Chapter I
Lily Evans aspettava Mary e Emmeline alla Stazione di King's Cross, passando il tempo a pensare a quel Potter, senza nemmeno saperne il motivo.
Le era sempre piaciuto, soprattutto al primo anno, ma col tempo aveva imparato ad odiarlo con tutta se stessa.
Tuttavia, si ritrovava spesso a pensarlo, anche mentre parlava con le amiche o mentre studiava.
A volte anche nei suoi sogni, o meglio, nei suoi incubi.
Aveva sempre pensato che col tempo questa "cotta adolescenziale" le sarebbe passata, ma col passare del tempo, aveva imparato ad odiare ed amare James Potter.
Nemmeno lei credeva che, vedendo Potter andare in giro a spassarsela con tutte, potesse farle del male.
Ma ad ostacolare i suoi sentimenti, ci si metteva sempre il suo orgoglio, tipico da Grifona.
Così non dava a vedere a nessuno, nemmeno alle sue migliori amiche, che soffriva per lui, tenendosi per sé tutto il dolore.
Indossando, come al solito, quella smaschera fredda, che utilizzava da anni con James, che d'altro canto, lui utilizzava con lei.
D'altronde aveva di mezzo anche la sua testardaggine, oltre che l'orgoglio, da perfetta Grifondoro.
Ci sono voluti anni e anni per capire che in realtà era cotta e stracotta di lui.
«Lily!» gridarono due voci femminili, alle sue spalle, facendola sobbalzare.
«Ce ne avete messo di tempo! Vi aspetto da più di mezz'ora. Andiamo, prima che il treno parta senza di noi, poi come arriveremo ad Hogwarts, con una macchina volante?» sbuffò, mentre le due annuirono ed ignorarono la battuta.
Si fecero una corsa ed entrarono velocemente nella carrozza.
Fu semplice dedurre che le cabine erano tutte occupate.
«Qualcuno di voi sa dov'è Alice?» urlò Lily «e Marlene?» continuò poco dopo.
«Non le ho viste nemmeno alla stazione» concluse infine, cercando di evitare di andare a sbattere contro un Corvonero.
Le due ragazze scossero la testa e, dopo una questione di secondi, alzarono le spalle, per indicare che "non ne avevano la minima idea."
Angosciate, Lily e le altre si incamminarono alla ricerca di una cabina vuota, quando poco più distante da loro, all'interno di una cabina, scorsero Marlene.
Lily, con la sua solita "finezza", aprí violentemente la porta della cabina, senza degnarsi minimamente di altri quattro ragazzi che le fissavano.
«MARLENE» urlò «Ecco dov'eri finita!» Urlò.
«Ciao Lily» disse tranquillamente lei.
Lily inarcò un sopracciglio.
«Ciao? Come fai a mantenere un tono tranquillo, TI CERCO DA ORE E MI DICI SOLO CIAO?» urlò furiosa.
«Non so, dimmelo tu» Marlene fece spallucce mentre Lily faceva di tutto per non saltarle addosso.
«Evans» la chiamó una voce «se volevi vedermi non c'era bisogno di usare la scusa di Marlene.» questa voce, quell'odiosa e maledetta voce, la voce di James.
«Ti piacerebbe Potter» rispose dopo, con il suo solito sarcasmo.
Lui alzò le spalle «Puó darsi» Lily era rossa più dei suoi capelli, ma non per l'imbarazzo, ma per il suo atteggiamento, che l'aveva fatta irritare più del solito.
Come diamine poteva, solo pensare, di essere veramente innamorata di lui.
ERA LETTERALMENTE FUORI DISCUSSIONE.
Emmeline, Marlene, Mary e il resto dei malandrini, si stavano spellicando dalle risate.
«Allora Lily» cominciò Remus, per far cessare quella situazione, ormai pesante per lei
«Che ne dici se tu e le tue amiche non vi sedete qui con noi? C'è molto spazio.»
Lily lo guardò, con uno sguardo colmo di ammirazione, le aveva salvato la pelle.
«Si Evans perché non ti siedi qui, magari sulle mie gambe» ghignò James.
«Nei tuoi sogni Potter» ripose di tono lei «restiamo soltanto perché tutte le cabine sono piene» mentì lei, che poi tanto menzogna non era, sedendosi vicino a James.
Marlene si era seduta vicino a Sirius, mentre Mary accanto a Remus e Peter con Emmeline.
«Evans, allora è vero che non mi resisti» sghignazzò, ancora Potter, fissandola negli occhi.
Erano talmente vicini, che Lily dovette mantenere tutto il suo autocontrollo per non saltargli addosso, in senso negativo, ovviamente.
«Abbassa la cresta Potter.» Lo fulminò con lo sguardo «evidentemente il destino è così crudele con me da farmi capitare sempre con te. Non ti fare strane idee, hai capito?» lo fulminò nuovamente e poi girò la testa dall'altro lato.
«Ai suoi ordini» ghignò per la terza volta lui.
Poco dopo James uscì, tutto ansioso, dallo scompartimento, non spiegando nulla a nessuno.
«PER GODRIC» si alzò ad un tratto Lily, sotto lo sguardo confuso di tutti.
«Evans, spero che tu abbia un buon motivo per aver urlato» si lamentò Sirius, posto di fianco a lei, massaggiandosi un orecchio.
«IO SONO UN CAPOSCUOLA, SANTO GODRIC, CHE FIGURA FARÒ SE ARRIVERÒ IN RITARDO» strillò «DEVO SCAPPARE, CI VEDIAMO AL CASTELLO.»
Detto ciò se ne andò anche lei, lasciando tutti alquanto perplessi mentre un Sirius era pronto a ucciderla, se solo l'avesse trovata. «La ucciderò un giorno, al diavolo James e la sua cotta.»
Nel frattempo Lily si mise a correre, tra i vari binari, andando verso la McGranitt.
«Finalmente, Signorina Evans, Signor Potter. Vi informo che da quest'anno voi due sarete i nuovi caposcuola della casata Grifondoro. Mi raccomando, non litigate come al solito. Vi informo,inoltre, che i Prefetti, per ogni singola casata, avranno una singola camera da condividere, detto ció, indossate le vostre divise, mentre io vado ad informare immediatamente le altre tre case» riferendo queste parole, la McGranitt andó via e scomparí tra la folla di Studenti.
«Fantastico dovrò stare tutto l'anno con James Potter e respirare la sua stessa aria, che felicità» sdrammatizzò Lily ironica.
In realtà non era tanto triste o sconsolata, il suo cuore era così felice di poter stare tutto l'anno con James Potter, ma la sua mente, la sua mente diceva tutt'altra cosa.
Perché si sa, cuore e mente non potranno mai andare d'accordo.
«Oh Lily, cara Lily, tutte le ragazze farebbero la fila o pagherebbero oro, solo per un appuntamento con il sottoscritto» si pavoneggiò James.
«Scusa?» gli domandò Lily sarcastica, il suo povero orgoglio calpestato così.
Si rimangiò tutto quello che aveva detto, avrebbe preferito restare in camera con il suo, ormai, ex migliore amico, che tutto l'anno con lui.
«Scusa cosa?» chiese, innocentemente,James.
«Cosa hai detto?» lo rimbeccò lei.
«Che tutte le ragazze pagherebbero oro per uscire con me» le disse come se fosse normale, James.
«No prima di questo» gesticolò Lily, alzando gli occhi al cielo ed evitando l'amichevole battuta.
James rifletté allungo e alzò le spalle
«Non ricordo»
«Come non ricordi?»
In realtà James, ricordava di averla chiamata per nome, ma era stato impulsivo, e, per qualche assurdo motivo, se ne vergognava.
«Non ricordo» sbottò ancora, più a se stesso,che a la ragazza di fronte.
«Ma come? James..» disse Lily marcando il suo nome, con una nota di divertimento «mi hai chiamata per nome» Lily sorrise dentro di sé, non doveva mostrarsi felice solo perché l'aveva chiamata per nome!
Ma, cavolo, se era stato bello.
Avevano passato tutti i loro sette anni di scuola ad insultarsi.
«Per quanto mi riguarda, mi hai chiamato tu per nome e non io» le disse James, cerando di essere indifferente e freddo «insomma, non capisco tutta questa felicità, solo perché ti ho chiamata per nome e poi...» non riuscì a finire la frase, che Lily lo interruppe:
«Punto primo: mi hai chiamata tu, per primo, per nome;
Punto secondo: non sono per niente felice, stavo soltanto cercando di cominciare una conversazione senza litigare;
Punto tre: quando rinchiuderai il tuo orgoglio in un baule, sai dove cercarmi.» E così sparí anche lei, da sola e ferita, perché le era davvero piaciuto il suo nome detto dalle sue labbra, ma lui aveva rovinato tutto.
Ma non gliene faceva una colpa, anche lei era troppo orgogliosa.
***
L'arrivo a Hogwarts fu abbastanza breve e tutti gli alunni si ritrovarono in Sala Grande.
Lily sorrise, accanto alle sue amiche; la MccGranitt comparve dalla porta, portando con sé i nuovi arrivati.
Guardandoli, la rossa scorse in loro la paura e l'ansia che, anche lei, ebbe la sua prima volta al castello.
«Lily Evans» urló una donna con uno strano capello a punta, dalla carnagione chiara e uno sguardo severo. La ragazzina, che poteva avere sugli undici anni, si avvicinò pian piano e si sedette in uno sgabello. La donna, le mise un cappello in testa, e da esso cominciarono a uscire delle parole, che fecero sobbalzare la ragazzina.
«Mhhhh, perciò tu saresti Lily Evans. Mhh....cara Lily molto difficile, davvero. Coraggio da vendere vedo, anche un intelligenza niente male, ma anche una grande furbizia e un grande cuore. Saresti bene in tutte le case, ma ho preso una decisione. Non deludermi. GRIFONDORO»
Si sentirono applausi ovunque e Lily si diresse verso il tavolo dei Grifondoro.
Più leggera e libera. Lo smistamento continuò, finché, la strana donna di prima, urlò più forte, per far cessare gli applausi che si erano diffusi per lo smistamento di Severus Piton, in Serpeverde, che fece non poco triste Lily.
«James Potter» un ragazzo dai capelli in disordine e degli occhiali bizzarri si avvicinò allo sgabello, a differenza di Lily, il ragazzino era più sicuro di sé, camminando a testa alta e con uno sguardo fiero. Lily l'aveva notato nel treno, quando si erano scambiati un sorriso timido. James Potter si sedette nello sgabello e gli fu messo il cappello in testa.
«Ahh, James Potter. Chi abbiamo qui, una scelta difficile. Sei molto furbo ragazzo mio, ma anche un pò sempliciotto. Coraggio molto costoso, se si potesse vendere. Uh uh, una grande capacità a mettersi nei guai. Ragazzo mio, sei un uragano vivente. Un grande cuore, mhhh ma dove ti colloco? CI SONO, GRIFONDORO»
Altri applausi rimbombarono nella sala e James si diresse verso il tavolo. Sorrise raggiante e poi fissò negli occhi Lily.
La rossa abbassò gli occhi ed egli si avvicinò a lei,
le sorrise fiero e le porse la mano, mentre si accomodava sulla panchina di legno.
Lily alzo la testa e rispose al saluto
«Sono James Potter e tu sei Lily Evans ,giusto?»
«Esatto» rispose lei, sorridendo, e poi gli prese la mano, in segno di conoscenza.
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