Chapter 11 - Reluctant
Lo sforzo fisico richiesto per la lunga partita di calcio esaurì del tutto le mie energie, a tal punto che dopo la doccia, non ebbi più la forza di alzarmi dal letto.
Non ero mai stata una sfaticata né avevo mai richiesto che qualcuno mi facesse da cameriere, ma in quel caso dovevo assolutamente chiedere a qualcuno di portarmi il pranzo in camera.
Consapevole che Jake non l'avrebbe mai fatto per me, gli chiesi semplicemente di ingaggiare Alexis, che non mi era sembrata particolarmente stanca a fine partita.
Fu una sorpresa veder rientrare unicamente Jake, con un vassoio ben fornito di cibo, dalla porta della stanza.
- Alexis mi ha costretto a portartelo, blaterando qualcosa sul rendersi utili per l'umanità. - borbottò, sedendosi ai piedi del mio letto e porgendomi il vassoio.
Avevo la schiena contro la testiera del letto, perciò poggiai il vassoio sulle gambe.
Iniziai a mangiare la pasta con i pomodori sotto lo sguardo attento di Jake.
- Se prendi due pennette di pasta a forchetta, finirai domani di mangiare. - mi rimproverò.
- Mettere troppo cibo in bocca non è elegante: inevitabilmente saresti portato ad aprire la bocca per poter masticare e vedere il cibo lavorato da denti e saliva non è piacevole. Poco alla volta, si evita il rischio di strozzarsi o di dividere il cibo in parti troppo grosse da sintetizzare, oltre a risultare più educati. - controbattei.
Jake alzò gli occhi al cielo.
- Sei capace di parlare con qualcuno senza dare lezioni da maestrina? Rompi le palle come nessuno ha mai fatto sulla Terra.
Come sempre, le sue parole erano piene di insulti.
- Mi domando se tu sappia, piuttosto, sostenere una conversazione senza usare termini volgari oppure offensivi. - fu la mia risposta.
Piluccai l'insalata verde e mangiai un'oliva, ma non riuscii a mandar giù altro.
Ero sazia.
- Potresti riportare indietro il vassoio, per favore? - domandai.
- C'è ancora la carne. - osservò Jake.
- Lo so.
Aggrottò la fronte.
- Non la mangi? Sei una vegetariana del cazzo?
Scossi la testa.
- Non sono vegetariana, sono semplicemente sazia. - risposi.
I suoi occhi percorsero il mio viso ed il mio corpo.
- Capisco perché sei magra, Saint. Non mangi un cazzo. - commentò, incredulo.
In parte, ero d'accordo con il non aver compensato tutte le calorie spese con il pranzo appena consumato, ma preferivo razionare la quantità richiesta in più parti della giornata, per evitare inutili abbuffate che mi avrebbero fatta sentire gonfia.
- Non devi necessariamente usare quella parola quando parli. - non potei evitare di osservare.
- Quale parola? - alzò un sopracciglio il moro.
Sapeva benissimo quale intendessi, era chiaro dal tono di sfida che aveva usato. Voleva indurmi a pronunciarla a mia volta, per rinfacciarmelo a suo piacimento.
- L'unica volgare della frase. - risposi.
- "Cazzo"? È questa la parola che ti dà fastidio? - sghignazzò.
Strinsi gli occhi a fessura.
- Sai cosa cazzo mi piace della parola cazzo? Che la puoi mettere in ogni cazzo di frase e ha sempre un cazzo di senso! - continuò.
- Testardo, maleducato e ignorante in grammatica. Non poteva capitarmi di meglio. - sospirai.
Gli porsi il vassoio mezzo pieno dopo aver bevuto tutta l'acqua contenuta nel bicchiere e sprofondai sotto le coperte del letto.
Era una sensazione fantastica poggiare la testa sul cuscino, chiudere gli occhi, sentire tutti i nervi districarsi e percepire la quiete diffondersi nelle cellule di tutto il corpo.
Mi accovacciai in posizione fetale, distesa sul fianco sinistro, e la mia guancia si posò sui capelli morbidi e profumati.
Sentii Jake rientrare in camera pochi minuti dopo: si buttò sul letto e prese qualcosa, ma i rumori non mi permisero di capire che cosa stesse facendo.
Alzai leggermente la testa per sbirciare.
Era lungo disteso sul materasso e tirava in aria la palla da rugby, la riprendeva e ripeteva il lancio.
Com'era possibile che avesse ancora in corpo delle forze da sprecare?
Certo, era andato a pranzo e sicuramente aveva mangiato il triplo di me, ma qualunque essere umano avrebbe avuto bisogno di un po' di riposo.
Decisi di lasciar perdere una delle tante stranezze di Jake e sperai che il sonno mi pervadesse il prima possibile.
- Hai mai avuto un ragazzo, Saint? - domandò d'un tratto, mandando in fallimento il mio tentativo di dormire.
- I miei genitori si sono assicurati che io frequentassi per dodici anni il miglior collegio del Paese, un collegio esclusivamente femminile. Non ho mai avuto l'opportunità di sperimentare una relazione fissa con un ragazzo. - risposi.
- Non rimpiangi l'opportunità che ti hanno tolto?
Ispirai, aprii gli occhi e riflettei attentamente.
- Puoi rimpiangere qualcosa di cui non sai nulla? In ogni caso, la mia permanenza al collegio è quasi terminata, senza distrazioni di quel tipo, fortunatamente. È difficile che io prosegua i miei studi in un istituto a frequentazione esclusivamente femminile, né i miei genitori hanno mai inteso di volermi privare di contatti con l'altro sesso. Dopotutto, ho acconsentito nel pieno possesso delle mie facoltà di andare in quel collegio.
Jake rimase in silenzio per alcuni istanti.
Non udii il lancio della palla in aria.
Ebbi l'impulso di chiedere a mia volta se lui avesse mai avuto relazioni fisse con delle ragazze in passato, ma qualcosa nell'atmosfera che regnava nella stanza mi fermò.
A volte è necessario dare del tempo alle persone. Non tutte sono predisposte ad aprire le porte del proprio passato al primo che passa.
Proprio nella sua riluttanza a parlarmi di sé, qualcosa dentro di me si accese con il desiderio impellente di scavare con le proprie mani alla ricerca del tesoro.
Jake nascondeva un tesoro oppure soltanto infinite macerie?
Avevo una sola certezza: io ero curiosa come non lo ero mai stata prima.
__________
Il disprezzo di Jake verso la scelta di essere vegetariani non riflette in alcun modo il mio pensiero: io non intendo dare contro a nessuno, una persona avrà le sue ragioni per aver attuato quella scelta e va bene così. Spero di non leggere commenti infantili a riguardo né polemiche inutili. Viviamo tutti in pace serenamente.
Specificato questo, vi ringrazio di cuore per il supporto che dimostrate, ogni singolo segno di vita da parte vostra mi rende felice.
Love you 🌹
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