Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

•|La quiete prima della tempesta|• 25

Mi sveglio a causa di una fitta al mio basso ventre, abbasso lo sguardo sanguigno sulla mia pancia gonfia con i nostri cuccioli e arriccio il naso a causa del dolore che i calci che quelle piccole pesti mi danno, sono avvolto dal calore delle coperte che mi sono state depositate addosso dal mio alpha, da te, il tuo odore mi fa fare delle fusa incontrollate ora che ho gli ormoni in subbuglio a causa della gravidanza. Mi sporgo un poco con la schiena dolente per far spuntare da sopra lo schienale del divano il mio viso pallido e provato, aguzzo la vista con attenzione prima di permettere al panico di esplodere nel mio petto, respiro piano come mi hai insegnato, non posso lasciare che il mio viscerale bisogno di te si ripercuota su queste piccole vite che abbiamo tanto ostinatamente protetto e che tra qualche giorno vedranno la luce, terminando finalmente quelle dolorossisime contrazioni, sorrido al pensiero accarezzando il mio stesso ventre e sospiro rilassato quando scorgo chiaramente le tue spalle larghe tese, intente ad armeggiare nella cucina del dormitorio sotto lo sguardo più che disgustato degli altri abitanti del palazzo, sei davvero il compagno perfetto, quello che seppur senza celare il proprio dissenzo, fa di tutto per assecondare le voglie assurde del suo partner gravido.

Sbuffo tra me e me all'ennesimo colpo che sento contro la pelle tesa, vi appoggio placidamente il palmo caldo, lasciando delle delicate carezze di moto irregolare pregando che i gemelli la smettano di giocare a calcio con chissà cosa nel mio utero, divertendosi a colpire la mia povera vescica già contratta dai loro pesi, dopo un paio di minuti mi arrendo perché ormai ho capito che loro non sono poi così diversi da me, con quel desiderio di essere sempre con te e non appena ti chiamo, a denti stretti, lasci tutto quello che stavi facendo per correre da me con sguardo preoccupato e confuso, io ti indico il pancione e tu mostri quel tuo meraviglioso piegamento di labbra che pare essere un regalo del paradiso per me, scivoli al mio fianco e avvolgi il mio corpo sensibile (dannata gravidanza) con le tue braccia massicce, risolute ma amorevolemente delicate, io alzo le mani, intrecciando le mie dita con le tue e portandole proprio in quel punto che ad intervalli regolari mostra la piccola impronta di un piede, delle liete fusa sfuggono alla mia gola ora che il tuo aroma dominante e tremendamente delizioso mi avvolge e che quei marmocchi si siano finalmente placati.

Ridacchi divertito, strusciando il naso contro la mia guancia sinistra come sostituto della carezza che ora non puoi darmi, troppo preso dai nostri cuccioli e avverto nel mio petto il tuo desiderio di conoscerli presto, per poterli amare ancora di più di quanto tu faccia ora e questo non può fare a meno di farmi sorridere estasiato al pensiero che sì, sarai sicuramente un ottimo padre, non c'è bisogno che te lo dica ora, stiamo così bene che l'irritazione iniziale pare evaporata nella bolla di sentimenti che ci ha avvolto nell'esatto momento nel quale i nostri corpi si sono spinti insieme, contro il morbido divano dell'area comune,  il silenzio, reso inquietante dagli occhi curiosi puntati su di noi, lo interrompi tu: «Kacchan, sembra che almeno uno dei due abbia qualcosa del tuo carattere» io roteo gli occhi verso il cielo, mi piacerebbe davvero smentirti e tirarti una gomitata ben assestata tra le costole ma non ho alcuna intenzione di separarmi da te e venire nuovamente calciato, in più decido di graziarti solo perché so di essere stato terribile da sopportare in questi ultimi mesi a causa dei miei continui sbalzi di umore e un'aggressività mai vista prima, della quale porti ancora i segni sugli avambracci ben stretti in una garza candida, macchiata di rosso «Hmm» ti concedo solo questo suono, prima che la calma venga improvvisamente spezzata da un tuo terribile ringhio.

Schiudo le palpebre che non mi ero accorto aver lasciato cadere sulle mie gemme rubino, guardando in maniera apprensiva Aizawa fin troppo vicino a noi con quel sorriso inquietante sulle labbra: «Voglio solo sentire i miei nipotini scalciare» si lamenta l'uomo dai lunghi capelli corvini, rabbrividisco quando amplia il proprio piegamento di labbra per accentuare le proprie intenzioni innocue, solo che non ha idea di quanto sia osceno e giuro di aver sentito un crack preoccupante provenire dai lati della sua bocca, prego solo che domani non avramo una nuova versione di Joker come professore. Io sospiro cercando di calmare il mio istinto materno che urla a gran voce nella mia testa di come nessuno eccetto Izuku abbia il diritto di toccarci, che siamo in pericolo e che bisogna agire prima che succeda qualcosa alle piccole vita pronte a sbocciare che costudisco nel mio grembo, stringo i denti ignorando come le mie zanne siano infilate nel mio labbro inferiore a causa della loro improvvisa crescita e dico: «Aizawa-sensei allontanati prima di venir fatto a pezzi, da entrambi» sottolineo l'ultima parte del discorso con un ringhio, il riccio fa lo stesso rimanendo però abbastanza lucido da liberare una delle sue mani per accarezzare sapientemente il mio cuioio capelluto, così da farmi rilassare il necessario perché la tensione non superi livelli eccessivi.

Mic piomba nella stanza con il loro pargoletto di qualche mese tra le braccia, sistema meglio la creaturina contro il suo petto in modo da poter liberare una mano per tirare via il suo compagno dall'orecchio: «Scusatelo, per lui siete come dei figli quindi è molto emozionato, a quanto pare abbastanza da dimenticare che quando io ero nelle settimane prima del parto ha quasi ucciso i nostri genitori» l'altro alpha si lamenta mugugnando qualcosa ma poi si arrende e si lascia trascinare via, sotto gli sguardi più tranquilli degli altri presenti, dopotutto quando Kaminari ha provato a toccare il mio pancione ha praticamente visto tutta la vita passargli davanti, deve solo ringraziare la prontezza di riflessi di Todoroki se ha ancora tutti i pezzi al loro posto, anche se è stata davvero una scena divertente.

Sono contento che non ci siano stati problemi con la gravidanza, eccetto l'orribile nausea mattutina che mi ha fatto più volte correre in bagno a rimettere l'anima, abbracciato alla fredda porcellana del water, con la conda avvolta attorno allo stomaco alla ricerca di sollievo, per poi essere raggiunto da te in pieno panico, così arrabiato con te stesso perché non c'è nulla che puoi fare, quando si tratta qualcosa di così normale che riguarda la mia condizione a seguito di quelle piccole pesti che si muovono, fin troppo, nel mio utero teso e dolorante. Quello che certamente non mi aspettavo, è stato il cambio improvviso del comportamento delle persone attorno a noi, nonappena la curva della mia pancia a cominciato a gonfiarsi con il proseguire della gestazione e tutt'ora non so se essere grato di tutte le attenzioni che si sono riversate su di me come un fiume in piena, oppure estremamente irritato dall'avere così tante persone perennemente intorno, gli occhi sempre puntati addosso, privato della possibilità d'agire liberamente senza che qualcuno senta il viscerale bisogno di intervenire in mio soccorso.

Tornando alle bende insaguinate sulle tue braccia, spero che tu sia ben cosciente di esserti meritato le ferite che hai ricevuto, non negherò d'aver essagerato a causa dello sbalzo ormonale, tuttavia ti avrei comunque urlato contro o tirato qualche sberla ben meritata non fosse stato per la mia instabilità emotiva. Sono stato sempre un tipo orgoglioso, Izuku, lo sai bene questo ed è vero, ho promesso di mettere da parte il terrore che continuavo a nascondere sotto le sembianze di albagia, permettendoti di prenderti cura di me in maniera estremamente intima, spogliandomi di ogni maschera e artefatto che mi nascondevano al tuo sguardo così meravigliosamente magnetico. Ma dovresti essere ben conscio che non ho mai accettato di riempire il ruolo di un povero omega debole e in bisogno costante di protezione, posso ancora far tremare di paura gli altri alpha e so perfettamente come difendermi, sono più sensibile, forse più soggetto all'ansia ora che non ho la mia cinta muraria a protezione, eppure tutto questo non dà né a te, né ad altri, il diritto di trattarmi come se avessi perso un braccio oppure una gamba, come se non potessi fare alcun chè da solo.

Non sono un idiota, in più tra noi due sono sempre stato io quello responsabile e ben capace di prendersi cura di sé stesso, che nonostante i duri combattimenti e allenamenti ha sempre saputo quando fosse gusto riposare e quanto oltre il limite potessi spingere il mio corpo, evitando danni irreversibili; mentre tu, quello che non ha mai saputo quando fermarsi o come trovare medoti decenti per sviluppare le tue abilità e le mille cicatrici che ricoprono il tuo corpo, magnifiche imperfezioni, sono la prova di questo. Dunque se ieri ho deciso di portare un paio di buste della spesa e sistemare le cose negli scaffali della cucina in comune nel dormitorio, significa che era qualcosa di non troppo gravoso per la gravidanza e il fatto che tu sia entrato irruentemente nella stanza, ringhiando verso di me riguardo al fatto che non dovevo fare sforzi del genere, beh, è stato un vero e proprio insulto. Persino mia madre, la quale mi aveva accompagnato e aveva deciso di farmi visita, sparlando di me con alcune delle ragazze che continuano a seguirmi ovunque, più eccitate di me per i gemelli, ti ha riso in faccia dopo essere stato ferito e bandito dal toccarmi per il resto della giornata, dicendoti che sei un vero idiota e non c'è modo che un omega possa mai fare qualcosa che metta a rischio la propria gestazione, è un fattore biologico.

E devo ammettere che, quella stessa notte, quando ci siamo ritirati nella camera da letto per dormire, ho sentito il petto gonfiarmisi di soddisfazione nel sentirti uggiolare accanto a me, pregandomi di perdonarti per esserti fatto prendere dal bisogno di proteggere, senza pensare a come ti sei comportato, ma tu dannato diavolo, sai bene che non posso resisterti quando mi parli con quel tono di un'ottava più bassa, quello calmo ma stranamente seducente che usi con me solamente, purtroppo hai già compreso di come io possa resistere tranquillamente a te che mi fai gli occhi dolci, con le orecchie basse contro il cranio, ma non quando mi parli con il cuore in mano dei tuoi sentimenti e alla fine, di questo un poco me ne vergogno, ti ho perdonato, permettendoti di avvolgere il mio corpo stanco e pesante tra le braccia forti ma oh, ovviamente non mi sono lasciato sfuggire l'occasione per rammentarti delle conseguenze delle tue azioni, stringendo con presa salda i punti in cui le medicazioni gocciavano il liquido color cremisi.

Mi risveglio dai miei pensieri a causa delle tue zanne che scivolano giocosamente contro il metallo del collare che adorna il mio collo, macchiato da macchie violacee che non riesci a trattenerti dal lasciare lì, in verità sospetto che da quando sono entrato nell'ultimo stato della gravidanza, tu abbia proprio smesso di cercare di tenere a bada il bisogno viscerale che pare pervaderti di affermare la tua presenza su di me, ogni volta che un alpha è in giro non riesci ad evitare di ringhiare e questo non penso che riuscirò mai a capirlo. In fin dei conti gli esemplari dal secondo sesso dominante sono attratti praticamente sempre solo da omega in calore o che comunque non sono in dolce attesa, considerando che durante quel periodo, nonostante abbiamo un odore più dolce del normale, siamo anche impregnati dell'aroma del nostro partner o comunque del padre della piccola vita, perciò continuo a chiedermi quale assurda ragione porti gli alpha a pensare che tutti sono interessati al loro compagno incinto.

«A cosa stai pensando Kacchan?» io ghigno divertito da come tu abbia arriciato il naso, aggrottando le sopracciglia in quello che è a tutti gli effetti un broncio, dannazione, mi chiedo come farò ad avere a che fare con te che vuoi tutta la mia attenzione su di te in ogni istante, quando le due belve saranno nate, qualcosa mi dice che sarò il centro di continue lotte, scuoto la testa all'immagine così deliziosamente domestica, inclinando leggermente il collo per lasciarti più spazio e rispondo: «Oh, solo a ieri» tu gemi scontento, massaggiandoti gli avambracci: «Non sei più arrabiato con me, vero?» uggioli, io rido alzandomi in piedi sentendo l'impellente bisogno di fare la pipì, cosa davvero fastidiosa, ormai sto valutando l'idea di accamparmi direttamente in bagno, tanto è lì che passo la maggior parte del mio tempo.

Peccato che sento una grossa sensazione di bagnato in mezzo alle gambe, poi abbasso gli occhi rubino sul parquet della stanza comune e vedo una pozza trasparente sotto i miei piedi, quella non è decisamente pipì e la sensazione non era affatto quella di non essere riuscito a giungere in bagno in tempo, in più se la cosa non fosse sufficente beh veniva dalla mia entrata e non dal mio membro dunque non ci sono dubbi, mi volto verso di te ancora mezzo steso sul divano che mi lanci delle occhiate confuse, con quei tuoi meravigliosi smeraldi rilucenti, come a chiedermi perché io sia rimasto in piedi accanto a te, senza muovermi. Io ti sorrido, grato del fatto che le fitte ora non siano troppo forti e dico, con più calma di quanto mi sarei aspettato mesi fa: «Izuku, mi si sono rotte le acque» tu scatti in piedi come fossi stato colpito da un fulmine, balzi sui tuoi talloni muscolosi e corri a tutta velocità a prendere il borsone che hai insistito nel perparare con settimane di anticipo e nel mentre chiami Aizawa come se ti avessero appena pugnalato.

Avverto tramite il nostro legame l'eccessivo panico che ti sta travolgendo e mi goda la scena di te e il nostro coordinatore di classe, che quasi rotolate giù dai gradini, con Present Mic che scende normalmente e sospira, scuotendo la sua chioma bionda: «Oh tesoro, aspetta il momento del parto, sarà ancora peggio quando comincerai ad urlare» io lo guardo disperato, chiedendomi quale assurda reazione potresti mai avere e concludo che probabilmente sarà il caso di avvertire i medici, è il caso di sedarti, vorrei evitare che sentendo la pena che proverò, i tuoi istinti prevalicanti ti portino ad azzannare qualche povera infermiera, anche se dubito che sarà facile convincerti.

Di fatti, proprio come mi aspettavo, sei del tutto contrario, piuttosto lasci che ti leghino le mani  e ti facciano indossare una museruola, sei così ostinato che non posso fare a meno di scuotere la testa sul letto di ospedale sul quale mi hanno fatto stendere, attaccato al monitoraggio della mia situazione e un monitor staccato dal resto che ha il compito di rilevare le contrazioni. Una ginecologa molto gentile mi ha controllato e ha detto che la mia intimità non è ancora abbastanza dilatata da consentire il passaggio dei bambini, dunque si, sono entrato in travaglio ma non è ancora il momento della nascita, poi ella con espressione consolatoria dice: «Non si preoccupi troppo, è normale, a volte i travagli possono durare anche diciotto ore, perciò si rilassi» saluta i presenti con un sorriso cordiale, cercando di nascondere il nervosismo nell'assistere a come Aizawa abbia dovuto bloccarti con la sua sciapra per impedirti di fermare la donna dal fare il suo lavoro, fortunatamente basta un mio ringhio infuriato nei tuoi confronti a farti tornare in te. Tu sorridi un po' imbarazzato e sotto sotto so che sei grato di aver ascoltato quello che ti ho detto, ovvero prendere dei bloccanti per ormoni e rut prima di entrare in ospedale, considerando quanto tu sia suscettibile quando si tratta di me e io sono contento che abbia funzionato, non potevamo permettere che si ripetesse quanto successe quella volta quando io ero privo di conoscenza e tu, nella tua maestosa forma di lupo verde, impedivi a qualsiavoglia persona di avvicinarsi.

Sembra passata un'eternità da quel fatidico periodo, rabbrividisco al ricordo dell'irruenta sensazione che mi colse nel rendermi conto che finalmente ero riuscito ad abbracciarti e averti al mio fianco era stata una cosa così incredibile, temevo che tutto sarebbe potuto sbriciolarsi sotto le mie dita ma sei rimasto con me fino ad ora, abbiamo persino stipulato la nostra promessa in questo ospedale, scuoto la testa e mi libero nuovamente dai miei pensieri, sarà la gravidanza a rendermi così emotivo?

«Izuku, ascoltami, hai bisogno di essere sedato. Stavi per aggredire quella povera donna intenta a far solamente quello che è il suo lavoro, lo so che non avresti voluto nuocerle ma non puoi controllare ciò che sei o gli istinti che io stesso sento riverberare nel mio petto...» faccio una piccola pausa allungando la mia pallida mano contro il tuo ammaliante viso mascolino, ammirando le mille piccole macchie color rugine che sono come una cascata di stelle sul tuo naso e zigomi, lascio che il mio pollice curioso tracci una costellazione immaginaria e continuo: «So che vuoi proteggermi, lo sento, ma so anche che non vuoi rischiare la salute dei due gemelli e sai che non posso partorire da solo, le gravidanze per gli omega maschi sono incredibilmente difficili, se qualcosa andasse storto...» no, non voglio buttare i miei pensieri alle peggiori delle ipotesi, non posso permettermi delle emozioni così fortemente devastanti in un momento tanto delicato, tu lo comprendi e uggioli frustrato e preoccupato: «Kacchan ho un brutto presagio che si è posato sulla bocca del mio stomaco e non vuole lasciarmi andare, è da giorni che mi perseguita e con il rischio che corri a causa di quell'uomo, non riesco a calmarmi. Se succedesse qualcosa a te o ai bambini mentre io sono chiuso in qualcuna di queste candide stanze, impossibilitato nel fare alcun ché per proteggervi, non riuscirei a sopportarlo» mi lasci un tenero bacio sulla guancia e sospiro al contatto: «Hai pensato a tutto, so che saresti capace di trovarmi nel giro di qualche ora se dovesse succedere qualcosa, anche ci prendesse lo sai che farei di tutto per proteggere la famiglia che abbiamo creato insieme, in più con questo» tocco il metallo che mi stringe il collo: «non c'è modo che possa fare qualcosa al nostro legame, Izuku, andrà tutto bene» tu sospiri annuendo, in fondo lo sai che ho ragione, ma fai bene a essere diffidente, dubito anche io che i nostri professori possano fare qualcosa per fermare quello psicopatico e spero davvero di non dovermi allontanare dalla tua confortevole presenza, tuttavia non c'è altra opzione e con il cuore presante lasci che ti allontanino e sedino.

Sono così sollevato del fatto che tu, mio amato, non possa sentire il dolore che ora mi invade e sembra bruciare le mie terminazioni nervose, mandando fuori controllo il mio corpo che si contrae impossibilmete e il mio quirk che fuoriesce senza che io riesca a fare nulla per impedirlo: «Signore, sta andando benissimo, forza, solo un'altra spinta e il primo è fuori, sono sicura che può farcela» esorta gentilemnte la ginecologa tra le mie gambe, mentre Kirishima strizza gli occhi cercando di non emettere un suono, a lui è toccato il penso compito di essere continuamente con la sua unicità attiva a farsi stritolare la mano, grugnisco tra me e me pensando che tu lo avresti sopportato molto meglio, dopotutto sei il mio compagno.

Ansimo sfinito, la testa abbandonata contro lo schienale del lettino: «Signore, non si arrenda, deve spingere, lo so che è stanco, ma se non spinge il bimbo rischia di non farcela» dice con più insistenza la donna, nonostante un fottuto bambino sia appena uscito dalla mia striminzita apertura, io stringo con prepotenza gli occhi, prendo un respiro profondo cercando di riempire a viva forza i miei polmoni dell'ossigeno necessario e rosso in viso urlo, spingendo ancora una volta, mi aggrappo al braccio del rosso senza curarmi del fatto che, in un attimo di distrazione, lui abbia smesso di ursare la sua abilità e lo sento distantemente lamentarsi, mentre io continuo a soffire, basta, ho deciso, non avrò mai più un figlio, nemmeno se tu, stronzo bastardo, mi preghi in ginocchio, se necessario sono disposto a tagliartelo. Ringhio aggressivamente e do finalmente l'ultima contrazione uterina prima di sentire i pianti di due piccole creature che mi vengono depositate sul petto. Le strofino con la mia ghiandola del collo, impossibilitato nel trattenere le fusa contento, il mio omega se potesse si destreggerebbe con dei salti mortali all'indietro a causa della goia, io semplicementre lo ignoro in favore dei miei cuccioli, li vedo raggomitolarsi contro il mio corpo caldo e dopo poco smettono di piangere, stringendo con le loro minuscole dita il mio camice sgualcito.

Mi accorgo che le due piccole pesti, ora così tranquille al mio fianco, sono già state lavate e il cordone ombelicale tagliato: «Congratulazioni signore, ha dato alla luce due adorabili maschietti, come vuole chiamarli? Devo registrare il loro nome» io sorrido facendolo un cenno con il capo: «Akio* e Tatsuya* Midoriya» la ginecologa tutta contenta scrive i nomi sul registro d'osperale segnando l'ora della nascita alle undici e cinquanto e il padre come Izuku Midoriya, sono contento che gli addetti dell'ospedale abbiano pensato di fartti firmare in anticipo anche se sarebbe tecnicamente una cosa non molto legale, tuttavia sono stati abbastanza comprensivi da considerare lo stato aggressivo e il bisogno di essere sedato che avevi e ora siamo a tutti gli effetti una famiglia e non riesco a togliermi questo sorriso dalle faccia, anche se non posso ancora vederti, ma i piccoli sanno così tanto di te che non immagino come odoreranno quando sarai finalmente desto e pronto a inondarli dei tuoi feromoni, l'immagine mi fa venire le farfalle nello stomaco mentre cullo i due piccoli cuccioli, strusciando le guance contro le loro piccole orecchie appuntite.

NOTE: Akio: virile, brillante o eroe - Tatsuya: drago o buona salute

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro