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15° Recensione: Le Cronache di Meknara - Sangue di Drago

(Tralasciando per un attimo il mio classico e pessimo umorismo, vorrei ricordare a chiunque che i miei commenti sono pareri personali atti ad aiutare gli autori. Nulla di quello che leggerete è nato con l'intento di essere offensivo, di far deprimere o di far in modo che un autore smetta di perseguire il proprio sogno. Come ho detto più volte in precedenza, non sono una professionista, ma una lettrice accanita che, come ogni aspirante scrittore, vuole ottenere il risultato migliore dalle opere che legge e scrive.

Le gif inserite servono solo per mettere un pò di humour, i miei commenti -girati in vari modi- servono per una crescita personale. Non saranno graditi insulti o cattiverie immotivate, se ciò che leggete non vi piacerà, cercate di esprimerlo con modi e toni maturi. 
Sono sempre disponibile per un confronto con gli autori e chiarimenti, ma se non sarete educati, non pretendete da me alcun rispetto.
Grazie per la cortese attenzione.)

Autore: Ayduin

Genere: Fantasy

Capitoli: 8 (aggiornamenti effettivi 27)

Copertina & Titolo:

Abbandonando per un paio di settimane la mia consueta libreria di Viale Molise e tornando a quelle meno sfarzose del mio paese, finisco con il fermarmi di fronte alla vetrina dedicata ai generi per ragazzi e lì, tra una nuova storia targata Licia Troisi o Christopher Paolini, scorgo un titolo altrettanto invitante, posto su una copertina che del classico fantasy, ha tutto. Insomma, per il genere che è, ed il target in cui personalmente l'ho collocato ( autrice, se vuoi darmi la tua opinione fai pure), questo racconto non ha nulla da invidiare ad un cartaceo.

Punteggio: 7.5/8

Trama:

"I Draghi si sono ormai estinti e con essi la loro Dinastia, di cui Veer e suo figlio Arian sono gli unici eredi ancora in vita. Pensavano di aver trovato rifugio da se stessi, dalla propria identità, una volta dispersi nel globo terrestre, lontani dai giochi di potere, inganno e passione che si sono sempre svolti nei retroscena di corte. Eppure la Shàkbara non si è estinta, l'antica energia dell'universo li reclama, la loro stessa terra d'origine pare attrarli a sè con un legame indissolubile. Perciò quando un giorno Vissia, apparentemente una ragazza dai toni ingrigiti, inghiottita dalla realtà del quotidiano tanto da soffocarla, entra in contatto con essa per errore, non avranno altra scelta se non quella di affrontare un passato che non lascia vie d'uscita. Ma dietro le apparenze più innocue si celano grandi segreti e non sarà sufficiente essere abili nella guerra, scaltri nelle azioni e fedeli ai propri ideali per sopravvivere. Una tempesta si sta addensando grave e nera sul cuore di ciascuno, e nessuno è così fortunato da esserne al sicuro."

Non nego che anche qui, ci si possa avvicinare alla perfezione del genere. L'unica cosa che mi fa storcere le labbra è il termine "Shàkbara", che può mettere qualche punto di domanda nella testa di chi si accinge a leggere la storia.

Punteggio: 9/10

Storia:

Partiamo dalle basi, che quelle piacciono a tutti (anche se inconsapevolmente): il prologo.

Per quanto potesse risultare, di primo acchito confusionario, l'ho apprezzato molto ed accettato. E' una lettera, un'introduzione a personaggi che magari incontreremo, o magari non rivedremo mai più; è evocativa, sognante, scritta da una sorta di entità che ci pare simile ad una nobile algida ed altea nel suo essere. Fino a qui, quindi, nessun problema perchè quelli, arrivano dopo.

Non abbiamo la presentazione di nessun personaggio o situazione, siamo già scaraventati dentro all'azione e pare quasi che ci siamo persi un pezzo da qualche parte, come se prima, ci fosse stato altro -un capitolo o un intero racconto, ma comunque un arto che ci hanno mozzato. Ho faticato tantissimo a tenere insieme le relazioni che intercorrono tra i vari personaggi, a capire dove fossimo e perchè ci fossimo, però in buona fede mi son detta "Ania, forse è l'introduzione, poi si va chiarendo. Come fa una che scrive con così tanta minuzia, a fare tutto sto caos? No, non è possibile, fidati." Così sono andata avanti, fermandomi nuovamente sulla soglia del capitolo 3 (il nono aggiornamento, per essere precisi) e chiedendomi ancora, quali e quanti nuovi pezzi, risultassero mancanti. Ayduin, l'autrice, dovrebbe fornire ai lettori un bel glossario -da qualche parte all'interno della storia-, perchè ci bombarda di termini, luoghi e personaggi dai nomi più disparati concedendoci raramente il lusso di una spiegazione. 

La mia testolina, alla fine di ogni capitolo, mi supplicava di fermarmi per ragionare un pò, o quantomeno per smaltire una parte delle informazioni che, prive di definizione, non sapeva se essere importanti o meno.

Escludendo per un attimo questo punto, però, concentriamoci invece su quello che effettivamente dà corpo alla narrazione.

Dove ci troviamo e quando? Approdiamo magicamente in un mondo diverso dal nostro, che a sua volta (questo è quello che ho capito io) è il parallelo di un altro -ma quest'ultimo, come possiamo definirlo, nelle nostre menticiole? Boh

Il tempo in cui ci muoviamo, è un classico medioevo reinterpretato, a metà tra Game of Throne ed il fumetto Ravine, di S. Sejic (ve lo consiglio vivamente).

Chi sono i nostri eroi? Un tizio misterioso e molto ambiguo di nome Veer, suo figlio e questa ragazza sbucata dalla dimensione indefinita, Vissia. E' facile ricordarsi di loro, i nomi si assomigliano abbastanza, o meglio, ho notato che quando l'autrice ci presenta nuova gente, questi tendono ad aver nominativi assai similari oppure le stesse iniziali. Trucco facile per memorizzarli o barbatrucco che frega il lettore, creando confusione? Non ne ho idea, dipende dalla logica in cui i neuroni si muovono.

Cosa accade? Se valutiamo il testo fino al punto in cui mi son decisa che un glossario fosse essenziale, allora direi "poco". Veer, Ardian e Vissia, scappano da soggetti indefiniti e, se non ho capito male, lì si perdono un pezzo della compagnia (ti prego autrice, dimmi che non me lo sono sognata, perchè sono andata avanti nella lettura per poi ritrovarmi improvvisamente con questa convinzione). Fin qui, un sacco di suspance: chi sono, cosa vogliono, perchè tutta questa azione in un solo colpo? Poi, però, finiamo tra le mura di una fortezza arroccata sulle montagne, governata da una Dinastia di Fernin -che vuol dire lupo/canide- assai schiva e un pò sadica (lo so ragazzi, è la famiglia per me <3 ), il cui capo è Maitreya, ex compagno d'armi del nostro uomo del mistero. In questa ambientazione, ci ritroviamo a fare i conti con il passato di Veer, ma, esattamente come Vissia, capiamo un gran poco.

Okay, da qui, la storia inizia a farsi un pò più ricca. Finalmente ci viene svelata l'identità del cattivo, ci viene fatto un vago accenno a cosa c'era prima di quest'avventura e cosa ha originato tutto. Mi ritrovo però a dire ancora, che un indice dei nomi -come in Legacy- non sarebbe affatto male.

Per farla un pò più breve, comunque, la storia si sviluppa esattamente come un fantasy dei più comuni, quelli che piacciono tanto a coloro che vogliono intrighi, avventura, sangue e vendetta. Non  vorrei cadere nelle spoiler (cosa che son certa fare spesso), soprattutto perchè il testo è appena agli inizi e ha tanto da offrirci in futuro, ma relativamente poco di cui parlare ora.

Io, personalmente, ho apprezzato molte scene  "tranquille", come Veer che corre in soccorso a Vissia quando la sente piangere, un tocco di freschezza nella sobrietà della narrazione, senza nulla togliere alle sue colleghe cruente, che sono suggestive in egual misura -vorrei parlare della furia di Maitreya nella torre, ma diamine se sarebbe spoiler!

Punteggio: 8/10

Grammatica:

Come in altri casi è successo, anche questa autrice ci dimostra ampiamente di aver aperto sia i libri di grammatica che i dizionari. Forse, e vorrei sottolineare questo mio dubbio, ho trovato solo un paio di volte delle sviste, ma nulla più - la maggiorparte dovute alla gentilezza di Wattpad che assembla parole a caso. Ho amato quasi visceralmente, l'uso di terminologie poco utilizzate, ma che fanno sì che il testo si avvicini a quelli che troviamo in libreria. Insomma, in alcuni momenti mi è parso di avere tra le mani uno di quei fantasy medioevali che tanto profumano di classici e che non si smette mai di apprezzare.

Huston, potresti gentilmente passarmi la medaglia d'oro?

Punteggio: 11/12

Personaggi:

Presto o tardi, preparerò una specie di prefazione in cui ricorderò che valuto solo i personaggi che mi ispirano, oltre ai protagonisti e, occasionalmente, dei cattivi, perchè persino qui ci troviamo al cospetto di tanti soggetti con cui fare i conti.

Non posso evitare di parlare di Veer e Vissia, i detentori del titolo di eroi di questo testo. Per la prima volta credo di non essermi dovuta trattenere con il fangirl, perchè non c'è stato. Dhoveerdhan, per quanto affascinante, misterioso ed accattivante, non è stato altro che se stesso; non ha esercitato nessuna influenza da bad boy o bel fustacchione, non si è accaparrato la mia simpatia attraverso quella strana reazione che avviene tra gli ormoni delle lettrici, ma tutt'altro, mi ha fatto desiderare di poter essere al suo fianco in quel modo platonico e amichevole che rende un protagonista maschile, tale. 

Lo so, dò sempre spiegazioni di merda, ma dovete accettarle così.
Veer mi piace perchè non mi piace, perchè è eroe e non umidificatore di mutandine; perchè si desidera essere soldato al suo fianco e non concubina nel suo letto.

*Maitreya sì. Maiteya ha umidificato tutto. *

Vissia, invece, è stranamente una co-protagonista che, seppur molto inutile e marginale all'inizio del racconto, ha saputo pian piano farsi accettare. Cosa che capita spesso -soprattutto nei racconti fantasy- è incontrare eroine sfigatissime, per lo più incapaci, che occupano tutto lo spazio della narrazione; di norma qui su Wattpad, sono impostate tutte nella stessa maniera e all'improvviso, scoprono essere la chiave per salvare il mondo e si trasformano in un Rambo al femminile. Lei, grazie al cielo, no. E' fondamentale, sì, ma non ci viene ad asfissiare con centinaia di capitoli su come sia sconvolta e non sappia più da che parte girarsi, non si digi-evolve in Silvester Stallone con una bandana rossa in testa; è la bella che aiuterà la bestia a compiere il proprio destino.

Ferin, il cattivone di turno, il bastardo, il reietto, il tiranno, la belva. Mi è piaciuto fino ad un certo punto, sapete perchè? Leggendo di lui, ho scoperto in bocca un sapore conosciuto, una spezia già inserita in qualche altra pietanza. Ho iniziato a far la lista di cosa potesse essere, poi, magicamente, ho avuto un'illuminazione: Aster  (per chi di voi non lo conoscesse, vi informo che lo potete trovare nella prima trilogia creata da Licia Troisi, denominata "Le Cronache del Mondo Emerso"). E' stato come trovarsi davanti ad una versione più affascinante e meno elfica di quel tipo -o almeno per me. A dire il vero, anche Solana, mi ha vagamente fatto pensare a questi libri, ma forse è stata più un'associazione per nomi similari, nulla più.

Vorrei parlarvi anche del Rekkar Maitreya, ma ho detto tutto in quelle frasette messe tra gli asterischi, quindi mi fermo così.

Punteggio: 7/10

La conclusione di Ania:

E' bello quando arriviamo qui, mi permette di essere meno profess... no, non sono mai professionale, scusatemi.

Ricapitoliamo insieme i pro ed i contro di questa storia che non posso far altro che consigliare, se amate il più tradizionale mondo fantasy, dove regni incantati e bestie immaginarie si fondono per dar vita ad un'avventura che lascia sempre con un pizzico di curiosità.

Pro: L'autrice presta grande attenzione sia all'estetica dei suoi aggiornamenti, sia al loro contenuto. Ci sono terminologie più ricercate del solito (su questa piattaforma), descrizioni che permettono di farsi una buona idea del contesto in cui ci aggiriamo e tanta pazienza, dettagli che non sono mai da sottovalutare.

Le parti che vengono pubblicate non sono di lunghezze inimmaginabili, anzi, per i miei standard sono pressochè perfette. 

Contro: C'è la necessità di mettere spiegazioni o spazi in cui Ayduin si possa dedicare al chiarimento di determinate parole di sua creazione. I nomi si rassomigliano un pò tutti (es. la dinastia dei Fernin e Ferni, Maitreya e Mihir) e possono far storcere le labbra ai lettori. Capisco il voler mettere suspance, ma ho dovuto aspettare 4 aggiornamenti, se non più, per capire chi diamine ci fosse in quella torre creata dal Rekkar dei Fernin!

La storia, ad ogni modo, mi pare avere un grande potenziale, nonostante sia già a un buon, anzi, buonissimo punto. Ci vorrebbe una controllatina ai capitoli per via di quelle burle che Wattpad si diverte a fare (come unire parole a caso), forse un'introduzione più esaustiva, che ci chiarisca meglio da dove arriva Vissia e che fine fa Bastian, ma oltre a questo, nulla più.

La storia si guadagna un posto nella collezione Diamante, con 42,5 punti su 50.

Spero che la mia analisi possa essere stata in qualche modo utile sia all'autrice, sia a coloro che da un pò hanno puntato la sua opera, senza però essersi mai decisi a dargli una chance. 

Inoltre colgo l'occasione per scusarmi di eventuali errori o frasi sconnesse, ho delle giustificazioni per entrambe le eventualità -e sono valide!

A presto Space Cowboys!

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