Capitolo 10: la veritá tarda ad arrivare
La scoperta rese Liam elettrizzato e arrabbiato. Avrebbe voluto andare subito a controllare nella stanza di Shayma , ma Gabrielle accanto a lui lo fermó.
-Lo faró io Liam , tu dovrai distrarla , per te sará piú facile.
Liam annuí e corse in palestra: avrebbe distratto Shayma per dare il tempo a sua sorella di trovare la lettera. Gabrielle salí le scale e arrivó di fronte alla porta di Shayma. Appogió la mano sulla lucida maniglia di ottone e la abbassó. Era chiusa a chiave , ma se l'aspettava. Tracció rapidamente la runa di Apertura e la porta si aprí. Spinse indierro la porta ed entró. La stanza era in un ordine perfetto e inquietante , come l'anima di Shayma. Quella ragazza era davvero strana: quando arrivó all'istituto, lei e Liam avevano 10 e 11 anni ed erano arrivati anche loro da poco. Era andata lei ad aprire , quando un freddo pomeriggio di dicembre la porta aveva suonato. Si era trovata di fronte una ragazzina dai capelli rossi ordinatamente pettinati e bloccati indietro da jn fermaglio. I freddi occhi verdi la scrutarono e Gabrielle capí che non si sarebbero mai piaciute. Passarono 6 anni insieme , anni di litigate e antipatie. Al contrario di Gabrielle, a Shayma piacque subito Liam. Avevano un rapporto di amore-odio e litigavano spesso , lei aveva un carattere forte mentre Liam era un'animo buono. Gabrielle ricacció nel fondo della mente quei pensieri e prese a ispezionare la stanza.
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Dopo essersi preparata con tenuta e arco , Anna decise di passare una giornata nei boschi per riflettere. Amava stare in mezzo alla natura quando si sentiva sola , o quando era confusa per qualche motivo. L'aiutava a ritrovare la via giusta. Da anni non pensava ad altro che alla morte dei suoi genitori , partiti un giorno dall' elegante tenuta di campagna , lasciando la loro piccola Annelies con la servitú , ad allenarsi nella piccola sala di addestramento. Fino ai 9 anni , Anna era stata addestrata in casa , sotto la guida del padre per le armi e il combattimento , e sotto quella della madre per lo studio. Con sua madre passavano ore nella biblioteca di famiglia a studiare libri enormi di demonologia , a ripassare le lezioni del Codice , a tracciare rune fino allo sfinimento. Con suo padre imparava tecniche di combattimento , con I coltelli e con l'arco , e tecniche di sopravvivenza. Sotto gli insegnamenti amorevoli dei suoi genitori , Anna era stata davvero felice. Poi loro erano morti , in battaglia secondo quelli che li avevano riportati a Casa Blackwood , le loro ceneri nella Cittá Silente. Anna non pianse al funerale dei suoi genitori. Era solo arrabbiato con loro. Perché mi avete abbandonato? ? si chiedeva ogni giorno. Ma poi ,la sua rabbia si spostó sul demone che li aveva uccisi. Lui non era morto , e lei lo avrebbe ritrovato. Dopo la morte di suo padre e sua madre, come ogni piccolo Cacciatore orfano , era stata fatta trasferire in un Istituto. Era vissuta in migliaia di Istituti diversi , perché in nessuno sembrava esservi passato quel demone. Ma forse , li , avrebbe avuto fortuna. Seduta sul ramo di un albero, Anna pensó anche a Liam e le rivennero in mente le parole che pronunció anni fa suo padre. Lei aveva circa 7 anni , ed era andata arrabbiata dal suo papá. La cuginetta Charlotte le aveva rotto una bambola ma dopo , mortificata , le aveva chiesto di perdonarla. Anna si era arrabbiata e aveva detto a suo padre che Charlotte era stata cattiva e non sapeva se fidarsi a farla giocare di nuovo con I suoi giocattoli. Suo padre la prese sulle ginocchia e , accarezzandole I capelli , le aveva detto che tutti , se erano sinceramente pentiti , meritavano il perdono. Lei lo aveva ascoltato e aveva perdonato la cugina. A distanza di cosí tanti anni , Anna capí solo in quell'istante il reale valore delle parole di suo padre. Lei , in fondo, non aveva prove della reale colpevolezza di Liam , ma le aveva del suo pentimento. E decise , dopo un'ora passata nel bosco , fra alberi e ricordi. Avrebbe perdonato Liam e provato a fidarsi di nuovo di lui.
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Dopo piú di venti minuti passati a mettere a soqquadro la stanza di Shayma, Gabrielle aveva quasi perso la pazienza. Non aveva trovato niente , ma era piú che convinta che la calligrafia della lettera fosse la sua. Forza Gabrielle, pensó , ci dev'essere un posto qui dentro.
Proprio in quel momento , le saltó all'occhio una piccola scatolina di legno , giusta giusta per una lettera , pensó. La prese in mano e la aprí. Ebbe appena il tempo di vedere una luce accecante fuoriuscire dal cofanetto. Poi fu solo buio e terrore.
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