L'ultima luna •Capitolo 4
Non è possibile. Non è possibile. Non è possibile.
Ripeto questa frase nella mia mente. Se continuo a girare in tondo per camera mia a torturarmi i capelli finirò per diventare calvo. No, non devo assolutamente diventare calvo. Chi può sostituire la bellezza dei miei capelli?
Non è possibile. Non è possibile.
Non voglio diventare calvo! Devo smettere di pensare a Luxuria. Posso provare a distrarmi, ma come?
Non è poss...
«No!»
Mi rendo conto solo dopo aver urlato del silenzio che regna in camera mia e, data la tarda ora, anche nella Torre. Ma cosa mi salta in mente... Spero di non aver svegliato gli altri Titans. Non si sente neanche in lontananza il brusio fastidioso di voci provenienti dalla televisione, lo sferrare di oggetti metallici o di saldatori usati da Cyborg per le sue creazioni, le solite musichette ripetitive dei videogiochi, l'acqua che scorre in cucina mentre qualcuno lava le stoviglie, strane formule demoniache pronunciate da Corvina. Assolutamente niente. Devo prendere a pugni e calci qualcosa, per sfogarmi in qualche modo. Sento improvvisamente la mancanza della mia stanza dedicata all'allenamento, colma di armi e arnesi da palestra, ma non posso allenarmi adesso: devo essere riposato per domani. Cosa potrei fare? Dovrei smetterla di camminare così nervosamente. Il mio sguardo cade sulla finestra che mostra una perfetta visuale di Jump City. Finalmente un'idea echeggia e fa luce tra i pensieri negativi. Esco da camera mia in fretta e con impazienza arrivo fino al terrazzo, senza preoccuparmi troppo del rumore che potrei fare con lo scalpiccio delle mie scarpe. Salgo finalmente l'ultimo gradino per poi spalacare la porta che mi separa dal terrazzo. Chiudo gli occhi e assaporo quella quiete che si fa spazio tra i miei nervi. Mi avvicino fino ad arrivare alla ringhiera dove appoggio i gomiti. Perché non ho avuto prima questa idea? Spesso quando sono nervoso, pensieroso o arrabbiato mi catapulto verso il terrazzo dove trovo la calma necessaria a farmi calmare i bollenti spiriti. Le luci della città pullulano di vita evidenziando il netto contrasto tra la confusione della civiltà e il silenzio che regna nella Torre. A dividerle c'è il mare. Le onde emettono un piacevole fruscio mentre infrangono dolcemente contro gli scogli ai piedi della Titans Tower. I muscoli si rilassano e accavallo il piede dietro l'altro. Se mi concentro e chiudo gli occhi posso sentire quel leggero venticello accarezzarmi la pelle e odorare l'aria salubre.
Non è possibile.
Ancora questo pensiero. Richard, concentrati sul vento, sul mare e sulla luce fioca e rilassante.
«Vento e mare...vento e mare...vento e...»
Sento un cigolio provenire da dietro di me. Mi giro di scatto afferrando da dietro la schiena, come d'abitudine, la mia arma e sgrano gli occhi non riuscendo a distinguere la figura fluttuante che si avvicina gradualmente.
«Bella serata, non trovi?»
Una voce femminile mi pone la domanda. Gradualmente riesco a scorgere una massa di capelli purpurei e due fari verdi come occhi illuminati dalla luce della luna, che stasera è completamente piena.
«Sì, sei... è bellissima, la serata»
Rispondo impacciato, non essendo abituato a vedere Stella sotto questo chiarore. Rilascio l'arma e la seguo con lo sguardo finché non si posiziona accanto a me imitando la mia posizione. Senza proferire parola, appoggia la testa sulla sua mano sospirando felice.
«É davvero una bellissima serata»
Solitamente faccio notare se qualcuno ripete una frase più di una volta, ma se detta in questo modo non posso che rimanere in silenzio perché ha davvero ragione: non si vedeva un cielo così limpido e il mare così calmo da settimane.
«Concordo»
Rispondo voltandomi. Il suo viso è in penombra, ma il profilo è illuminato debolmente dalle luci provenienti dalla città e dalla luna. Avrei voluto vederla più spesso sotto questo barlume che evidenza la sua aria sognante con quel sorriso accennato che rialza lievemente gli zigomi. È davvero...diversa. Rimane in silenzio, forse dovrei parlare io.
«Questo è il mio posto felice»
Attiro come previsto la sua attenzione.
«Quando sono nervoso vengo qua e... mi godo il panorama»
Non è mio solito esporre ciò che faccio privatamente, ma devo dire che è un primo passo per una conversazione più intima. Il sorriso continua a permanere sulle sue labbra.
«Io invece quando sono nervosa mi trucco»
Cosa? Lei arriva, le parlo di cose filosofiche e lei mi dice che si trucca?
«Ti trucchi?»
Chiedo lasciandomi scappare una risata
«Sì, mi rilassa. Come a te piace stare in solitudine a me piace...»
«Avere chili di catrame in faccia?»
«Non ne capisci niente di makeup»
«Sicuramente ne so più io di te, alienetta mia»
Ribatto in modo provocatorio. Mi piace metterla alla prova con piccole frecciatine.
«Su Tamaran è usanza per ogni festività truccarsi in modo...»
«Poco sobrio?»
La interrompo
«Lasciami finire! Comunque sì, in modo poco sobrio. Io che sono la principessa poi devo essere particolarmente...»
«Appariscente?»
La interrompo nuovamente
«So benissimo il linguaggio terrestre e sono in grado di terminare un discorso Robin!»
Incrocia le braccia rialzandosi
«Ok, ok, scusa»
Rispondo fingendo innocenza nascondendo una risata. Si riposiziona comodamente appoggiandosi alla ringhiera.
«Mi mancano»
Il suo sguardo in un primo momento si incupisce non riuscendo a comprendere. Sicuramente non si sarebbe aspettata una seconda confessione una di seguito all'altra.
«I tuoi genitori?»
«Sì. È un vuoto...»
«Incolmabile?»
Accenno un sorriso per avermi preceduto prima di finire la frase.
«Ma ho voi, sono davvero fortunato...spesso sono insopportabile ed egoista con...manie di protagonismo...non vi dimostro il mio affetto quanto meritate»
«Siamo tuoi amici, ti vogliamo bene così per come sei»
Forse ha ragione, io voglio bene a loro nonostante i difetti, e ne hanno tanti quanto me
«Voi siete più di semplici amici. Siete...siete tutto per me»
La sua mano si posa sulla mia. Non mi sono neanche accorto di starla stringendo in un pugno.
«Se sei il nostro leader ci sarà un motivo. Ci hai insegnato ad essere coraggiosi, leali, forti, altruisti e questo è solo l'inizio. Tu hai la nostra stima, Robin, e non puoi immaginare quanto ti vogliamo bene...persino Corvina»
L'ultima frase mi provoca una leggera risata seguita da un sorriso di gratitudine
«E io ve ne voglio altrettanto. Persino a BB»
Questo discorso è molto particolare. Come se avesse un secondo significato che non riesco a comprendere, e mi sta rendendo nervoso. Deglutisco e un brivido percorre la mia schiena.
«Hai freddo?»
«No...non saprei, ho avuto un brivido»
«Qualcuno ti sta pensando»
«Credi davvero a queste dicerie?»
«Dai Robin, sogna di più»
«Cosa?»
Chiedo confuso. Cosa sta blaterando?
«Apri la tua mente, non solo per scervellarti e stare ore chiuso in camera tua ad escogitare piani, cerca di sognare»
Dice sorniona. Con la fronte corrucciata continuo a guardarla allontanarsi. Il discorso stava procedendo così bene...
«Ancora non capisco»
«Lascia fluire le tue emozioni, se sei triste piangi, se sei arrabbiato urla, se sei felice sorridi»
Comincia a girare su se stessa come una bambina.
«Io mi sfogo allenandomi»
«É qui che sbagli, devi completamente lasciarti andare»
Si ferma tenendosi la testa per qualche secondo, per poi porgermi la mano
«Cosa dovrei...»
Senza aggiungere altro afferra la mia trascinandomi verso di lei. Sento le mia guance bollire quando, per la troppa forza con cui mi ha attirato a lei, supero la distanza di sicurezza dal suo viso e, deviando lo sguardo, mi sistemo il colletto del mantello.
«Prova a pensare a tutto ciò che ti rende felice»
Commenta lei tranquilla
«Stella, è una cosa stupida»
Rispondo incerto
«Prova, dai»
Alzo gli occhi al cielo e poi provo a concentrarmi per pensare...mi rende felice una vittoria, una giornata passata con i miei amici, vincere alle partite di basket contro Cyborg, riuscire a raggiungere un compromesso con BB, parlare di libri con Corvina, fare una buona colazione, la pizza, ammirare i miei capelli, riuscire ad escogitare il piano perfetto...eppure c'è qualcos'altro che mi rende felice.
«Pensato?»
Mi distoglie dai pensieri. È in quell'attimo che mi viene in mente un'ultima cosa che mi rende felice, perdendo un battito una volta realizzata.
«Sì»
«Bene, ora prova ad immaginare una melodia»
«Una melodia?»
Ma è per caso diventata una chiromante passione psicologa che per secondo lavoro fa la musicista? Mi sta facendo impazzire
«Non è difficile, chiudi gli occhi e pensa ad una melodia. Una tutta tua»
Con una smorfia chiudo nuovamente gli occhi e provo ad immaginarne una
«Non riesco»
Sentenzio dopo pochi secondi riaprendo gli occhi
«Riprova. Ci hai insegnato anche questo, a non arrenderci mai»
Sbuffo e richiudo gli occhi, cercando stavolta di rilassarmi. Sento Stella fluttuarmi attorno
«Stella non riesco a concentrarmi se mi giri attorno come una mos...»
Spalanco la bocca una volta ammirato ciò che ha fatto. Attorno a noi c'è una sorta di cerchio che emette un bagliore verde
«Ma... Cos'è? Come hai...»
Chiedo ancora incredulo
«É il tuo spartito»
Questa conversazione sta prendendo una piega sempre più strana, ma stavolta mi lascio abbandonare alle sue parole. Sarebbe inutile cercare di capire. Improvvisamente sento un suono e spalanco gli occhi spaventandomi
«Da dove...»
«Guardala»
Seguo con lo sguardo il suo dito che indica una nota musicale fluttuare in quello strano cerchio.
«É la prima nota della tua melodia»
Non pongo neanche più nessun genere di domande: sarebbero superflue. Dopo poco sento una seconda nota, una terza e una quarta che va a completarla. Le note cominciano a susseguirsi a stento, alcune si sovrappongono ad altre componendo una musica confusa e sgradevole. Le mie spalle vengono afferrate, così appoggia delicatamente le sue mani su di esse . Esitando in un primo momento, le mie mani avvolgono i suoi fianchi. Cominciamo a dondolare un po' a destra e un po' a sinistra, come se stessimo ballando un lento. Stranamente mi sento più sereno. Una dolce melodia comincia a risuonare attorno a noi. Stavolta le note non sono confuse e disordinate, ma si susseguono una dietro l'altra ritmando il battito del mio cuore. Sento la mente libera, colma solamente da quella musica. Sto davvero producendo io quel suono? E come ha fatto Stella a creare una cosa del genere? Sento la presa alle mie spalle stringersi e il suo corpo avvicinarsi a causa della mia presa più forte. La melodia diventa sempre più piacevole e coinvolgente.
«Come hai fatto a...fare questo?»
Chiedo a bassa voce per non sovrastare la musica
«Con la collana, probabilmente... hai già avuto a che farne»
Allontana la testa dalla mia spalla mostrandomi quella collanina ramata con il ciondolo color verde smeraldo, apparentemente innocua ma con una sgradevole sorpresa. Come può indossarla ancora dopo quello che ha combinato? Guardo attentamente quel diamante, ma il mio sguardo divaga sul suo collo.
«Purtroppo»
Ridacchia e appoggia nuovamente il mento tra il mio collo e la spalla.
«Ti sta battendo forte il cuore»
Sussurra in un fil di voce. Posso perfettamente comprendere il suo imbarazzo. Le accarezzo quasi in modo impercettibile la schiena e, preso dal nervoso, mi mordo insistentemente le labbra. Forse so cosa mi sta succedendo. Forse il fatto di scrivere lettere e poesie, seppur penose, è servito a qualcosa. Forse il suo imbarazzo era dovuto al contatto col mio corpo. Forse...no, ho bisogno di certezze. Al solo pensiero mi sento le guance bruciare.
«Stella...»
«Sì?»
La allontano di poco afferrandole le spalle
«Sai quando mi hai detto di pensare a cosa mi rende felice?»
Annuisce. Mi guarda con gli occhi spalancati e la bocca socchiusa. Mi sta mandando in crisi. Lei, la situazione, la musica...forse sto sognando. Sì, è uno dei miei sogni. Eppure io l'ho davanti, ho le sue spalle sotto alle mie mani e posso sentire il suo sguardo trapassarmi gli occhi. Speranza, imbarazzo, paura...non capisco cosa mi stanno dicendo quegli occhi, ma è arrivato il momento di affrontare la situazione. Possibile... Sono capace di distruggere mostri enormi provenienti da altri pianeti, ma non sono in grado di sconfiggere la mia paura dell'amore.
«Ho provato a pensare a qualcosa, ma...»
Deglutisco. Stella nota il mio nervosismo e i suoi occhi cominciano ad assumere una forma meno tondeggiante.
«Poi ho pensato a te. Mi sei venuta in mente tu»
Dico, con coraggio, con voce ferma. Rimaniamo entrambi con la bocca semi aperta, non sapendo cosa dire e col respiro pesante per il cuore che batte velocemente, probabilmente allo stesso ritmo. La musica continua a procedere, sempre più dolcemente.
«Io...ho sempre voluto dimostrare di essere forte, un eroe, ma...non credo di esserci mai riuscito. Ecco io vorrei...io potrei essere...noi potremmo essere...»
«Richard»
Interrompe il mio discorso senza capo né coda chiamandomi per nome, il mio vero nome. Un piccolo gesto per dimostrarmi che non sta parlando con Robin, il giovane, forte e carismatico eroe, ma semplicemente con Richard. Un ragazzo come tanti, che prova sentimenti ed emozioni. I suoi occhi stanno mandando il mio cervello in tilt. I suoi occhi, la bocca, il viso, i capelli, le mani...tutto di lei mi sta offuscando i pensieri e a confondermi si aggiunge anche la musica. Non capisco se le sensazioni sono reciproche, non sto capendo niente.
«Alla fine sei riuscito a rilassarti»
Ha ragione. Ha dannatamente ragione. Tutto questo tempo trascorso a preoccuparmi per le missioni e per trovare i covi dei "cattivi" e non mi sono mai fermato un attimo a rilassarmi, o almeno credevo di esserlo, ma giocando ai videogiochi si tiene pur sempre la mente impegnata. Adesso non sto pensando a niente e posso dire di essermi rilassato davvero per pochi minuti. Forse...forse serviva solo rilassarsi. Che anche lei stesse aspettando che io mi rilassassi?
«Già»
Un sorriso sghembo si fa largo tra la mia bocca, per poi svanire pochi secondi dopo tornando serio. Continuo a guardarla come se avessi tra le mie braccia il diamante più prezioso al mondo. Passo veloce la lingua sulle labbra preparandomi ad affrontare il momento che, forse, da anni ho aspettato. Forse? No, stavolta ne sono certo. Avvicino il viso al suo sentendo il mio respiro e il suo unirsi. Finalmente appoggio dolcemente le labbra sulle sue lasciandole un bacio a stampo. Nessuna malizia, nessun altro pensiero se non affetto. Rimango con la bocca socchiusa e gli occhi chiusi, cercando di fermare le imminenti lacrime.
Non devo piangere. Non devo piangere. Non devo piangere.
Non ora, non davanti a lei. Perché devo essere così emotivo?
«Robin...stai piangendo»
Esclama lei preoccupata. Diamine!
«Io...forse...»
Devo davvero smetterla con questi "forse". Posa le mani sulle mie guance asciugando qualche lacrima.
«Tes...Robin, non piangere, ehi, tranquillo, ci...ci sono qua io»
Mi stava chiamando tesoro? Lei forse non può capire, ma mi sta donando l'amore di cui sentivo la mancanza. Un amore diverso da quello dei genitori, ma sta colmando quell'immenso vuoto che regnava nel mio cuore da anni.
«Non potevo desiderare altro»
La stringo forte, voglio sentirla mia. Lei ricambia l'abbraccio altrettanto forte.
«Ti amo»
Vivide immagini di mia madre ritornano in mente. Tutte le volte che mi ha consolato, mi ha asciugato le lacrime, mi ha dato forza e ha detto di amarmi. Stella è come lei, come me...ma proviene da un altro Pianeta, ma questo non è importante. Volevo solo questo. Semplice amore. Solo da lei. Sono davvero sicuro di ciò che sto per dire?
«Ti amo anch'io»
Sì, lo sono.
*immagini pucciose aggiuntive prese da internet*
⬆Robin, cos'è quel sorrisetto eeehhh? *pervy mode: on*
Raga ma...Io non posso accettare il fatto che Stella sia più alta di Robin!😂
Comunque, questo è il capitolo "cruciale" dove si baciano *si guarda furtivamente attorno* quindiii, fatemi sapere se vi è piaciuto!
*mi dileguo dietro il mantello di Robin*
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