Chapter 4 - Laugh
Le presentazioni successive furono tutte ripetizioni della scena a cui avevamo assistito per Rosie e Thomas, salvo qualche variazione insignificante.
Blake e Alexis erano state le più fortunate, visto che nelle camere loro assegnate avevano trovato ragazzi appena più civili degli altri; ciò non toglie che appartenessero tutti all'unica categoria di cavernicoli rozzi e maleducati.
Insomma, avevano osato bestemmiare di fronte a delle signorine ben educate!
Il rumore causato da ogni porta aperta e sbattuta, oltre che dalle chiacchiere continue presenti in corridoio, svegliò uno dei ragazzi più terrificanti che io avessi mai incontrato.
Pieno di tatuaggi e perfino con un piercing, Harry Styles era l'incubo confezionato apposta per la povera Tessa, che tremava come una foglia. Non potevo biasimarla.
Rimasta sola con Mr McGonagall, pregai le mie gambe di non abbandonarmi e di reggere almeno fino al letto che mi era stato promesso.
Ultima porta in fondo a destra. Camera 119.
Toc toc.
- Chi è che rompe i coglioni?! Ethan, se sei tu, vai a farti fottere insieme alle tue patatine del cazzo! - si sentì gridare.
Mi tappai le orecchie.
Era possibile infilare così tante parolacce in una sola frase?
Arretrai impercettibilmente.
Sarei svenuta a breve, se non si fossero sbrigati a lasciarmi in pace sul mio tanto agognato letto.
- Jake, sono il direttore. Apri la porta e sii cortese, per favore. - tuonò il Mr McGonagall.
Si udì un tonfo, poi seguirono dei passi strascicati.
Un ragazzo moro con la noia dipinta in volto si presentò davanti ai nostri occhi.
Era in canottiera e... mutande.
Mi scappò un gridolino e mi voltai di scatto, coprendo gli occhi con le mani.
- Qualcosa non va...
- È quasi nudo! - squittii.
- Hai ragione. Jake, vai a metterti dei pantaloni. - mi assecondò il direttore.
Il ragazzo sbuffò.
- E una maglia. - aggiunsi.
- Minchia, è arrivata la santarellina di...
- Jake. Sii gentile, okay? - lo fermò Mr McGonagall, con voce dura.
Lo scostumato andò a vestirsi e tornò sbadigliando.
Mi voltai a guardarlo.
Aveva gli occhi color nocciola, la mascella squadrata e le labbra piccole ma carnose, nonché una forma stranamente spigolosa delle sopracciglia. Naturalmente, non si era curato di pettinarsi i capelli.
- Jake, lei è Saint Archer. Saint, lui è Jake Towton. Vi auguro una collaborazione gradevole. - si congedò il direttore.
Jake non si fece scrupolo di farmi sentire in soggezione, guardandomi attentamente dall'alto al basso.
Deglutii.
- Mh, belle gambe. - commentò infine.
Si voltò lasciando la porta aperta e si buttò sul pouf blu di fronte allo schermo su cui un videogioco era stato messo in pausa.
La gentilezza prevedeva che si incaricasse di portarmi dentro la valigia, ma supposi di non dovermi aspettare molto da uno come lui.
Sospirai ed entrai, trascinandomi il bagaglio appresso.
La camera era di dimensioni modeste, sicuramente meno spaziosa di quella in cui alloggiavo da sola al collegio, e vi regnava un disordine apocalittico.
Fu come se mi avessero spruzzato del peperoncino in polvere sugli occhi: non riuscivo a non sbatterli velocemente, incredula.
Com'era possibile vivere nel caos più totale?
C'erano vestiti sporchi ovunque, palline di carta per terra, lattine di birra e Coca-Cola, confezioni vuote di patatine, dolcetti e altro cibo spazzatura. C'era tutta l'immondizia del mondo sparsa sul pavimento di quella stanza e non una scopa per pulire nel raggio di chilometri.
Il letto di Jake era parallelo alla finestra, con le lenzuola blu chiaramente sfatte e il cuscino stropicciato.
Sui comodini e sulla scrivania c'era altra spazzatura, prevedibilmente.
Esattamente in posizione opposta, trovai il mio letto, con le lenzuola rosa in ordine perfetto. Ebbi il sospetto che si fosse occupato in direttore in persona di preparare il letto per ognuna di noi.
Sollevata, sistemai la valigia accanto al letto e iniziai a tirare fuori le pile di vestiti da organizzare nell'armadio.
- Ma che cazzo fai? - domandò Jake, perplesso.
- Sistemo le mie cose. - risposi semplicemente.
Scoppiò a ridere.
- Perché ridi?
- Sei proprio una santarellina del cazzo, lo sapevo. - scuote la testa, ancora ridendo.
Strinsi le labbra in una linea dura.
- Potresti evitare di usare le parolacce, per cortesia?
A tale richiesta, il ragazzo si piegò in due dalle risate.
Ma cosa c'era di tanto divertente?
__________
Sì, Jake sarà la voce dei vostri pensieri d'ora in poi.
E niente, sono in ansia perché devono uscire le materie d'esame. Ma ci pensate che ieri era settembre e la maturità sembrava uno spauracchio lontano?
Love you 🌹
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