Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

23. Tanti regali

È ormai passato un mese dal Ringraziamento e devo ammettere che alcune cose sono cambiate.

Dopo una settimana di silenzio, Jack ha preparato una sorpresa a Pandora, esprimendole i suoi sentimenti e finendo per mettersi con lei. Inutile dire che continuano ad esserci i litigi, ma ora stanno insieme e sono felici. Con Alvin la situazione non é cambiata e mi sta bene così. Sto imparando a conoscere me stessa e a capire come vivere al meglio fuori le mura della mia stanza. Non ho bisogno di persone che non riescono a vedere oltre le mie caratteristiche fisiche.

Con Julian, invece, va tutto alla grande. Dopo il mio bacio con Alvin e aver visto come mia cugina Mitsy stesse costantemente attaccata a lui senza ritegno, senza alcuna opposizione da parte del ragazzo, ho capito che con Julian non posso avere una semplice amicizia. È il ragazzo che credo sia giusto per me, che mi accetta per come sono, che mi fa sentire importante e speciale con un solo sguardo ed una sola parola. Mi piace il momento d'intimità che si crea tra noi. Adoro come mi parla guardandomi negli occhi, come io riesca a vedere qualsiasi sfumatura dei suoi.

Oggi é la vigilia di Natale e devo ammettere che la mia agenda é abbastanza piena.

Posso dire ufficialmente che amo il periodo natalizio. Mi piacciono i colori, le luci, gli alberi addobbati, i negozi decorati, i regali da comprare.

Io ho già preso giorni fa i regali che mi servivano, mentre ieri, invece, sono stata costretta da Pandora ad aiutarla con i suoi. Ovviamente ha voluto assolutamente sapere quale fosse il suo regalo. Il segreto, però, non è stato svelato.

Osservo attentamente la copia della Notte Stellata di Van Gogh, in una galleria d'arte nelle zone dell'High Museum of Art. L'ho trovata qualche giorno fa e l'ho trovata subito meravigliosa. Questo luogo mi fa sentire ispirata, come se fossi a casa. Continuo ad ammirare il quadro che ho sempre amato, nonostante non sia l'originale e si vedano alcune differenze che solo chi è amante dell'arte, può notare.

La Notte Stellata mi fa pensare all'infinito. Ti fa riflettere sul vero cielo che c'é sulle nostre teste, su ciò che ci può essere oltre, sulla sua infinità. Ho già comprato questo quadro e basta un mio ordine, per farlo incartare e spedire all'hotel. Solo che voglio che anche le altre persone possano ammirare la sua bellezza.

"Sei ferma davanti a questo quadro da un bel po' di tempo" mi giro, sentendo la sua voce e notando il mio cuore battere più forte.

"Anche se ho già dato l'assegno per poterlo definire mio, voglio che anche gli altri possano vederlo" sospiro, facendo poi un cenno alla ragazza con cui mi sono accordata prima.

"È veramente molto bello" risponde, vedendo poi la ragazza castana staccare il quadro dalla parete. "Hai mai pensato ad un tuo quadro appeso in una galleria? Dove tutti possono guardarlo e pensare la stessa cosa che pensi tu vedendo quello?" ridacchio alle sue parole.

"Sono capace di disegnare, ma non così tanto da far esporre una mia creazione. Pensa questo: nel mondo ci sono tantissime persone, con talenti diversi. Prendiamo il canto. Molta gente é brava a cantare, ma pochi riescono a diventare famosi e a toccare il cuore delle persone. Con un quadro é la stessa cosa. Devi saperti distinguere e le persone devono capire cosa ti rende differente dagli altri artisti. I soggetti sono sempre quelli: il cielo, la terra, gli uomini, la frutta, qualsiasi cosa. È come dai importanza al soggetto che ti rende diverso" concludo, mentre ormai siamo immersi nel caos di Atlanta durante questo periodo.

"Forse hai ragione. Ma io continuo a credere in te" nonostante il freddo, sento le mie guance riscaldarsi alle sue parole, così giro immediatamente la testa verso le vetrine alla mia sinistra. "Mi hai detto che abbiamo una missione importante. Quale sarebbe?"

"Ovviamente non sei obbligato ad aiutarmi, ma avevo pensato che potessi aiutarmi a finire i miei regali speciali"

***

"Cosa ci facciamo in un negozio per bambini?" domanda Julian, guardandosi attorno, mentre io comincio a prendere gli ultimi regali che mi rimangono.

Bambole, macchine per i maschi, trousse giocattolo ecc. dopo aver preso il tutto, arrivo alla cassa al fianco del ragazzo dagli occhi verdi.

"Salve, sono Hannah Wilson. Sono venuta la scorsa settimana per l'ordine di alcuni giocattoli del negozio, per poi farli recapitare all'indirizzo che vi ho dato. La spedizione si può avere verso le 15.30 di questo pomeriggio?" domando con gentilezza, rivolgendole un piccolo sorriso. Credo che Julian sia ancora confuso dalla situazione, ma gli spiegherò tutto.

"Certo, ho appena avvisato della sua richiesta. Regali incartati, giusto?" clicca sul monitor, mentre io le rispondo affermativamente.

"Grazie per la sua pazienza"

Una volta aver capito di avere tutto sotto controllo, entro nella solita auto che mi accompagna a scuola, salutando, come al solito, l'autista.

"Signorina Wilson, ho ritirato ciò che mi aveva chiesto, l'accompagno a destinazione?"

"Sì, grazie" rispondo, cancellando dalla mia lista le cose che ho fatto.

"Okay, voglio capire cosa sta succedendo" Julian si gira completamente verso di me, guardandomi intensamente con i suoi occhi. "Io voglio aiutarti, diamine, voglio sempre aiutarti, ma, in questo momento, non sto capendo"

"Hai presente quelle volte in cui mi chiedevi di fare qualcosa ma io non potevo? Non solo per lo studio, ovvio" comincio, vedendo il suo sgurado farsi serio "Non ho fatto nulla di grave, semplicemente in quei pomeriggi mi tenevo occupata aiutando alcune persone. Andavo in ospedale ad aiutare dei bambini malati e nelle case di cura per gli anziani. Ci sono persone che si sentono sole e che vengono emarginate per ciò che hanno. La loro solitudine é simile alla mia. Non voglio che gli altri si sentano come mi sono sentita io in questi anni. Voglio che abbiano un bel Natale, da poter ricordare, qualcuno che li faccia sentire importanti" mi stringo nelle spalle, distogliendo lo sguardo dal suo.

Ad un tratto, la sua mano si posa sulla mia, facendomi voltare verso di lui.

"È bello ciò che vuoi fare per gli altri. Non devi assolutamente vergognartene. Apprezzo che me ne hai parlato, riveladomi questo tuo piccolo segreto" mi sorride e io quasi m'incanto a guardarlo, quando mi accorgo che siamo arrivati. Scendiamo dall'auto e il mio autista aiuta me e Julian a scaricare dall'auto ciò che avevamo caricato stamattina.

Entriamo nel centro di cure per anziani, salutando subito il signor Blaine, seduto sulla sedia a rotelle, giocando a carte con il signor Foster. Faccio un cenno all'infermiera, che mi saluta, venendomi incontro ad aiutarmi.

"Hannah, é da un po' che non ti facevi vedere" esclama con il suo tono felice, spostando il suo sguardo su Julian. Noto alcuni addobbi per la hall, con un alberello nell'angolo, dai colori rosso e oro.

"Ho avuto da fare con la scuola e nel preparare diverse sorprese natalizie. Comunque ho portato una nuova televisione, alcune cose per il cibo, dei dvd ed un lettore. Tra un po' dovrebbe arrivare un jukebox, per far ascoltare loro alcuni cd di gruppi dei loro tempi. Poi ci sono altri regali. E dopo, quando é libero, vorrei parlare con il direttore"

"Certo, ma Hannah, mio Dio, non dovevi"

"È Natale, ognuno deve avere il suo piccolo miracolo" ripeto la frase che mi diceva sempre mia madre ogni 25 dicembre, quando mi portava un grande regalo per colmare la solitudine che avevo.

"Avviso il direttore per te, allora" annuisco, aiutando gli altri e continuando a salutare.

Vengo subito ricevuta dal proprietario del centro, che mi ringrazia subito per le mie donazioni.

"Signorina Wilson, siamo veramente grati per i doni che lei ci ha fatto. Vedremo di ripagarla in quals-"

"Scusi la mia interruzione, ma non voglio essere ripagata in alcun modo. Ammetto di vivere in una famiglia benestante e sono cresciuta con la voglia di aiutare il prossimo. Sono una volontaria in questo centro e, volontariamente, ho voluto fare questo regalo. A tal proposito, le chiedo di accettare questo assegno da parte mia. Non sono a conoscenza delle vostre spese per questo posto, ma qualcosa in più credo che non faccia mai male" termino, alzandomi in piedi prima che possa replicare "La prego di accettare queste mie offerte. Ora mi scusi, ma vorrei passare un po' di tempo con i suoi pazienti. Buon Natale" stringo la mano dell'uomo di fronte a me, ricambiando i miei auguri, per poi uscire dalla stanza.

Quando entro nella sala comune, noto già le persone all'opera per sistemare ciò che ho fatto portare, vedendo anche Julian parlare con due signori.

"Hannah cara, che bello riaverti qui. Le mie giornate sono dure senza di te" noto Julian che alza lo sguardo sentendo il mio nome, per poi dire qualcosa ai due davanti a lui e venire verso di me "Quella disgraziata di mia figlia non viene mai a visitare alla sua povera mamma rinchiusa qui. M anon capisce che sono sana come un pesce?" ridacchio al suo broncio, vedendola poi guardare Julian "E chi é questo bel giovanotto? Il tuo ragazzo? Finalmente me lo fai vedere"

"No, lui non é il mio ragazzo. è un mio amico e si chiama Julian" quest'ultimo le stringe la mano, mentre lei lo osserva attentamente.

"Oh cara, mi ricorda tanto il mio Arthur. Aveva gli stessi occhi verdi" dice con tristezza.

"Dov'é ora suo marito?" domanda Julian. Ci sediamo ad un tavolo della sala comune, dove di solito si trova la signora May.

"é morto da dieci anni ormai. Mia figlia crede che lasciandomi qui dentro sia meglio per la mia salute" si guarda attorno, giocando con i bordi dello scialle che porta sulle spalle. "Sai che credo che il signor Foster abbia una cotta per me? Lo becco sempre a guardarmi e l'altra volta mi ha mostrato la sua collezione di orologi. Ha una vera fissa" mi confessa ancora una volta, solo che non lo ricorda.

"Davvero? Non crede di essere un po' affrettata dicendo che ha una cotta per lei?" rispondo, aprendo la mia borsa a tracolla e prendendo il suo regalo, nascondendolo sotto il tavolo. Julian nota i miei movimenti ma non dice nulla.

"Ricorda: chi ti mostra una parte di sé, significa che ci tiene abbastanza a te" le sue parole rimangono sospese, portandomi a pensare se anche Julian stia riflettendo sulla stessa cosa, se riesca a capire qualcosa. Gli ho mostrato la mia arte, forse la cosa a cui tengo di più, gli ho mostrato me stessa.

"Le ho portato un regalo" esclamo dopo un attimo di silenzio. Le mostro il pacchetto rosso, con all'interno tutte le foto che lei credeva perdute. Rimane sorpresa una volta averlo aperto. "Sono riuscita a recuperare alcune foto dal video del vostro matrimonio che lei credeva ormai perduto. Mi sono permessa anche di farle un disegno, ma può anche buttarlo" la donna scuote la testa, con gli occhi lucidi.

"é il più bel regalo che mi fosse mai stato fatto dopo la sua morte" si porta la mano sulla collanina al suo collo, quella che le aveva regalato suo marito al primo anniversario. "Hai un cuore puro, ragazza mia, non fartelo mai macchiare"

***

Sono quasi le due del pomeriggio ed io e Julian ci siamo chiusi dentro un ristorante cinese per mangiare qualcosa.

"é bello ciò che fai per gli altri" dice ad un certo punto Julian, alzando lo sguardo dal suo sushi. Abbasso il mio sguardo, per evitare che m'incanti a guardarlo o che noti il mio rossore.

"Sono cresciuta con l'idea di altruismo. Avevo dodici anni quando promisi che, se mai fossi stata libera di uscire, avrei aiutato gli altri. Non puoi immaginare quanto sia stato gratificante in questi mesi andare in quel centro e stare con quegli anziani. Sono come abbandonati al loro destino e mi piace passare del tempo con loro. Mi hanno raccontato la loro storia, a volte più volte per via dell'Alzheimer, e abbiamo alleviato assieme la solitudine. Le loro esperienze sono una delle cose più belle che mai mi sarei aspettata di trovare e ascoltare" termino di mangiare, prendendo la grande borsa ed alzandomi velocemente. "Forza, dobbiamo fare altri regali di Natale" inizio a dirigermi verso i bagni del ristorante, sapendo che Julian mi sta seguendo incuriosito.

"Devi andare in bagno? Ti aspetto fuori" mi giro verso di lui, trattenendo una risata a ciò che sto per chiedergli.

"Devi indossare questo. é per la prossima sorpresa" mi chiudo in bagno, prima che possa cominciare a controbattere. Mi cambio velocemente, indossando il mio abito da moglie di Babbo Natale.

Quando esco, trovo Julian con la fronte corrugata davanti allo specchio.

"Ora mi spieghi perché ho dovuto indossare questo vestito ridicolo" s'indica il completo, mentre io trattengo le risate. Alza lo sguardo verso di me, rimanendo in silenzio.

"Non hai mai sognato di fare Babbo Natale per i bambini?" metto le mie mani sui fianchi, notando poi il cappello rosso fuori posto. Mi avvicino a lui, sistemandoglielo, passando poi alla barba che non aveva ancora aggiustato. Alzo i miei occhi verso i suoi, notando il loro colore intenso. Cerco di dire qualcosa ma non esce nulla, così mi allontano per riprendere a respirare e pensare meglio.

"Dovremmo andare" usciamo velocemente dal locale, cercando di non farci vedere molto dalla clientela e dai passanti, entrando subito in macchina.

"Oggi mi tocca fare Babbo Natale. Chi l'avrebbe mai detto" commenta ridendo "Quali sono i regali che devo portare?" dice con voce grave, cercando di imitare quella di un omone.

"Lo vedrai"

In poco tempo arriviamo in ospedale ed entrambi scendiamo dall'auto. Apriamo il portabagagli, prendendo i regali impacchettati. Il furgone con il mio ordine é arrivato, così sono pronta ad entrare.

La parte di ospedale dedicata ai bambini con delle malattie é al piano terra, così da poterli meglio sottocontrollo quando escono fuori.

A passo svelto, arriviamo dai bambini che sono tutti riuniti a terra a giocare.

"Guardate chi é arrivata" mormora Joanne, l'infermiera di turno che li tiene sott'occhio.

Sorrido, quando li vedo alzarsi per venirmi incontro, tutti urlanti e felici.

"Hannah, sei venuta finalmente" mi abbraccia le gambe Meredith, una bambina dolcissima dai capelli biondi e gli occhi castani. Mi abbasso al suo livello, appoggiando i pacchi a terra e facendomi avvolgere dal loro abbraccio.

"Mi siete mancati" mormoro, allontanandomi di poco e osservandoli tutti quanti. Sono bambini bellissimi e dolcissimi, che non meritano di stare in questo ospedale, a fare esami e ad aspettare il verdetto per la loro stessa vita. "Vi ho portato alcuni regali e.. Babbo Natale. Vi avevo detto che lo avrei chiamato solo per voi" sorrido, vedendoli gioire e saltare allegramente. "Bimbi, lui é Babbo Natale" presento loro Julian travestito di rosso, che sorride e si mette accanto a me.

"Ciao bambini, sono Babbo Natale. Questa bella ragazza mi ha chiamata per venire qui, solo per voi. Nessuno sa che sono qui, tutti mi aspettano stanotte. Sono in missione per voi" Julian si porta il dito alle labbra facendo un sonoro 'ssh' e i bambini lo imitano.

Cominciamo a consegnare i vari pacchi ed io mi ritrovo a parlare con due signore del personale, mentre osservo Julian giocare con i bambini.

"Hannah, Hannah, vieni qui. Abbiamo bisogno di una regina" raggiungo sorridente Katrina, che appoggia sulla mia testa la corona. "Ecco, ora abbiamo il re e la regina, con i sudditi e la fata" la piccola agita la sua bacchetta, iniziando a raccontare la storia da lei inventata.

Mi squilla il cellulare, ad un certo punto, così mi sposto in un'altra stanza, per poi rispondere.

"Mamma"

"Hannah, sono venuta nella tua stanza ma non c'eri. Dove sei?" sento alcuni rumori dall'altra parte, come di qualcosa caduto a terra.

"È successo qualcosa? Ti avevo detto che oggi sarei stata in ospedale" vedo Julian entrare, per poi socchiudere la porta.

"No, niente. Ci vediamo dopo" e mi stacca la chiamata, lasciandomi un attimo interdetta.

"Successo qualcosa?" domanda, avvicinandosi ed abbassando la barba bianca. Scuoto la testa, appoggiando il cellulare sul tavolo vicino a me.

"Nulla di preoccupante, semplicemente non ricordava dove fossi" supero Julian, cercando di raggiungere la porta.

"Ti ho vista, sai" mi giro verso di lui, aggrottando le sopracciglia ed ascoltandolo "al Ringraziamento, quando tu ed Alvin vi siete baciati vicino la piscina. Ho provato un nodo allo stomaco che mi ha fatto pensare ripetutamente a quella scena. Io lo sapevo già, dal momento in cui ho iniziato a passare del tempo con te. Non riesco ad esserti solo amico. Voglio passare il mio tempo con te, vederti divertire, guardare i quadri, osservarti disegnare. Solo se tu me lo permetti"

Cala il silenzio dopo le sue parole. Parole che non mi sarei mai aspettata. I suoi occhi sono indecifrabili e lui è davanti a me, in attesa di una risposta.

"Era stato Alvin a baciarmi" comincio "io l'ho respinto subito dopo ma forse tu eri già andato via. Per tutta la vita ho pensato che non avrei mai provato le emozioni e le sensazioni che sto provando adesso. Perché mi sento agitata, felice, libera. E non lo sai, ma è merito tuo. Quando mi ha baciata ho capito che avevo perso solo tempo con lui, che magari avrei potuto passarlo con qualcun altro. Magari con te. Forse già sapevo cosa volevo, ma non ero pronta ad ammetterlo a me stessa"

Ormai siamo vicini, così tanto che distinguo la sua pupilla dilatata nel mare di verde che sono i suoi occhi. E non so con quale coraggio, non so con quale forza, ma annullo le distanze e lo bacio, allacciando le mie braccia intorno al suo collo.

E lo sento sorridere, nel bacio, e sorrido anch'io. Perché sono finalmente felice.

HOLAAAA

Okay, spero seriamente che non si ricancelli la seconda parte sennò m'incazzo.

Scusatemi per l'enorme ritardo. So che avevo detto che avrei cercato di aggiornare durante le vacanze ma, credeteci o no, sono stata impegnata con un progetto scolastico che serviva per la prima settimana di scuola. Che vita da sfigata!

Però ho fatto baciare i due, brava me.

Sto pensando a quando finirò questa storia, all'incirca intorno a quale capitolo. Poi ci farò sapere.

Ho sonno, vado a dormire che ho anche il telefono scarico.

Commentate e votate, mi raccomando.

Alla prossima,
Kisses

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro