Capitolo 16: Pioggia e Consapevolezza!!
Continuava a scappare, nemmeno lei sapeva dove stava andando, solo voleva scappare dal cimitero, dal suo passato e da Natsu.
Il cielo era ancora nuvoloso e non accennava a voler smette di piovere, come se essa volesse lavare via ogni macchia di tristezza e dolore dal suo cuore, lacerato dagli artigli della solitudine che la perseguitava.
La pioggia, certo, nascondeva le sue lacrime, però non aveva alcun effetto, se non peggiore, in quei suoi sentimenti negativi e la portava persino a chiudersi in se stessa.
Il suo cuore era come oscurato come il cielo, però c'era sempre quella piccola luce del sole all'esterno, che lo illuminava come solo lui poteva.
Quella strada la fece molto pensare, cosa aveva donato a quei ragazzi che l'avevano accettata nel loro gruppo? Nulla. Cosa aveva ricevuto da loro? Tante, da cui ne era troppo spaventata, come se ora, avendo rivisto una parte del suo passato, la paura di perdere nuovamente tutti i suoi legami, fosse risalita a galla.
Già, lei aveva paura, il dolore della perdita di sua madre e di quell'uomo che l'aveva trattata con tanta gentilezza, l'avesse segnata a vita, portandola a vivere col timore.
Per Lucy, farsi dei legami, era come portare ciò alla sua fine, non sapeva il perché ma la ragazza si sentiva in colpa per quel crimine avvenuto 7 anni prima.
Ora come poteva guardare in faccia a Natsu, già, quel ragazzo che l'aveva salvata da quei ragazzi, che volevano abusare del suo corpo formoso, ma non solo, l'aveva salvata anche da se stessa.
Ogni volta che si trovava nei guai, quello strano ragazzo dai capelli rosa, la aiutava sempre, anche se il suo primo atteggiamento era davvero insopportabile, la ragazza bionda l'aveva capito, era davvero una persone dolce e su cui poter contare.
Com'era possibile che si era affezionata a quei ragazzi in così poco tempo?! Non riusciva a crederci e in quel momento ancor di più, con quel dolore che le faceva male, troppo.
Dove si trovava?? Non lo sapeva, pensava solo a correre, il più lontano possibile da ciò che l'aveva sconvolta, senza rendersi conto, che dopo aver imbucato un'altra strada, stava per scontrarsi con qualcuno.
Lo scontro era inevitabile, la giovane, che in quel momento era troppo occupata a pensare al dolore e al scappare, finì con l'andare a sbattere su qualcuno.
Il suo volto da prima confusa, per poi pian piano salire dai suoi piedi, alla sua vita, al suo petto e poi... si, e poi il suo volto, così dannatamente riconoscibile e mai impossibile da dimenticare, quell'uomo che le aveva rovinato la vita e mai l'avrebbe perdonato.
Al cimitero, invece, c'era un ragazzo che veniva bagnato dalla pioggia, che cadeva imperterrita dal cielo sul suo viso che ostentava a rivolgersi nella terra.
Il suo volto infine, si voltò a guardare dove un attimo prima, la sua amica era scappata, non sapeva neanche lui da quanto la considerasse un'amica.
I suoi lunghi capelli biondi, così luminosi e lisci, i suoi occhi color del cioccolato, la sua pelle morbida e delicata con quel suo chiarore rose, le sue labbra carnose, assaggiate e voglioso di appropriarsene.
In quel momento, Natsu, si sentì uno stupido e terribilmente imbarazzato, come poteva pensare cose simili?! Era impossibile, vedeva nella sua mente, il sorriso di Lucy che lo rapiva ogni qual volta lo vedeva, poi c'erano le volte che l'aiutava e la salvava, non sapeva il perché ma sentiva che se ne sarebbe pentito se non lo avrebbe fatto.
In quel giorno aveva scoperto il suo passato e vedere le lacrime sul viso, lo faceva star male, già, il suo viso così espressivo ma che in quel momento mostrava solo dolore, non riusciva proprio a vederla così.
Era davvero uno grande stupido, solo ora si rendeva conto del perché pensasse sempre alla ragazza, anche in quel giorno che odiava tanto, lui si era reso finalmente conto di essersene innamorato.
All'improvviso si mise a correre, cercando di essere il più veloce possibile, voleva raggiungerla al più presto, voleva farla tornare a sorridere, voleva... si, voleva baciarla ancora una volta e non lasciarla più allontanare da se.
Che strano, ora che lo aveva capito e lo aveva ammesso, si sentì più felice di quanto non fosse mai stato, da quanto tempo avesse smesso.
Infatti in quel momento aveva stampato sul viso un sorriso da ebete, che però mostrava tutta la felicità del momento.
Nella sua mente ripassò il momento in cui Lucy, se ne era scappata, lo aveva fatto dopo aver visto la tomba di suo padre.
Pensandoci, c'era qualcosa che non andava, per quale ragione era corsa via dopo aver visto la lapide di suo padre?? questo si chiedeva Natsu, poi gli balenò nella mente una strana ipotesi.
<< Possibile che quel Neel era mio padre?? >> il suo pensiero non era sbagliato, infatti, se pensava alla descrizione dell'uomo, più che altro della personalità e del suo mestiere, tutto combaciava come i pezzi di un puzzle.
No, ormai ne era sicuro al cento per cento, dava un senso alla sua fuga e se avesse avuto ragione, la ragazza per cui provava amore, si stava di sicuro la colpa, stranamente riusciva a comprenderla.
Ora più che mai non poteva perdere un minuto di più e infatti aumentò il passo, seguendo la possibile andatura della bionda.
La stradina in cui stavano, era quella che portava all'acquario, già c'era qualcosa del genere o almeno così ricordava la ragazza, in quel momento però, poco importava dove fosse ma chi avesse davanti.
I suoi occhi erano puntati su di lui, l'uomo che aveva di fronte, voleva scappare, a quanto pare non faceva altro da una vita, cosa poteva fare, lei non lo sapeva e non riusciva nemmeno a pensare.
L'uomo, vestito elegantemente, giacca di un marroncino tendente sul beige, con la cravatta nera, i pantaloni del medesimo colore della casacca, mentre la camicia sotto di essa era bianca e le scarpe, anch'esse eleganti, erano di un nero lucido.
Anche il suo aspetto era elegante, se no nobiliare, capelli ordinati e pettinati all'indietro, biondo scuro e dai baffi della stessa colorazione, mentre i suoi occhi erano neri.
L'individuo guardava la giovane dalla sua altezza, mentre lei continuava a stare seduta a terra, non aveva le forse per rialzarsi, quel tizio la intimoriva solo col suo sguardo serio e severo.
- Da quanto tempo non ci vediamo... Lucy - il suo tono, quel suo tono, non le era per niente mancato, al solo ricordarsi le saliva la rabbia, purtroppo però, la paura era più forte e non poté dire nulla.
- Nee-san!! Sei davvero tu Nee-san!? - Una ragazzina, che probabilmente frequentava le medie, si presento davanti a Lucy, correndole in contro e saltandole addosso per abbracciarla, nel suo viso le lacrime scorrevano.
- Wen... dy?? - ne fu sorpresa quanto lei, di vederla in quella città in cui pensava di non rivederla più, soprattutto qua a Magnolia.
- Che ci fai qui sorellina e soprattutto... con nostro padre?? - chiese titubante, non si sentiva sicura di potersi comportare come, tempo fa, faceva col padre, perché lei sapeva che, se si era portato dietro la figlia più piccola, l'aveva in pugno.
Wendy Heartphilia, la sorella minore di Lucy, ha i capelli lunghi e lisci che gli cadono liberi per tutta la schiena, la loro colorazione di un blu cielo la rendono bella come la notte, il fisico magro e snello, dalla pelle rosea e gli occhi marroni a completare il suo aspetto infantile, in un certo senso.
- Per cosa se non per riportarti a casa - fu suo padre a parlare, serio come al solito, Jude Heartphilia, l'uomo che tutti odiavano, che Lucy l'avrebbe voluto morto e inesistente, soprattutto dopo la morte della madre Layla, che inspiegabilmente lei ripensava ogni volta che lo vedeva in viso.
- Oh andiamo, sappiamo bene entrambi che non vi frega nulla delle vostre figlie - si ritrovò accidentalmente a dire, con uno sguardo di disgusto e di sfida nei suoi confronti, afferrò la sorellina e la portò dietro di se.
Non avrebbe permesso di metterle le mani addosso, non ora che era riuscita a rivederla, visto che Lui l'aveva mandata fuori da Fiore, per studiare, anche se questa era una scusa.
Wendy non sapeva, non era a conoscenza di essere un "ostaggio" in mano del padre, per farsi obbedire da Lucy, la figlia ribelle, la ragazza che aveva subito torti disumani da Jude, lasciandone la traccia sulla sua pelle chiara.
Così pensavano della piccola ragazzina e mai si sbagliarono tanto eccome se si stavano sbagliando.
La pioggia era ormai cessata e davanti un negozio di oggetti antichi, si trovava un gruppo composto da Gray, Juvia, Erza, Mira e Levy.
Molto probabilmente si trovavano lì per un uscita di gruppo, anche se con loro mancavano Natsu e Lucy a completarlo e loro pensavano proprio a loro.
- Chissà che cosa l'è preso a Lu-chan? - Levy era sempre la prima a preoccuparsi, dopo il rosato naturalmente, ma in quel momento anche lui non c'era, ma sapevano già la sua storia.
- Avrà bisogno del suo tempo e quando sarà pronta... - anche se sentirsi all'oscura, faceva preoccupare anche Erza, ed era una donna forte, in grado di sopportare qualsiasi cosa ma quando si trattava di amici, tutto cambiava.
- Noi ci saremo e la supporteremo al meglio, giusto!? - Gray, sorrideva perché d'altronde la bionda era pur sempre una loro amica e si sa, gli amici non hanno segreti e ci saranno sempre nel momento del bisogno.
Alla risposta del moro, tutti annuirono e la ragazza dai capelli azzurrini si attaccò al braccio del suo ragazzo, che con imbarazzo, non disse nulla e incominciò a incamminarsi insieme ai compagni.
I ragazzi videro corrergli vicino, un rosato troppo di fretta, la scarlatta gli si parò davanti, bloccandolo e guardandolo dritto negli occhi, raggiunti poi dagli altri.
- Ecco che finalmente ti abbiamo trovato - disse la rossa con uno sguardo che non ammetteva scusa campate all'aria, ricevendo un ringhio dall'amico dai capelli rosa.
- Non ho tempo da perdere con te Erza, devo raggiungere Lucy - non era una questione di temo ma bensì di cuore, lui doveva raggiungerla, doveva farla tornare a sorridere, già.
Doveva non era il termine adatto, non era un obbligo o un dovere, era il volere del suo cuore, della sua anima che fremeva di rabbia e di amore, il contrasto perfetto.
- Cosa stai dicendo Natsu, che c'entra Lucy?? - chiese confusa ma allo stesso tempo preoccupata per l'amica, il giovane si girò verso di lei e capì tutto quanto.
- Devo vederla, c'è qualcosa d'importante che devo dirle e non solo una - disse con un mezzo sorriso, i suoi amici e compagni lo guardarono un pò sorpresi, da quando non smuoveva le labbra?? Troppo tempo da ricordare.
- Juvia dice che bisognerebbe lasciar andare Natsu-san - la giovane azzurrina si presto a dire in strane gesticolazioni, che fecero ridacchiare il suo ragazzo e arrossire lei.
- Vai e spacca tutto Natsu!! - dissero in coro, mentre se la ridevano quando il rosato si girò di spalle, per via dell'imbarazzo di quei suoi stupidi compagni e gli disse un semplice...
- Come se potessi - disse l'interpellato, correndo poi verso la sua Lucy, che ancora non riusciva a trovarla.
Come avesse iniziato a considerarla sua, non lo sapeva neanche lui, eppure non sapeva se lei provasse i suoi stessi sentimenti, se ciò non era, semplicemente l'avrebbe conquistata e fatta sua, in un modo o nell'altro.
- E' andato - disse Gray con uno sbuffo anche se la sua espressione sembrava dire "come al solito" stringendo a se Juvia, che arrossi vistosamente, mai si sarebbe abituata all'improvvisa dolcezza di lui.
- Già, come al solito - Mirajane con uno sguardo malefico, o meglio, sul suo volto c'era un demone e non la dolce Mira, ciò fece arrossire il moro, perché aveva capito l'allusione che faceva e che riguarda la coppia abbracciata.
Wendy spostava il suo sguardo dal padre alla sorella maggiore, lei sapeva per quale ragione Lucy se ne era andata da casa, lei sapeva cosa era successo tra lei e il genitore, ecco perché era tornata.
La sorellina voleva che la bionda si confidasse con lei, che gli raccontasse tutto ciò che era accaduto di tutto ciò che ancora non conosceva, come avrebbe fatto però ad andarsene con la sua sorellona, se il padre le ostacolava??
- Non sei cambiata per niente, figlia mia - le parole di Jude dette con quel finto tono dolce, fecero venire la pelle d'oca alla figlia in questione.
Lei lo guardava con disprezzo, come poteva un uomo così falso, così egoista, così insensibile e soprattutto così ingiusto, con la sua prima figlia era soprattutto questo tipo di persona, un padre?? Nessuno poteva darle una risposta degna di essere ascoltata.
- Neanche voi, padre! Siete lo stesso uomo di allora - Disse lei con quel disgusto che solo lui riceveva, perché solo lui meritava quel trattamento dalla ragazza, le aveva fatto troppo male, in tutta la sua vita.
- Non dovresti guardarmi in questo modo, infondo ti ho sempre amata - Ogni parola che diceva e le si avvicinava, la bionda si ritrovo a portare una mano alla bocca, Lucy non aveva mai dimenticato.
Ad ogni passo che faceva il padre, che lo avvicinava alla figlia, automaticamente lei ne faceva altrettanti per allontanarsi, trascinando con se la sua sorellina, che guardava preoccupata.
- Dovreste smetterla di portare una maschera... papà - era inutile, non poteva perdonare quell'uomo, lui non le voleva bene, lui la vole solo per il suo egoismo, che per Lucy era disgustoso, lei tremava e Wendy la sentiva ma cosa poteva fare lei? C'era qualcosa che poteva fare per sua sorella? Aveva paura di rispondere a se stessa.
- Hai il suo stesso aspetto e anche la sua stessa arroganza - lo sguardo di Jude cambiò, o meglio, si mostrò per ciò che era, la guardava con rabbia, anche i suoi gesti erano compiuti con la stessa emozione.
Il padre afferrò con forza il polso del braccio destro di Lucy, quest'ultima sentendo la presa, si bloccò improvvisamente.
Sentiva dentro di se, come se qualcosa si fosse sbloccato, sul suo volto incomincio a rigarle acqua salata, le sue lacrime, che dopo una dura lotta si liberarono e incontrastate scendevano lentamente lungo le sue gote, per poi cadere in piccole gocce, verso il suolo.
Il tempo sembrava stesse migliorando, almeno la sua ricerca non era intralciata dal pianto del cielo, però le nuvole non accennavano ad allontanarsi e sparire da quell'azzurro ormai sporco da esse.
I passi del ragazzo andavano a posarsi forzatamente sulle piccole pozzanghere che vi erano nel suo percorso, senza contare, che per sua fortuna, sembrava meno affollato pian piano avanzasse.
Il pensiero verso quella bionda tanto strana, lo stava assalendo sempre più, riportando alla mente il loro primo incontro.
Si era reso conto dello sguardo shockato di lei, quando lui si voltò e se ne andò, già, l'aveva notato e come poteva non accorgersene, le sembrò davvero buffa ma anche carina e si era pure stupito quella volta.
Si ricordò di quelle piccole opportunità avute, già, aveva sfiorato e toccato quelle labbra così tante volte, che ora non riusciva neppure a contarle e sinceramente non gli interessava farlo.
Nemmeno Lisanna era riuscita a fargli provare tutte quelle emozioni, il suo pensiero finiva irrimediabilmente su Lucy, il calore del suo corpo raggiungeva temperature più alte del normale e lui non risentiva mai del caldo e nemmeno del freddo.
Il suo cuore perdeva battiti che, ad una persona, normalmente portava a morte certa, invece con lui no, anzi quando riprendeva a pulsare era troppo accelerato e batteva prepotentemente con forza, nel suo petto.
Ormai aveva capito che voleva la bionda tutta per se, al suo fianco e sempre con quel sorriso solare e splendente che la caratterizzava, per lui, quella ragazza, era la sua tanto agognata stella.
Dolore, al solo pensiero che Lucy ne stesse provando e cercando di sopportare, a Natsu gli si stringeva il cuore, non amava particolarmente vedere le persone piangere ma aveva capito che non voleva vedere quel dolce faccino, rigato dalle lacrime dovute alla tristezza e al dolore.
Il loro secondo incontro, se lo ricordava come fosse ieri, il rosato sapeva che la bionda volesse ringraziarlo per averla salvata da quei bastardi pervertiti, come li chiamava lui, invece cosa aveva fatto, l'aveva tratta nel peggior modo possibile.
Le aveva detto delle cose che nemmeno pensava, l'aveva fatta arrabbiare, ci aveva litigato e quando l'aveva afferrata con rabbia, aveva letto nei suoi occhi il terrore, la paura di essere toccata.
Quello sguardo non era rivolto a lui, era fisso nel suo profondo cuore e l'aveva capito, qualcosa era accaduto dal renderla così timorosa verso gli uomini, duri e freddi dentro e fuori.
Ripensando a quel momento si ritrovò a serrare le mani in pugni, una stretta così forte che gli fece sbiancare le nocche per quanta forza ci stava mettendo, chi fosse stato a farle del male l'avrebbe pagato, nel migliore dei modi.
Voleva raggiungerla, abbracciarla e trasmetterle tanta sicurezza e soprattutto, la sua vicinanza, voleva farle capire che lui ci sarebbe sempre stato per lei, che l'avrebbe portata via dal dolore e resa felice, proprio come Lucy faceva con lui.
Non ricordava più da quanto tempo stava correndo, non gli importava, il suo unico desiderio era trovarla e ce l'avrebbe fatta.
Come se il suo desiderio si fosse materializzato nella sua mente, un grido gli arrivo alle orecchie e non solo a lui ma quella voce, Natsu l'avrebbe riconosciuta fra tutte, era la sua.
Sentiva una strana agitazione, gli fece pensare che le stesse accadendo qualcosa e ciò non faceva aumentare che la sua rabbia, non avrebbe permesso a nessuno di fare del male alla sua ragazza.
Già, il rosato sapeva essere davvero possessivo, ciò però gli impose di affrettarsi e così accelerò la sua corsa, in aiuto della sua lei.
Tutto! Era tutto così sbagliata quella giornata, i suoi ricordi del passato che riaffioravano, l'incontro con Natsu, la verità che vi aveva letto in quella lapide, la sua fuga da lui, la presenza di quell'uomo... come poteva andare in peggio? Ah già, stava andando sempre in malo modo, quello che doveva essere suo padre le stringeva il polso con forza, fino a farle un male insopportabile ma non quando dolore lei avesse recato a quel ragazzo dai capelli rosa.
Si, la bionda pensava di esserne la colpa, sua madre e il suo eroe, che altri non era il padre di Natsu, erano morti a causa sua ma questo lo pensava soltanto lei.
Non sapeva quanto si sbagliasse, quanto quel rosato ci tenesse a lei e nemmeno si rendeva conto dei suoi stessi sentimenti o forse era lei stessa a far finta di non capirsi.
Ora il punto era un altro, lei era di nuovo nelle grinfie di suo padre, ormai aveva persino smesso di piangere e pensare, pronta ad essere sfiorata dal suo tocco malsano, per l'ennesima volta.
Però più Jude la stringeva con forza e più Lucy tornava con la mente ad ogni ricordo in cui suo padre la picchiava e alle volte arrivava ad avere quel comportamento oltre il comportamento da padre.
Quei ricordi in cui finiva per subire quei gesti morbosi proprio da colui, che un tempo chiamava "papà", la fecero rabbrividire e la paura venne a voce.
- LASCIAMI!! - la ragazza cercava inutilmente di liberarsi da quella presa, lei però era una ragazza e come tale, rispetto al padre, era debole e non poteva fare altro che abbandonarsi alle urla.
- Tu verrai con me!! - Jude le disse crudelmente, zittendola con un sonoro schiaffo alla guancia destra, mentre incomincio a tirarla via con se.
Non poté far altro che portare la mano libera, sulla guancia colpita, anche se la bionda continuava la sua dura lotta con quella presa, che le faceva meno male del dolore alla parte colpita da Jude, e con la sua paura.
Il suo viso si riempì nuovamente con lacrime amare, piene di dolore e solitudine, nessuno l'avrebbe salvata, anche se il suo pensiero andava ad uno solo.
<< Natsu, aiutami!! >> una supplica, una richiesta, un bisogno, non sapeva neanche lei cosa fosse, però lo aveva sperato con tutto il suo cuore e come se quel desiderio si fosse appena avverato, la presa che sentiva si spezzò.
Vide quello che era suo padre, essere colpito sul volto da qualcuno e cadere miseramente a terra mentre il suo polso era finalmente libero di tornare a far scorrere il proprio sangue.
La bionda libera da quella morsa, perse l'equilibrio e cadde a terra o almeno era quello che sarebbe successo, se non fosse per un braccio che la bloccò prima di toccare la superficie del pavimento.
Improvvisamente si sentì tirare da quella persona e abbracciare con fare protettivo ma lei notò che c'era anche possessività in quel forte, ma allo stesso tempo, dolce e caloroso abbraccio.
Mentre Jude si stava rialzando, Lucy spostava il suo sguardo verso colui che l'aveva salvato, quando poi incontrò due occhi neri ma che in quel momento, sembravano di quel verde smeraldo che lei tanto amava.
Lei non seppe far altro che ritrovarsi sorpresa, con gli occhi spalancati, i loro sguardi si incrociarono e dalle sue labbra non uscì altro che un solo nome.
- Natsu - un sussurro quasi impercettibile a chiunque ma che all'interlocutore arrivò, forte e chiaro.
Vedere il suo viso addolcito la portò a perdersi in quella pozza nera smeraldina ma poi, vedendolo voltarsi con sguardo serio, lei si voltò nella stessa direzione e lo vide, suo padre si era rimesso in piedi.
- Tu... come osi, moccioso!! - nel suo tono c'era rabbia, un accanimento non solo perché era stato colpito da quel ragazzino impertinente, no, le aveva strappato di mano sua figlia e ora la teneva stretta a se.
Lucy quando vide il volto dell'uomo, s'irrigidì e incominciò a tremare, Natsu la strinse di più a se per calmarla e quando tornarono a guardarsi, il rosato le asciugò le lacrime con l'indice della sua mano destra, tale gesto la fece calmare.
- Non m'interessa chi tu sia ma non perdono chi fa del male alla mia Lu - disse il ragazzo in un impeto di ira, una collera che mai la bionda gli avesse mai sentito nel tono e mai visto nella sua espressione.
Se uno sguardo potesse uccidere, quello di Natsu lo avrebbe incenerito per come ardeva la sua rabbia, la ragazza l'aveva capito, lo stava facendo per lei e stranamente la rese felice, che strinse a sua volta il ragazzo.
Si sentiva al sicuro tra le sue braccia, i suoi capelli rosa gli ricordavano i petali di ciliegio che aveva visto in un immagine di un libro, i suoi occhi le parevano così penetranti e ipnotici, quel nero che sfumava in uno smeraldo la colpiva dritto al cuore.
La sua stretta era così piacevole, sentiva il calore del suo corpo eppure era fradicio come lei, per via della pioggia che si era scatenata poco prima, per non parlare del suo odore selvatico e i suoi muscoli che si sentiva vogliosa di poterli accarezzare, dal primo all'ultimo.
Appena si rese conto di quali pensieri indecenti stava per avere, arrossì vistosamente e si diede mentalmente della stupida, lui era fidanzato d'altronde ma lei non sapeva che Natsu e Lisanna si erano lasciati.
Il rosato non si era reso conto del colorito della bionda, era troppo concentrato in quella sensazione piacevole che gli davano le piccole mani di lei, aggrappati alla sua camicia bianca, a maniche corte, parte della divisa scolastica.
Era in imbarazzo, per quanto potesse essere effettivamente strano, anche lui provava queste emozioni ma dovette tornare a concentrarsi su quel bastardo che aveva fatto piangere la persona più importante della sua vita e questo glielo avrebbe fatto pagare.
Angolo Autore
Per il piacere di molti e per ciò che avevo detto nel'ex (xd) capitolo, eccovi il nuovo capitolo di questa mia storia, la prima a cui ho dato vita *^*
Cosa posso dirvi se non "sto maledicendo me stesso per questo capito, che anche se dovevo e penso di averlo scritto bene, odio questa situazione xD"
No, a parte sto vaneggiamento, quanti di voi se lo aspettava che fosse il padre? Natsu arriva sempre al momento giusto e Wendy, tadan! Wendy la sorellina di Lucy *^* tante cose e un misto di felicità e odio profondo xD
Beh, aggiorno sempre a 3 recensioni quindi... spero a presto, bye ♡
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