IL CAPITANO DI GRIFONDORO - 9
Per fortuna quella notte il sonno arrivò prima della precedente e riuscì a svegliarsi in tempo per essere puntuale e fresco per le lezioni di quella nuova giornata. I compiti sembravano moltiplicarsi ogni ora di più e lui doveva assolutamente trovare il modo di mettersi in pari; possibile che bastava solo un giorno per ritrovarsi così indietro con il programma di studio?
Purtroppo l'anno dei G.U.F.O. era così. Tutti gli studenti del quinto lo sapevano non appena mettevano piede sulle carrozze che partivano dalla stazione vicino ad Hogsmeade portando dritte ad Hogwarts la sera del primo settembre.
"Bene, così avrò qualcosa con cui distrarmi mentre aspetterò di scoprire la verità su quel teppista che stalkerizza la mia Angelina!" si consolò Oliver. "Come mi sono ridotto... ormai i compiti li vedo come una distrazione ma ti rendi conto? Se entro la fine dell'anno non mi avranno portato al San Mungo per via della mia pazzia cronica sarò fortunato!" alzò gli occhi al cielo e scosse la testa fra sé e sé mentre richiudeva i libri nello zaino e si dirigeva in biblioteca per studiare fino all'ora di cena.
"Spero almeno di essere solo. Ho bisogno di concentrarmi sul serio con questi mattoni se voglio mettermi in pari" pensò mentre scorgeva un tavolo libero in fondo sulla destra. Ma, come ovvio che fosse d'altronde per consuete abitudini, mentre girava su se stesso per mettersi comodo e di spalle al corridoio da cui si vedeva l'ingresso della biblioteca proprio per non distrarsi, la vide. Era sola, seduta al suo solito tavolo vicino all'ingresso della sezione proibita. Il riverbero del sole a lei sembrava non causare nessun effetto ma anzi darle quella carica in più per studiare con maggiore diligenza e fidelizzarla a quel posto tanto caldo e luminoso della biblioteca dove tornava quasi ogni giorno. Oliver rimase per qualche secondo incantato ad osservare la perfezione del suo profilo e del suo piccolo naso leggermente schiacciato. Si destò all'improvviso come da una trance. Aveva realizzato. Aveva capito cosa doveva fare, e l'avrebbe fatto questa volta. Niente e nessuno lo avrebbe fermato o ostacolato ne era sicuro.
"Ora o mai più!" si disse scaricando lo zaino sulla sedia solitaria e incamminandosi verso Angelina.
Era china su un grosso volume di Storia della Magia e aveva un foglio di pergamena alla sua sinistra in cui c'erano scritte solo poche righe in un inchiostro nero ancora lucido e fresco. Dalla bacchetta poggiata sul tavolo fuoriuscivano due leggerissimi fili di luce che oscillavano in aria e finivano nei lobi delle sue orecchie, segno evidente che aveva fatto l'incantesimo Musicorum per estraniarsi del tutto con delle melodie adatte alla concentrazione e allo studio. Anche a lui piaceva farlo ogni tanto, lo aiutava a prendere il ritmo dello studio e ad andare più veloce... gli piaceva soprattutto la musica classica oppure quella... ehi, ora basta divagazioni! I momenti sono fatti per coglierli e per plasmarli.
"È ora di agire. Agire senza più giustificazioni. Agire e creare il proprio destino..." si ripeteva Oliver avvicinandosi sempre di più alla ragazza.
//Spazio autrice//
Ciauuuu!
Che cosa succederà quando Oliver arriverà dalla sua bella Angelina china sui libri? Sarà la volta buona per parlarle e dichiararsi o un altro flop è in arrivo?
Alla prossima per scoprirlo ;)
SC
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