Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

9.

Michael la ascoltò, chiedendosi da dove saltasse fuori. Quella non era la ragazza che conosceva; o meglio, ne era una versione più forte, meno fragile.
Più viva.
La ragazza suonò cavandosela discretamente, e nonostante ci fossero delle imprecisioni e delle sbavature, la melodia era struggente e bellissima. Michael si emozionò.
Gli ultimi accordi risuonarono nell'aria; poi, il silenzio.
Mel aspettò, trepidante, senza avere il coraggio di alzare lo sguardo su di lui.
Michael si alzò ed andò a stringerla tra le braccia, certo che Mel avesse chiuso un capitolo doloroso della propria vita proprio in quel momento, suonando per lui quella canzone.
-È bellissima.-
-Grazie. Te la regalo. Alle parole pensaci tu- sorrise lei, alzando lo sguardo dal suo petto, su cui era appoggiata.
Michael si abbassò, sfiorandole le labbra con le proprie.

Mel respirò il profumo di Mike, quello che tanto le piaceva le volte che aveva indossato le sue felpe. Il suono del telefono di Mike li fece sobbalzare, staccandosi. Lui le accarezzò il viso, mentre rispondeva a Luke.
-Sono arrivato; sta bene-

Mentre ascoltava il suo migliore amico parlare, Michael percorse con lo sguardo la figura di Melissa, rendendosi conto che non era affatto una ragazzina. Era una donna, ed era bellissima. Gli occhi, grandi per il suo visetto, erano sottolineati dalla matita. Non avrebbe saputo definirne il colore, perché variava a seconda della luce: era un particolare miscuglio tra il marrone ed il verde, con delle pagliuzze dorate. Sotto i faretti della stanza delle prove sembravano verdi.
Scambiò qualche parola con Luke, e chiuse la chiamata.
-Stai meglio- affermò, osservando il viso della ragazza, che pareva fresco e luminoso.
-Un po'. È merito tuo- disse lei, sorridendogli.
-Sai, mi sembra strano, stare qui con te così. Mi sembri un'altra persona-
Lei abbassò lo sguardo.
-Sono sempre la stessa, Michael. Posso fare qualche passo in avanti, ma non mi allontanero' mai troppo da tutto il casino. Mi sembra di esserne invischiata. Ieri sera avevi ragione: in pomeriggio sono stata male. Ho avuto un incubo orribile, e sai qual'è la cosa divertente? Che la gente si sveglia dagli incubi con sollievo, pensando che è tutto un sogno. Io mi sveglio dagli incubi e precipito nella realtà, che è esattamente come l'incubo. I miei peggiori incubi sono reali.
Ma io non voglio stare così.
Non sono sempre stata così. Suonavo anche io, recitavo in una piccola compagnia teatrale, facevo parte della squadra di nuoto sincronizzato amatoriale. Avevo una vita piena e soddisfacente, ed ero felice. Ero felice, cazzo- buttò fuori Mel, tra le lacrime.
-Ecco, ora ti riconosco- sdrammatizzo' lui, con le labbra tra i capelli che odoravano di un vago aroma di saponi di Lush.
-Un giorno mi racconterai tutto; non adesso. Ora vieni. Usciamo da qui- le sussurrò, placando i singhiozzi sul nascere sospingendola fuori, spegnendo le luci.
Si accoccolarono a letto; Mike ordinò una pizza.
-Ho notato che non mangi- esordì lui.
-Non è vero-
-Sì, che lo è. Mangiamo insieme mattina e sera, e spesso anche a pranzo; non dirmi che ti alimenti durante le lezioni che non abbiamo in comune-
Mel aggrotto' la fronte, corrucciata. Questa nuova versione di sé stessa le piaceva, fisicamente, molto più di prima; certo, era vero che non curava affatto la sua alimentazione, ma di certo non si stava affamando.
-Non so che dire. Perché ti preoccupi? Non sono sottopeso-
-No; sei però molto dimagrita, da quando ti conosco-
-E da quanto mi conosci, sentiamo?- Scherzò lei, per sdtammatizzare.
-Da settembre: quasi quattro mesi- puntualizzò lui.
-Possiamo cambiare argomento?- Si infastidì lei, e Mike decise saggiamente di lasciar perdere.
-Sai che questi jeans ti fanno proprio un bel culo?-
-Michael!-
Il ragazzo rise sotto alla gragnuola di colpi, coprendosi la testa con le mani:
-Ouch! Basta, basta, scusa!-
Melissa lo guardava con quegli occhi..da cerbiatta, ecco. Quegli occhi gli stavano fottendo la sanità mentale.

-Mike..puoi limitarti ad abbracciarmi?-
Lui sospirò esageratamente, ma in cuor suo deliziato.
-Sarà difficile limitarsi.. ma tentero'- Scherzò, accoccolandosi per stringerla a sé.
Arrivò la pizza, e Mel si alzò per pagare:
-Fermo lì, vado io-
Raggiunse a piedi scalzi l'ingresso, trovandosi davanti un annoiatissimo ragazzo che masticava con impegno un chewing-gum. Michael si alzò a sua volta, non mancando di notare come il ragazzo percorresse comodamente con lo sguardo la figura di una ignara Melissa, che contava i soldi per poterlo pagare.
Le circondò con un braccio la vita, guadagnandosi un'occhiataccia da parte di Mel, che sorrise al fattorino consegnandogli il denaro e salutandolo.
-Che ti prende?!- Lo apostrofò, genuinamente sorpresa.
-Lascia stare. Su, a tavola!-
La ragazza, come prevedibile, spilucco' appena.
-Quali sono i tuoi piatti preferiti?- Le chiese Michael.
-Uhm, vediamo..spaghetti al pomodoro, pizza, cioccolato, gelato. Ed i tuoi?-
-Sicuramente pizza, pancakes e pop-corn-
-Siamo due salutisti, insomma!- Rise lei. Michael si godette quel suono appagante.
-Ash è salutista, mangia verdura e frutta, fa pasti bilanciati..una noia- considerò Mike.
-In realtà fa bene! Siamo noi gli sconsiderati- commentò Mel, bevendo um bicchierone di coca-cola. Il ragazzo sorrise, divertito. Questa nuova versione di Mel gli piaceva un sacco.

Risero e scherzarono un sacco. Si raccontarono un mucchio di aneddoti e sciocchezze di quando erano piccoli o di quando erano a scuola, così Mike scoprì finalmente il nome del suo paese natale, i nomi dei suoi genitori, il fatto che suo padre fosse sempre stato assente per lunghe trasferte di lavoro all'estero.
Melissa venne a conoscenza dell'infanzia difficile di Mike, della sua famiglia, nonché della sua maniacale ossessione di lavarsi le mani per paura dei germi. Le raccontò che aveva iniziato a tingersi i capelli per dispetto ai suoi, e che oramai era passato per tutto lo spettro dell'arcobaleno.
Mel lo ascolto' incantata, godendosi quel modo sempre un po' autoironico di raccontarsi, e si sentì, dopo lungo tempo, serenamente a proprio agio. Michael era una persona speciale.
Fecero l'una di notte, e senza nemmeno dirlo finirono accoccolati sotto alle stesse coperte, ognuno confortato dalla presenza dell'altro.

Alle tre, Melissa ebbe di nuovo l'incubo.
In fondo se lo aspettava: l'evento traumatico che aveva vissuto aveva segnato pesantemente il suo inconscio, rendendole difficile ripensare all'episodio, ma anche riposare efficacemente. Lo psichiatra che avevano consultato i suoi infatti le aveva prescritto una pesante dose di farmaci da assumere, per poterla rendere in grado di affrontare una terapia psicologica adeguata, ma lei aveva stravolto le carte in tavola decidendo di voltare pagina in maniera radicale, abbandonando tutto e trasferendosi addirittura di città, di università, cambiando numero di cellulare e rendendosi di fatto irreperibile per tutti. Un taglio netto, preciso, una svolta radicale.
Ma sospendere l'ansiolitico aveva fatto riemergere gli incubi.
E così, si svegliò piangendo, nella disperazione più totale, mentre Mike la abbracciava e lei aveva ancora nelle orecchie l'eco di un pianto infantile.
-Non smetterà mai, vero? Non smetterà mai...- singhiozzo', affondando il viso nel collo di Mike e bagnandogli la maglietta di lacrime.
-No, bimba, non dire così. Qualsiasi cosa sia successa, il tempo la renderà meno dolorosa, vedrai. Basta aspettare- la consolò lui, cullandola tra le braccia, stringendola come se potesse in quel modo proteggerla da tutti i mali del mondo.
-Mike, io..io..sono una brutta persona..non sai quanto io lo sia..- farnetico' lei, in preda ad uno sconforto totale.
-Non penso proprio, sai. Per quel poco che ti conosco, io direi che tu sia una brava persona, Melissa-
-Tu non sai, tu non sai..- insistette lei, scossa dai singhiozzi. Michael pensò che fosse una cosa positiva, quello sfogo. Forse, un poco per volta, sarebbe scesa a patti con sé stessa, perdonandosi qualsiasi errore avesse commesso per ridursi così.
-Perché non mi racconti cosa ti è successo, tesoro?- La spronò dolcemente lui, accarezzandole i capelli.
-Perché se sapessi, mi abbandoneresti, come è giusto che sia- rivelo' finalmente lei.
-Davvero lo pensi? Ti sbagli, Mel. Qualsiasi cosa tu abbia fatto, io rimarrò qui. Ti ascolto- insistette lui, tentando di allargare lo spiraglio delle sue confidenze.
-No, Michael..è tutto inutile. Le persone mentono, promettono una cosa e non la mantengono, ti feriscono, non ti danno modo di spiegare..non perdonano.. Ed io sono rotta. Irreparabile.-
La frase, detta senza piangere, suonò come una condanna alle orecchie di Mike. Stavano arrivando al fulcro; si erano avvicinati.
-Melissa, ascoltami. Non è vero che sei irreparabile. C'è sempre un'altra strada. Sempre. C'è sempre il modo di aggiustare le cose. Me l'ha insegnato Luke. Credimi, so quello che stai passando, per motivi sicuramente diversi, ma ho passato un periodaccio piuttosto nero, un paio d'anni fa, e mi sembrava di essere in un vicolo cieco. Non è così. Credimi. C'è sempre un'alternativa-
Mel non gli credeva. Voleva con tutta sé stessa credergli, ma non ci riusciva. Poteva solo sperare di dimenticare.
-Sai cosa penso? Che vorrei tanto svegliarmi, e non ricordarmi di niente. Dimenticarmi di tutto, ed andare avanti.-

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro