Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

2.

-Dici sul serio?-
-Certo, prendila. È tua, in fin dei conti-
- Ma hai cambiato il vaso, la terra, ci hai perso tempo. Devo pagarti- insistette Louis.
-Figurati, il vaso è uno di quelli di plastica che ci forniscono a due centesimi l'uno, e di terra qui ce n'è a quintali-
-Davvero... non so che dire. Sono in debito. Grazie- disse sinceramente Louis, impressionato.
-Non è niente, figurati- replicò Harry stringendosi nelle spalle.
Louis prese su la sua vecchia pianta, ora rigogliosa e rifiorita, non sapendo cosa dire.
-Dovrò spiegare a Will quello che è successo- borbottò tra sé.
-Will è tuo figlio?- Chiese Harry, mentre si incamminavano verso l'interno del vivaio.
-Sì. Ha sei anni- Rispose Louis con un moto di orgoglio. In quel mentre una persona li interruppe:
-Dottor Tomlinson! Che piacere rivederla!-
Louis guardò l'anziano signore, non riuscendo ad identificarlo.
-Forse lei non si ricorda, ma io sono il marito di Tessa Richardson. È stata investita sulle strisce pedonali da un furgone, quattro mesi fa-
-Sì, ora ricordo. Come sta adesso?- Chiese Louis, passandosi la pianta sotto al braccio, mentre l'uomo gli stringeva entrambe le mani con calore.
-Meglio. La frattura all'anca la costringe a letto, ma abbiamo fiducia che torni in piedi presto. Lei quella sera è stato un angelo. Ha le mani d'oro- affermò l'anziano, facendo il gesto di baciargliele.
-Ho fatto solo il mio dovere, signor Richardson. Mi saluti tanto sua moglie- replicò Louis.
-Dio la benedica. Arrivederci, dottore- si congedò l'uomo. Louis si accorse che Harry lo stava fissando.
-Sei un medico-
Louis annuì.
-Lavori in Pronto Soccorso-
-Già- confermò Louis.
-Salvi le persone-
-Trovi ironico il fatto che sia un serial killer di piante?-
-Sono impressionato. Non l'avrei mai detto- commentò Harry, guardandolo in maniera strana.
-Come mai?- Volle sapere Louis.
-Io odio profondamente gli ospedali, i medici, il sangue e tutto quello che riguarda la medicina- affermò Harry.
-Ed io odio sporcarmi le mani di terra, i lombrichi, le larve e tutto quello che riguarda il giardinaggio, pensa te- replicò Louis.
Harry non aggiunse altro, accompagnandolo all'uscita.
-Sei sicuro di volermela ri-affidare? Voglio dire, hai visto cosa succede alla natura a casa mia-
-Tra quanto deve riconsegnarla a scuola tuo figlio?-
-Lunedì, due giorni-
-Bene. Non annaffiarla, non metterla sopra al termosifone, non lasciarla a terra in entrata e sopravviverà- gli consigliò Harry.
-Dove devo metterla?-
-Non hai una finestra accanto alla quale poterla mettere?-
-Ok, vicino ad una finestra. Niente acqua. Niente troppo caldo. Ho capito-
-E niente correnti d'aria-
-Ok. Senti, non è che posso passare a prenderla domenica sera?-
-Io non lavoro la domenica. Chiedi a tuo figlio di occuparsene-
-Questo weekend è da sua madre-
-Siete separati?-
-Non siamo mai stati sposati, e siamo amici di vecchia data. Lei ha la sua vita ed io la mia-
-Ah, ok...-
-Posso sdebitarmi in qualche modo? Posso almeno offrirti una birra, una sera?- Si buttò Louis. Harry era decisamente bello, e lui aveva bisogno di scacciare la solitudine. Lo vide aggrottare la fronte, non capendo.
-Mi sento in debito- insistette Louis.
-Certo... va bene. Stasera quando stacco?-
-No, mi spiace, entro in turno stasera. La settimana prossima?-
-O domani- suggerì Harry.
-Ma domani è sabato sera. Non esci con i tuoi amici, la tua ragazza...?-
-Domani sono libero-
-D'accordo. Ti vengo a prendere qui? Stacchi alle otto?-
-Sì. Ti dò il mio numero, per ogni evenienza-

La sera dopo Louis era reperibile, e fu chiamato per un maxi tamponamento in tangenziale. Si era ribaltato un pullman pieno di turisti; riuscì ad avvertire Harry alle sette con un sms, ed ebbe un attimo di tregua soltanto a mezzanotte passata. Guardò il telefono: Harry aveva risposto invitandolo a colazione il mattino dopo.

Il campanello iniziò a suonare alle nove. Louis era a letto da poco più di tre ore; alla fine la reperibilità si era trasformata in una intera notte di sala operatoria.
Si coprì col cuscino, sperando chiunque fosse che morisse all'istante, e poi si tirò su a sedere di scatto: merda, era Harry!
Incespicando nel piumone e saltellando fuori dalla camera, scese le scale così com'era, in boxer e maglietta, ed aprì.
-Oh... ehm, ti ho svegliato...?-
Louis si strofinò  gli occhi e sbadigliò.
-Scusa, mi spiace...-
-Non preoccuparti- lo interruppe Louis, passandosi le mani tra i capelli.
-Alla fine sono dovuto rimanere a lavoro, e le doppie notti mi pesano molto più di quando ero tirocinante- spiegò, spostandosi per farlo passare. Harry entrò, notando l'ampio atrio su cui si aprivano, ai lati, due rampe di scale speculari. Il pavimento era di palladiana candida.
-Che bella casa-
Louis lo precedette in cucina, troppo stanco per rendersi conto di essere in mutande. Gli fece cenno di accomodarsi al bancone, mentre accendeva la macchinetta del caffè.
-Se non ti spiace mi faccio un caffè ed una doccia, prima di uscire- disse ad Harry, voltandosi a guardarlo e cogliendolo a scrutargli il posteriore. Harry distolse subito lo sguardo, arrossendo.
-Certo, certo. Ma se vuoi possiamo anche rimanere qui- rispose frettolosamente il ragazzo. Louis alzò un sopracciglio, divertendosi a metterlo ancora di più in imbarazzo.
-Volevo dire, se sei stanco... se non disturbo... oppure possiamo rimandare...-
Louis sorrise.
-Stai calmo. Ho capito. Fammi prendere il caffè e poi sarò in grado di ragionare-
Chinandosi a prendere le tazzine il suo sguardo si posò casualmente sulle proprie ginocchia nude, realizzando di essere in boxer di fronte al suo ospite.
-Ops. Forse è il caso che mi vesta. Mi hai proprio tirato giù dal letto- commentò, sbadigliando.
-Non preoccuparti per me, puoi stare anche così, sei a casa tua- rispose Harry, e poi, arrossendo, cambiò discorso:
-Dov'è la pianta?-
-Dietro di te-
Harry si voltò, individuando il vaso in bilico sulla soglia dell'ampia finestra.
-Certo che ti piace il rischio- commentò, andando a spostarla per terra.
-Lì è peggio, ci finirò contro- lo avvertì Louis.
-Povera piantina. In che mani sei finita- lo prese in giro Harry, sobbalzando nel ritrovarsi Louis vicino, molto vicino.
-È pericoloso prendersi gioco di me-
Harry indietreggiò, inquieto, ma deciso a reggergli il gioco:
-Ah sì? E perché?-
Louis gli fissò le labbra, così turgide da fargli venir voglia di accarezzarle con le dita. Harry se le inumidì leggermente, nervoso, e Louis alzò lo sguardo nei suoi occhi.
-Quanti anni hai, Harry?-
-Perché?-
-Perché sembri un ragazzino, ma sembri anche maturo abbastanza da capire cosa voglio io-
Harry sbarrò gli occhi, una espressione confusa ed eccitata allo stesso tempo.
-Ma hai un figlio...-
-Non mi sono mai precluso niente nella vita. Ma non hai risposto alla mia domanda-
-Ho ventitré anni- gli rivelò Harry, mentre le sue guance prendevano colore ancora una volta, passando al setaccio con lo sguardo il corpo di Louis.
-E ti va di fare colazione con me?-
Harry si immobilizzò, interdetto.
-Oh... certo, scusami, non avevo... io...-
Louis scoppiò a ridere di gusto, attirandolo con una mano sulla nuca per baciarlo. La risata si inframezzò a qualche sospiro, mentre con l'altra mano scopriva l'addome del ragazzo.
-Te la farò pagare- gli mormorò Harry nell'orecchio, prima di morderlo leggermente e passarci la lingua.
Il caffè venne dimenticato, i vestiti di Harry seminati a terra in una scia di stoffa lungo le scale, fino alla camera.
L'intraprendenza di Louis venne rallentata all'improvviso da Harry che, prendendo l'iniziativa, gli strappò quasi la maglietta di dosso e lo fece saltellare perdendo l'equilibrio mentre gli levava i boxer in fretta. Il ragazzo si gettò su di lui, famelico, prendendogli in mano il pene, che subito dopo prese a succhiare.
-Oddio. Harry, rallenta...- gemette Louis, travolto da mille sensazioni piacevoli e preoccupato di venire troppo presto. Ma il ragazzo non si fermò, conducendolo con decisione al culmine. Louis si riversò nella bocca dell'altro con un gemito roco, ansimante.
-Tu sei matto...- protestò, mentre Harry con un sorrisetto lo faceva voltare sulle lenzuola.
-Ah, ecco perché...-
-Stai zitto, Louis- lo riprese il giovane, facendolo tremare mentre con un dito bagnato di saliva iniziava a sfiorare la sua apertura, massaggiando.
-Harry...-
-Cosa c'è, Louis? Non ti piace?-
-Ancora...- lo supplicò Louis, completamente alla sua mercé. Harry lo accontentò subito, allargando gentilmente la sua apertura ed aggiungendo prima un dito, poi due. Louis fece una smorfia, a metà tra il dolore ed il piacere, il membro già di nuovo duro.

Harry insistette, mentre il fastidio lasciava il posto al piacere.
Poco dopo il medico allungò una mano e prelevò un preservativo dal cassetto del comodino, sedendosi per infilarglielo, e poi Harry era dentro di lui, era estasi, era vita.

-Spazio autrice-
Ciao a tutti! Bentrovati tra le righe di questa storia breve. Come accennato nella descrizione, è suddivisa in soli cinque capitoli, che pubblicherò giornalmente.
Grazie di leggere le mie storie, è sempre un piacere pubblicare su Wattpad, ho conosciuto virtualmente persone bellissime, qui❤

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro