Titans, Go! •Capitolo 1
È un tranquillo tardo pomeriggio soleggiato a Jump City. Sono beatamente seduto sul grande divano nella Titans Tower.
«Robin, che ne dici di accendere la TV?»
Biascica pigramente BB mentre mastica dei pop corn.
«Metti su Motorbike&Co. Oggi ci dovrebbe essere la puntata inedita»
«BB potresti anche chiudere quella bocca quando mangi»
Dico disgustato ignorando la richiesta di Cyborg.
«Intendi così?»
Si avvicina al mio orecchio masticando rumorosamente. Lo spintono abbastanza da farlo cadere dal divano causando una fragorosa risata da Cyborg.
«Te lo meriti, regola numero uno: non mettersi mai troppo vicini a Robin»
Beh, dipende da chi si avvicina.
«Hai forse dimenticato le altre 956 regole, amico mio?»
«Mai provocarmi»
Rispondo serio.
«Questa è la più importante»
Il ragazzo verdognolo si alza imbronciato, mentre io afferro il telecomando e premo il pulsante rosso di accensione.
«Non è forse oggi una splendida giornata, amici miei!»
La voce squillante di Stella rompe la quiete che si era creata ascoltando quella di un sudicio meccanico alle prese con una vecchia motocicletta.
«Assolutamente sì»
Risponde contento come un bambino Cyborg, guardando attentamente la TV.
«Guarda, ti sta colando la bava dalla bocca»
Lo provoca BB, senza ottenere una particolare risposta.
«Dammi qua»
Ordino indicando la ciotola dei pop corn.
«Ogni tanto potresti anche chiedere "per favore", signor capitano»
«Passami i pop corn, dai»
«Solo se mi dirai garbatamente "per favore"»
Dice in modo provocatorio scandendo le ultime due parole.
«Ragazzi! Hey! Non esagerate! BB, passa i pop corn a Robin. Robin, di' "per favore" a BB»
Dice in modo clemente Stella.
«Mai»
«Tesoro, forse prima Robin dovrebbe chiedere "per favore" e poi io gli passo i pop corn. Devi sempre favorire il tuo fidanzatino»
«Ritengo che questa risposta non sia adeguata alla domanda appena posta da me...»
Risponde impacciata cercando di giustificarsi.
«Cos'hai detto?»
«Oh no, ti ho chiamato "fidanzatino"! O forse è perché l'ho chiamata "tesoro"»
«Rimangia tutto quello che hai detto»
Questo non deve farlo e lo sa benissimo.
«Ok»
Si porta alla bocca una manciata abbondante di pop corn. Ringhiando gli salto addosso, ma lui balza dal divano correndo con la ciotola in mano spargendo i pop corn su tutto il pavimento.
«Vai Robin!»
«Amico Cyborg, non è caso di fare il tifo»
«Ragazzi»
Sbuffa Corvina con in mano un libro, sbucata fuori da uno dei suoi portali.
«Oh allora sei viva!»
S'interrompe d'un tratto BB dalla sua scorribanda.
«Cretino»
Gli tiro una botta sulla nuca prendendo la ciotola dalle sue mani. Che rabbia. Non faccio in tempo a mangiare che si sente risuonare in tutta la Torre l'allarme.
«Abbiamo qualcuno qui che vuole essere messo K.O.»
«Chi è stavolta?»
Chiede dolcemente Stella.
«Uffa, mi stavo divertendo»
«Anch'io, Cyborg»
Li fulmino entrambi con uno sguardo, o almeno ci provo, dato che ho costantemente gli occhi coperti dalla mia maschera. Ho spesso la fronte corrucciata quindi si fa fatica a capire se sono sereno o infuriato.
«Di nuovo lui?»
Commenta seria Corvina.
«Esattamente»
Si tratta di un enorme mostro di pietra che, ultimamente, abbiamo avuto l'onore di sconfiggere più volte.
«Una passeggiata, insomma. Corvina, sei tra noi?»
«Zitto BB, ti prego»
«Come al solito, si trova nel centro della città»
Dico armeggiando un grande macchinario di forma circolare posto al centro della living room.
«Dove può ferire più persone e causare più danni. Monumenti, beni pubblici, cittadini...Titans, Go!»
Ci battiamo tutti quanti un cinque, come segno di solidarietà, dimenticando ogni rivalità o battibecco che si crea in casa per essere un team solido e unito quando si tratta di combattere. Correndo ci avviamo verso l'uscita.
«Fatemi avere l'onore di provare il mio nuovissimo gioiellino di mia invenzione. Fanciulli e donzelle, ecco a voi Titano»
Cyborg solleva un'apertura sul suo braccio metallico premendo un pulsante. D'un tratto sbuca da dietro la Torre un enorme Robot scintillante.
«Fai che dircelo domani»
«Hai ragione Corvina, ma...volevo avere un effetto a sorpresa che a quanto pare ha funzionato»
Dice quest'ultima frase accennando con il capo Stella e BB.
«Vi stanno venendo gli occhi a cuoricino»
Dice contento il metà robot.
«Vi spiegherò cosa dovrete fare una volta entrati nel robot. Corvina tu comanderai il braccio destro, BB sarai il braccio sinistro»
«Fortissimo!»
Mette la mano tesa davanti a Corvina, che ignora la proposta di un batti cinque.
«Stella andrai nella gamba destra, Robin gamba sinistra e io...beh, sarò la test...»
«Woah, woah, woah. Aspetta un attimo. Stai dicendo che io dovrei essere...la gamba sinistra?»
Dico schifato osservando quella inutile parte del Robot.
«Niente storie, c'è un mostro che sta distruggendo il centro città e tu sarai la gamba sinistra. Forza entriamo»
Ordina Corvina.
«Io non sarò la gamba sinistra. Pensateci, chi vi dirà come sferrare gli attacchi? Chi vi darà consigli su cosa fare? Chi...»
«Farò tutto io, Robin. Chi credi sappia meglio di me come comandare il Robot se non l'inventore stesso»
«In caso l'avessi scordato, io sono il leader di questo gruppo e che tu voglia o no io dò gli ordini qua!»
Cominciamo a guardarci in cagnesco, finché la mano di Stella non mi tocca la spalla. Questo suo gesto, anche se indirettamente, mi ha un minimo calmato i bollenti spiriti.
«Robin, segui i suoi consigli. Dagli retta una volta tanto...ha ragione. Chi meglio di lui sa come comandare quel Robot?»
Cita la frase detta poco prima da Cyborg. Mi allontano bruscamente dalla sua mano e infuriato mi dirigo verso la gamba sinistra.
«Dove cavolo si entra in questo affare?»
Mi si apre automaticamente una porta davanti ai miei occhi ed entro nella piccola cabina. Chi meglio di lui sa comandare? Io! Li sento farfugliare qualcosa mentre si avvicinano. Mi siedo sulla sedia girevole osservando meglio la cabina. I numerosi cavi elettrici emanano una luce rossa. Davanti ho uno schermo con una tastiera. Sembra di giocare alla play. La porta si chiude facendomi sobbalzare.
«Mi sentite?»
«Forte e chiaro, amico Cyborg!»
«É una figata qui ragazzi, è tutto verde e luminoso!»
«Ottimo lavoro Cyborg. Qua da me invece è tutto sulle sfumature del viola...molto bello devo dire»
«Amico Robin, che ne pensi?»
«Muoviamoci»
«Robin ha ragione, dobbiamo darci una mossa»
«Robin ha ragione dobbiamo darci una mossa»
Lo scimmiotto.
«Ti ho sentito e ti conviene stare zitto se non vuoi che ti butti fuori a suon di testate»
Ringhio dalla rabbia per il gioco di parole. "A suon di testate".
«Pensi di essere divertente?»
«Allora, per muovere ogni rispettiva parte del corpo basta dare un comando a voce al computer che trovate davanti alle vostre faccette incredule»
Improvvisamente lo schermo davanti a me si accende e vedo in quattro rettangoli posti ai lati i miei compagni. In tutto il resto dell'immagine vedo l'esterno.
«Molto carino. Ci diamo una mossa?»
Dico a braccia conserte.
«Si parte! Robin, Corvina, attivate i propulsori»
«In cosa posso aiutarti?»
Mi parla una voce robotica.
«Ehm...fa' quello che ha detto il capo»
«Propulsori: attivati»
Dimenticare ogni rivalità e battibecco? Non stavolta.
«Robin, mi senti?»
«Stella?»
Sobbalzo dalla sedia. Il volume della sua voce era decisamente alto, dovrebbe avere un controllo maggiore della sua voce squillante.
«Forte e chiaro»
«Vorrei dirti una cosa»
«Ma gli altri non...»
«Sono riuscita a trovare una specifica modalità per non farmi sentire dagli altri»
«Quindi...non ci stanno ascoltando?»
Chiedo dubbioso.
«Esattamente. Senti...prima, ecco...il tuo atteggiamento è stato poco piacevole nei confronti del nostro amico Cyborg e...»
«Il tuo amico Cyborg»
La interrompo. La sento sospirare.
«Vorrei che... gli chiedessi scusa»
Chiede esitante.
«Al massimo è lui che dovrebbe chiedere scusa a me»
«Devi mettere da parte l'orgoglio Robin, pensa al...»
Premo un pulsante in modo da farmi sentire da tutti.
«Ragazzi! Lo vedo! Muoviamoci»
Sento un coro di approvazioni e un unico sospiro di rassegnazione. È arrivato il momento di farsi valere. Premo più pulsanti d'attacco possibili causando uno sballottamento generale del grande Robot.
«R-Rooo-oo-oobin-n»
«Coo-oo-osa staii-ii fac-cee-eendo»
«Qua tree-eemaa tutt-ttoo-oo»
Mi richiamano i miei compagni, finché una voce irritante, ferma e allarmata mi sgrida.
«Robin! Devi finirla, ora!»
Disattivo i comandi precedentemente impostati e il Robot atterra in una grande piazza. Esco dalla cabina urlando di gioia.
«Woo-ooh! Ho sconfitto il mostro! Ragazzi, ce l'abbiamo fatta! Di nuovo!»
«Ragazzi...io non mi sento molto bene»
Dice BB più verde del solito appoggiandosi al muro metallico. Poco dopo esce dalla cabina Corvina strizzando gli occhi.
«Oh mamma»
Sento l'inconfondibile dolce voce che emette un lamento. Alzo il viso coprendomi gli occhi per la luce accecante del sole. Stella sembra stremata.
«Non...non...uh...non mi reggo»
Afferro un po' preoccupato l'esile corpo che poco prima vagava nel vuoto.
«Stella? Tutto ok?»
«Robin...scappa!»
Mi urla BB da sopra il braccio robotico. Sento un chiaro e limpido urlo isterico proveniente dalla cima di Titano.
«Stella, scusami ma devo proprio andare»
La faccio sedere all'ombra nella mia cabina.
«Te l'avevo detto...»
Con il cuore il gola mi metto a correre più veloce che posso. Il così familiare rumore di propulsori non tarda ad arrivare. Mi giro per vedere quanto è distante da me. A giudicare dalla sua espressione non sembra molto contento della vittoria. Pur essendo di colore, è proprio rosso stavolta!
«ROBIN, IO TI AMMAZZO. VIENI QUI INSULSA CODA DI PAGLIA»
Insulsa? Va bene "coda di paglia", ma insulsa proprio no. Avrei bisogno della mia moto ora. Cerco di aiutarmi nella fuga buttando dietro un esplosivo fumogeno. Tiro un sospiro di sollievo quando non riesco più a scorgerlo, ma il panico comincia a farsi sentire quando sento il rumore simile a quello di un motore e le urla aumentare. Le mie spinte non bastano e le gambe cominciano ad farmi male. Mi sento afferrare le spalle e mi mette subito faccia a faccia con lui. Non è esattamente una bella visione.
«Vuoi vedere chi è il capo eh?? Allora forza, fammi vedere come scappi adesso. Fai valere le tue qualità di leader»
Sputa fuori con rabbia. Questo è un Cyborg arrabbiato. Chiedere scusa? Non ora. Avvolgo le mani ai suoi polsi cercando di allentare la presa, ma inutilmente. Non dico nulla, non emetto nessun suono, solo cerco di liberarmi dalla sua salda presa. Non rilascio urla di dolore neanche quando come colpo finale vado a finire contro un muro che finisce per spaccarsi per l'impatto. Solo a quel punto vengo lasciato cadere.
«Poco arrabbiato mi dicono»
«Tu»
Si avvicina.
«Tu sei solo un ragazzino presuntuoso e orgoglioso che pretende di aver ragione in tutto e per tutto. Io ci tengo alle mie creazioni quanto tu tieni al tuo elevato stato sociale. Ho dedicato mesi per la costruzione di quel Robot e tu in soli cinque minuti sei stato capace di distruggerlo»
Ho messo solo cinque minuti a sconfiggere il mostro, ottimo record.
«Hai idea di quanti mesi mi ci vorranno per ripararlo?»
«Sembri una bambina che piagnucola perché le è caduto il gelato»
«Aaah, hai la testa dura quando non vuoi capire. Certe volte è proprio inutile parlare con te. E non credere che ti farò salire sul mio Robot per riportarti a casa»
E io come faccio a tornare alla T-Tower? Volando? Non ho i superpoteri per mia sfortuna e dato che abitiamo su un'isola nel bel mezzo del mare, anche se non troppo distante, non riuscirei ad arrivarci a nuoto. Ritorno nel centro della città. Niente di rotto e nessuno di ferito, solo un vecchio muro spaccato e un enorme ammasso di ferraglia ammaccato in partenza. Lo osservo volare via. Rassegnato comincio a passeggiare per la città. Non mi rendo neanche conto del tempo che passa che si è fatto buio. I lampioni e le enormi insegne illuminano Jump City. Era da un po' che non vedevo la città da questa prospettiva. Solitamente la osservo dal terrazzo della Torre. Forse...questa è la metafora del mio atteggiamento. Mi piace guardare tutto e tutti dall'alto, ma se provo a mettermi alla pari scopro tanti aspetti che non mi aspettavo, sia positivi che negativi. Guardo i passanti, le vetrine e mi fermo a sedere su un muretto davanti a due musicisti che stanno tenendo un concerto. È veramente affollato questo posto.
«Hey, vuoi ballare?»
Si avvicina una ragazza. Indossa degli shorts di jeans con una maglietta bianca corta con delle lunghe frange all'estremità. Tiene i capelli castani sciolti e indossa una ghirlanda di fiori appoggiata sulla chioma. Hippie?
«No grazie. Non è serata»
Rispondo sorridendole. Sto solamente cercando di essere gentile...
«Alla prossima!»
Ricambia il gesto e si allontana sculettando a ritmo di musica.
«Ehi...»
La saluto per niente stupito mentre si siede accanto a me.
«Ehi. Bella serata non trovi?»
«Non saprei... solitamente su Tamaran per celebrare dei festeggiamenti per rappresentare lo svago dopo una lunga giornata ci si riuniva tutti insieme e si banchettava con grandi calici colmi di Brokmhag»
«Vi davate alla pazza gioia, eh»
Paragono questa strana bevanda agli alcolici terrestri. Osserva silenziosamente il concerto finché non pone la fatidica domanda. E non si tratta se la voglio sposare.
«Oggi perché ti sei comportato così?»
Sospiro nervoso passandomi le dita tra i capelli, pulendomi subito dopo con nonchalance sul mantello...dovrei mettere meno gel.
«Non lo so. Sono stato...stupido. Stupido e orgoglioso»
Mi appoggia la mano sulla spalla sorridendo. Questa è la seconda volta in una giornata, dovrei esultare?
«Hai già compiuto metà del lavoro»
«Ovvero?»
«Hai ammesso a te stesso di aver sbagliato. Ora ti rimane da fare solo una cosa»
Sì può essere più comprensivi e dolci di così? Continuo ad osservare i suoi grandi occhi verdi
«Ma...come facciamo a tornare a casa?»
«Ti prendo in braccio»
Risponde sicura.
«Sei...sei sicura?»
Chiedo grattandomi la nuca e lei annuisce. Senza troppi sforzi mi prende a mo' di sposa e si alza in volo. Ha un corpicino esile ma la forza è nettamente superiore a ciò che sembra. Sono un po' scomodo, ma vorrei rimanere tra le sue braccia più tempo possibile. Cosa? No. Beh, lasciamo stare. È imbarazzante. Ogni tanto i suoi capelli sulle sfumature arancioni mi solleticano il naso. Non sapendo cosa fare, alzo la mano e le tocco il naso.
«Robin! Ma cosa fai?»
Chiede imbarazzata. Subito si fa rossa in volto. Ridacchio e lei assume un'espressione indescrivibile. Sento la presa sui miei fianchi aumentare.
«Ehi scherzavo»
Risponde con uno tenero sbuffo e, una volta gonfiate le guance avvicino le mani ad esse facendo uscire tutta l'aria che teneva dentro. La sua espressione passa da imbarazzata a "non hai proprio nulla da fare che rompermi le scatole" e mi provoca una risata sincera che ricambia anche lei. Atterrata sul terrazzo appoggio finalmente i piedi su qualcosa di solido e mi stiracchio.
«Ahh che bella serata»
«Robin»
Mi rimprovera dolcemente.
Sì...adesso vado. Devo solo essere sicuro, sincero, chiaro e poi me ne vado a dormire.
«Buonasera»
Non ottengo risposta. BB e Cyborg stanno giocando alla play e Corvina sta leggendo un libro rosicchiando uno snack.
«Cy...»
Mi siedo accanto a lui sul divano.
«Cyborg, ascoltami»
Mette in pausa il gioco.
«Hey! Ah...io...Voi parlate tranquillamente. Io andrò da Corvina»
«Non osare avvicinarti»
«Corvina! Amica mia! Che libro interessante stai leggendo?»
Ignora la sua minaccia. Si aggrega a loro due anche Stella.
«Mi dispiace. Oggi mi sono comportato da ragazzino egoista e presuntuoso. Sarò stato insopportabile e non capisco come tu abbia fatto a non spaccarmi la testa...»
Non mi ha spaccato la testa ma mi ha schiantato contro un muro. Sono davvero stato così? Cerco di essere il più diretto possibile, almeno mi tolgo subito questo peso che sta cominciando a diventare insopportabile.
«Ti aiuterò a riparare Titano»
«Davvero?»
Chiede serio.
«Qualsiasi cosa per farmi perdonare dal mio migliore amico»
Gli sorrido.
«Potresti cominciare impugnando quel controller e a farmi vincere»
«Vedremo»
Cominciamo una nuova partita. Gli altri tre mi rivolgono sguardi di approvazione e sorrisi, esclusa Corvina che mi rivolge solo sguardi di approvazione. Mi sento davvero più leggero adesso. Mi ha perdonato senza problemi.
«Mi perdoni?»
«No»
Forse qualche problema c'è.
«Ma se mi aiuterai con qualche lavoretto qua e là potremo contrattare»
«Sei il migliore Cy»
«E non mi chiamare Cy»
Ci guardiamo e scoppiamo in una risata. Posso desiderare amici migliori?
Che ve ne pare come primo capitolo? Ci sono molte parti in più :)
Ogni capitolo avrà circa 2000 parole, quindi saranno sicuramente più lunghi dei precedenti
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