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Capitolo 34 [Mi sposi?]

Levi non riusciva a crederci, era in disparte assieme al suo amato ragazzo a parlare e improvvisamente si era ritrovato un bouquet di rose fra le mani e una frase ambigua da parte della sposa.

Era vero che in certi momenti non era esattamente virile, era vero ma non era una ragazza, insomma era chiaramente un uomo e andava fiero della sua virilità.

Però in quel momento aveva le gote tinte di un rosso acceso, era tremendamente in imbarazzo perché si era ritrovato a pensare come sarebbe stato sposare Eren e avere la loro notte di nozze...

Tornò in se solo quando sentì la voce calda e sensuale del suo ragazzo chiamarlo, gli aveva porso la sua grande mano per invitarlo a passeggiare un po' per ammirare assieme quello spettacolo bellissimo che era la natura.

Si poteva facilmente vedere la luna piena che illuminava la vegetazione facendola risplendere nonostante il buio di quella notte dovuto alla tarda ora.

Il castano non aveva lasciato una singola parola per tutto il tragitto e Levi era preoccupato, stava per chiedergli se ci fosse qualcosa che non andasse quanto improvvisamente Eren si fermò voltandosi verso di lui.

I suoi occhi verde smeraldo brillavano di una luce dorata dovuta alla presenza della luna piena, i suoi occhi spruzzati d'oro e risaltati dai chiari raggi del satellite fecero perdere il respiro all'altro.

«Vedi Levi io ti amo, ti amo davvero tanto, tanto che stare un singolo istante senza di te mi fa male, mi fa stare davvero male e anche se di tratta di qualche istante a me sembra sempre un'eternità.

Ogni volta che ti vedo ridere o sorridere il mio cuore sobbalza, ogni volta che ti bacio il mio cuore batte veloce come se cercasse di uscire dal mio petto per dirti quanto profondamente ti amo, quando facciamo l'amore mi sento così felice, completo e appagato che potrei morire in pace perché riesco a sentire quanto sia vero quello che ci lega, ma...»  fece una piccola pausa soffermandosi a guardare gli occhi lucidi del suo fidanzato per poi stringere forte le sue mani pallide e tremanti, un po' per la dolcezza di quelle parole e un po' per quel pericoloso "ma".

Il respiro di entrambi di era fatto corto e irregolare, entrambi i loro cuori battevano tanto veloci da sentire il proprio petto fare male.

Una voce lontana, trasportata dal piacevole vento serale li chiamava ma a loro non importò, quello che stava succedendo e l'ansia li stavano assorbendo completamente.

«...ma non è abbastanza, sento che voglio qualcosa di più di questo, sento voglio avere delle certezze con te Levi.

Voglio dimostrati quanto io sia serio, quanto il mio amore per te sia profondo e sarà eterno, questo te lo posso giurare, potrei continuare ad amarti anche da morto, perché tu dei speciale, per me sei la persona più speciale che esista su questa terra.»

Lasciò le mani di Levi e si mise in ginocchio cacciando fuori dalla tasca della sua giacca una piccola scatolina a scrigno ricoperta in velluto nero che aprì lentamente rivelando un anello.

«Quindi Revaill Ackerman, vuoi sposarmi?» chiese tutto d'un fiato Eren con il cuore in gola e la paura che circolava libera nella sue vene di lupo aspettando impaziente una risposta.

Levi era rimasto senza parole, era semplicemente senza parole, non sapeva proprio cosa dire, lo amava indiscutibilmente ma si chiedeva se era pronto ad affrontare il grande passo.

Era spaventato, tremendamente spaventato, tanto che stava per rispondere di no, ma prima che potesse farlo sentirono qualcuno che li chiamava che veniva improvvisamente silenziato, per così dire.

Il cuore del castano batteva forte e quasi si uccise, come poteva essersi fatto condizionare così da delle paure insensate, insensate perché provava ognuna delle cose che il castano aveva descritto e non poteva immaginare una vita senza di lui.

Non disse nulla semplicemente si abbassò alla sua altezza e lo baciò mentre gli occhi gli si facevano lucide e lo stomaco faceva le bizze.

«Lo prendo come un si?» «Si» rispose Levi ridendo vedendo il volto del suo ragazzo rilassarsi e sospirare sollevato «Bene perché ho già organizzato tutto» rispose ridendo lasciandolo di sasso infilandogli l'anello.

Il moro non si rese conto di nulla e si ritrovò a non toccare più terra con le proprie gambe, si trovava invece diretto dalle possenti braccia del suo ragazzo, proprio come una donnicciola e la cosa non lo faceva impazzire, ma Eren si che lo faceva impazzire.

Odiava essere paragonato a una ragazza, ma se era Eren a farlo allora non aveva nulla da ridire, non poteva farci nulla, questo solo perché lui era speciale, perché lo amava da impazzire.

«Eren, ti amo» disse schioccandogli un bacio a stampo per poi nascondersi nell'incavo del suo collo rosso fino alle orecchie, lui era l'unico, l'unico in grado di farli arrossire, di fargli battere il cuore, di farlo sorridere e di farsi amare così.

Dovete sapere una cosa di Eren, lui è sempre stato un ragazzo testardo e vendicativo, un po' stronzo a dirla tutta e quella sera ne diede pienamente prova...

Infatti, quella notte, portò Levi nella casa che aveva acquistato assieme ai suoi amici e beh, Petra, la sua scusa era che non voleva essere disturbato quella notte, ma non era così, o meglio in parte era così ma non era esattamente tutta la verità.

Eren mise giù il suo ragazzo iniziandolo a riempirlo di baci in ogni singolo punto del suo collo e del suo volto mentre aspettava che aprisse la porta d'entrata e ad attenderlo lì dietro c'era proprio lei.

Probabilmente aveva sentito il suono della serratura che scattava e si era precipitata ad accogliere il suo amato Levi, ma ciò che vide non le piacque per nulla: vide Levi con i capelli un po' spettinati, i primi bottoni della camicia aperti e pieno di suchiotti e come se non bastasse se ne stava fermo mentre il castano lo abbracciava da dietro.

«Ciao Levi e...Eren» «Ciao anche a te Reiss, comunque Miki si è sposata oggi quindi spero non ti dispiaccia se faccio intrusione» «Eren, ti ricordo che è anche casa mia» «Lo so» disse rubandogli un bacio mentre entrava nella piccola casa.

Petra sapeva quello che le sarebbe aspettato, perché come si dice, chi semina vento raccoglie tempesta.

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