Aomine x reader [kuroko no basket]
•me l'hanno chiesta in privato so ok•
Entri nella tua nuova classe in anticipo, subito dopo la pausa pranzo. Avevi appena cambiato paese e di conseguenza scuola, così eri arrivata alla Tōō a metà anno. Ti siedi in un banco in fondo, e fissi l'orologio. Dopo qualche minuto sei con la testa appoggiata sul braccio e con la mano libera passi le dita affusolate sopra ad un incisione perfettamente circolare, ripetendo sempre lo stesso giro. Ogni tanto alcuni pensieri ti passano per la testa, come chi l'ha fatta oppure per quale motivo aveva deciso di rovinare un banco, per poi ritrovarti a fissarlo ancora, quasi ipnoticamente, senza pensare praticamente a nulla se non alle tue dita che passano sul solco.
Vieni riscossa da quella specie di trance quando la porta si apre mostrando una figura estremamente grande che cammina svogliatamente dentro alla classe. Solo dopo ti accorgi che dietro al ragazzo c'è anche una testa rosa che lo stava spingendo. <Avanti Dai-kun! Non puoi sempre stare sul tetto a dormire!> la senti dire, mentre continua a spingere il ragazzo fino al tuo banco, per poi farlo sedere difianco a te.
Ti siedi composta per poi spiaccicarti sull'estrema destra del banco, dato che il ragazzo occupava praticamente tutto lo spazio di quel banco già abbastanza stretto per due persone normali. La ragazza se ne va via saltellando lasciandoti completamente da sola affianco al ragazzo. Deglutisci pensando a cosa fare, anche se poco dopo capisci che non avrà più importanza dato che il ragazzo dai capelli blu, si era addormentato.
Sbatti un paio di volte le palpebre, per poi tornare a fare i tuoi giri circolari sul solco. Quando finalmente, dopo l'arrivo degli altri compagni di classe, entra anche la professoressa, sembra non curarsi affatto del ragazzo addormentato affianco a te. Mentre spiega la lezione continui a ripassare l'incisione.
La campanella suona e passi alla nuova classe, e va avanti così fino a quando non suona l'ultima campanella; metti via le tue cose e vai a cambiarti le scarpe per poi uscire dalla scuola insieme ad una massa di altri studenti.
Cammini tranquillamente verso casa tua, la strada è praticamente deserta, così ti metti a pensare al ragazzo che era seduto di fianco a te. La ragazza dai capelli rosa gli aveva detto che non può sempre dormire, ma evidentemente non la ascoltava molto dato che alla fine si è rimesso a dormire. 'Chissà perchè la prof lo ha lasciato fare...'
Vieni riscossa dai tuoi pensieri quando un vecchietto ti affianca lungo la tua camminata. Avrà avuto una settantina d'anni, ma era ancora abbastanza arzillo. Cominciò a parlarti, anche se non avevi nessuna intenzione di parlare con lui, soprattutto dato che il suo sguardo ti metteva in soggezione. Ascolti la sua parlantina sulla sua vita da banchiere in Francia, anche se sei ancora leggermente spaventata dal suo sguardo. Quando poi ti chiede di salire a prendere un tè a casa sua hai seriamente paura di quanto questa cosa possa spingersi oltre. Subito rifiuti inventandoti una scusa.
"Sa, mi piacerebbe molto, però devo... d-devo uscire con il mio fidanzato" gli dici, quando improvvisamente ti ricordi del fatto che un po' più indietro c'era il ragazzo dai capelli blu. Non appena indichi l'alta e possente figura di Daiki, che sovrastava di una ventina di centimetri in altezza quella del vecchio ed era senz'altro più muscolosa, l'anziano sobbalza. Il ragazzo ti guarda alzando un sopracciglio, con un'espressione evidentemente annoiata. Doveva aver intuito cosa stava succedendo perchè si sposta di fianco a te e ti passa un braccio attorno alla vita, forse leggermente troppo in basso, ma in quel momento non potevi certamente giudicare.
Vedendo che il vecchietto era ancora lì, fermo, il ragazzo gli lanciò un'occhiataccia. "Hai qualche problema con lei? Perchè chiunque abbia dei problemi con lei li ha anche con me. E ricordati che l'unico che può battermi sono io." Detta questa frase l'anziano sobbalza ancora una volta, per poi darsela a gambe e sparire in fretta dalla vostra visuale.
Quando sei completamente sicura che non possa sentirti o vederti fai un profondo inchino, scusandoti parecchie volte con il ragazzo, che ti guardava ancora annoiato.
"Sumimasen! -gli dici ancora una volta- È stata la prima cosa che mi è venuta in mente, non avrei dovuto metterti in mezzo ma non sapevo cosa fare!" Gli dici. Il ragazzo alza nuovamente il sopracciglio per poi alzare le spalle. "Sei stata furba." Ti dice, per poi ricominciare a camminare lasciandoti indietro, leggermente perplessa.
-
Il giorno dopo, a scuola continui a pensare fermamente che dovevi in qualche modo ricambiare il favore al ragazzo, così avevi deciso di offrirgli il pranzo. Quandò l'ultima campanella prima dell'ora di pranzo suona, cominci a camminare per la scuola cercando il ragazzo.
Una lampadina ti si accende nella testa quando ricordi la frase pronunciata dalla ragazza dai capelli rosa: 'non puoi sempre stare sul tetto a dormire.' Così, cambi direzione dirigendoti verso il tetto della scuola. Come previsto trovi lì il ragazzo e ti avvicini silenziosamente. Vedi che sta dormendo, così ti pieghi in ginocchio accanto a lui e gli tocchi il braccio, cercando di svegliarlo. Dopo vari tentativi, il ragazzo apre gli occhi e poi ti squadra accigliato.
"Che vuoi?" Ti chiede, il tono leggermente, okay, tanto scortese. Tu lo guardi per un attimo e poi inizi a parlare. "Volevo offrirti il pranzo dato che ieri ti ho disturbato." Quest'ultimo voleva replicare dicendoti che lo stavi disturbando anche adesso, quando poi si rese conto che gli avresti offerto il pranzo però si trattiene e si alza. "Okay." Ti dice, invitandoti ad andare per prima, anche se tu non avresti mai potuto immaginare che era per guardarti il sedere.
Vi ritrovate fuori dalla scuola, a camminare verso un fast food che aveva nominato. Arrivati li prendete posto ed ordinate. Mentre mangiate vi presentate, dato che non sapevi ancora il suo nome e viceversa. Poi tenti varie volte di iniziare una conversazione, ma è dura dato che sembra praticamente non avere interessi. Quando tocchi l'argomento 'basket', per via di una partita che avevi visto ieri sera, capisci di aver fatto centro dato che comincia a parlare anche lui, invece dei soliti "mnh" e "ok", in più finalmente aveva alzato lo sguardo, che prima era sempre basso (non potevi pensare che fosse pervertito a tal punto da guardare il tuo seno durante tutto il pranzo). Dopo un po' guardi l'ora e ti rendi conto che è davvero tardi, e che se non foste andati subito a scuola avreste fatto tardi, così, ti alzi.
"È tardi, dobbiamo tornare a scuola" gli dici, per poi fermarti dato che lui ti guardava negli occhi senza toccare nemmeno minimamente l'idea di alzarti. "Possiamo marinare la scuola" ti dice. Tu lo guardi leggermente confusa. "No, perchè dovremmo?" Lui alza un sopracciglio. "Dev'esserci un motivo per marinare la scuola? In più non sono io quella che ieri ha avuto il bisogno del mio aiuto." Ti dice, lasciando intuire che non hai altra scelta. Così ti siedi dinuovo di frote a lui e sospiri. "Cosa vuoi fare?"
"Intanto usciamo da qui." Dice, con il solito tono inespressivo. Tu annuisci e lo segui fuori dal locale. Camminate senza meta, in realtà lui cammina e tu gli corri dietro, dato che le sue gambe sono molto più lunghe delle tue e di conseguenza un suo passo è molto più lungo. Non parlate molto, più che altro perchè sembra che lui non abbia nessuna intenzione di parlare, così ti chiedi anche perchè ti abbia chiesto di marinare la scuola.
State camminando da ore, ed ormai la scuola sarebbe già finita, comunque decidi di non lamentarti e continui ad inseguirlo. Ad un certo punto entra in un parco, e finalmente rallenta un po', così riesci ad affiancarlo. Lui continua a camminare ma ad un certo punto si blocca. Tu ti fermi qualche passo dopo e poi torni indietro da Daiki. Lo guardi leggermente confusa e poi segui il suo sguardo, che si va a posare su un ragazzo dai capelli rossi, con sottobraccio un pallone da basket. Comincia a camminare velocemente verso di lui lasciandoti parecchio indietro. Quando arrivi hanno già finito di parlare, ed entrambi si sono tolti il maglione della scuola, rimanendo solo con la camicia bianca della scuola e, ovviamente, i pantaloni.
Ti siedi sulla panchina che è esattamente difronte al campetto da basket, dove avevi capito che i due si stavano sfidando. Quando cominciano a giocare rimani letteralmente con la bocca aperta. L'altezza che il ragazzo dai capelli rossi riesce a raggiungere mentre salta è semplicemente pazzesca, mentre Aomine è magnifico. La sua velocità, i riflessi e l'abilità di mandare a canestro un tiro da qualsiasi posizione è sbalorditiva. Li guardi in ammirazione e vedi che nessuno riesce a prevalere sull'altro. Non riescono mai ad avere un distacco maggiore di due punti. Continuano così per un po' fino a quando non sono entrambi esausti. Tu lasci a loro il posto sulla panchina che entrambi occupano con un gran tonfo. Ti presenti al ragazzo, Kagami, che guarda stupito prima te e poi Aomine.
Dopo aver chiarito che non eravate fidanzati, ve ne siete andati, ma almeno per la stanchezza Daiki andava molto più lento, e riuscivi a stare al suo passo.
"Non mi avevi detto che giocavi così bene a basket!" Gli dici, ancora sorpresa.
"Pensavo tu lo sapessi"
"E come avrei potuto?" Ribatti.
"Sono l'asso della Generazione dei Miracoli" ti dice lui.
"Generazione dei che?"
"Ma non hai detto di seguire il basket? La scuola media Teiko ti dice nulla?"
"Ehm... no, sono appena tornata in Giappone dall'Italia" e con questo la conversazione si concluse. Ti seccava non riuscire a far durare le vostre conversazioni per più di cinque minuti, la sua compagnia era davvero piacevole.
Ad un certo punto si fa davvero tardi, così ti riaccomoagna a casa. "Ci vediamo domani allora?" Ti domanda lui, mentre stai aprendo la porta. "Certamente" gli dici sorridendo, prima di entrare in casa e sorridere ancora.
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Okay, spero sia apprezzabile e che non ci siano errori di scrittura. Le prossime saranno su: Mirasakibara, Takao, Akashi e Midorima. •Le farò in ordine per ispirazione e non per chi me l'ha chiesta prima•
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