Laury
Laury era principessa anche lei, ma dalla parte opposta del Muro, insomma dalla parte delle streghe e be, in effetti lei era una stegha.
Cancellate immediatamente dalla vostra mente le immagini di streghe cattive, vecchie e brutte (quelle sono le streghe rosse e Laury non era affatto una di loro).
Laury era alta per avere 12 anni, aveva lunghi e lisci capelli neri e occhi blu come la notte.
Lei odiava essere principessa, odiava il castello, odiava i servi e avvolte non sopportava neanche i genitori che la stressavano e che l'ascoltavano di rado perché erano troppo impegnati, ma ormai se ne era fatta una ragione.
Quella mattina si svegliò di soprassalto perché il suo gattino nero Stave le aveva conficcato gli artigli nel braccio che pendeva fuori dal letto -Aih- urlò -Stave che hai oggi?- Si mise a sedere sul letto e guardò l'orologio strofinandosi il braccio ferito, niente sangue, per fortuna, erano le 8, era tardissimo. Ringraziò Stave per averla svegliata e corse a cambiarsi vestendosi come al solito in nero, il colore preferito delle streghe, poi, dopo aver preso lo zaino, salì sulla scopa e volò via dalla finestra per andare a scuola.
-Scusate il ritardo- disse alla strega che aveva come insegnante, la signorina White e corse a sedersi accanto a Leonida il suo compagno di banco e suo migliore amico non ché elfo e quindi con lui c'era da ridere, lo salutò e poi alzò il volto per vedere la signorina White, che la fissava con gli occhi castani che spiccavano sul suo viso pallido contornato da capelli biondi, quasi bianchi-Prendi il libro di Letteratura Laury- e lo pronunciò con la A cosa che Laury detestava -È LORY con la O- -Va bene Loryconlao ora prendi il libro- questa risposta, che a molti può sembrare odiosa, a Laury piacque tanto, lì a scuola era l'unico posto dove non veniva trattata da principessa, era al pari degli altri e questo la faceva sentire bene.
Prese il libro e, sbirciando sopra la spalla del compagno per veddere a che pagina stessero leggendo, lo aprì. Lesse il titolo della poesia "Gli esseri viventi, sempre gli stessi" e poi si accorse che era anonimo e sussurrò a Leonida -Anonimo, si vede che si vergongiava davvero tanto delle sciocchezze che ha scritto- Leonida rise e la signorina White guardò Laury malissimo -E bene, Laury- e lo pronunciò correttamente -visto che vuoi parlare ora leggi la poesia e la commenti- Laury abbassò lo sguardo e iniziò a leggere svogliatamente.
"Non credo nella perfezione dei viventi.
Sono più attivi, non più felici, né più inteligenti di quanto non lo fossero 60000 annifa" -Eem- disse Laury -Il poeta vuole dire che...che i "viventi" non sono cambiati in 60000 anni, sono diventati più attivi ma non più felici o più inteligenti...- -E tu- la interruppe la signorina White -sei d'accordo?- -Sinceramente- rispose la principessa -No- -E per quale ragione?- Chiese ancora l'insegnante -Be...perché i "viventi" crescono ogni giorno con le esperienze fatte e le tramandano ai figli e quindi più inteligenti lo sono di sicuro...- -Um...un esempio più concreto?- Laury guardò fuori dalla finestra e vide il muro che divideva in due l'isola -Il Muro- disse -il Muro non si trova lì da 60000 anni ma da molto meno. Significa che i "viventi" hanno capito, essendo diventati più inteligenti, che quello che sta oltre il Muro deve restare lì e hanno costruito quel enorme divisione per tenere lontano ciò che c'è oltre- -Be questo non si può sapere- rispose la signorina White -Nessuno sa cosa c'è oltre- -Si vede che i "viventi" hanno pensato di nascondere questo particolare ai discendenti- disse Laury continuando a fissare il Muro fuori dalla finestra.
Le ore di scuola passarono velocemente perché Laury era sovrappensiero, non badava neanche a Leonida che faceva battute e ballava, si ballava, fissava il muro e pensava a cosa ci potesse essere di così tanto spaventoso da decidere di creare un muro per tenerlo lontano "Scprirò cosa nascondi, Muro" era decisa a partire per scoprire cosa si trovasse oltre il Muro e niente e nessuno l'avrebbe fermata.
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