19. « Sono stanca di starti a sentire »
Per quel che pensava Albus, gli allenamenti di Quidditch erano una delle parti migliori del suo tempo ad Hogwarts. Adorava volare, lo spogliava da tutti i problemi e lo faceva sentire libero.
Il suo ruolo da Cacciatore, inizialmente, lo aveva buttato giù, sperava e voleva essere un Cercatore come suo padre. Con il tempo, però, capì che il ruolo da Cacciatore era quello che gli si addiceva di più.
Inoltre, da quando avevano iniziato, Scorpius era il Cercatore della loro squadra e li aveva sempre portati alla vittoria - sia facendoli effettivamente vincere, ma anche quando perdevano -. Era il loro capitano e tutti erano fieri di lui.
Quel giorno, però, non era propriamente roseo per Scorpius. Mentre si allenavano, Scorpius perdeva tempo a fissare il vuoto o guardare verso la Torre dei Grifondoro.
Sia lui che Zabini e Nott sapevano più o meno del motivo per questa distrazione di Scorpius; ma, se Albus ed Adam lasciavano correre, Zabini gli lanciò una pluffa per cercare di svegliarlo.
Grazie ai magnifici riflessi, Scorpius riuscì a parare la pluffa, « ma sei impazzito?! » tuonò poi.
Tutti, alla vista della faccia contrariata di Zabini e al suono della voce glaciale di Scorpius, volarono giù sul prato del campo da Quidditch, seguiti subito dai due interessati.
« Mi spieghi che diavolo ti è preso? » chiese infuriato Scorpius.
« A te che è preso! È il secondo allenamento in cui non riesci a mantenere la concentrazione » sbottò Jacob Zabini.
« Scusami se è anche per me l'ultimo anno e ho tante cose a cui pensare » Scorpius era decisa ad evitare completamente che quel discorso finisse sulla piccola Potter.
« Smettila Scorpius, sappiamo tutti che il vero motivo per cui sei così distratto è la Potter » disse Jacob con tono quasi glaciale, « questo non sei tu Scorpius, devi concentrarti ed impedire a quella di farti fare schifo a Quidditch! »
« Ha un nome! » esclamarono contemporaneamente sia Albus che Scorpius.
« Squadra di difesa della Potter, vedo » ironizzò Jacob, « sentite, io non ho niente contro la Potter, mi sta solo sul cazzo il fatto che ti renda così deconcentrato. »
« Hai ragione » ammise Scorpius, « mi concentrerò di più alla partita di sabato . »
« È contro i Grifondoro » gli ricordò Adam.
« Lo so e questo non cambierà nulla » disse Scorpius deciso, « rimango il vostro capitano e la cosa più importante in campo è portarvi alla vittoria. »
Tutti esultarono e ricominciarono l'allenamento. Albus, però, non era convinto del discorso di Scorpius; più che altro era preoccupato per il suo malessere e, dentro di lui, sapeva che era condiviso da Lily.
Per cui, finito l'allenamento, rimase sugli spalti per guardare l'allenamento della squadra a seguire: i Grifondoro.
Gli sembrò di rivivere la stessa scena, con una sola differenza, Fred - capitano dei Grifoni - fermò l'allenamento dopo aver capito che Lily era distratta.
Stesso discorso da parte di Fred, stessa risposta da parte di Lily.
Albus alzò gli occhi al cielo, il suo migliore amico e sua sorella erano due teste dure. Doveva fare qualcosa.
Per cui, finito l'allenamento, raggiunse la porta degli spogliatoi delle ragazze e aspettò che sua sorella uscisse.
« Luna, ci hai messo più tempo che a casa a farti una doccia » disse, una volta che Lily uscì e la fece anche spaventare.
« Albus Severus, mi hai fatto prendere un colpo! » esclamò Lily, portandosi una mano sul petto e avvicinandosi al fratello per dargli uno schiaffo sul braccio.
« Hai fatto schifo agli allenamenti » giudicò Albus.
« Lo so, non ho bisogno che me lo rinfacci » rispose Lily, rammaricata.
« Se Scorpius non avesse fatto schifo almeno quanto te, sabato vi avremmo battuto » disse il ragazzo e notò il cambiamento negli occhi di Lily al sentire pronunciare il nome del giovane Malfoy.
« Scorpius ha fatto schifo? » chiese Lily titubante. Aveva fatto cedere la persona più concentrata e ligia al suo ruolo di tutta la storia del Quidditch, gliel'avessero detto l'anno scorso si sarebbe messa a saltare come una pazza, ma in quel momento si sentiva uno schifo.
« Non era concentrato e, al posto di seguire il boccino, contava le tavolette di marmo che compongono la torre dei Grifondoro » disse in maniera sarcastica Albus.
« Sta così male? » e il fratello annuì. Lily si lasciò cadere la testa indietro e poi si appoggiò al muro, spalla a spalla con Albus.
« Luna, che è successo? »
« Mi ha detto che mi ama, ma io non sono riuscita a rispondergli » spiegò Lily, con tanta amarezza nella voce.
« Cosa?! » esclamò Albus, mettendosi davanti a Lily, « Luna perché non gli hai detto che lo ami? » chiese prima, « perché lo ami giusto? »
« Io credo di sì, ma non riesco a dirglielo » rispose Lily.
« Hai paura? » e Lily annuì. « Tu non hai mai avuto paura di niente, l'anno scorso eri innamorata persa di Lorcan e non avevi paura di dirglielo » cominciò a dire il giovane Potter, ma guardando la faccia della sorella, capì.
« È per colpa di Lorcan se hai paura. »
« L'ultima volta che gliel'ho detto, lui mi ha lasciata » ricordò Lily.
« Lily, Scorpius non è quel cretino di Lorcan, lui è seriamente innamorato di te » disse Albus, mettendole le mani sulle braccia.
A Lily scese una lacrima, « è proprio per questo che sto così male » e poi abbracciò il fratello scoppiando a piangere e questi la strinse forte.
Non dissero più niente, Albus continuò ad accarezzarle i capelli fin quando la sorella non finì di piangere. Un po' come quando erano piccoli e Lily si faceva male, piangeva un po', ma poi il suo meraviglioso sorriso tornava a risplendere.
Questa volta non era così, però, Lily smise di piangere, ma il suo volto era comunque perso. Così Albus decise di riaccompagnarla semplicemente alla Sala Grande, dove Rose l'aspettava per studiare insieme.
« Sorellina, ricordati che io ti voglio bene e che ci sarò sempre per te » le ricordò, accarezzandole il braccio.
« Ti voglio bene, Sev » sorrise Lily e abbracciò di nuovo suo fratello.
Quando Lily stava entrando e Albus stava andando via, qualcosa attirò l'attenzione dei fratelli Potter: Alice e Louis che rientravano nel castello e andavano verso le scale, ridendo e scherzando insieme.
« Da quando sono così affiatati? » chiese Albus, evidentemente geloso.
« Settimana scorsa sono usciti insieme ed è da allora che fanno gli amiconi tutti i giorni » spiegò Lily.
Poi non riuscì a fermarlo in tempo, che Albus era già andato vicino le scale e aveva fermato Alice ed Louis con un semplice: « Ehi. »
Alice, scioccata dal sentire quella voce, si girò di scatto e lo guardò, cercando di capire le sue intenzioni.
Louis lo saluto normalmente, per poi ricevere una domanda semplice da Albus, « da dove venite? »
« Non credo siano fatti tuoi » rispose Alice.
« Lascia fare, Alice » disse tranquillamente Louis, « siamo stati vicino al Lago, è da un po' che ci andiamo insieme. »
« Perché? »
« Perché no » rispose di scatto Louis, per poi cominciare a salire le scale.
Alice stava per procedere verso Albus, ma Louis la richiamò e il giovane Potter disse semplicemente, « vai. »
Così Alice si girò e se ne andò con Louis.
Albus sembrava preoccupato, per cui torno da sua sorella e lei gli disse, « lo sai che lei è innamorata ancora di te, quando vorrai potrai riprendertela. Solo non aspettare molto. »
« Ci proverò » ammise Albus, poi diede un bacio sulla guancia di Lily e le disse: « ora va, Rose ti aspetta. »
Lily sorrise al fratello e si girò verso la Sala Grande dove, ad uno dei tanti tavoli, la stava aspettando Rose.
Passarono un'oretta piena a studiare, con Rose che spiegava varie cose a Lily, ma lei non ci arrivava prima di dieci minuti buoni. Ad un certo punto, Lily perse totalmente interesse nello studio e cominciò a giocherellare con le pergamene.
« Dai, dimmi, che hai » sbottò Rose, togliendo dalle mani di Lily ogni cosa che aveva usato per giocare fino a quel momento.
« Non ho nulla » disse Lily, con una voce poco credibile.
« Lily, ti conosco dalla culla e so quando c'è qualcosa che non va » la ammonì Rose, con quel tono da mammina che non avrebbe mai smesso di avere.
« E va bene » sospirò Lily, « Scorpius mi ha detto che mi ama, io non gli ho risposto e ho continuato ad insistere sul fatto che non riuscissi a dirglielo, quindi lui c'è rimasto male ed io sto male almeno quanto lui. »
Rose la guardò, analizzando il racconto e poi disse: « perché non sei riuscita a dirglielo? »
« Non male interpretare quello che sto per dirti » iniziò Lily, « l'ultima persona a cui ho detto ti amo fu Lorcan e l'ultima volta che glielo dissi, lui subito dopo mi lasciò. Penso sia una specie di trauma » disse poi veloce, ma Rose aveva capito tutto e la guardò un po' stranita.
« Ma ora non lo amo più, ovviamente, credo di aver perso la testa per Malfoy. »
« Credi? »
« Già. »
« Lily, io credo che voi stiate gestendo male questa situazione » disse Rose, « insomma, se state insieme dovreste fidarvi nel dire le cose. »
« In realtà ti ho mentito » ammise la più piccola, « io e Scorpius non stiamo insieme. »
« Che significa che non state insieme? » Rose si stava leggermente innervosendo.
« È stata un'idea di Scorpius, quel giorno in cui ci avete visti » iniziò Lily, « stavo ancora un po' male per la tua relazione con Lorcan - e lo sapevi -, così lui ha pensato a quest'idea per aiutarmi. »
« E perché, di grazia, ha voluto aiutarvi se fino a quest'estate non vi sopportavate? » chiese Rose. Si era un leggermente calmata, poteva capire che Lily avesse un po' di timore ad ammettere quelle cose.
« Perché mi stava già aiutando per una cosa » rispose Lily e, in maniera abbastanza titubante, continuò: « sai Rose, io ti voglio bene e voglio bene ad ogni singolo membro della mia famiglia. Ma ognuno di voi tende sempre a ricordarmi di quanto io sia piccola ed agisca in maniera immatura.. non ce la facevo più, ad essere messa in una campana di vetro, per questo ho chiesto a Scorpius di aiutarmi a maturare. »
Rose non poteva credere alle sue orecchie, la sua cuginetta stava male per cose che faceva lei.
« Lily, andare a chiedere aiuto a Scorpius non era ciò che dovevi fare. »
E ci risiamo, ma non mi ascolta quando parlo?, pensò Lily.
« Avresti potuto venire da me. Scorpius non è esattamente la persona più affidabile di questo mondo. »
Ancora a farmi la ramanzina.
« Io non mi fiderei di ciò che ti ha detto Scorpius. Vorrei che tu ci pensassi bene. »
Solo lei sa ciò che è giusto per me, no?!
« Tu e Scorpius non siete una combinazione perfetta. Litigate sempre, avete sempre da ridire l'uno sull'altro. Tu sei fuoco e lui è acqua. Taglia i ponti prima di- »
« SONO STANCA DI STARTI A SENTIRE! » urlò Lily, alzandosi e battendo le mani sul tavolo. Rosa rimase scioccata.
Ciò che non avevano notato era che Megan Zabini - migliore amica di Scorpius - era a qualche tavolo più lontano e stava aspettando proprio il suo amico.
Scorpius era appena arrivato alla Sala Grande quando Lily urlò con Rose, sentendola si fermò all'entrata e si nascose per poter sentire ciò che dicevano. Sapeva che se sarebbe entrato, avrebbero smesso di parlare.
« Lily, regola il tono e siediti » disse Rose, con calma.
« Come te lo devo dire che non sei mia madre? » ripeté Lily, « non hai il diritto di dirmi quello che devo fare e soprattutto non hai il diritto di giudicare Scorpius, neanche lo conosci. »
« Mi basta quello che vedo » rispose Rose, per fortuna la Sala Grande non era piena di gente. Dal canto suo, Lily stava semplicemente facendo una scenata inutile.
« Sei veramente superficiale » disse Lily, guardandola malissimo, « lui è un ragazzo normalissimo, certo non è un santo, ma è molto profondo, si impegna a capire chi ha di fronte e, quando vuole, sa essere simpatico. »
« Ti basta, Rosie, per smettere di sputare sentenze su chiunque non rientri nel tuo cerchio di perfezione? » finì Lily, per poi riprendere tutte le sue cose ed andare via.
All'entrata della Sala Grande, vide Scorpius che, nel frattempo, si era avvicinato, ma lei era talmente presa dal discorso che non l'aveva vista. Lily non ebbe il coraggio di dirgli nulla e, quando vide che Scorpius stava per parlare, gli chiese scusa con lo sguardo per poi scappare via.
Scorpius, andata via Lily, guardò male Rose - uno sguardo quasi glaciale - e andò a sedersi di fronte a Megan Zabini.
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