio ancora potrei bruciare in qualche incendio.
L'unica cosa peggiore di tutte queste sarebbe l'affrontare Remus nel caso tornassi sano e salvo da uno di questi probabili viaggi. Come prima cosa, mi prenderebbe la collana per poi sbattermela in faccia, poi la riprenderebbe e me la legherebbe al collo due volte, per poi cominciare a tirare fino a quando le mie vene non spunteranno talmente in fuori da scopp...
«Felpato, stai sudando, hai caldo?»mi chiede il diretto interessato dei miei pensieri. Appena lo guardo mi irrigidisco, pensando a tutto ció che potrebbe farmi in altre circostanze, poi scuoto la testa e lascio che i cattivi pensieri scivolino via dalle mie orecchie.
«No sto bene, probabilmente qualche civetta del cazzo mi avrà pisciato in testa.»esclamai guardando verso l'alto e cercando qualche uccello a cui dare la colpa.
«Sempre il solito francesismo.»mi rimprovera Alice sulla panca di fronte a me, attappando le orecchie del proprio ragazzo. Povero Frank, mi fa pena, così succube della propria ragazza. Ecco il motivo per cui non voglio assolutamente fidanzarmi: per non farmi mettere i piedi in testa. Per l'amor di Godric, sono Sirius Black!
Bevo un sorso di succo di zucca e poi appoggio il bicchiere cercando di non far trasparire il mio malumore.
Poco dopo, nella Sala Grande, in cui tutti noi stavamo facendo colazione, caló il silenzio generale. Tutti puntammo i nostri occhi sulla professoressa McGranitt che si diresse verso Silente, bisbigliandogli qualcosa all'orecchio per poi passargli una pergamena. Egli lesse attentamente per poi alzarsi e andare verso il suo leggio.
«Buongiorno a tutti ragazzi e ragazze, non sono solito a voler parlare di primo mattino, ma questa volta sarà un eccezione.»
Tutti noi studenti ci bloccammo come se fossimo stati immobilizzati da un incantesimo mentre lo fissavamo ad occhi sgranati.
«Ho un annuncio particolare da fare ad alcuni di voi. Ci sono stati degli attacchi di Mangiamorte questa scorsa notte in diversi borghi di Londra. I nomi che diró di seguito saranno i ragazzi appartenenti alle famiglie colpite. Chi non sarà chiamato potrà e dovrà tornare alla propria colazione per poi andare a lezione normalmente. Chi verrà chiamato, invece, non si agiti. Essere stati interpellati non significa che la propria famiglia sia deceduta. Appena verrà detto il vostro nome alzatevi e seguite la professoressa di Trasfigurazione.»tutti noi tirammo, anche se per breve, un respiro di sollievo per la notizia poco prima data.
«Brown Margaret.»la ragazza di Tassorosso si alzó tremante. Era piccola, sarà stata del secondo anno o al massimo terzo, ma non di più. Si diresse subito verso la McGranitt e così fecero altri due ragazzi dopo di lei.
«Evans Lilian.»la tavolata dei Grifondoro si voltó immediatamente verso il nostro gruppo e sentii subito la gamba di James, al mio fianco, tendersi all'improvviso per poi rilassarsi dopo che la sua ragazza si fu alzata.
Altri nomi ancora, fino ad arrivare ad un altro nome a noi molto conosciuto.
«Piton Severus.»era logico, la Evans e Mocciosus erano vicini di casa, avremmo già dovuto aspettarcelo, eppure fu una sorpresa ugualmente.
Altri nomi di persone che conoscevo solo di vista e poi ne sentii uno nuovo ma al tempo stesso conosciuto.
«Taylor Frannie.»era lei, la ragazza dai capelli marroni che attirava la mia attenzione troppo spesso per i miei gusti e a cui avevo chiesto un appuntamento che avevo ovviamente mancato a causa di un viaggio nel tempo. Mi irrigidii sul posto mentre la sentivo passarmi accanto. La guardai camminare verso la nostra direttrice e, devo ammetterlo, le ho anche guardato un po' il di dietro. È più forte di me, non posso farci nulla.
Al termine della lista, Silente si dileguó nella stessa direzione presa dalla sua collega e dai nostri compagni mentre noi continuammo a mangiare.
«Cosa sarà successo ai suoi genitori?»continuava a chiedersi James e alla nona volta che lo diceva ero pronto a dargli un pugno sul naso.
«James, ti prego, vai in camera tua e fatti una dormita. Stai mettendo l'ansia anche a me.»gli ordinó Remus. Egli, per la prima volta da quando lo conoscevo, eseguì l'ordine e sparì nella calca di persone che andavano a lezione.
I miei amici presero la sua stessa direzione ma io rimasi lì a pensare che magari quella strana ragazza aveva bisogno di qualcuno, non so, di un amico.
Ma chi voglio prendere in giro. Sicuramente avrà bisogno di qualcuno ma sicuramente quel qualcuno non sono io. Ha accettato il mio invito solo perchè eravamo entrambi ubriachi. E sinceramente non capisco nemmeno il motivo per cui mi importi tanto quella ragazzina.
Mi alzai di scatto e percorsi la Sala Grande fino all'uscita per poi andare incontro a qualcosa anzi, a qualcuno...
«Black, cazzo, possibile che ogni volta che mi succede qualcosa ci sei sempre tu in mezzo?»esclamó Frannie, caduta a terra a causa mia. La guardai e notai che non era triste e non piangeva nemmeno. Forse...
«Come sta la tua famiglia?»chiesi interessato veramente.
«Che? Ah, si, bene, stanno tutti bene. I miei genitori fortunatamente avevano costruito una cantina per questa eventualità e sono riusciti ad arrivarci in tempo.»spiegó lei mentre le porgevo la mano che ovviamente evitó per poi alzarsi da sola.
«Sono contento, davvero.»le dissi e lei fece un "mhmh" di comprensione. Perchè era sempre così giù di morale?
«Quell'appuntamento non è mai avvenuto, alla fine.»iniziai io mentre vedevo che lei si incamminava verso il bagno delle ragazze più vicino, probabilmente per liberarsi di me.
«Cosa? Ah quello...beh probabilmente era destino che non dovesse accadere nulla tra noi, perció, rimaniamo così.»anticipó tutto quello che volevo chiederle dopo. Cacchio le avró parlato si e no quattro volte e già conosce tutte le mie mosse.
«Così come?»ma io ho anni di esperienza e sono abbastanza furbo.
«Così, ehm, così come qualsiasi cosa ci sia tra di noi.»disse lei, non connettendo molto bene la lingua al cervello, visto che di sintassi ce ne era molto poca in quella frase.
«E cosa c'è tra di noi di preciso? Amicizia? Amore? Odio? Attrazione fisica?»buttai lì a caso per vedere le sue reazioni.
«Attrazione fisica? Senti, Black, sei un bel ragazzo, su questo non ci sono dubbi, ma non mi faró abbindolare da te, dal tuo corpo e dai tuoi modi di fare. Mi dispiace e non so nemmeno cosa ci trovi esattamente in me.»disse tutto d'un fiato varcando la soglia del bagno delle ragazze. Crede che non entreró? Sul serio?
«Sinceramente non lo so nemmeno io cosa ci trovi in una come te. Insomma, sono al settimo anno e corro dietro a una del quarto come se fossi una matricola. Peró boh, non so Taylor, ma mi interessi.»parlai buttando fuori tutto ció che pensavo in quell'istante.
«Ti interesso? E cosa ti interessa di me, esattamente?»replicó, lasciando che la sua borsa coi libri cadesse a terra.
«Non so, mi interessi te in generale. Ti osservo da un po' e non so tu mi attiri e...»ma non mi lasció finire perchè diede un calcio alla borsa che andó a sbattere contro il muro e poi si giró di scatto iniziando a camminare con ferocia verso di me. Ma è bipolare questa o cosa?
«NO, BLACK. NON CI PROVARE!»esclamó puntandomi con l'indice.
«A fare cosa scusa?»domandai perplesso per poi notare quel particolare scintillio nei suoi occhi. Lacrime?
«A ILLUDERMI.»disse soltanto per poi dare un pugno ad una porta di un gabinetto e infilandocisi dentro chiudendosi. Rimasi esterrefatto. Ok, si, non era la prima volta che illudevo una ragazza, ma era la prima volta che le correvo dietro come stavo facendo con lei.
«Fra?»dissi bussando alla porta per poi sentirla piangere dentro. Non riuscii a resistere. «Alohomora.»dissi, puntando la bacchetta sulla serratura per poi trovarla sulla tazza con della carta igienica tra le mani. Mi avvicinai a lei e mi inginocchiai tra le sue gambe (merda come suona male). Le scostai i capelli dal viso e le tolsi le mani dagli occhi. Espirai.
«Senti, so che sono il perfetto stronzo che non fa altro che spezzare cuori e illudere le ragazze, ma con te è diverso. Se non ci credi, sappi che io queste cose non le ho mai dette a nessuna, puoi chiedere a chi ti pare, e se te le sto dicendo è perchè te anche sei diversa sotto i miei occhi. Non so cos'hai, davvero, ci sono molte ragazze belle qui che mi muoiono dietro ma non so perchè l'unica che mi interessa davvero sei tu.»le dissi, accarezzandole una guancia con il pollice e asciugandole le lacrime. Lei mi fissó con i suoi occhi marroni che, velati dalle lacrime sembravano neri.
«Ora non pensare che ci sposeremo, peró se ti dico queste cose sicuramente non è per illuderti. Non so chi ti ha fatto così male da chiuderti in te stessa, e ora non mi sembra nemmeno il caso di parlarne, ma non chiuderti anche con me. Lascia che ti conosca meglio e io mi apriró con te. Non dico a nessuna certe cose e sarei disposto a dirti tutto ció che c'è da sapere su di me per conoscerti.»da quando sono così dolce? I viaggi nel tempo mi hanno cambiato. O forse è lei che mi sta cambiando solo guardandomi da lontano?
Lei si drizzó, si aggiustó i pantaloni della tuta che indossava a colazione e si alzó, lasciandomi in ginocchio. Mi sorpassó e si sciacquó il viso, dandomi l'ennesima prova del fatto che non portava trucco.
«Va bene.»disse poi, voltandosi verso di me. Mi alzai e mi diressi verso di lei lentamente.
«Va bene cosa?»
«Va bene, ti daró una possibilità per uscire con me. Chiedimi di uscire di nuovo, ora.»disse e io, sbalordendo anche me stesso, sorrisi a lei per poi pensare ad un giorno perfetto. Poi, mi venne in mente.
«Qualcuno ti ha già invitata al ballo di fine anno?»
Spazio me!
CIAUUUU. Calcolate che questo capitolo quando l'ho scritto ero ancora in pausa scrittura e non so perchè ho avuto la voglia di scrivere improvvisa, infatti è un po' più lungo degli ultimi. Facciamo che è per farmi perdonare della mia infinita assenza. In più qualche giorno fa ero su wattpad e come sapete io ho un altro profilo qui (FrancescaPigliapoco ) e ho fatto logout per entrare quello. FATTO STA CHE POI NON RIUSCIVO PIÙ AD ENTRARE IN QUESTO PERCHE MI DICEVA CHE LA PASSWORD ERA SBAGLIATA ANCHE SE ERA QUELLA (ho l'iphone e, avendo salvato la password proprio sul telefono, con l'impronta digitale mi diceva che era quella). E niente raga, erano le 5 di notte e piangevo come una dannata, ho anche creato un altro profilo di riserva (nel caso risuccedesse continueró le storie su questo La_Purosangue2 )
Allor, l'ultima frase fa intendere che Sirius e Frannie andranno al ballo insiemeee, vi piace come ideuzza guys?
Domanda del giorno:
Avete Hogwarts Mystery?
Io si, sono al quinto anno oh yeah.
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