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Capitolo 20 [carneficina]

La rabbia che Eren provava era tanto grande da aver fatto prendere quella decisione a Miki.

Aveva percepito chiaramente quel l'istinto omicida che rischiava di andare fuori controllo e di era obbligata a lasciare l'unica persona che potesse chiamare famiglia indietro e questo la uccideva.

Eren le fu grato, davvero grato perché il suo controllo stava svanendo, dopo aver visto il corpo tremante del suo ragazzo, i suoi lividi, gli occhi rossi, i tagli e i fori sulla pelle la sua compostezza era svanita.

Lo sguardo del lupo ormai non era più neppure verde, era di un profondo nero che sarebbe stato capace di risucchiati e ucciderti lentamente.

Appena il suo sguardo iracondo venne visto dai cacciatori tentarono di retrocedere, ma erano troppi per passare nuovamente in quella porta così piccola, beh almeno tutti insieme.

Eren soffiava arrabbiato e ringhiava minaccioso osservando i suoi nemici come prede insignificanti che avrebbe tanto voluto schiacciare nel più brutale dei modi.

Da bravo predatore intimorì le sue prede, voleva vedere la disperazione nei loro occhi, voleva sentirli gridare, disperarsi e chiedere pietà mentre li trasformava in sangue per quello che avevano fatto.

Le sue fauci tremavano appena a causa dello sforzo, si stava infatti trattenendo dall'azzannare quei maiali che avevano osato posare le loro mani sul suo amato e violarlo.

Levi era suo, suo e soltanto suo e anche se lui stesso avesse mai voluto lasciarlo non glielo avrebbe permesso.

<Cazzo, ha ucciso lui Mikasa e quello deve essere il figlio di Grisha, non ce la faremo mai è un alpha> urlò uno degli uomini già troppo spaventato mentre tremava accucciato a terra.

Eren ghignó anche se nessuno se accorse, quello era il lato di lui che non aveva mai mostrato perché niente lo aveva mai spinto a farlo prima d'ora, solo un pò quando insultarono sua madre, ma mai davvero.

Si scaraventò su uno dei cacciatori e con la zampa gli spezzò le ossa del torace e mentre moriva lento a causa delle lacerazioni degli organi il ragazzo lupo uccideva i suoi compagni in modi lenti e brutali.

Ad uno fracassò la trachea e morì fra dissanguamento e asfissia, uno lo azzannó sul torace e morì dissanguato, uno li colpì con la coda e gli ruppe le ossa delle braccia, delle gambe e sbattendo contro l'arma di uno dei suoi compagni caduti mori infilzato, un altro morì a causa della perdita del braccio e della gambe e un altro ancora mori spappolato sotto il peso dell'enorme licantropo.

Ma non era ancora abbastanza, c'era ancora quell'uomo che aveva fatto uccidere sua madre, che aveva fatto del male al suo piccolino, che aveva costretto suo padre a fare quelle cose, che glia aveva portato via tutto quello che poteva chiamare famiglia, Kyle.

Cercò di sparargli, anche lui inutilmente, Eren gli fu subito dovrà e gli mostrò i denti acuminati per poi iniziare a sbranarlo lentamente con il puro scopo di farlo soffrire ed ucciderelo.

Alla fine Eren si ritrovò in mezzo ad una carneficina inzuppata di sangue, i suoi occhi erano ancora spaventosi, le sue zampe erano sporche di sangue e dei pezzi di carne sanguinolenta, ossa e cartilagine penzolavano dai suoi enormi denti, mentre il sangue gocciolava al suolo sporcando in parte il suo pelo.

Uscì di lì con calma prendendo un sentiero che nessuno avrebbe notato, prendendo quella strada si trovò davanti un gruppo di  cacciatori che però non aveva intensione di attaccare.

Lì c'era l ultimo generale rimasto, che lui sapesse e gli era grato perché era stato proprio lui a trovare loro un posto in cui vivere, proteggendoli per anni.

< Abbassate le armi> <Ma generale Smith, lui ha sicuramente ucciso qualcuno> <È un ordine> sentenziò il biondo dalle assurde sopracciglia e quando gli uomini ebbero eseguito Eren si mostrò in forma umana col suo corpo nudo impregnato di sangue.

<Mi dispiace per tutto Eren...> disse l'uomo abbassando lo sguardo mentre si avvicinava al ragazzo che ancora aveva quello sguardo glaciale <Non ho fatto abbastanza> <Va bene, Erwin, non sono mica arrabbiato per quello> disse piatto.

Erwin lo guardò confuso ed Eren fece un'espressione davvero spaventosa per quanto trsudava istinto omicida <È tutto ok ora, quei bastardi che hanno messo le loro mani sul mio piccolo sono tutti morti, vedrai tu stesso> disse portando una mano davanti alla faccia tornando apparentemente calmo.

<Stata lontani dal mio compagno, qualsiasi cosa succeda o non esteró a farvi vivere l'inferno qui, sulla terra> esordì trasformandosi ancora una volta correndo nelle vicinanze del loro quartiere, in quel momento fu davvero sollevato dal fatto che Miki avesse il giardino a confine con il bosco.

Ad attenderlo lì c'erano i due lupi in forma umana, il più basso fu il primo a presentarsi <Io mi chiamo Armin Arlet e ti giurò fedeltà come nuovo membro del branco> <Io sono Jean Krishtain e la stessa cosa che ha detto lui>

Eren però non si curò di chi fossero o quello che avevano detto, non era di certo il momento mente visto che la sua mente era occupata morbosamente solo da Levi.

Si infilò nella piccola porta on legno d'ebano trasformandosi in umano e si avviò verso la direzione da cui proveniva l'odore di menta che tanto amava.

<Prima metti questo> aveva detto Miki lanciandogli un paio di boxer che mise al volo prima di entrare nella stanza.

Eren spiegò l'origine di quel sangue tralasciando i dettagli e cercò di farlo il più velocemente possibile visto che avvertiva i singhiozzi del corvino ovattati, poi assieme alla ragazza raggiunse la stanza che di norma condividevano con il suo Levi.

<Prima di entrare, sappi che Levi sembra terrorizzato da tutto e tutti quindi, per favore, tratta lo gentilmente...> <Sono sempre state le mie intenzioni> si limitò a rispondere secco per poi entrare lentamente.

Eren si era premurato di non far molto rumore, non voleva spaventare il suo piccolo lupacchiotto e perciò procedette lentamente, a grandi passi ma senza fare alcun movimento brusco.

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