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•|*Viviamo e amiamo|•17

Mi risveglio quando avverto dei piccoli movimenti, devi aver ripreso coscienza di te, ritrovandoti fra le mie braccia, sbuffo infastidito aprendo lentamente gli occhi, rendendomi conto del fatto che è nuovamente giunto il mattino grazie ai radi fasci di luce che illuminano il pavimento, ti fisso ancora un po' confuso dallo stato letargico nel quale ero scivolato e dal quale mi hai appena scosso. Sei pallido in viso, posso rendermi conto dello stato allarmato e di pieno panico in cui verti grazie ai feromoni che stai rilasciando nella stanza, devi aver ricordato quello che è avvenuto fra di noi proprio ieri, scatti a sedere con la schiena diritta, facendo scorrere i polpastrelli ruvidi contro la pelle nuda dei tuoi addominali, come se stessi riflettendo su qualche cosa, io ne approfitto per seguire il tuo movimento e cingerti nuovamente, voglio sentirti vicino e non so come potrò scrollarmi di dosso l'inquietudine che mi pervade ogni volta che non ho contatto con il tuo corpo, devo per forza toccarti o potrei davvero aggredire qualcuno a causa del nervosismo. «Ieri... io ho...» «Mi hai impedito di usare i preservativi» «Non ero in me» «Lo so, però capisci che il tuo calore era davvero debilitante, non so se riesci a ricordarlo, ma quando lo hai liberato sono caduto sulle mie ginocchia, non è che sia riuscito a rialzarmi, se ti sporgi un poco noterai che mi sono trascinato fino al letto. Ora dimmi, credi che con un clima così io potessi resistere alle lacrime del mio omega senza che i miei istinti prendessero il sopravvento?» soffio leggermente irritato, tu scuoti la testa accarezzando amorevolmente il ventre ancora gonfio a causa di tutto il mio seme, ti passi la lingua umida sulle zanne in mostra, segno che probabilmente tra poco giungerà una nuova vampata di calore, ci troveremo sicuramente ad unirci ancora, sei agitato ma non sembri arrabbiato o disperato, sono davvero confuso, cosa ti preoccupa mio amato?
Hai la mano sinistra abbandonata lungo i fianchi, la osservi indeciso per poi lasciarla navigare attraverso la distesa lattea delle coperte, cerchi la mia e una volta che l'hai trovata la agganci, trascinandotela dietro senza fatica, giocherelli un poco con le mie dita rilassate prima di concedermi di percepire una certa soddisfazione quando tocco il tuo ventre, annusando la dolcezza della gravidanza su di te, mi osservi dritto negli occhi con le tue pozze di fuoco vivo chiedendo: «Deku... tu vuoi questo cucciolo?» storco il naso, non fraintendermi, non è la mia risposta al tuo quesito, sono interdetto dal fatto che tu creda che io potrei in qualche modo spingerti ad abbandonare la piccola vita che si sta sviluppando dentro di te, ti mordo aggressivamente all'altezza della collottola tirando fuori dalle tue labbra un gemito strozzato d'apprezzamento, ringhio infastidito per poi risponderti: «Te l'ho già detto ieri, quando ti ho morso non ho pensato solo al fatto di voler evitare che qualcun altro potesse prendere il mio posto, ma l'ho fatto cosciente che in futuro avremo avuto un famiglia. Magari non mi aspettavo che sarebbe avvenuto così presto, ma non lo hai fatto neanche tu, questo non significa che tu non voglia tenerlo, giusto?» ti rilassi instantáneamente abbandonandoti contro il mio corpo, posso percepire anche un cambio nei tuoi feromoni che ora sono estremamente allegri e gioiosi, mi piace il modo in cui ormai lasci trasparire il tuo stato emotivo e non posso fare a meno di sorridere nel momento stesso nel quale ti accarezzo il capo, generando in te delle dolci fusa, le quali calmano come per magia il subbuglio che s'era scatenato in me prima.

Chiudi gli occhi appoggiando la nuca contro la mia spalla, sorridi in modo così radioso da contagiarmi e finalmente il mio cuore calmo si gonfia di appagamento, sto per sussurrarti i miei sentimenti per l'ennesima volta quando si infilano nella nostra stanza i nostri compagni di classe e alcuni dei nostri professori, ci osservano accigliati cosa che ti desta dal tuo stato di beatitudine, portandoti ad uno angosciato che fa scattare il mio istinto protettivo, ringhio minacciosamente verso la folla, indietreggiano tutti contemporaneamente, esponendo il collo in segno di sottomissione, per poi tremare accasciati a terra, gli unici che riescono a resistere sono Aizawa e Midnight, i quali comunque ricordano foglie secche d'inverno. «Avete avuto rapporti?» domanda faticosamente la donna dagli occhi azzurri, ottenendo un cenno con il capo da te, che nel mentre sei appiccicato al mio busto il più possibile, se oseranno metterti sotto stress ora che sei emotivamente instabile a causa del calore in atto e da poco avvenuta fecondazione non sono certo che riuscirò a trattenermi, in fin dei conti trovo che dipingere di rosso questa stanza con il loro sangue sarebbe estremamente piacevole, ghigno gustandomi la macabra immagine che s'è impadronita dei miei pensieri e che sta deliziando i miei sadici istinti, almeno fino a quando il tuo tocco delicato cattura tutta la mia attenzione, distogliendomi dai cruenti scenari che stavano per sfilare nella mia mente.

«Non potete tenere il bambino, siete troppo giovani ed estremamente spericolati, credete che farete del bene al cucciolo lasciandolo senza genitori?» afferma la donna con ritrovata sicurezza, pensa di poter parlare come desidera in mia presenza solo perché mi stai tenendo calmo, non ha idea di quanto si sbaglia e non perdo certamente l'occasione di ricordarle quale sia il suo posto, lo faccio con un ringhio ancora più minaccioso del precedente che riduce entrambi in ginocchio, poi parlo: «Schiaccerò chiunque proverà a fare del male alla mia famiglia, proprio come ho schiacciato la L.O.V.» ciò detto ti stringo in un abbraccio, ti sei agitato quando Nemuri ha detto che non potevamo tenere il bambino, non temere, non permetterò a nessuno di nuocere a te o al nostro cucciolo, penso ciò toccandoti la pancia.
«I vostri genitori stanno arrivando, credete che vi faranno tenere il cucciolo?» domanda Aizawa neutrale, io annuisco leggermente cercando di calmare il tuo tremore: «Mia madre sicuramente, in più conoscendo Mitsuki e Masaru dubito fortemente che si opporranno alla nostra decisione» non possono semplicemente farsi gli affari loro? Non siamo i primi studenti di diciassette anni ad affrontare una gravidanza, anzi, al dire il vero ci sono coppie ben più giovani che invece ricevono pieno supporto, questo è il mondo nel quale viviamo, dove gli istinti dominano sopra ogni cosa, dunque perché loro si ostinano tanto, domanda sciocca, so bene che la causa è che non sanno cosa aspettarsi dal mio fattore genetico. Non mi interessa, mi sono distratto per un attimo e forse il moro non pensa che io abbia notato il suo patetico tentativo di avvicinarsi a me ed il mio compagno, la scarica di feromoni negativi che gli rivolgo è abbastanza per farlo piegare a terra, boccheggiando dolorante: «Riprovaci ed espando la portata dei miei feromoni, chissà cosa dovesse succedere se entrassero a contatto con il tuo compagno, visto come stai tu ora, vogliamo provare?» sorrido crudelmente mostrando i miei denti acuminati, ho notato l'agitazione che ultimamente ha fatto parte di Aizawa, non c'è voluto molto per dedurre che Present Mic sia gravido, il professore impallidisce alle mie parole e si tira indietro scuotendo la testa violentemente, non vuole perdere il suo cucciolo, caccio fuori gli artigli e mi alzo, apro la finestra poi torno da te che mi guardi disperato per la mia presenza, ahh, come diavolo puoi essere tanto bello e adorabile allo stesso tempo, sai, dovrebbe essere impossibile eppure tu ne sei capace. Ti bacio dolcemente coccolandoti gentilmente, scatenando le tue fusa che mi rilassano abbastanza da evitare di trasformarmi in lupo nuovamente, quando si tratta di doverti proteggere perdo la ragione e tutti i presenti, esclusa Midnight, ne hanno visto le conseguenze, ciò nonostante da stolti quali sono tentano ancora qualche cosa.

Rispondo alle tue tenui carezze facendo vibrare le corde vocali in apprezzamento, per poi sussurrare: «Qualsiasi cosa state pensando non vi conviene tentarla» «Ma non possiamo lasciarvi fare, capite che non siete in una situazione comune?» dice Toru, io sospiro, come immaginavo sono preoccupati per questo, come se potessero intervenire separandoci, idioti, ringhio e li minaccio: «Esatto, non sono un alpha normale, quindi prego, provate pure quello che desiderate ma poi non date la colpa a me se voi o vostri compagni morirete. Non riesco proprio a controllarmi quando si tratta di proteggere Kacchan ed ora anche il nostro cucciolo e sapete bene che non sto campando per aria vuote minacce, a dire il vero per occuparmi di voi, miseri, non mi serve neppure cedere alla mia parte secondaria...» li minaccio con un gelida occhiata di breve durata, concentrandomi nuovamente sul tuo amorevole strisciare il naso contro la mia ghiandola sul collo.

«Non puoi sapere se ci saranno delle complicanze, pensate anche a quello che potrebbe accadere al cucciolo» interviene Momo, facendoti agitare, quella ragazza intelligente spera di poter fare leva sul tuo istinto materno per piegarci al loro volere, ma io ti tranquillizzo dicendo di non preoccuparti, al cucciolo non accadrà nulla, i nostri geni sono entrambi forti e non siamo i primi con le nostre caratteristiche a diventare una coppia, ti ricordo che sono i nostri istinti secondari a scegliere il nostro compagno destinato in modo da trovare la persona più adatta per produrre una discendenza, dunque siamo sicuramente compatibili.
«Che diavolo sta succedendo qui?» urla Mitsuki incavolata nera, seguita da mia madre che osserva con orrore la scena, qualche goccia di sudore si muove lungo la sua fronte, sorride in modo preoccupato chiedendo agli studenti di lasciar perdere e tornare le loro stanze, non sa bene cosa stia succedendo ma è sicura che si tratti qualcosa di grave, dunque i giovani aspiranti eroi sono più al sicuro se lontani da me.
«Signora Bakugou, Signora Midoriya i vostri figli hanno concepito e-» la bionda lo interrompe incrociando le braccia al petto: «Quindi? Non capisco perché siate nella loro stanza, facendo di tutto per far agitare un omega in dolce attesa» io ringhio beffardo sotto gli sguardi sconvolto dei due insegnanti, più di Nemuri che di Shota, il quale a dire il vero pare essere più tranquillo dalla mia dimostrazione di ostinazione, il quale sembra aver accettato la situazione: «Si credono di poter impicciarsi quanto vogliono perché non abbiamo il normale corredo genetico di alpha e omega, stavano provando a separarci e probabilmente volevano provare a-» mi fermo sentendo le tue braccia stringersi contro il mio collo, hai ancora paura per il cucciolo ed è normale, i tuoi istinti da omega ti stanno urlando di proteggere il piccolo, con le lacrime che bagnano i tuoi meravigliosi occhi rubini. Uggiolo sofferente nel notare il dolore spezzare la vitalità che solitamente t'appartiene, il mio cuore duole terribilmente, non riesco davvero a sopportare tutto questo, voglio che tu stia bene, al sicuro, con me, dunque ti riempio il viso di piccoli baci delicati e rilascio i miei feromoni protettivi, riuscendo parzialmente a calmarti, poi osservo mia madre chiudere la porta in un sospiro, tuttavia non dice nulla permettendo alla tua genitrice di sorprendere tutti, me e te compresi quando dice: «Non vedo il problema con la loro unione, non sono i più giovani che attraversano questo stadio molto importante ai giorni d'oggi e in più sono perfettamente compatibili dato che hanno entrambi la seconda parte completa. Quello scemo di mio figlio non se lo ricorda, ma da piccolo si trasformava completamente in un lupo e mordeva qualsiasi cosa avesse delle gambe, ah, il mio povero mobilio...» la voce drammatica che rilascia verso l'ultima affermazione mina leggermente la rabbia che traspare dalle sue sopracciglia inclinate, non c'è proprio nulla da fare, vi assomigliate per filo e per segno; a questo pensiero sorrido per poi seguire la risposta della mia amata madre: «Mitsuki, non ho mai scoperto questa cosa...» lei si gratta la nuca spiacente, dicendo che neppure lei aveva mai compreso che la sua migliore amica avesse i suoi stessi, particolari geni, poi aggiunge: «Vi raccomando di non provare a infilarvi fra quei due perché gli alpha durante la gravidanza, anche quelli più mansueti, possono uccidere chiunque senza pietà, anche dei membri della propria famiglia se questi vengono considerati una minaccia. Masaru, il padre di Katsuki, è un alpha dello stesso tipo di Izuku, solo che è molto pacifico e non ha mai perso il controllo, se non quando ero in dolce attesa e ha quasi ucciso mia madre, ma ha fatto bene dato che voleva farmi abortire perché quella psicopatica voleva farmi mettere con qualcuno della mia tribù... per quanto riguarda quella bestiolina bionda, una volta che sarà finito il suo calore, che grazie alla gravidanza è già quasi scemato completamente, caccerà fuori il suo solito caratteraccio. Se quei due staranno separati per più di un minuto diventeranno intrattabili e fidatevi, non vorrei essere nei vostri panni. Detto questo se succederà un'altra volta che infilerete i vostri lunghi nasi nella vita di mio figlio vi prometto che demolisco questa dannata scuola con queste mie mani» ringhia arrabbiata avvicinandosi, ti arruffa i capelli bisbigliando di come non t'abbia mai visto così calmo e taciturno, sorride e prima di trascinare con se i due professori, seguita da mia madre dice: «Ad essere onesta non vorrei essere te caro, se mi assomiglia anche sotto questo punto di vista sarà insopportabile durante la gravidanza, comunque non si trasformerà completamente anche dovesse ricordarsi come si fa, questo per evitare che il cucciolo subisca dei danni» ci abbandonano con queste parole, lasciandomi finalmente libero di dirigere tutta la mia attenzione a te, mio magnifico angelo che te ne stai ignudo al mio fianco, con la pelle chiara, bagnata dalla mia lussuria, celata alla vista indiscreta di altri dal candido lenzuolo che ti avvolge, come l'antica veste portata da quelle magnifiche statue dell'età classica.

La tua ispida, spettinata chioma dorata, risplende come vivide spighe di grano che ondeggiano baciate da un vento delicato, qualche ciocca più lunga scivola lungo la tua fronte di porcellana, solleticando gli occhi di chi t'osserva, spingendoli a rimanere intrappolati nel porpora pieno delle tue iridi luminose, ferme sulla mia figura in una muta richiesta che non mi poni. Con quel fiero orgoglio che permane in te e sebbene tu abbia fatto molti progressi nel controllarlo, questo non ha abbandonato la tua personalità, se la maggior parte degli individui troverebbero questo spiacevole o inadatto ad un omega, io credo invece che ti calzi perfettamente.
Tu che particolare gemma in un mare di vetro, risplendi più del sole fra piccole lucciole che tentano di rubarti la scena e pochi sono capaci di riconoscere il tuo valore, cadendo vittima dell'illusione che circonda la nostra società, sorrido, ti raggiungo e ti abbraccio, ti coccolo con le mie labbra bramose, permettendo solo alla luce chiara dei miei sentimenti di avvolgerti.
Oh se sei meraviglioso, mi incanti con ogni piccolo gesto che mi regali, come quei teneri sorrisi che stringi fra le labbra e hai l'ardore di mostrare solo a me, che perso ti ricerco continuamente, stravolto dal desio d'esser sempre con te e bada, mio amato, che la bellezza tua, quella di cui tanto canto, non è un effimero momento di semplice ed estetica natura, non mi riferisco solo alle tue caduche spoglie mortali che sono innegabilmente perfette, ma più alla costituzione del tuo animo, sorprendentemente ammaliante nella sua fragilità, nascosta sotto una superfice ruvida, tagliente e solida come marmo.

Aferro una delle tue mani e me la porto alla bocca con febbrile impazienza, accolgo nelle mie iridi l'immagine tua che stringo fra le ciglia ripiegate sul mio viso, nascosto parzialmente dall'oscurità della nostra camera da letto, ben coscio che comunque riesci a distinguere ogni dettaglio di me, ridacchio mentalmente pensando che ultimamente, che sia giorno o notte, queste quattro mura sono divorate perpetuamente dalle ombre perché teniamo delle pesanti tente a bloccare la luce, come vampiri che ne rifuggono spaventati.
«Deku?» richiami il mio nome con un leggero rossore a decorare i tuoi zigomi, sei sorpreso dalla galanteria del mio gesto, oggi permettimi di viziarti un poco, lasciami sfoggiare la mia conoscenza per sorprenderti ora, spogli d'ogni maschera e preoccupazione, svuota d'ogni altro pensiero la tua mente e annega nel burrascoso mare nel mio amore per te, mi piego leggermente incombendo sulla tua figura spaesata, hai le gote ancora più livide d'imbarazzo per la mia inaspettata premura, cosa che mi solletica lo stomaco piacevolmente, spingendomi a lasciarti nuovamente senza fiato: «"Viviamo e amiamo mia Lesbia, le chiacchiere dei vecchi troppo severi compariamole soltanto a una moneta senza valore.
I giorni possono tramontare per poi risorgere, noi una volta terminata la nostra breve vita, dobbiamo dormire un'unica eterna notte.
Dammi dunque mille baci, poi cento, poi altri mille, poi ancora centro; infine quando ne avremo totalizzati molte migliaia, celiamone il reale numero per non sapere quanti sono o per fare in modo che nessuno d'invidioso, sapendolo, getti su di noi il malocchio." Come Catullo ignoriamo le occhiate della gente, lasciamo a loro le vili chiacchiere nelle quali amano sprofondare e non crucciarti per i loro commenti infondati, concentriamoci solo su di noi, i nostri baci e nient'altro» tu mi fissi con le labbra socchiuse, non sai come rispondere a questa mia inaspettata citazione poetica e me ne compiaccio, solo che non mi aspetto di ritrovarmi con le tue dita, all'apparenza poco delicate ma estremamente attente su di me, a coccolare le mie guance calde ed un bacio, sconcertante in tutta la sua sapida morbidezza, ti avverto premere contro di me con forza, hai abbandonato la tua titubanza, raccogliendo la tua ammirabile sfrontatezza e questo contatto, sempre più ardente è ambasciatore dei tuoi desideri mai espressi, delle tue ansie ma anche della fiducia che stai riponendo in me. Così, schiocco dopo schiocco il fuoco del tuo calore divampa nuovamente, dandoci una scusa per abbandonarci alla libidine che ci richiama come suoi fedeli schiavi, non oppressi ma stregati dalla sua natura peccaminosa ed eccoci unirci in un groviglio contento di lembi umani, liquidi voluttuosi e pelli umide, fragranze eccitanti che s'appiccicano a noi e non vogliono abbandonarci, come fossero crudeli emissari del diavolo con il solo scopo d'indurci ancor di più in tentazione.

«Izuku...» chiami il mio nome con voce rauca e sensuale, t'inarchi verso l'altro, gettando violentemente il capo all'indietro tra gemiti ed urla che fomentano la velocità delle mie brutali spinte dentro di te, gemo estasiato quando ti sento tagliare la mia carne con le tue bestiali unghie, adorando l'idea che porterò sul corpo una prova di questi attimi di passione, ora siamo più lucidi e protagonisti di questo istante, ci apparteniamo ed abbandoniamo alle mani della persona che amiamo profondamente, è una sensazione estremamente intima che mi scuote nelle profondità più impenetrabili, espandendo un rasserenante calore nel mio cuore che ancora palpita per te soltanto e t'amo, t'amo come nessuno potrebbe concepire, con una smania tale che mi pare d'impazzire ad ogni secondo che passiamo insieme, consumandomi nei sentimenti che mi mantengono sano. Sono stretto al tuo corpo tremante, accasciato contro il mio, teso mentre rilascio il mio liquido seminale nel tuo utero, ancora ed ancora, lasciandoci con le bocche spalancate, i respiri mozzati e una profonda soddisfazione a colmarci, dopo una manciata di minuti il mio nodo s'è sgonfiato ed ecco che posso staccarmi dal tuo erculeo corpo, ammirarti in tutta la tua bellezza, per poi trasportarti con cura sino al bagno che condividiamo con gli altri abitanti del dormitorio, fortunatamente, trattandosi delle ore mattutine di una giornata scolastica non incrociamo nessuno per la strada, dopo l'orrenda scenata di qualche ora fa devono essersi dispersi tutti per andare a svolgere i loro doveri da studenti.

Come un bravo compagno e alpha dovrebbe fare, mi prendo cura di te, che indebolito dallo sforzo e dal calore mi permetti finalmente di viziarti, almeno ne sono convinto fino a quando torniamo in camera, l'ho già pulita e messa in ordine quando tu, stranito da qualche pensiero richiami la mia attenzione con una frase che rovina ogni mia speranza: «Deku studiamo, tra una settimana ci sono gli esami di metà anno scolastico, poi ci saranno le vacanze d'inverno» io sospiro annuendo, tiro fuori i libri e li trascino fino al letto sotto i tuoi occhi divertiti, rischiarati d'ogni preoccupazione, uggiolo scontento nel non poter passare il mio tempo con te fra le mie braccia, coccolandoti come meriteresti.

*Viviamo e amiamo: si tratta di un componimento latino scritto da Catullo, è una poesia d'amore rivolta alla sua amata che lui chiama Lesbia, un soprannome per non disonorare la sua amante che era sicuramente una donna sposata. Usa l'esortativo nella frase "viviamo e amiamo mia Lesbia" invitando se e l'amata ad abbandonare le preoccupazione, il chiacchiericcio della gente che li giudica, il poeta infatti vuole che lei s'abbandoni soltanto al loro presente perché la vita umana è breve, quando termina non c'è modo di recuperare il tempo perduto e dunque devono sfruttarlo per scambiarsi baci, talmente tanti da non poter essere contati ed infine dimenticarne il numero così da non avere il senso di colpa per quel loro amore e per impedire a chi invidia la loro relazione, di poter mandare loro il malaugurio. Ho trovato che questa poesia si adattasse bene alle vicende e a dire la verità sono state proprio queste righe a darmi l'ispirazione necessaria per terminare questo capitolo in queso esatto modo.

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