Chapter 16 - Strategy
[Lo immagino così quando
prende in giro le ragazze 😂]
La mia testa gridava "allarme!" in continuazione.
Era arduo pensare in maniera lucida con Jake a sovrastarmi e bloccarmi contro la porta del bagno. Mi sforzai moltissimo.
Tentai nuovamente una via subdola.
Sollevai la mano e circondai il suo polso, feci risalire il pollice e infilai le dita tra le sue e la superficie liscia della porta. Accarezzai il dorso della sua mano, tornai sul polso e, con improvvisa forza, lo scostai forte e mi feci largo per uscire dalla trappola.
Dovetti correre fuori a perdifiato, giù per le scale e andare quasi addosso a Rosie per dichiararmi salva.
Respirai.
- Saint! Buongiorno, perché corri? - domandò la mia amica.
- Bastarda figlia del diavolo! Merda! Schifosa stronza! Dove cazzo sei?! Se ti prendo...
Le urla di Jake si arrestarono non appena vide Rosie vicino a me.
Fece per avvicinarsi e afferrarmi per il polso, ma fui più rapida e mi scostai.
- Saint, vieni con me. Subito. - sibilò, inferocito.
Non avevo alcuna intenzione di camminare da sola verso il patibolo.
- Io e Rosie andiamo a fare colazione, vieni? - proposi invece, ignorando le sue parole.
- Sì, vieni con noi! Potete parlare dopo aver acquisito energie vitali! - mi assecondò lei.
Jake grugnì.
- Io e te abbiamo un conto in sospeso. - rimarcò duramente.
Durante la colazione, tutti quanti si accorsero della tensione tra me e Jake. Io, onestamente, non sapevo se ridere come una pazza o lasciare che l'agitazione per tutti gli sguardi che avevo addosso prendesse il sopravvento.
Mangiai i cereali integrali con più calma del solito, tentando di mantenere gli occhi fissi nella tazza.
- Saint, sembra che Jake voglia ucciderti a giudicare dalla frequenza di sguardi omicidi che ti sta rivolgendo. - osservò Blake.
Annuii: lo sapevo; sentivo la schiena bruciare.
- Si può sapere perché? - domandò Alexis.
Inizialmente, percepii un'ondata di panico sopraffarmi, poi mi controllai e cercai di inventare una giustificazione plausibile in fretta.
- Abbiamo litigato per la tavoletta del gabinetto. - sussurrai a bassa voce, facendo sì che tutte ci avvicinassimo al centro del tavolo per contenere il volume della conversazione.
- La vuole alzata, vero? - suppose Blake, con il tono di voce di chi la sa lunga.
Annuii.
- Che attaccabrighe questi ragazzi! Polemici e rompiscatole in modo assurdo. - commentò successivamente.
- Lo so. Gli ho detto che l'avrei lasciata come mi pareva e gli è partito lo schizzo. - aggiunsi, per specificare l'estremismo cui stavano assistendo.
- Ha dei problemi a controllare la rabbia? - chiese Alexis.
- Ogni tanto, sì. Non sempre. - risposi, riconoscendo che le mie erano tutte verità imprecise.
- Oh! Anche Thomas ha questo problema! Però sempre! - disse Rosie.
Questo era evidente.
Thomas aveva problemi più seri di Jake, con tutta probabilità.
Per mia fortuna, l'argomento della conversazione mutò radicalmente.
- Sapevate che ogni sabato questa massa di decerebrati fa una gara di videogiochi? Si ammucchiano tutti in una stanza e stanno con il joystick in mano per ore e ore, insultandosi a vicenda e talvolta arrivando a picchiarsi. - disse Blake.
Strabuzzai gli occhi.
Non poteva essere...
Perché i maschi di quell'istituto non avevano uno scopo nella vita?
Giocare ai videogiochi così ossessivamente era una perdita di tempo, a mio parere.
- Perché non proviamo ad organizzare noi qualcosa? Potremmo evitare il mattatoio. - proposi.
L'idea sembrò avere un buon riscontro tra le mie amiche ed ero sicura che non sarebbe dispiaciuta nemmeno alle altre ragazze; il problema consisteva nell'organizzare effettivamente qualcosa.
La colazione trascorse così: i ragazzi che scherzavano tra loro ad eccezione di Jake e noi ragazze che rimuginavamo su un'idea sfiziosa ed originale.
Mi fermai un secondo: perché dovevamo essere originali?
Era sufficiente l'efficacia.
- Ragazze! Ho avuto un'idea. - sorrisi.
Mi incitarono tutte a spiegare.
Lanciai uno sguardo alle mie spalle.
- No, non qui. Tutte nella camera di Tessa. Ora. - istruii.
Non potevo chiamarle tutte nella mia perché c'era una buona probabilità che Jake mi mettesse i bastoni fra le ruote, né in quella di Rosie perché Thomas era poco incline a prestare favori; al contrario, ero abbastanza fiduciosa che Harry non avrebbe protestato.
Qualcosa era cambiato dalla partita di calcio: la nostra collaborazione si era trasformata in rispetto reciproco, che forse sarebbe potuto essere la base per un'innocente amicizia.
Sparimmo tutte insieme dalla sala, sotto lo sguardo attonito dei ragazzi.
- Il piano - iniziai, una volta che fummo tutte e dieci presenti nella camera scelta - è questo: puntare sul loro ego.
Si trattava di una strategia subdola anche in questo caso, ma ero certa che nessuno dei ragazzi sarebbe risalito alla logica della competizione che avevo in mente.
- Mi spiego meglio. Istituiremo una competizione intellettuale: faremo tante domande riguardanti discipline diverse e cultura generale ed assegneremo un punto a chi risponderà in modo corretto. Il migliore in assoluto sarà il King per tutta la settimana.
Furono tutte d'accordo immediatamente, ad eccezione di Blake.
- La competizione non può durare più di una gara di videogiochi... - obiettò.
- Possiamo ristrutturare la gara e renderla un torneo sensato con un termine preciso, in modo che non facciano partite all'infinito.
- D'accordo. Non ho altre obiezioni. - alzò le mani in segno di resa.
Era deciso, le abitudini riguardanti lo svago sarebbero cambiate all'interno dell'istituto.
La discussione volgeva al termine e stabilimmo chi avrebbe ideato le domande e chi avrebbe dato la notizia, poi sentimmo bussare.
- Sarà Harry. - disse Tessa.
La ragazza uscì dalla sua stanza, ma chiamò me ad uscire qualche istante dopo.
Trovai proprio Harry fuori dalla camera.
- Ciao Harry. - salutai sorridente.
- Si può sapere che cazzo fate lì dentro da un'ora? - domandò, con tono leggero e scherzoso.
Il mio sguardo vagò da una parte all'altra.
- Organizziamo una sorpresa per voi maschietti. - rivelai, innocente.
Harry mi guardò stranito, sperando che gli dicessi di più.
- Proprio perché è una sorpresa, lo scoprirai dopo. Ciao ciao. - conclusi.
- Jake è incazzato nero, lo sai? - mi fece notare.
Annuii.
- Devi rimediare, lo sai?
- Gli passerà. Non può averla sempre vinta; esistono anche i "no" e le sconfitte. - alzai le spalle.
Harry mi osservò per alcuni istanti.
- Mi sbagliavo su di te. Forse sei davvero l'unica che potrà cambiarlo.
Il riccio mi lasciò con questa frase sospesa, piena di implicazioni, aspettative e speranze.
Quanto conosceva Jake?
Mi sarebbe potuto essere d'aiuto per scavare nel suo passato?
Prima che potessi chiedergli qualsiasi cosa, però, era già andato via.
__________
Secondo voi chi vincerà la competizione?
Love you 🌹
P.S. Sul profilo di Fgrinch trovate Winter, secondo episodio delle quattro storie correlate fra loro che sto scrivendo insieme a Fgrinch, darkargent e Crazy_About_Love. Se non l'avete ancora fatto, leggete prima Autumn, sul profilo di darkargent, e poi proseguite con Winter. Considerando anche che sono storie brevi, ci terremmo tantissimo che passaste a dare un'occhiata 🙈❤
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