Chapter 28 - Punch
Per qualche giorno, Harry e Jake mi fecero da guardie del corpo contro Shane e ci vollero tutte le preghiere che ero capace di formulare per impedire a Jake di scatenare una rissa. Amaramente, mi resi conto che teneva a me più di quanto gli fosse concesso.
Tuttavia, mi domandavo come potesse essere sbagliato godere di quelle sensazioni di pace e calore che mi scandavano il cuore quando passavamo le serate insieme, io e Jake, accoccolati sul letto a guardare un film oppure a leggere un libro. Acconsentiva alla lettura di un libro solo se avessi letto io e questo mi fece dedurre che gradiva il suono della mia voce.
Quando si comportava così bene mi sorgeva spontaneo chiedermi perché fosse chiuso in un Istituto di Correzione Disciplinare.
Giovedì mattina, Shane decise che era stato abbastanza paziente e che non voleva più esserlo.
Si sedette davanti a me al tavolo della mensa e mi fissò spudoratamente mentre mangiava, con un sorrisetto stampato sul volto.
- Che cazzo ci fa il coglione qua? - iniziò Jake.
- Non lo so. - risposi.
Ero molto confusa.
Shane portava la sua immancabile giacca di pelle nera addosso e i capelli modellati come se fosse uscito da un servizio fotografico per l'ultimo numero di una rivista di moda e fitness.
- Ve lo dico io perché sono qui. - s'intromise il diretto interessato.
Harry prese posto alla mia destra e la sua espressione si inasprì quando realizzò che Shane era presente.
- A Saint interessa che io passi l'esame perché così otterrà un colloquio all'università dove vuole andare; a me interessa stare con lei perché, diamine, è fottutamente sexy e me la farei dalla mattina alla sera e per tutta la notte. Non c'è bisogno che fate i cani da guardia: staremo insieme che voi due lo vogliate oppure no.
Strinsi gli occhi in due fessure.
Non volevo restare di nuovo sola con lui. Avevo paura di ciò che mi sarebbe potuto succedere.
- Brutto pezzo di merda degenere, te la faccio vedere io adesso! - attaccò Jake, saltando sul tavolo per buttarglisi addosso e iniziare a sferrare pugni.
- Jake, no! Jake, non puoi azzuffarti! Tutto il lavoro che stiamo facendo sarà inutile! Jake, ti prego! Fermati! - lo supplicai.
Shane non reagì.
Non tentò di contrattaccare, si limitò alla pura difesa.
- Jake, ti ha provocato! Vuole solo avere ragione e farti fare la figura dell'aggressore! - urlai.
Harry si mise in mezzo e tirò via Jake a fatica.
A quel punto arrivò Mr McGonagall, chiamato da qualcuno. Avrei tanto voluto sapere chi l'aveva disturbato.
- Che succede qui? Ragazzi, perché vi state attaccando? - domandò il direttore, allarmato.
Shane emerse dal pavimento con il volto livido e la voce tossicchiante.
- Mi ha aggredito. - indicò Jake.
- Mi ha provocato! Lui... - Jake mi guardò - Lui ha...
Scossi la testa. Non volevo che si sapesse.
Jake tacque.
- Towton, la provocazione non è una giustificazione. Non puoi aggredire chiunque ti provochi. - replicò il direttore, stanco.
- Mr McGonagall... La prego di riflettere... Se Saint resta nella sua stessa stanza, sarà in pericolo. Io, come può notare, non ho osato alzare un dito. Saint sarà più al sicuro in stanza con me. - suggerì Shane.
Mi voltai di scatto per fulminarlo con lo sguardo.
Come poteva pensare che potesse funzionare uno stratagemma così palese e mal architettato?
- Non gli creda, Mr McGonagall. Non lo faccia. Jake è un bravo ragazzo ed è stato seriamente provocato su tematiche... delicate... E le prometto che non succederà più. Non ho paura di restare nella sua stessa stanza, non mi farà del male. - controbattei.
Il direttore mi studiò.
- Vuole credere alle promesse e non ai fatti? Non la prenderò più sul serio, Mr McGonagall. - ritentò Shane.
Subdolo approfittatore che non era altro. E io che avevo pensato di offrirgli il mio aiuto solo pochi giorni fa!
- Mr McGonagall, posso parlarle in privato per spiegarle le mie ragioni, se desidera conoscerle, ma insisto per non cambiare collocazione. - dissi.
- Le giuro, signor direttore, che non farei mai del male a Saint. Mai. - asserì Jake con una forza ed una convinzione che era impossibile dubitare di lui.
Il direttore parve convincersi che io e Jake avevamo ragione, perché sospirò e annuì.
- Saint resta dov'è, ma se ricapita un episodio di aggressione come questo le cose cambieranno. - sentenziò.
Una volta tornati in camera, ribadii di fronte a Jake che avrebbe dovuto usare tutto l'autocontrollo di cui disponeva e procurarsene di supplementare, se necessario, per non prendere Shane a pugni alla minima provocazione. Gli ero riconoscente per le sue difese nei miei confronti, ma se avesse esagerato, l'errore si sarebbe ritorto contro di noi.
Ad un certo punto, Jake mi interruppe e mi prese il volto tra le mani.
- Non voglio che quel bastardo ti ronzi intorno e provi a metterti le mani addosso. Sei troppo importante per me. - sussurrò.
- Mi conosci da dieci giorni appena. - protestai, come se il tempo avesse potuto decretare l'intensità dei sentimenti di una persona.
Gli occhi color nocciola di Jake sprigionarono una forza che non credevo avessero, qualcosa di simile alla magia e all'incanto.
- Saint, credi che ne frega qualcosa di quanto tempo è trascorso da quando ti conosco?
- "Freghi". - lo corressi.
- Rompi il cazzo talmente tanto che mi sembra di conoscerti da una vita. - sbuffò una risata.
E, a suo modo, riconobbi che aveva detto qualcosa di dolce.
Mi trovai a corto di risposte.
A quel punto, i suoi occhi incatenarono i miei e avvicinarsi fu inevitabile. Le labbra di Jake trovarono le mie in un incastro perfetto, come se fosse stato intagliato apposta per unire esclusivamente le nostre labbra. Tutto era assolutamente perfetto.
- Mmh... Dovrei aggredire quell'imbecille più spesso, se il risultato è che non protesti mentre ti bacio. - sorrise.
Gli assestai un pugno sul braccio.
- Scemo.
- Posso rubarti un altro bacio? Hai un sapore fantastico.
Lanciai un'occhiataccia nella sua direzione.
Non servì respingerlo con la forza di volontà che mi rimaneva, perché riuscì comunque a strapparmi un altro, caldo, umido bacio.
__________
Shane ha provato a farla franca, ma Saint è altrettanto abile in eloquenza ed è riuscita a salvarsi. Vorrei essere riuscita a trasmettervi la sensazione di disagio che si prova in avvertenza di un pericolo come quello che, per ora, Shane costituisce.
Molto presto pubblicherò la #stydia, come promesso da tempo immemore 🙈
Se avete domande in merito, scrivetele qui e vi risponderò!
Love you ♡
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