Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Chapter 8 - Storm

- Se mi fai dolci così tutti i giorni, bacio la terra dove cammini. - esclamò Jake tra un muffin e un altro.

- Tu baci la terra dove cammina, io la sposo direttamente. - farfugliò Thomas, ingozzandosi a sua volta.

Non appena i muffin furono pronti, la cucina fu invasa dagli altri ragazzi. A quanto pareva, avevano l'abitudine di fare merenda tutti alla stessa ora.

Le mie amiche comparvero poco dopo, timorose di trovare una cucina popolata dai ratti. Curioso come nessuno dei ragazzi avesse avvertito loro che era tutto pulito e immacolato.

- Guarda che è una rompicoglioni micidiale. - continuò Jake, rivolto a Thomas.

- Scusa? - esclamai, con voce stridula.

Aveva il coraggio di insultarmi dopo tutto quello che avevo dovuto sopportare a causa sua?

Non potevo accettarlo.

- Che c'è? È vero! - affermò lui di rimando.

Alzai le sopracciglia e incrociai le braccia al petto.

Tutti gli altri ragazzi scoppiarono a ridere, mentre le mie amiche sussurravano tra loro, indignate.

Molto bene, Jake avrebbe fatto meglio a realizzare che io non mi sarei più messa a fare dolci per lui, né per gli altri.

Erano un gruppo di bambini cresciuti solo fisicamente, con l'ossessione per il sesso e le prese in giro.

Offesa, uscii dalla cucina e mi diressi a passo sicuro verso la biblioteca.

Individuai velocemente lo scaffale che conteneva i classici e sfilai Jane Eyre dall'elenco. Avevo bisogno di una sana lettura gratificante per i miei sensi.

Salii le scale scricchiolanti da sola, con il libro rilegato in pelle sottobraccio, e percorsi il corridoio in silenzio.

Udii dei rumori provenienti dalla camera 118, dove alloggiavano Harry Styles e Tessa.

Si trattava di urla e non promettevano nulla di buono.

Uno schianto contro la parete mi spaventò, nonostante non avessi visto la scena, e il libro che tenevo sottobraccio cade a terra.

La porta della camera si spalancò.

- Un'altra suor Teresa del cazzo? Ma levatevi un po' dai coglioni! - sbottò Harry, paonazzo.

Indietreggiai e, senza staccare gli occhi dalla sua figura rabbiosa, mi abbassai a raccogliere il libro.

Sgattaiolai come un fulmine nella mia camera e mi appoggiai al muro per avere un sostegno e riprendere fiato.

Si poteva sapere quali problemi avesse Harry Styles?

Jake era un bambino, uno scansafatiche, un maleducato, un pervertito e tante altre cose, ma non si avvicinava neanche lontanamente al carattere di Harry.

Povera Tessa.

Riuscii a regolarizzare il respiro e a stendermi sul letto con il libro vecchio e malridotto davanti.

Perché non avevo pensato di mettere la mia copia bella e pulita in valigia? Adoravo leggere la sera e mi piaceva particolarmente rifugiarmi nei classici, dato che non perdevano mai il loro immenso fascino.

Presi un panno pulito e spolverai il libro, poi cercai una posizione comoda e iniziai la rilettura di uno dei miei libri preferiti.

La concezione del tempo mi sfuggì del tutto e dovetti lanciare un'occhiata alla sveglia per rendermi conto di che ore fossero quando Jake rientrò.

- Mmh, posizione interessante...

Saltai immediatamente a sedere, con il volto in fiamme.

Ero distesa a pancia in giù e facevo dondolare le gambe in aria, tutta presa della vicenda appassionante di Jane.

- Almeno adesso ho la certezza che pure le mutande che hai indosso sono rosa. - scoppiò a ridere Jake.

I miei occhi si strinsero a fessura e mi girai verso il muro per dargli le spalle.

Incrociai le gambe e posizionai il libro sopra, pur sapendo che ogni tentativo di riprendere una lettura piacevole e serena sarebbe stato vano: Jake era tornato in camera semplicemente per continuare a darmi il tormento. Era divertente, per lui. Io non sapevo come difendermi.

Ero entrata nel suo territorio e non ne conoscevo le regole, ammesso che ce ne fossero. Si trovava in netto vantaggio.

Mi sembrava di essere ai piedi di una montagna e di vederlo ridere da lassù, come amava tanto fare.

Il mio sguardo si soffermò per qualche istante sulla finestra, oltre la quale il cielo era diventato cinereo.

Udii i suoni tipici che preannunciavano un temporale e rabbrividii.

Avevo paura dei temporali, da sempre.

- Passi le giornate a fare l'offesa, Saint? Prima scappi come un coniglio, poi ti giri per non guardarmi in faccia e adesso piangi? - mi schernì Jake.

Le sue parole mi fecero male. Non ero abituata a ricevere continue offese, non ero venuta all'Istituto con l'intento di riceverne e il mio comportamento non meritava di essere deriso.

Chi riteneva di essere Jake Towton per sentirsi nella facoltà di potermi giudicare?

Eppure, non mi sentivo abbastanza coraggiosa da rivelargli apertamente tutti i miei pensieri.

Mi limitai ad ignorarlo e rilessi per quattro volte la stessa riga, distratta dai suoi passi nella stanza, dai suoni minacciosi provenienti dall'esterno, da riflessioni interiori anomale e del tutto inutili sulla scelta del carattere con cui erano state stampate le parole del libro.

Improvvisamente, lampi e tuoni risucchiarono tutta la mia attenzione.

Sobbalzai, impaurita, all'ennesimo fragore.

Compresi, tristemente, che non sarei riuscita a leggere una sola riga in più, perciò chiusi lentamente il libro e lo lasciai sul comodino.

Entrai sotto le coperte e le tirai fin sopra il naso.

Osservai il temporale impetuoso scuotere tutto il mondo là fuori, solo per qualche secondo, ovvero il tempo di rendermi conto che non potevo sopportarlo. Mi voltai dall'altra parte.

- È il temporale il problema? - domandò infine Jake.

- Sì. - risposi tra i denti.

I suoi passi giunsero alle mie orecchie e tentai di capire, senza vederlo, che cosa stesse facendo.

Scostò le coperte dal mio corpo.

- Ti terrorizza talmente tanto che non riesci neanche ad infilarti il pigiama? 

Voltai la testa e gli lanciai un'occhiataccia, poi mi coprii nuovamente.

- Cosa c'è? Non hai tutte quelle vestaglie di seta firmate Victoria's Secret da sfoggiare? - mi derise ancora una volta.

- È davvero tanto difficile per te lasciarmi in pace per un po'? - sbuffai.

Il suo sorriso si allargò.

Fece il giro del letto e aprì le ante dell'armadio dove avevo sistemato tutti i miei vestiti.

Sbirciò tra i pigiami ed estrasse dalla pila il mio preferito, quello morbido e caldo che mi faceva sentire un batuffolo di cotone felice.

- Mettiti questo, voglio vedertelo addosso. - rise sotto i baffi.

Consapevole che non avrei dormito con l'uniforme addosso, presi il pigiama e andai in bagno a cambiarmi.

- Guarda che se te lo metti qui in camera non mi lamento! - ridacchiò Jake.

Scossi la testa, esasperata.

Chissà da quanto tempo non vedeva una ragazza.

Indossai il mio pigiama rosa soffice al tatto e rientrai in camera.

- Okay, questo pigiama è decisamente l'anti-sesso. Domani sera ti metti qualcosa di sexy, che dici? - commentò Jake.

- Puoi smetterla di pensare al sesso per un solo secondo nella tua vita? - sbottai.

- Oooh-oh-uuh-uhuh-uuuuh! - ululò, ripetendo il gesto di cui non avevo compreso il significato neanche prima.

Lo fissai con la fronte aggrottata.

- Smettila, sei imbarazzante. - gli dissi, tornandomene a letto.

- Anche tu lo sei, ma ispiri sesso ugualmente. - ribatté lui, con tono allusivo.

Non potevo crederci.

- Davvero, basta. È frustrante questa tua visione pervertita del mondo. - chiarii.

Jake si permise di entrare nel mio letto, sotto le coperte, senza maglietta.

- Esci subito dal mio letto! - strillai, allontanandomi.

Per tutta risposta, lui allacciò le braccia intorno alla mia vita e strinse il tessuto morbido del pigiama.

- Jake. Sono seria. - ripetei.

Tentai di togliermi le sue braccia ferree di dosso, ma la sua forza era notevolmente maggiore rispetto alla mia per natura.

- Jake, perché ti stai comportando in questo modo? - domandai piano.

- Perché sei morbida, calda e profumi. - rispose, con il tono di un bambino che mangia cioccolata.

- La risposta seria? - indagai.

Si sistemò meglio contro di me e appoggiò la testa sui miei capelli sparsi sul cuscino.

- Perché non voglio che tu abbia paura dei temporali. Mi sono messo fra te e il temporale, quindi se il temporale cerca di attaccarti prende me e non te. Sei al sicuro. - sussurra.

Il suo ragionamento non aveva senso, perché dubitavo che il temporale sarebbe riuscito a frantumare la finestra ed attaccarmi direttamente, ma in qualche modo mi fece sentire meglio lo stesso.

Mi fece sentire davvero al sicuro.

- Sai che il sesso ferma i temporali? Possiamo provare...

- Jake! Smettila! - gli assestai una gomitata.

Lui rise sommessamente e fece aderire il suo petto alla mia schiena.

- È difficile non pensarci se ho il tuo culo contro il pacco. 

Imbarazzata al massimo e impreparata su come reagire, assecondai l'istinto e tentai di allontanarmi.

- Ma dove cazzo vai? Vieni qui, scema. - rise Jake.

Per qualche strana ragione, quel piccolo insulto suonò dolce come una carezza.

__________

Arrivo a fine giornata e penso "ah, bene, non ho fatto nemmeno metà di quel che mi ero proposta di fare". Anche a voi capita?

Per fortuna, Jake ci tiene compagnia: con Saint non sarà facile concludere qualcosa!

Love you 🌹

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro