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•|Ultima luce|•18

«Inko, sei sicura che vada tutto bene, mi pari un po' pallida...» chiede angustiata Mitsuki mentre usciamo dalle imponenti mura della U.A. con passo lento, io le sorrido cordialmente non avendo la minima intenzione di far preoccupare la mia cara amica, scuoto il capo e dico: «Oh, si, certo non preoccuparti. Vedere come il mio Izuku sia diventato grande, difendendo il suo compagno dinnanzi a tutti mi ha ricordato del mio passato con Hisashi» non riesco a trattenere la mestizia che aleggia nel mio cuore sofferente, prendo una grossa boccata d'aria sopprimendo il guaito doloroso che tanto vorrebbe risalire la mia gola e in un attimo di distrazione sfioro con le dita i segni dei tuoi denti, oh quanto fa male il pensiero di non poter più incrociare i tuoi occhi luminosi come il sole, nel non potermi più crogiolare nel tuo odore fresco che sa d'erba appena tagliata, il cuore mi si stringe nel petto piangendo quelle lacrime che io non posso versare ora, non davanti alla bionda che mi circonda in un caldo abbraccio, è confortante, ma non abbastanza da riempire quel gelido vuoto che aleggia in me da anni, ma te l'ho promesso, resisterò a questa vita finché potro, come termine minimo accettabile di vedere dei nipotini scorrazzare gioiosamente fra le mura di quella casa che avevi comprato per noi, avresti dovuto inaugurarla tu ma alla fine non t'è stato concesso porvici neppure un piede.

Vengo riportata alla realtà dalla donna che preoccupata m'invita a farmi controllare da un medico: «Inko lo sai quanto può essere dannoso non prendersi cura delle proprie dinamiche, soprattutto quando si è parte degli omega. Stai ingrassando molto a causa degli ormoni che non trovano sfogo nel tuo calore, hai un compagno che però effettivamente non c'è più, lo so che è doloroso ma dovresti pensare all'opzione di-» affondo le unghie nella pelle del mio collo, attorno al segno del nostro legame con fare protettivo, poi la osservo con quella crudeltà che solitamente non sarebbe mia: «Mitsuki, capisco che tu sia agitata, ma non ho intenzione di liberarmi dell'ultimo contatto che ho con Hisashi, non importa quale sia stata la sua sorte, lui è il mio unico e solo compagno» la mia voce si riversa fuori dalla mia bocca con un accenno di minacciosità che in verità non è mia intenzione sfoggiare, tuttavia né io, né il mio omega permetteremmo una cosa del genere, lei si gratta sconfitta la chioma ribelle posandomi le mani gentili sulle spalle con un sospiro sconfortato, mi chiede perdono chinando leggermente il capo in avanti, in una sorta di inchino, tiene gli occhi chiusi come chi è impegnato in una qualche difficoltosa riflessione, poi quando pare aver trovato le parole corrette afferma: «Perdonami, non era mia intenzione turbarti, è solo che non riesco a mandare giù il fatto di vederti stare male e non poter fare nulla per migliorare la situazione, sono stata indelicata, hai ragione, però vorrei che ru capissi quando profondamente tengo a te e la naturale paura che deriva dal mio affetto. Sei l'unica persona, oltre al mio adorabile Masaru, che mi comprende perfettamente, che sa come prendermi anche nei momenti peggiori, come farei senza di te?» gli occhi rubino le si velano di lacrime, che proprio come il figlio non lascia cadere per puro orgoglio, sorrido rallegrata stringendo le sue lunghe dita con le mie, ricordandomi di quella volta nella quale un piccolo Katsuki aveva litigato con il nostro bambino, oh se avessi potuto vedere la scena ti sarebbe scoppiato il cuore caro, il nostro riccio aveva messo su un broncio impenetrabile, lasciando piccole gocce salate scivolare lungo la sua guancia, l'altro s'era pentito delle proprie azioni, voleva chiaramente tornare a giocare con il nostro cucciolo ma non aveva il coraggio di chiedere scusa, me lo figuro ancora oggi con il labbro inferiore che tremolava, con un continuo tiar su il naso per ricacciare indietro il pianto e le manine strette in pugni contro la propria maglietta, ora, se vedessi la madre, non diresti che si somigliano terribilmente non solo nell'aspetto ma anche nel modo di porsi? Forse no, credo che rideresti un po' della mia visione nostalgica della fanciulezza ormai lontana di Izuku, magari faresti qualche infelice battuta sulla natura remissiva che l'omega ho ostentato dinnanzi a tutti qualche istante fa, poi finiremmo a parlare del nostro bambino, non più tale, che mostra tutti i segni d'aver ripreso la tua assurda natura protettiva, anche se dubito che sia dolce e tenero quanto te, l'ho visto più propenso alla violenza e ben più aggressivo di quanto tu non sia mai stato, anche quando ci hai protetti da quel tuo caro fratello, malato a causa della propria disperazione.

Ridacchio scompigliando un poco le ciocche d'oro che ricadono controrte contro il viso di Mitsuki e la tranquillizzo: «Lo so, non sono arrabbiata con te, anzi, sono molto felice che tu mi ritenga una persona tanto importante nella tua vita, ma lo sai come funziona Mitsuki, l'uno non può vivere senza l'altro e io sto arrancando solo per sua richiesta e per il bene di Izuku, che prestò mi porterà il mio primo nipote e non sai quanto questo mi renda felice, nonostante tutto» non le confesso il male che mi pervade ogni giorno, quando la mia mente ancora innamorata si rifugia nelle memorie ancora chiare dei giorni nei quali ci stringevamo l'uno al corpo dell'altra, presi dalla frenesia di una gioventù mai rimpianta, dalla foga del nostro primo calore che spendemmo insieme contro il volere dei nostri genitori, eravamo stati promessi ad altri eppure il nostro legame ci aveva guidati fra le braccia del nostro destinato, ah quanto era fredda quella caverna sul pendio scosceso del monte sul quale era situata la nostra tribù nativa, ma quanto erano bollenti le tue mani contro la mia pelle e dolci i baci che ci scambiavamo ebbri dell'amore che era sbocciato fra noi...

Saluto la donna con un cenno della mano e compio qualche passo nella gelida notte che si adagia sulle mie spalle come un corvo minaccioso, un brutto presagio scivola nel retro del mio stomaco mentre continuo ad avanzare lungo una strada deserta a causa della tarda ora, mi guardo attorno con circospezione assicurandomi che non vi siano pericoli introno alle mia indifesa figura, poi come un lampo un brivido freddo, di puro terrore scuote la mia schiena ricurva a causa del peso che ho messo su negli anni, realizzo un qualcosa di angosciante che mi porta a mettermi una mano dinnanzi alla bocca spalancata, mi pietrifico in questo modo, come se il tempo si fosse fermato per me a causa dell'unicità di qualche villain, l'illusione però viene spezzata da gocce sempre più frequenti di sudore freddo che abbandonano non solo le mie tempie, ma anche le mie mani ed i miei piedi. Il mio bambino, proprio come te, è un cosiddetto alpha divino della famiglia principale, Katsuki è si un omega divino, tuttavia non fa parte del ramo più puro, temo dunque che quella persona, la stessa respondabile della tua dipartita, tenterà di mettere le mani sul cucciolo che i due stanno aspettando, scuoto la testa riprendendomi, non ho tempo di anneggare nel passato o nel piacevole rammentarmi di te, spero mi perdonerai per questa brusca deviazione dei miei pensieri, ma devo fare del mio meglio per proteggere il nostro cucciolo da quello che verrà, sperando che abbia un fato migliore del nostro e dunque corro verso casa, come una disperata, mi chiudo la porta alle spalle con un tonfo violento e mi tolgo malamente la scarpe all'ingresso prima di avventurarmi al buio verso la mia camera da letto.

Non mi preoccupo neppure di cercare l'interruttore, tasto ansiosa il fondo dell'ultimo cassetto a sinistra della cassettiera situata davanti al letto, distacco il doppio fondo del legno e ne estraggo un paio di fogli ingialliti che potrebbero, eventualmente essere salvifici più avanti nel tempo, solo quando ho quella carta stretta al petto trovo la forza di barcollare fino ad accendere la luce nella piccola stanza, mi siedo al bordo del letto e scorro compulsivamente con lo sguardo lungo le righe ben leggibili e perfettamente ordinate che vi sono riportate, sospiro infilandomi una mano fra i capelli verdi. Ho già scritto prima una lettera a mio figlio nella quale ho tentato di spiegarli al meglio come funzionano le cosa per gli alpha divini, basadomi su quelle cose che ricordo del nostro passato, più precisamente di te Hisashi; potrei dunque scrivere nuovamente riguardo questa faccenda, ma no, è meglio che cose di cotanta importanza vengano discusse facci a faccia, dunque tento di ricompormi abbastanza da dare stabilità alla mia voce, so che è con il suo compagno, è meglio che io non gli dia modo di esprimere disagio per il bene di quella piccola vita che ancora deve svilupparsi e afferro il cellulare, componendo il suo numero, infischiandomene del fatto che ormai la notte abbia superato la soglia della mezza notte.

Uno squillo;

due squilli;

tre squilli e finalmente dall'altra parte della cornetta posso sentire dei rumori, un lamento assonnato, un fruscio di stoffe e la voce lontana di Katsuki che cerca Izuku, il quale dolcemente lo invita a tornare a dormire, risponderà velocemente alla chiamata e lo raggiungerà subito, mi arriva anche uno scricchiolio e duduco che il nostro bambino sia silenziosamente scivolato fuori dalla stanza per non dare noia al proprio compagno: «Mamma, cosa c'è? Perché mi chiami a quest'ora di notte» sbadiglia nel promi questa domanda, sorrido leggermente, ma mi affretto a rispondere: «Tesoro c'è qualcosa di importante di cui devo parlarti, domani vieni qui» «Mamma, è forse successo qualcosa, stai bene?» mi chiede rigido nella voce, più vispo di prima come se la possibilità di un pericolo abbia allontanato  da lui l'ombra di Morfeo che ancora però gli rimane ingarbugliata fra le gambe, mi limito a sospirare e spiego: «No tesoro, la mamma sta bene, però promettimi che verrai, è davvero qualcosa che richiede la massima urgenza, tutto quello che posso dirti è che riguarda anche tuo padre ed il motivo per il quale non lo hai mai conosciuto» rimane in silenzio per un po' di tempo, sta processando il fatto che finalmente ha la possibilità di scoprire tutto quello che non sa su di te, amore mio, spero che in questo modo sia più invogliato e fortunatamente la mia strateggia sembra aver avuto esito positivo: «D'accordo, farò in modo che Kacchan visiti i suoi genitori, almeno starà un po' più tranquillo, non mi fido a lasciarlo da solo ai dormitori» ringhia leggermente, ancora irritato dalle recenti vicende, io annuisco anche se non può vedermi e gli dico che lo aspetto con ansia, poi lo saluto e lascio cadere la chiamata.

Stringo una tuo vecchia foto fra le mani tremanti, permetto a qualche lacrima di sfuggire al mio controllo, non hai idea di quanto sia difficile per me alzarmi ogni giorno, mettere piede giù dal letto e affrontare la giornata che mi si para davanti fra lavoro e faccende di ogni tipo, il mio povero muscolo vitale combatte incredibilmente ogni signolo istante, ogni battito rappresenta un difficile scontro combattuto e vinto, mi manchi e vorrei tanto raggiungerti ma non ho il cuore di compiere un'azione tanto egoistica poichè sono certa che il nostro cucciolo abbia ancora bisogno della sua mamma e tu, già mi ti immagino, non saresti contento nel sapere di una mia resa, scuoto il capo con un piccolo sorriso che non vuole abbandonarmi, sospiro leggermente rendendomi conto che se Izuku ha ripreso l'aspetto quasi completamente da me, il carattere è praticamente identico al tuo, con quella luce negli occhi che non lascia mai spegnere, non importa quello che gli capita, con la determinazione incrollabile che lo ha spronato a superare ogni suo limite e la sua natura gentile, responsabile del controllo che ha esercitato su se stesso per anni, allontanando quanto più possibile la preoccupazione da me, ma non sono stupida e ho visto i lividi sul suo corpo, mi sono detta che era meglio che non interferissi poiché queste esperienze lo avrebbero reso più forte dentro ed è stato così, anche se dubito che sia stata una trasformazione completamente positiva, io lo accetterò comunque e per quanto triste sia questa cosa, so bene che un aspro carattere gli sarà necessario per avere successo dove tu, mio caro, hai fallito, perdendo quanto di più caro avevi: la vita.

Finalmente mi alzo vagando per l'appartamento senza abbandonare per un solo istante quella vecchia lettera, talvolta inciampo nelle pantofole ma non ci faccio caso, decido infine di trovare riposo nella cucina, dove con attenzione apro lo sportello della credenza alla ricerca di una bustina di té nero che mi dedico qualche minuto dopo, l'aroma mi giunge stimolante al naso concedendomi un momentaneo attimo di distrazione dalla mole ingente di pensieri che torturano la mia mente sfinita, osservo il liquido ambrato che si muove a causa del mio respiro scostante, mi perdo nelle piccole increspature che danzano sulla sua superfice, ben cosciente che all'interno della bevanda sia presente della caffeina, sospiro e mando giù arrendendomi all'evidenza che, seppure lo desiderassi, il sonno non si poserebbe su di me, quindi silenziosamente sgattaiolo lontano e mi rannicchio sul divano, afferrando in tutta fretta il telecomanto in previsione della notte insonne e della smania che tra poco mi prenderà di cambare freneticamente canale alla ricerca di qualcosa di intrattenente. Sai, forse non sono pronta a rivivere nella mia mente quelle ultime settimane nelle quali siamo potuti stare insieme come la famiglia che saremmo dovuti essere Hisashi, oh caro non temere non ti sto incolpando del nefasto fato che è disceso su di noi, è vero che la tua ingenuità ha permesso a quell'uomo di dividerci ma non potrei mai detestare questo lato di te, dopotutto è una delle tante ragioni per le quali mi sono innamorata di te, mi dispiace soltanto che probabilmente se dovesse tentare di separare Izuku da Katsuki, dubito fortemente che il nostro cucciolo avrà il cuore di risparmiare la sua vita, anche se a questo punto, dopo essere stato ingannato a te non importerebbe molto, anzi, saresti più che felice di sapere che il tuo piccolo scricciolo sta per avere una famiglia tutta sua e guarda quanto lontano è giunto, sulla via di diventare unostrepitoso eroe.

Mi stringo nella morbida coperta e mi metto a seguire con disinteresse il film che sta venendo proiettato ora su questo canale a me ignoto, certo che i momenti di noia sono il modo migliore per scoperire dettagli sempre ignorati, ridacchio fra me e me concentrandomi un poco sulla voce stridula della protagonista, la quale grondande di lacrime si cimenta in battute che trovo fin troppo drammatiche e così passano un paio d'ore, sbadiglio assonata rendendomi conto che sono le cinque di mattina, spegno il televisore e mi allungo sul divano cercando di riposare un poco prima dell'arrivo del nostro adorato bambino. Mi desto spaventata a causa del forte bussare contro la porta, mando uno sguardo ancora annebbiato verso le lancette rendendomi conto che sono già le nove del mattino, mi trascino fino all'entatta stringendo in un abbraccio il mio alto ragazzone, scompiglio i ricci che ha ripreso da te e lo accomodo ad entrare con viso serio, per quanto possibile, lui si acciglia propabilmente a casa dei segni della notte appena trascorsa ma non dice nulla, mi segue accomodandosi accanto a me, allora io prendo il pezzo di carta fra le mani e dico: «Vedi Izuku, tuo padre non ci ha mai abbandonati, infatti è solo grazie al suo sacrificio che sono riuscita a portarti via con me, lontano dai pericoli e vivere tranquillamente in questo appartamento fino ad ora...» lui annuisce, io sorrido leggermente: «Io e tuo padre facciamo parte di una di quelle tribù che vivono in sintonia con la natura, o meglio era così quando ci incontrammo tanti anni fa. Lui faceva parte della famiglia più importante mentre io era solo un'omega come gli altri, sai mi ricordo ancora quel lontano giorno d'estate nel quale i miei genitori mi dissero che mi sarei dovuta sposare con un alpha che avevano scelto per me, io non volevo, il mio più grande desiderio è sempre stato quello di trovare l'amore, loro non volevano ascoltarmi dunque io corsi via di casa, fermandomi a piangere in un punto fitto del bosco, dove sapevo che nessuno mi sarebbe venuto a cercare, fu all'ora che la mano gentile di Hisashi si posò sul mio capo, mentre lui mi chiedeva cosa ci fosse che non andava, conversammo fino a scoprire di avere lo stesso terribile fato e, puoi crederci o meno, ma  finimmo per prometterci di incontrarci sempre in quel luogo, lo facemmo e ci innamorammo, ma sapevammo che avrebbero fatto di tutto per separarci se lo avessero saputo, dopotutto lui era un alpha divino e io un'omega completa, non una divina».

Apro lentamente la carte ingiallita per poi continuare il mio racconto: «Facemmo una pazzia, trascorremmo il suo rut insieme, mi marchiò e rimasi incinta di te. I suoi genitori scoppiarono di rabbia ma furono costretti ad accettare la nostra unione, anche suo fratello e sua sorella cercarono di convincerli, dicendo che comunque avremmo sicuramente avuto un figlio dagli attributi divini» «Allora perché sei dovuta scappare, di che sacrificio parli?» scuoto la testa trattenendo le lacrime: «Tuo padre, lui è sempre stato troppo buono... Loro, i suoi fratelli si chiamano Hikari e Raito, sono due omega, sai andava tutto bene fino a quando Tanmei, l'alpha di Raito non lo lasciò dicendo che non voleva avere una famiglia con lui, che era meglio che cercava un compagno diverso poiché lui si era innamorato di un altro omega, il fatto è che Tanmei non lo aveva fatto davvero, era solo una scusa per impedire all'altro di morire... sai lui era molto malato, aveva tentato di trovare aiuto nella medicina avanzata della città ma era stato tutto inutile, per questo aveva fatto in modo di non legare definitivamente a se Raito e non volendo che lo seguisse nella morte si era inventato questa relazione...» «Per aver rotto il legame con il proprio omega, anche se non gli avesse rotto completamente la ghiandola del legame, questo significa comunque che ha morso un altro omega» io annuisco con un triste sorriso sulle labbra: «C'era un omega in coma nello stesso ospedale dove lui andava per i controlli e gli esperimenti alla ricerca di una cura, ha raccontato tutto alla famiglia del ragazzo e dato che avevano già preso la tragica decisione di spegnere il loro cucciolo, considerando che l'essere morsi offre un grande stimolo per il secondo sesso, non si rifiutarono, sperando che magari il loro piccolo potesse svegliarsi, non ha funzionato e alla fine sono morti entrambi. Tanmei ha scritto una lettera dove spiegava ogni cosa, chiedendo a Hikari di consegnarla al fratello se questo avesse perso la ragione, ma lei la buttò via, mentre tuo padre previdente, la raccolse...» porgo il foglio a mio figlio e termino dicendo: «Raito è impazzito a causa del dolore d'esser stato abbandonato dal suo compagno destinato, in più sapeva bene quanto rari fossero, all'epoca più di ora, gli individui divini, questo lo spinse ad odiare tutte le coppie formate da un divino e un completo o normale, anche me e tuo padre, lui voleva uccidermi. Hisashi non voleva che suo fratello morisse, nemmeno Hikari, lei ci aiutò a fuggire o almeno ci provò ma ecco che tuo padre, lui rimase indietro e mi sono sentita malissimo dopo, mentre ancora ti cullavo, eri appena nato Izuku, quell'uomo aveva atteso per vedere se eri un divino o meno, lo sai che c'è un dolore che si prova solo quando l'altro sparisce dalla vita... lui si è sacrificato per noi» non riesco più a trattenermi e piango nelle braccia del mio cucciolo, il quale mi conforta dicendo che terrà a cara quella lettera e non ha intenzione di permettere a nessuno di fare del male alla sua preziosa famiglia, io sorrido e gli pizzico le guance, ha le tue stesse lentiggini.

«Fai attenzione tesoro, non permettergli di farvi del male. Va bene, ti ho angosciato abbastanza, immagino che Ktasuki starà facendo venire una crisi isterica a Mitsuki, deve essere ansioso senza il suo grande e grosso alpha» lui ridacchia imbarazzato al modo materno nel quale lo punzecchio, mi saluta con un bacio sulla guancia e corre verso l'abitazione del proprio compagno, sorrido ancora sulla porta, osservando con quanta foga il suo omega gli salti addosso, che cosa adorabile.

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