Inconvenienti •Capitolo 6
«Mhm...»
Fuori è ancora buio, ma un lieve spiraglio di luce proveniente da dietro i grattacieli fa intuire che la notte è ormai finita. Vorrei stiracchiarmi, ma qualcosa impedisce i movimenti. Anzi, qualcuno, anche molto gradito. Ora ricordo. Lentamente sollevo il braccio cercando di non svegliarla.
Luxuria. Devo cercare Luxuria.
No, no, no. Non adesso. Voglio solo godermi il momento. Mettendomi a pancia in giù mi appoggio sui gomiti concedendomi una visuale perfetta del suo viso addormentato. Ho ancora il suo braccio attorno alla vita. Non penso a niente. La guardo. Il suo viso impassibile, la bocca schiusa e il busto alzarsi ed abbassarsi col ritmo lento del respiro di chi sta dormendo profondamente. Io ho sperato, lo ammetto. Ho sperato potesse accadere qualcosa stanotte, ma quando lei mi ha baciato così inaspettatamente mi sono pentito. È bellissima anche così, senza vestiti lussuosi e senza strati su strati di trucco, così come piacerebbe a lei. Ha semplicemente indosso una mia maglietta e sta dormendo nel mio letto. Innocente, semplice. Ogni volta che ci penso, la invidio sempre di più. Poi mi ricordo che è l'ultimo pensiero a cui devo dare importanza: devo essere forte, una base solida su cui poter contare per il mio team e non mi posso permettere di abbassare la guardia. Me lo concederò solo in occasioni come questa. La sveglia segna le 4:30 a.m. .
«Ehi, caramella, sveglia è ora di alzarsi»
La richiamo ironico a bassa voce accennando un sorriso intenerito. Afferro una ciocca di capelli che le copre il viso e le solletico il naso con le punte. Come risposta ottengo qualche bofonchio e dei mugugni incomprensibili. Possibile che stia parlando tamariano?
«Robin?»
«Dimmi principessa dei miei stivali»
La prendo in giro
«Ma che ore sono?»
Mi chiede con voce roca e impastata dal sonno. Non si sforza troppo ad aprire gli occhi
«Le 4:30 spaccate, oh, adesso sono le 4:33, quindi direi di muoverci»
Si gira dalla parte opposta, allontanando il braccio che poco prima avvolgeva il mio fianco.
«Non puoi dormire ancora se ti giri dall'altro lato cara mia»
Scherzo mentre mi siedo, abbandonando il piacevole tepore delle coperte
«Robin»
«Sì?»
«Stai dritto con la schiena o diventerai come la mia tata di Tamaran»
Mi avvisa appoggiando una mano su di essa
«Com'è la tua tata?»
Chiedo nascondendo una risata
«É vecchia e gobba, come la Befana»
«Qua sulla Terra non è esattamente un complimento dare della Befana ad una persona»
«Ah. Comunque bella schiena»
Dice sfacciata per poi sbadigliare. Stella che dice qualcosa in modo sfacciato, questa è nuova. Molto probabilmente sarà la prima e ultima volta che succederà, ma ciò che conta è il raggiungimento del mio obiettivo: è servito dormire in boxer per farle notare i miei muscoli. Un leader serio, qualche volta egoista, un po' sfacciato ma altruista con una dolce e ingenua promessa principessa di un pianeta sconosciuto ai comuni terrestri. Come noi non c'è nessuno, ne sono sicuro.
«Lusingato»
La ringrazio ridacchiando
«Ma buon giorno!»
Esclamo rompendo la quiete. Ho quasi urtato la sensibilità dei miei stessi timpani. Mi butto addosso a lei facendola lamentare per l'impatto.
«É così che dai il buon giorno alle persone, tu?»
Mi sorride, e che sorriso
«Solo alle mie persone preferite»
Scherzo con un sorriso a trentadue denti. Eppure non ha ancora aperto gli occhi, che pigra. Appoggia una mano tra i miei capelli accarezzandoli.
«Mi hai chiamata caramella?»
«No, però continua è troppo rilassante»
Ha delle mani d'angelo. Chissà se...no, non devo fare pensieri perversi. Non su di lei e non ora.
«Non eri tu a dire che dobbiamo alzarci?»
«Sì, ma tu non hai ancora aperto gli occhi»
Mi alzo sentendo un sospiro di sollievo da parte sua. So io come farle spalancare gli occhi. Appoggio le mani ai lati della sua testa e piano piano mi avvicino al suo viso lasciandole un bacio sulle labbra, che viene subito ricambiato, ma dopo appena due secondi mi allontano di poco. Non ottengo l'effetto sperato, anzi, mi avvolge le braccia attorno al collo avvicinandomi di nuovo a lei. Di proposito, finisco con la faccia sul cuscino evitando di darle un secondo bacio.
«Lo hai fatto apposta!»
Nel frattempo sollevo il viso dal cuscino
«Può darsi. Comunque hai degli occhi stupendi»
Sconfitta, si mette le mani sul viso negando l'evidenza
«Io non ho aperto gli occhi, guarda!»
«No, infatti. E io non ti ho buttata giù dal letto»
«Cosa stai dic...Robin!»
Questione di un secondo: la abbraccio e la catapulto giù dal letto finendo per trovarla sopra di me.
«Sai che potrei usarti come materasso se potessi dormire ancora?»
«Sì, e continui ad avere degli occhi stupendi»
Divento immediatamente paonazzo. Non avrei immaginato di lasciarmi andare così tanto.
«Alla fine ti sei lasciato andare»
Ricordo la frase di ieri sera. Solo con te, Stella. Solo con te. Mi dà un bacio sulla guancia con tanto di schiocco, finché non si mette finalmente in piedi stiracchiandosi.
«Mh, sì, da qua sotto c'è una bella visuale...»
«Ma che dici!?»
Pare confusa, finché non capisce il riferimento al suo interno coscia. Imbarazzata abbassa la maglia piegandosi per coprirsi il più possibile.
«Robin, non è neanche un giorno che stiamo insieme e già...»
Si blocca istantaneamente e io faccio altrettanto. Mi ha fatto uno strano effetto: prima sento la sua voce dolce anche se acuta parlare come se niente fosse mentre sistema i suoi vestiti, poi si lascia scappare quella frase che, in fondo, stava tormentando noi due da tempo.
«Ehm...»
Balbetta. Non sa più cosa dire ed è evidentemente in difficoltà, come me del resto
«E così... stiamo insieme»
Dico quasi domandandolo ormai in piedi. Mi gratto la nuca continuando a fissarla immobile con in mano i suoi indumenti. Ha lo sguardo fisso, perso chissà dove. Mi fa tanta tenerezza in questo momento. Prendo posizione come dovrebbe fare un vero uomo abbracciandola da dietro. Nessuno di noi due sa cosa dire
«É così»
Finalmente apre bocca
«E così doveva essere»
La bacio sulla guancia per poi andare a prendere i miei vestiti dal pavimento accanto al letto, nello stesso punto in cui li ho gettati stanotte. Ogni tanto butto un'occhiata su Stella mentre si veste. È davvero bella. Sia esteriormente che interiormente, ma ciò che mi affascina di più è di aver scoperto un lato di lei che non avevo mai notato prima d'ora. Sono abituato alla Stella esagerata, impacciata e con una fissazione per l'amicizia. Io sapevo che lei non fosse solo così e ora ne ho la certezza. Anche il suo modo di esprimersi è diverso, più "terrestre", con meno riferimenti tamariani. Spero solo che gli altri Titans non se ne accorgano.
«Pronti?»
Chiedo dopo essermi sistemato il colletto del mantello
«Pronti»
Afferma lei sistemandosi i capelli
«Andiamo»
Attraversiamo il corridoio silenziosamente, come se ci stessimo dicendo senza bisogno di parole "non facciamoci scoprire dagli altri".
«Buongiorno Titans!»
Dico a gran voce, felice di vederli tutti in piedi a fare colazione
«Bravi, vi siete già alzati! Anche tu BB!»
«Solo perché Cyborg mi ha installato una stupida sveglia...»
Si lamenta mescolando lentamente i cereali nella tazza. Sembra stravolto, del resto di solito si alza all'ora beata.
«É una mia piccola creazione. La sveglia rileva i tuoi movimenti non appena suona: se ti sei alzato smette di suonare, se invece continui a dormire...»
«Se continui a dormire succede questo!»
Mostra infuriato il bernoccolo sulla fronte
«Stamattina non potevi permetterti di posticipare la sveglia, come fai di solito!»
Lo rimprovera tirandogli una gomitata e guardandolo con gli occhi sgranati. Forse ho capito cosa intende Cyborg: pur di non far ritardare i piani previsti per oggi, ha addirittura creato una sveglia così violenta per BB. Se fosse in grado di fare un sacrificio e alzarsi un po' prima, sicuramente Cyborg non avrebbe dovuto prendere provvedimenti del genere. Io e Stella ci sediamo al tavolo afferrando le tazze versandoci il latte caldo.
«Buon giorno Corvina»
La saluto sorridente. Non ha aperto bocca fin'ora
«Buon giorno niente»
«Che succede?»
«Stanotte qualcuno ha disturbato la quiete pubblica e ho fatto fatica a riaddormentarmi»
Pietrifica con lo sguardo Stella, che diventa paonazza.
«Oh, è vero...scusa amica Corvina...non era mia intenzione svegliarti in piena notte, davvero, scusami...»
Corvina in risposta sbuffa portandosi alla bocca un cucchiaio di cereali
«Davvero? Ti ha chiesto e richiesto scusa e tu non dici niente?»
Sbotto io, attirando l'attenzione degli altri
«Robin non ti preoccupare, ha ragione ad essere arrabbiata»
«Stella, accetto le tue scuse»
Dice Corvina, interrompendo sul nascere un mio secondo lamento per poi rivolgermi un'occhiata di fuoco. Le costa tanto perdonare qualcuno? Del resto, da quanto ho capito, io sono la causa di ciò che ha combinato Stella in camera sua quindi mi sono sentito in dovere di difenderla, ma non possiamo dire il perché di quel baccano o scoprirebbero tutto.
«Perché cos'è successo ieri sera?»
Chiede Cyborg incuriosito
«Nulla, ormai è passato»
Taglio corto
«Ehh io so cos'è successo ieri sera»
Ammicca BB
«Cosa stai blaterando?»
Rispondo con la bocca piena di cereali
«Tu lo sai meglio di me»
Odio quando mi guarda così
«Stamattina, una volta uscito da camera mia, puntualissimo, avrei dovuto vedere Stella in corridoio. Non era in bagno e neanche in camera sua. Una volta arrivato alla living room ho visto che non c'era anche lì...e magicamente arrivate insieme»
Termina il tutto con un grande sorriso soddisfatto, mentre Cyborg si unisce a guardarmi in quel modo.
«No, Cyborg, non mettertici anche tu»
«E tu da quando sei intelligente?»
Commenta Corvina, zittendo immediatamente BB
«Forse sei solo geloso ed è una delle tua fantasie con Corvina»
Ribatto io giocherellando con il cucchiaino, con fare altrettanto fiero.
I due esclamano contemporaneamente «Cosa?!». Stella tenta di nascondere una risata nascondendosi dietro una mano, a differenza di Cyborg che è scoppiato a ridere.
«Io non ce la posso fare con voi»
Si lamenta Corvina alzandosi da tavola lasciando incompleta la sua colazione, catapultandosi infuriata verso l'uscita emanando una luce bluastra.
«É meglio se finisci di mangiare dato che oggi avremo una lunga giornata davanti»
Le urlo dietro. Tazza e cucchiaino cominciano a fluttuare verso di lei, che si allontana con la sua aurea d'ira una volta afferrati.
«Ragazzi...siete incorreggibili»
Ci rimprovera Stella
Tutti e tre compiamo lo stesso gesto grattandoci la nuca con un sorriso imbarazzato. Vorrei ribattere, ma preferisco chiudere definitivamente il discorso o, almeno, non parlarne davanti ai ragazzi.
«Robin, il discorso non è chiuso»
Afferma BB per poi tramutare la sua forma in un piccolo e svelto scoiattolino, fuggendo via dalla living room.
«Vigliacco, almeno metti via la tua tazza!»
Non ottenendo risposta, afferro la mia tazza ormai vuota posandola nel lavello in cucina e, una volta tornato alla grande stanza, ricevo occhiate sfuggenti dai due rimasti.
«Io non la metto via la sua tazza»
Alzo le mani chiarendo le mie intenzioni
«Spero Corvina si sia ripresa, dato che dovrà essere lei a spiegarci il percorso per raggiungere Luxuria»
Rifletto in un sospiro
«Robin, toglimi un dubbio»
Ordina avvicinandosi una mano al mento
«Dimmi, Cyborg»
Rispondo incrociando le braccia al petto
«Noi abbiamo ricevuto dal solito allarme solamente la segnalazione della presenza di questa Luxuria, ma come facciamo a sapere dove trovarla?»
«Questo dovrai chiederlo a Corvina, io non...»
«Avverto le presenze di esseri malvagi, se non quanto me, di più e posso riuscire a localizzarli solo tramite una lunga e approfondita meditazione, ma stanotte ho avuto qualche contrattempo»
Corvina appare tramite teletrasporto fluttuare a gambe incrociate sul divano. Un lieve senso di colpa mi stringe il petto e, come se stesse pensando la stessa cosa, rivolgo uno sguardo impensierito verso Stella che viene subito ricambiato.
«Dovremo, però, percorrere molta strada e sarà più difficile e tortuosa di quanto vi aspettiate»
Con uno schiocco di dita fa apparire davanti a noi una grande cartina geografica fluttuante. La nostra città è cerchiata in rosso con il nome ben evidente
«Eccomi ragazzi, mi sono perso qualcosa?»
Domanda BB, stavolta nella sua forma umana, o quasi
«A parte l'entrata di scena di Corvina, non molto per ora»
Risponde Cyborg con il suo solito modo di fare ironico, così il verdognolo prende posto accanto a lui.
«Da qui»
Riprende il discorso Corvina, indicando Jump City
«Proseguiremo fino ad arrivare qui»
Le nostre mascelle toccano terra.
«C-co-come Co-Corvina...ma co-com'è possibile?!»
Domanda esterrefatto BB dopo essersi tramutato in un pollo.
«Esattamente qui»
Ribatte seria Corvina, osservando impietrita le nostre espressioni.
«Forse BB intendeva dire... COM'È POSSIBILE CHE DOBBIAMO ANDARE AL...NEL MARE?!»
«Cyborg, datti una regolata! Seriamente, Corvina, come diamine è possibile?»
Un sorrisetto appare sul suo viso a sciogliere quella espressione di ghiaccio.
Ciaox a... tutti quanti! *comincia a cantare la canzone degli aristogatti*
I'm back! Yay.
Non ho potuto postare più spesso perché purtroppo la connessione essendo stata in montagna era scarsa, ma mi sono fatta perdonare, spero, postando due capitoli >3<
Vi lascio al capitolo seguente con questa foto che...boh, mi ha fatto ridere lol. Credo alla fine di ogni capitolo metterò immagini come questa, vi va? *fa il brofist ai lettori*
A BREVE PUBBLICHERÒ IL CAPITOLO SEGUENTE , HO AVUTO PROBLEMI INFITI CON LA CONNESSIONE E...NON UCCIDETEMI <3. AVEVO DETTO SULLA MIA BACHECA IN RISPOSTA A @Robstar_22 (che non mi tagga) CHE AVREI TIPO PUBBLICATO A FERRAGOSTO FA MA NON SONO RIUSCIUTA DATO CHE PRIMA ERO IN MONTAGNA, POI AL MARE E MI È FINITO INTERNET...la smetto di scrivere in maiuscolo... Scusatemi ancora :(
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