Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Chapter fortynine-Goodbye-

Lily

L'arrivo dell'estate portava con sé alcuni cambiamenti ad Hogwarts e quest'anno il cambiamento più grande per me fu l'addio al castello che ormai da anni era la mia seconda casa.

Nell'ultimo periodo, dopo la morte dei miei genitori, lo era stato ancora di più. Dove sarei andata dopo? Questo era il pensiero che mi tormentava da ormai mesi e fino a quel momento me lo ero tenuto per me, non volendo mai affrontare le conseguenze delle risposte.

«Lils, mi passi quel reggiseno?»mi domandò Alice distraendomi dai miei pensieri. Mi allungai sul mio letto e le diedi ciò che mi aveva chiesto che lei prontamente infilò in valigia.

Era il giorno della partenza per le vacanze estive anche se per me e quelli del settimo anno  non sarebbero stato affatto delle vacanze, anzi tutt'altro.

«Hai preso tutto?»le chiesi mentre io chiudevo il mio ultimo borsone con bacchetta, foto e quant'altro mentre la vedevo saltellare con poca delicatezza sulla sua valigia.

«Si ho fatto, possiamo andare.»affermò alzandosi e percuotendo i suoi abiti sorridente.

«Aspetta, ho dimenticato una foto.»mi disse mentre stavamo uscendo dalla stanza e con un "accio" se la ritrovò in mano in pochi secondi.

Mi porse la foto e notai con piacere che era una foto che ritraeva noi due al primo anno dopo la prima festa di halloween, vestite da zucca e succo di zucca.

«Mi mancano quei tempi.»disse accarezzando la foto con un dito in maniera malinconica.

«Giá anche a me.»non poteva immaginare quanto.

«Ti voglio bene Alice, te ne vorrò sempre. Grazie di tutto, davvero.»non so perchè lo dissi, ma mi sentii quasi in dovere di dire quelle parole, come a farle sapere che lei era uno dei motivi per cui ero andata avanti per tutti quegli anni.

«Non dirlo nemmeno per scherzo, sono io che devo ringraziare te per tutte le volte che mi hai alzato la testa dal cesso oppure per tutte le lacrime che mi hai asciugato. Ti voglio bene anche io Lily.»rispose lei, posando le borse e abbracciandomi, solo dopo che io ebbi posato le mie.

Ci abbracciamo per minuti probabilmente, senza dire nulla, e stare tra le sue braccia mi fece sentire un po' più a casa.

«Ora siete lesbiche?»disse Black annunciandosi mentre era salito sul pianerottolo del dormitorio femminile.

«Fatti i cazzi tuoi Black. Ma come hai fatto a venire qui? Le scale non dovrebbero trasformarsi in scivolo alla presenza di un maschio? Sei trans per caso, è questo il segreto della tua popolarità?»lo schernì Alice e io dovetti soffocare un ghigno. Stare con loro iniziava a cambiare i miei comportamenti.

«Divertente Alice, come un dito in culo. Comunque credevi davvero che non avrei trovato qualche modo per entrare nel dormitorio femminile?»ribattè lui andando diretto alle stanze del quarto anno, probabilmente dalla sua "ragazza".

Ci teneva a non farlo sapere in giro: non lui, ma lei. Le piaceva deriderlo dicendo che si vergognava di lui quando ormai tutta la scuola si era resa conto di come si baciavano durante i pasti, ma non solo, si tenevano anche la mano.

Scesi le scale e incontrai subito lo sguardo di James. Aveva gli occhi pieni di amore ogni volta che mi vedeva e devo dire che ancora non mi ero abituata a quelle occhiate.

«Ehy! Te lo porto io.»mi disse indicando il baule che, prima che iniziassi a protestare, teneva già in mano, proprio come Frank accanto a lui teneva quello di Alice.

«Andiamo?»domandò poi quest'ultima quando arrivarono anche Remus e Peter (Sirius era probabilmente da Frannie).

«Vi raggiungiamo tra un po'»disse James e io già sapevo perchè voleva rimanere con me.

«Dobbiamo parlare della situazione.»asserì infatti subito dopo che ci eravamo seduti sui divanetti della Sala Comune, probabilmente quella sarebbe stata l'ultima volta.

«Quale situazione?»domandai ma sembrò quasi aspettarsi quella domanda perchè sbuffò e mi guardò quasi dicendo "lo sai di che parlo".

«Va bene senti, mi inventerò qualcosa. Petunia come sta facendo ora scusa? Vivrà da qualche parte. Farò lo stesso. Non finirò sotto ad un ponte se è quello che ti preoccupa.»dissi io sapendo perfettamente come stava andando avanti mia sorella.

«Sei troppo intelligente per finire troppo ad un ponte ma sei anche troppo ingenua per sapere che Petunia vive dal suo ragazzo. Quello che mi chiedo è: perchè non lo fai anche tu?»disse lui poggiandomi una mano sulla gamba e attirandomi a sè. Io misi le cosce sulle sue e spontaneamente infilai le mani tra i suoi capelli.

«Nel senso...vivere da Vernon?»cercai di svagare anche se avevo capito ciò che intendeva.

«Cosa? No! Intendevo, vivere dal TUO ragazzo. Vivere da me.»affermò lui accarezzandomi l'interno coscia e facendomi venire i brividi, come sempre del resto.

«Non se ne parla, James. Sarei di troppo, non posso creare un disturbo del genere ai tuoi.»iniziai subito a ribattere ma come sempre lui aveva giá la risposta pronta.

«Ma quale disturbo! Lily ascolta, sono tre anni che ospito Sirius, la mia casa ha almeno altre tre camere anche se quello non è un problema dato che dormiresti con me.»disse lui passandosi una mano tra i capelli e poi stringendo una delle mie.

«Dormire con te E Sirius? Non ci tengo, grazie. E poi i tuoi genitori? Casa tua non è mica un albergo!»risposi alzando un po' la voce.

«Sirius non penso passerà molto tempo da me quest'estate, per Frannie, anche se penso che probabilmente entrambi verranno a casa mia e si prenderanno una camera per loro. E per i miei genitori non sarebbe un problema avere loro in casa, dato che Sirius è come un secondo figlio, figurati avere te che sei la ragazza che ha fatto uscire di testa il loro primogenito.»mi spiegò lui e io dovetti sbuffare.

Che palle, riusciva sempre ad incastrarmi.

«No James sono seria, non posso. Fine della discussione.»dissi facendo per alzarmi ma non me lo permise.

«La discussione non é ancora finita. Facciamo così, ci pensi per tutto il viaggio in treno, una volta arrivati chiediamo ai miei e se dicono ok vieni a vivere da me, affare fatto?»mi domandò porgendomi la mano.

«Uffa, e va bene.»dissi stringendogliela. Lui fece un sorrisetto e poi mi lasciò un bacio sulle labbra prima di farmi alzare, prendermi per mano e iniziare a tirarmi verso la Sala Grande, dove Silente avrebbe tenuto il suo discorso di fine anno a momenti.

Ci accomodammo al tavolo dei Grifondoro e realizzai che quella sarebbe stata l'ultima volta che avrei seduto su quelle panche e fatto colazione in quella sala. Mi venne il magone a pensarci ma trattenni le lacrime, consapevole che a poco Silente avrebbe iniziato a parlare.

«Ci siamo persi qualcosa?»domandò Black arrivando, ovviamente, per ultimo e andandosi a sedere accanto a James, mentre lasciava la mano di Frannie solo per farmela salutare, poi la riprese e se la mise accanto. Che carini.

«Credo che sei arrivato giusto in tempo.»disse Peter davanti a noi addentando una brioche.

«Ci stai pensando?»mi domandò James all'orecchio poggiandomi una mano sulla coscia e facendomi venire i brividi per quel tocco inaspettato. Oramai ogni volta che mi sfiorava creava quella stessa sensazione in me: farfalle nello stomaco, eccitazione (eh già) e tanta voglia di coccole.

Non risposi ma annuii in tempo prima che il preside iniziasse a parlare.

«Buongiorno a tutti ragazzi. Questo è l'ultimo giorno, so perfettamente che non vedrete l'ora di uscire da questo castello e andarvi a divertire e a godervi l'estate, ma dovete sapere alcune cose.»iniziò a dire in mezzo alla tavolata degli insegnanti. Poi girò intorno al tavolo e iniziò a scendere i gradini del rialzo su cui erano, venendo incontro a noi ragazzi.

«Come ben saprete la situazione degli ultimi periodi non è cambiata affatto, anzi, è andata sempre peggiorando. Non ho bisogno di spiegare di cosa sto parlando, di Lord Voldemort.»molti studenti trattennero il fiato nel sentire quel nome ma non me. Aveva ucciso i miei genitori, doveva morire quel figlio di puttana. Scusate il francesismo.

«Sarebbe stupido da parte mia dirvi che non dovete preoccuparvi dato che è l'esatto contrario. Dovete rimanere sempre all'erta. So che siete stanchi, avete passato questi dieci mesi a studiare e avete il diritto di un po' di riposo, ma in questa situazione il riposo è proprio ció che non possiamo permetterci. Ognuno di noi deve fare attenzione a qualsiasi cosa per la vostra incolumità e per quella di chi vi circonda.»smise di parlare soltanto per voltarsi e tornare al centro degli insegnanti.

«Siate prudenti ragazzi miei, ascoltate un consiglio di un vecchio. Soprattutto coloro che stanno uscendo da questa scuola e stanno ansando incontro ad un nuovo stremante addestramento contro il male. Siate prudenti ma siate anche sempre forti. Ora non toglierò altro tempo prezioso, il treno per Diagon Alley sta per partire. Buona estate ragazzi miei e buona fortuna.»finí poi risedendosi sulla sua sedia e permettendo a noi ragazzi di fare il gesto che ogni anno faceva tutta la scuola.

Tutti e quattro i tavoli si animarono e ognuno di noi si tolse il cappello pronto al lancio.

«Al mio 3! UNO...DUE...TRE!»urlò Sirius e in quel momento tutti i presenti tirarono i cappelli verso l'alto, creando un momento di gioia e risate nel castello, probabilmente uno degli ultimi per i prossimi anni.

Tutti ci alzammo diretti verso l'uscita. Alcuni di noi avevano gia posto i propri bagagli all'interno dei vagoni del treno e, per mia fortuna, avevo fatto in modo che tutti i miei amici lo facessero, cosí non avremmo perso tempo.

«Professor Silente, posso parlarle?»non capii di aver parlato io fino a quando James mi tirò un po' il polso per farmi capire di continuare ciò che stavo dicendo. Ancora una volta la mia bocca aveva agito senza prima consultare il mio cervello. Fortunatamente i nostri compagni erano usciti ed erano rimasti solo quelli del mio gruppo.

«Signorina Evans certo, mi dica pure.»mi rispose sorridendo mestamente. Lasciai la mano di James e lui e gli altri si diressero verso l'uscita per andare a cercare un vagone libero (e grande per tutti, dato che eravamo io, i malandrini, Frank, Alice e Frannie).

«Andrò dritta al punto dato che non voglio perdere il treno. Lei ha un ricordo del professor Lumacorno che è stato modificato da lui stesso. Io le posso dire la parola mancante.»credevo che Silente sapesse già dei nostri viaggi temporali dato che sapeva quasi sempre tutto, ma lo sguardo che mi degnò mi fece capire che in realtà mi sbagliavo.

«Vada avanti, la prego.»

Ecco, cosa avrei fatto? Lo avrei detto? Probabilmente avrei salvato moltissime vite ma avrei modificato il futuro. Magari molte persone nemmeno nasceranno, i miei nipoti potrebbero non nascere, non posso saperlo.

«Il fatto è che non so se dirglielo. Abbiamo avuto una Giratempo malfunzionante e ci siamo ritrovati nel futuro per sbaglio e io so come sconfiggere...come sconfiggere Voldemort.»dire il suo nome non era un problema ma avevo sempre il timore che potesse accadere qualcosa.

«Ma se glielo dicessi potrei alterare involontariamente il corso degli aventi. Oltre a cancellare migliaia di morti potrei causarne altre.»continuai e lui annuí probabilmente d'accordo con me.

«Signorina Evans credo che la decisione spetti a lei. Io potrei non fare nulla poi conoscendo quest'informazione ma non sono stato nel futuro e non so quale sarebbe il costo da pagare.»mi spiegò. Non potevo scegliere, non potevo e basta. Significava troppo per me.

Avrei potuto vivere con mio figlio forse, ma a quale costo? Sarebbe potuto accadere di tutto.

«Non credo di poterglielo dire signore, non so cosa fare.»dissi mettendomi le mani tra i capelli. Lui sospirò ansioso, per la prima volta lo vedevo perdere anche di un minimo le staffe, prese un pezzo di carta e fece apparire una penna.

«Me lo scriva.»mi ordinò. Presi la piuma con mano tremante e posai la punta sul pezzo di pergamena indecisa su cosa fare.

Decisi di farlo. Dopo aver scritto "horcrux" lo piegai e glielo diedi.

«La prego di pensarci attentamente prima di darmi questo foglio.»disse poi lui. Porca troia, non dovevo darglielo. Non dovevo. Ma potevo salvare tantissime vite innocenti.

Ah, al diavolo.

Lo lasciai sul tavolo e corsi via, dicendo un "arrivederci professore".

Mentre uscivo dal castello correndo mi chiesi se avessi fatto la scelta giusta o se in futuro avrei creato ulteriori problemi. Passai la mano su ogni mattone del castello per sentire un'ultima volta la durezza di quelle mura che mi avevano protetta fino in quel momento e continuavo a rimanere in bilico.

Il mio cervello mi diceva di sperare che non lo leggesse e che non causasse altro dolore mentre il cuore tutt'altro.

Chissà alla fine come sarebbe andata a finire.

Spazio me!
Ciaooo, siamo quasi alla fine e non posso crederci, ci ho messo cosí tanto a ricordare quanto mi piaccia scrivere e ora che ci sto riprendendo la mano sto per finire la storia, uffi. Per questi ultimi capitoli mi sto anche dilungando un sacco yooo.

Non sono sicura della decisione che ho fatto, fino all'ultimo non so se sia meglio che Silente lo sappia, ma non sapevo davvero che fare. Ho usato anche Siri facendo testa o croce e ho fatto l'opposto di quello che era uscito good job Fra.

Domanda del giorno:
sarebbe stato meglio non farlo sapere a Silente?
non ho una risposta rip sorry

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro