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17° Recensione: Le armi dei miei sogni

(Tralasciando per un attimo il mio classico e pessimo umorismo, vorrei ricordare a chiunque che i miei commenti sono pareri personali atti ad aiutare gli autori. Nulla di quello che leggerete è nato con l'intento di essere offensivo, di far deprimere o di far in modo che un autore smetta di perseguire il proprio sogno. Come ho detto più volte in precedenza, non sono una professionista, ma una lettrice accanita che, come ogni aspirante scrittore, vuole ottenere il risultato migliore dalle opere che legge e scrive.

Le gif inserite servono solo per mettere un po' di humour, i miei commenti -girati in vari modi- servono per una crescita personale. Non saranno graditi insulti o cattiverie immotivate, se ciò che leggete non vi piacerà, cercate di esprimerlo con modi e toni maturi. 
Sono sempre disponibile per un confronto con gli autori e chiarimenti, ma se non sarete educati, non pretendete da me alcun rispetto.
Grazie per la cortese attenzione.)

Autore: Mirage81

Genere: Fantascienza/Sci-fi

Capitoli: 9 + prologo e 4 extra ( 43 aggiornamenti totali)

Già una volta lo dissi, ma è giusto ricordarlo: il genere "fantascienza" non è tra i miei preferiti, anzi, sono sempre molto scettica quando me lo trovo davanti, però non bisogna mai dire mai; credo di avervi già dimostrato che potrebbero esserci delle sorprese. Chiarito questo punto, vorrei comunque precisare che sarò un po' più cattiva e distaccata ogni qualvolta mi ritroverò ad avere a che fare con generi che non mi sono propriamente graditi. Non si  tratta di preferenze, ma del semplice fatto che, a parer mio, un libro deve saper intrigare anche coloro che sono restii ad affrontare determinati generi o tematiche.

Copertina e Titolo:

Ancora rilegata nel paesello da cui provengo, mi ritrovo ad osservare da oltre una vetrina, un rettangolo dai toni giallognoli. Lo indico e poi, perplessa, chiedo ad uno dei miei accompagnatori immaginari cosa, secondo lui, sia: un videogioco? E lo scappellotto che mi tira mi fa sbattere il naso contro il vetro: << Ma ti pare che vendano videogiochi in una libreria? >> ed effettivamente c'ha pure ragione, quindi incuriosita, abbandono il marciapiede per entrare nel negozio e dare un'occhiata ravvicinata al libro tanto ambiguo.

Che dire quindi? Ha una grafica relativamente semplice, molto ariosa, ma parecchio dubbia. Forse sarà il super soldatino robotico a farmi dubitare, o magari il fatto che sia una figura intera su uno sfondo pressoché vuoto, non ho bene le idee chiare; forse perché di libri fantascientifici in vita mia, ne ho visti davvero pochi, o semplicemente perché mi piacciono cose più particolari. Davvero non saprei, però mi convince poco a livello di gusto personale. A livello di pesi visivi invece -quindi parlando più della tecnica che delle sensazioni mie-, ci siamo. Il titolo troneggia in un punto che la vista non confonde con altri dettagli, il soldato è per lo più centrato (ovvio, dove lui lascia i buchi, ci sono i vari bollini a far da toppe) ed i colori sembrano non prendersi a cazzotti tra di loro; sì, ci sono blu e giallo accostati, ma si tratta di un tipo di armonia cromatica poco utilizzata, la complementare. Questa tipologia di abbinamento, permette ai colori di risultare vibranti allo sguardo, quindi di accattivarsi l'osservatore. Fin qui, non posso dire nulla, ma vorrei comunque fare una piccola annotazione: il nome dell'autore, sia per grandezza che colore, quasi si eguaglia al titolo, cosa che non apprezzo. Non dico che debba essere minuscolo ed in un angolino, ma essendo nero, che è più pesante del rosso su uno sfondo sabbioso, consiglierei di rimpicciolirlo di almeno 2/3 numerazioni.

Per quanto riguarda il nome dell'opera, invece, ho un piccolo segreto da svelarvi: all'inizio l'ho trovato un po' strano, forse vagamente infantile, ma poi leggendo ho avuto un flash e, ad essere sinceri, mi è parso perfetto per la storia. Non mi sarei mai aspettata di ricredermi su questo punto, invece ...

Punteggio: 6/8

Sinossi:

"Il Potestà Planetario Sradec Exhelltor è un condottiero ambizioso, visionario e lungimirante. Rendendosi conto di aver raggiunto l'apice dalla sua razza, gli Shyn, decide di intraprendere la via dell'esplorazione cosmica tramite il progetto Evoluzione Suprema, grazie al quale intende evolvere la sua stessa razza in super individui dotati di facoltà superiori. Per far sì che il progetto possa concretizzarsi, il Potestà raduna le cinque menti più brillanti di Azhenia affinché realizzino il genoma definitivo. Quali saranno le conseguenze dell'evoluzione degli Shyn in Ion? Quali civiltà e quali verità attingeranno gli esploratori del cosmo? Quale sarà il destino dell'esistente? "

Beh ... io ... no, non ho trovato punti da correggere.

Con questo, e mi rivolgo all'autore, non intendo dire che sia un lavoro impeccabile, o meglio, quello che ci presenti lo è, ma mi pare vagamente scarno. Se partissi dal presupposto di non essere andata avanti con la lettura, direi che una simile presentazione mi lascia a bocca asciutta, non mi intriga in modo eccessivo, però poi hai speso ben due aggiornamenti per parlarci ed introdurci alla sua storia. Le due cose si compensano, ma solo se le unisco. Lo Sci-fii come genere, ha il brutto vizio di permettere agli autori di utilizzare una moltitudine di terminologie scientifiche e tecnologiche che mandano in pappa i neuroni dei comuni mortali, me compresa. Purtroppo però, non c'è abbastanza spazio per star lì a dare definizioni, soprattutto in un contesto come questo che sto analizzando. 

Il mio cervello al momento sta andando in tilt quindi.

Dannazione Federico, mi vuoi male?

Punteggio: 8/10

Storia:

Sento una strana musichetta sparpagliarsi per lo studio, sarà un buon segno?
Analizzare la storia nel dettaglio, equivale a portare a galla molti quesiti specifici, perché l'autore fa chiaramente trasparire la sua passione per il genere e non solo a livello letterario, ma in molteplici campi. Ovviamente, io che sono quasi una profana, anzi, per quanto riguarda i racconti di questo tipo sono proprio un'eretica, non sono in grado di affrontare determinati discorsi nel modo più corretto, probabilmente finirei per dire solo un mucchio di cavolate e creare polemiche inutili, quindi cercherò di prendere i punti a parer mio più significativi per far sì che questo paragrafetto possa essere d'aiuto in un qualsiasi modo all'autore ed intrigante per voi, che invece potreste essere interessati alla lettura.

Sorvolando sulla lunghezza quasi omerica dei capitoli -che più volte mi sono ritrovata a leggere a riprese differenzi- mi sembra necessario dire che, suppur carini e divertenti nel contenuto, odio gli aggiornamenti a random prima di iniziare una lettura. Sono pro alle NdA (note d'autore), agli indici e a qualche parte-svago, ma in questo caso, solo se si trova alla fine del testo. E' discriminazione, lo so, ma è snervante dover perdere tempo dietro a parti inutili e saltarle sembra quasi offensivo nei confronti dell'autore che ce li ha proposti.

Ebbene, detto questo, partiamo dalle basi: l'introduzione. Non ho mai letto un così fitto paragrafo di spiegazioni, in cui mi vengono sparate in testa una moltitudine di informazioni degne di essere incorniciate. Mi è sembrato, a tratti, di essere davanti ad un libro di storia e di leggere una qualche sorta di capitolo in cui mi veniva raccontato il susseguirsi di eventi che hanno portato alla nascita di qualcosa di grandioso. Avete presente la Triplice Alleanza? Pagine e pagine di intrecci ed intrighi e combutte e tanto altro ancora? Bene, allora ho spiegato nel modo corretto questa parte.

Davvero i miei complimenti, perché questo, seppur un po' noioso, è il modo migliore per presentare a chi un'immagine d'avanti non ce l'ha, un mondo completamente nuovo, dove due razze che solo Morfeo sa da dove sono state tirate fuori, si fanno strada nella narrazione.
La mente dell'autore, ad ogni modo, deve essere complessa mica da ridere. (Crogiolati in questa frase, ragazzo mio: è un complimento)

Poi si va avanti, si procede in quelli che io definirei capitoli d'introduzione extra (parliamo di quattro aggiornamenti). Non succede un granché e quello che accade è lento e molto descrittivo; alcune volte però pecca. In queste parti, ho trovato molto ingessati i modi dei personaggi, persino quelli che si trovano su uno stesso gradino sociale, sembrano in realtà appartenere a due caste differenti. Mi sarebbe piaciuta vedere più "umanità" nei discorsi, meno paroloni di alto grado ed una sorta di complicità. E qui si apre un'altra voragine sotto ai piedi dell'autore: I rapporti tra i vari ricercatori.

Lo so che mi sto tirando una mazzata da sola, perché sono probabilmente una di quelle poche trote in un fiume di alborelle, ma davvero, li ho trovati forzati. Lushe praticamente si impone su Emiz, che dopo l'intervento accetta senza replicare o farsi rimorsi l'amore di questa amazzone che ho trovato incantevole. Okay che sono alieni, ma a meno che tutti i rapporti non siano sviluppati così all'interno della società in cui ci muoviamo, mi pare un po' strano: fossi in lui qualche domandina extra me la farei. Posso accettare questo intreccio amoroso, davvero, ma per farlo vorrei che si sviluppasse meglio, che venisse elaborato con una sorta di lato femminile, perché anche un uomo -a parer mio- si ritroverebbe spiazzato da tale situazione. Forse manca l'immedesimazione nei personaggi, dettaglio che però non intacca la qualità dello scritto a livello di eventi e narrazione, ma solo sul layout di affettività. Io di fronte a questo scoppio improvviso, non mi sono fermata a vedere i fuochi d'artificio, bensì mi  è venuta voglia di scappare. 

Mi spiego?

Il rapporto tra Emila e Kaled mi è sembrato, seppur anch'esso forzato, già più accettabile, perché vi è un abbozzo maggiore di cosa e come i sentimenti si evolvono all'interno dei due -o quantomeno di lei!
Ma anche più avanti, prendendo in considerazione altri soggetti, mi ritrovo ad affrontare questo tipo di problematica. Non so se l'intento fosse questo -cioè creare una sorta di freddezza nei modi- però alle volte non sono riuscita a trovarlo apprezzabile. Così come mi sono ritrovata a storcere la bocca di fronte alla presentazione di Ethala e del suo interesse per il Camerlengo. Però, l'amicizia tra quest'ultimo e Kaled, mi è sembrata già più accettabile, viva rispetto al resto.

Torniamo a noi: l'azione vera e propria -o il vivo della storia- inizia a smuoversi intorno al capitolo tre, quando il genoma Ion viene iniettato all'interno del povero Aradjin, che da sfigatello pronto ad essere buttato fuori dall'esercito, diventa una specie di super sayan (okay Federico, dopo puoi picchiarmi per questo paragone) che le dà a tutti. Posso dire che il modo in cui l'autore affronta il suo cambiamento però, mi è parso più colloquiale e facile da apprezzare, cosa che forse, fino a questo punto mi è mancato. Insomma, diciamo che il testo, fino a qui, mi era parso assai costruito, troppo incentrato sulla qualità dello scritto che sul flusso di emozioni. Non voglio dire che la storia sia orribile, alt, voglio dire che manca di emozione e suspance. E' tutto molto meccanico, non traspare l'emozione. 

Comunque, ricordo che questo è il parere di Ania la Trota, non di un qualsiasi Lettore Alborella.

Riprendiamo il filo del discorso però: pensavo che da qui la narrazione partisse in modo più dinamico, che ci fosse una svolta in grado di catturare la mia attenzione in una qualche sorta di trappola mortale, invece, il piccolo innalzamento di interesse è tornato ad essere piatto come prima, fino al momento in cui il Podestà non si è deciso ad entrare in gioco. Quando il mio caro Sradec ha fatto la sua mossa, ho sentito qualcuno dei miei neuroni esultare ed inesorabilmente, mi son detta "è fatta!" sni.

Sì, c'è stato un colpo di scena, ma certamente la narrazione non ha subito l'impennata che mi sarei immaginata. E così sono andata avanti, speranzosa e annichilita dalla mole di dettagli pressochè utili solo a rallentare la narrazione. Sì, Mirage81, sei bravo nelle descrizioni, così dettagliato da ricordarmi alcune pagine de "Il rosso e il nero" di Stendhal, peccato solo che siano due generi completamente diversi. Lui può permettersi di essere pesante, ma un testo di fantascienza no -o almeno questa è la mia visione della cosa.

Proseguendo ho notato che la forzatura delle relazioni si è fatta pian piano più molle, non come avrei voluto, ma certamente ha fatto sì che fosse più semplice la lettura. Io lo dico ancora, a livello di struttura ci siamo, l'autore sa ben manipolare i termini che usa (anche se qualche annotazione la farò più avanti, nel prossimo paragrafo), però non c'è qualcosa che ancora riesca a prendermi. Vorrei fare quindi un piccolo paragone, atto solo a spiegare meglio questa mia opinione: vi ricordate il testo di LadySeegard, "SolarWind"? Ebbene, lì c'è meno cura delle spiegazioni -attenzione, non sto dicendo che manchino, ma solo che sono meno dettagliate- e più alle sensazioni dei suoi protagonisti, mentre qui avviene l'opposto. Forse, un fan sfegatato del genere potrebbe dirmi che il problema sono io, che mi intrufolo da ignorante nel tema "fantascienza", ma preferirei che siano sviluppate altre descrizioni, oltre a quelle pratiche. Per rendere un testo amabile, serve diventare intimi compagni dei personaggi, non solo aver una buona scrittura. 

Ammetto di aver proceduto lentamente, dopo, forse troppo, ma questo non mi ha impedito di trovare dettagli intriganti all'interno del testo. Il capitolo quattro, ad esempio, mi ha lasciata tutto sommato soddisfatta: la comparsa dei Celestiali e la strana mutazione degli Ion, così come quella sorta di virata di pensiero da parte del popolo -che da branco di esaltati si sono trasformati in rivoltosi. Il mio interesse ha fatto quindi un mezzo guizzo di gioia, ma forse la lentezza e le innumerevoli, lunghe e sostanzione descrizioni, mi hanno presto smorzato tutto.

Il racconto mi è parso quindi altilenante e restare concentrata sul pezzo, difficile. 

Ora non per lavarmene le mani -sia chiaro-, vorrei sapere dai fan del genere letterario in questione, se sono io ad avere qualche lacuna in materia e, se così fosse, di indicarmi qualche testo breve che possa istruirmi meglio.

Altra nota da segnalare: non so come possano aver reagito i già lettori della "Saga del Passato", ma dal quinto capitolo in poi, la mia mente ha iniziato a perdersi delle parti; tantissimi personaggi e nomi dalle fonie più disparate si sono aggiunti alla storia. Già erano tanti prima, figuriamoci da questo punto in poi! Per sicurezza, al posto dei tre aggiornamenti iniziali (con anche i ringraziamenti che sarebbe meglio mettere alla fine, come nei cartacei), io aggiungerei un indice dei personaggi: nome e cognome, ruolo e descrizione. Lo so che è un lavoraccio, ma pure per un soggetto come la sottoscritta, che per motivi personali non è riuscita a leggere tutti i capitoli di fila, può risultare snervante e difficoltoso tenere a mente tutto. 

In più, giusto perchè gli Shynx erano pochi, si aggiungono pure personaggi dell'altra specie, i Deraxyan, ma grazie al cielo restano tra di noi relativamente poco, in modo da ricordarci che non sono la popolazione protagonista. Insomma, se avete una memoria da pesce rosso, non è la storia giusta. Comunque, spezzo una lancia a favore dell'autore: qui, ha saputo sviluppare meglio il fattore "umanità" dei protagonisti e leggere tutto il capitolo sei, mi è parso piacevole; una sorta di boccata d'aria fresca.

Finalmente, la storia si inizia a spostare su un fattore azione, quali rivolte e scontri, che si intromettono nella narrazione, spezzando in modo quasi cantilenante il flusso di descrizioni e spiegazioni.

Ad ogni modo, la struttura con cui è stata impostato questo testo, si richiama di volta in volta ed i colpi di scena perdono una parte di suspance a causa di questi pezzi in cui si ha una piatta dose di informazioni. Vorrei però ricordarlo ancora una volta (lo sapete, sono logorroica), queste descrizioni a noi ignoranti in materia, servono. Magari saranno un pò troppo dettagliate e lunghe, ma io ad esempio, ci avrei capito gran poco della tecnologia degli Shynx e delle loro dinamiche sociali, quindi un grosso punto va a favore di questo dettaglio. C'è, qui su Wattpad, una galassia di storie che fanno acqua da tutte le parti a livello di narrazione, dove incoerenze o lacune si vanno ammassando fino a creare vulcani di domande, ma "Le armi dei miei sogni", non è tra queste.

Non posso parlarvi del finale ed analizzarlo per due motivi: il primo è che ancora non siamo arrivati alla conclusione, il secondo, che la storia mi è stata presentata fino al capitolo otto, quindi lì mi son fermata.

Punteggio: 6.5/10




Grammatica:

Ho solo un'annotazione da fare al riguardo, perchè poi le continue revisioni svolte dall'autore, hanno fatto sì che non restassero errori (o orrori) gravi, ma solo vaghe sviste. Purtroppo il testo presenta molte ripetizioni di termini, soprattutto quelli specifici (es. il titolo Camerlengo è quasi abusato, così come ricercatori o i nomi di determinati dettagli e personaggi); nulla di preoccupante, certo, credo anche che sia un risultato dell'essere troppo descrittivi e attenti ad imprimere nella mente del lettore il soggetto preso in causa, ma sicuramente, snellire o sostituire questi refusi, potrebbe alleggerire il testo.

Punteggio: 10/12


Personaggi:

Come posso selezionarne solo alcuni, quando più o meno, hanno tutti lo stesso spessore? Non so. Un vero e proprio protagonista, io, non l'ho individuato. Dalla trama mi aspettavo fosse il Podestà, poi per qualche brevissimo frangente ho sospettato del Camerlengo, concludendo infine, sperando che fosse Aradjin. La confusione è stata totale, soprattutto quando a metà della narrazione sono spuntati gli altri componenti di questa realtà creata da Mirage81.


Non avendo i consueti soggetti fondamentali a cui aggrapparmi quindi, mi concederò il lusso di soffermarmi giusto su quei due o tre che mi hanno in qualche modo fatta fermare a riflettere.

Prima però vorrei dire che un protagonista, che risalti più di tutti gli altri componenti della banda, serve. E' inutile raccontarci favole, sia a 13 che a 40 anni, tutti noi vogliamo trovare un personaggio di punta a cui legarci. 

Okay, scritta questa perla, posso proseguire.

Io ho adorato le sorelle Delta. Avete presente Xena e Olimpia? Per me è stato come tornare indietro ai miei sette anni. Lushe, la più giovane e frizzantina tra le due, mi è piaciuta sin da subito, forse per via della sua caratterizzazione molto più intensa della sorella. Mi è parsa essere un'eterna adolescente che conserva tratti infantili ma vuole apparire donna. Lei è lì, a metà tra questi due mondi e quando si muove in uno o nell'altro, lo fa con una sorta di forte sicurezza. I suoi capricci amorosi, per quanto snervanti, li ho giustificati così. Emila invece, per quanto figa al pari della Principessa Guerriera interpretata da Lucy Lawless, è molto più austera e matura, una di quelle donne che porta i pantaloni. Mi sono piaciute per tutto il tempo però, maggiormente dopo aver letto la spiegazione del loro soprannome. Ero in brodino di giuggiole, lo ammetto, anche se mi è parso un pò surreale il fatto che due pazze riuscissero a sterminare tutti quegli aggressori.

Amen, sono ganze e ci passo sopra.

Altro personaggio che mi ha fatta sognare, è stato il Podestà. Non posso dire, come in altri casi, che sia stata la cotta che mi sono presa nella storia, ormoni esultanti non ne ho trovati, ma è comunque quello che più di tutti, seppur con le sue strambe e megalonistiche idee, mi ha presa. Ha modi da vero dittatore, uno di quei nobili tronfi e narcisisti che, ad ogni modo, ha saputo mostrare altri aspetti di sè. Mi aspettavo qualcosa di più da lui, ma non molto, perchè sennò avrebbe davvero conquistato il ruolo di protagonista.

Aradjin. Parliamo di lui, che, uscendo dallo stereotipo di protagonista con le contro-balls (mi auguro davvero sia lui, perchè sennò le mie teorie si fanno friggere), ha saputo dare alla storia una sorta di originalità che fino ad ora non mi ero ancora trovata ad affrontare. Quindi sì, ha la mia approvazione, ma anche la mia bocciatura. Per quanto sia stato sviluppato, non mi pare essere sufficiente. C'è sempre quel di più (come per Sradec) che mi aspetto possa giungere da un momento all'altro. La sua evoluzione all'interno della storia mi è parsa veloce e scontata, mentre avrei preferito vedere come, anni di sevizie e dubbi, si riflettessero qua e là con il proseguire della narrazione. Un pò come nel caso di Emiz, che anche dopo l'operazione ha continuato (anche in questo caso per poco eh!) a farsi qualche problemuccio.

Punteggio: 6.5/10


La conclusione di Ania:

In principio, vennero le millesime scuse per il ritardo. Davvero, mi si è sommato un mucchio di cose oltre agli esami.

Poi vennero le conclusioni.

"Le armi dei miei sogni" ha tutto il potenziale per diventare un buon testo, degno di una prova con gli editori, ma bisogna certamente fare alcuni cambiamenti, che non vogliono minare l'autostima dell'autore, ma bensì aiutare quest'opera -a cui lavora da anni- a fare in modo che in futuro risulti più fresca e dinamica. 

Un fantascientifico, per quello che posso sapere da film e anime, che sicuramente differenzia dall'idea di libro, dovrebbe presentare più azione. Questo non implica l'assenza di spiegazioni o lunghe parti dedicate ad esse, ma meno nel momento dell'avventura e combattimento.

A parer mio, è un lavoro che va letto con grandissima calma, perchè la moltitudine di termini e personaggi, rischia di confondere, quindi occorre poter tornare indietro quando serve, rileggere, riprendere il punto e poi proseguire.

Ovvio, questo è il parere della Trota, poi magari le Anguille (ho deciso di chiamare così coloro che sono fans del genere) diranno diversamente e le Alborelle avranno a loro volta un'altra opinione. E' la vita nel fiume.
Non c'è comunque da disperare, migliorare è alla base di questo social, così come condividere ed assimilare informazioni.

Grazie quindi per la pazienza, il testo si aggiudica 37 punti su 50, che equivale ad un posto nella collezione Perla. Insomma, mica male!


See you Space Cowboys

(se ci sono errori di battitura mi scuso, sono stanca ragazzi miei!)

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