Sentimenti
ALICE
Sono chiusa nella mia stanza, non ho voglia di vedere John, avevo detto ha Giorgio e Katy, che se lui avrebbe chiesto di me, di dirgli che non lo volevo vedere, ma lui è entrato lo stesso in camera mia, ma io l'ho mandato via, mi ha detto che sono libera, ne sono felice e sollevata, ma lui per ora non lo voglio vedere, mi dispiace di averlo ferito mandandolo via, ma mi sento a disagio ora, lui grazie a quella vipera di Eliana, e a conoscenza dei miei sentimenti, come lo guarderò adesso negli occhi, e se lui continua a non volermi, ora che lo sa, per me è più difficile. Eppure lo amo da morire, ma devo capire prima cosa prova lui per me. E meglio se per qualche giorno lo evito.
Prendo il telefono e guardo la foto di John, e dico: "Spero, ti renderai presto conto, di quanto io sia importante per te, spero che non devo aspettarti ancora per molto. Ti amo, e tenerti lontano fa malissimo, ma devo farlo, devi capire che non puoi fare a meno di me, come io non posso fare a meno di te amore mio."
Quanto vorrei sentire di nuovo lei sue possenti braccia avvolgermi in un caldo abbraccio, e sentire le sue mani su di me, le sue labbra baciare le mie. Perché amare fa tanto male. Mentre penso a John, mi squilla il telefono è Alex, rispondo: "Ciao Alex, dimmi."
Dice: "Stai bene Alice."
Rispondo: "Si."
Continua: "Volevo assicurarmi che stessi bene, dopo quello che è successo qui in ufficio, ero molto preoccupato per te." Rispondo: "Hanno, preso il vero colpevole, sono di nuovo una persona libera e pulita, tra qualche giorno tornerò a lavoro, sei stato davvero gentile a preoccuparti per me Alex." Dice: "Ti voglio bene Alice e normale che mi preoccupi per te. Ora cerca di riposare ne hai passate tante, ci vediamo a lavoro quando torni. Buonanotte Alice."
Rispondo: "Buonanotte Alex, sei un caro amico." Riaggancio il telefonino e lo appoggio sul comodino.
Alex lo conosco da un anno, da quando lavoriamo insieme, è un ragazzo dolcissimo, non corre dietro alle donne, è un tipo abbastanza tranquillo, è un buon'amico, dopo quello che mi ha fatto Eliana, mi rimane solo Alex, per fortuna su di lui posso sempre contare.
ALEX
Alice ha riattaccato, metto il telefonino sul comodino e penso a lei, la conosco da un anno da quando è venuta a lavoro allo studio Cataldi, me ne innamorai all'istante, non avevo mai conosciuto una ragazza bella, pura e sincera come Alice. Non ho mai avuto il coraggio di dichiararmi, per lei sono solo un amico, e io rispetto questo, la amerò in silenzio, la cosa più importante è che lei sia felice, voglio solo il meglio per lei, voglio la sua felicità, con me o con qualcun'altro, l'importante che lei sia sempre felice, è un angelo merita solo il meglio dalla vita.
JOHN
Non riesco a dormire, ho continuamente Alice nella testa, penso a prima, a quando mi ha mandato via. Così mi alzo e deciso vado di nuovo in camera sua, arrivo davanti alla sua porta bussò e entro, Alice è coricata nel letto mi guarda e sorride, per poi diventare seria all'improvviso e dice: "Perché sei tornato John, cosa altro vuoi.?" Rispondo avvicinandomi a lei: "Alice, forse noi dovremmo parlare che ne dici.?" Mi guarda e dice: "Parliamone, inizia tu. Di cosa vuoi parlare John." Dico: "Perché non vuoi vedermi per ora, perché mi eviti Alice e per via dei tuoi sentimenti nei miei riguardi. E per quello?"
Risponde: "John, ora che sai quello che provo per te da sempre, cosa cambia per te." Dico: "Alice, non lo so più, sono confuso, ho capito che non mi sei indifferente, mi attrai, ma io non sono capace di amare, ti farei solo soffrire, e non me lo perdonerei mai, non sono fatto per i rapporti a lungo termine, mi dispiace Alice, ma sei preziosa per me, devo proteggerti da me stesso."
Si avvicina mi prende le mani e dice: "John, perché mi dici queste cose, perché pensi che mi farai soffrire, se non provi non lo saprai mai."
Dico: "Alice, perfavore perdonami."
Vado via, lei mi segue fino in camera mia e dice: "Perché scappi John? "
Dico: "Perché ho paura, ho una paura matta, di farti soffrire, di deluderti, di spezzare il tuo dolce cuore. Non so amare Alice, l'amore non fa per me, non c'è l'ho nel DNA."
Alice si avvicina a me, sempre più, ha le lacrime agli occhi, si butta tra le mie braccia, che tengo alte, la vorrei abbracciare ma esito, appoggia la testa sul mio petto, e la sento piangere, ho ancora le braccia alzate, ma alla fine l'abbraccio, la stringo forte a me.
Rimaniamo abbracciati qualche minuto, Alice solleva la testa mi guarda con occhi dolcissimi, e mi bacia all'improvviso, li per li ricambio il bacio, mi fa impazzire, divento un fuoco, brucio dentro, il mio istinto maschile si attiva, il donnaiolo che c'è in me si fa vedere, vorrei buttarla sul letto e....
Ma mi blocco subito, ritorno in me per fortuna. Mi allontano da lei, che mi guarda con gli occhi dell'amore.
Mi giro di spalle, non ho il coraggio di guardarla negli occhi e dirgli quello che sto per dirgli: "Alice, perdonami, è più forte di me, non riesco a controllare il mio istinto maschile, tu sei pura, io ti farei soffrire. Mi dispiace Alice, ma forse avevi ragione tu, è meglio se per un po'non ci vediamo. Ho bisogno di riflettere, di stare solo." La sento piangere, non dice nulla, sento la porta chiudersi dietro di me, è andata via.
Mi sento un vigliacco ma se voglio davvero stare con lei, devo prima fare chiarezza con me stesso, devo cambiare, devo diventare un uomo migliore, devo imparare ad amare con il cuore, e a pensare con il cervello, devo mettere da parte il mio istinto maschile quando la stringo tra le mie braccia, lei è candida e pia, e ancora pura e innocente, io non posso, non sono nessuno per togliergli la sua innocenza e farla soffrire.
Mi dispiace di avergli spezzato il cuore, ma l'ho fatto per il suo bene, sono fatto male, una volta che ho ottenuto quello che voglio, scappo via, e a lei questo non lo farò mai, se mai un giorno dovrebbe succedere e perché avrò imparato a innamorami davvero.
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