Philadelphia
15 Giugno 2017:
Derek's pov:
Chi cacchio c'è nel mio letto?
Cos'è che non ricordo?
Ah. Stiles. L'incubo. Mia sorella che brucia con Stiles e il resto della mia famiglia. Ora ricordo.
<<Derek. Sta notte hai dormito con Stiles. E ieri ha visto cosa sei. Devi parlargli e devi dirgli quello che provi>>
<<Coscienza mia, come cavolo faccio? Gli dico: "Ciao Stiles, sono un licantropo e sono innamorato di te"?>>
<<La fai tragica. Dillo è basta!>>
<<Zitta, ti prego>>
Mi alzo lentamente, spostando le braccia e le gambe del ragazzo accanto a me cercando di non svegliarlo.
Cammino fino in bagno e quasi non mi riconosco: le occhiaie sono scomparse, gli occhi non sono più lucidi...sono riposato e ancora più bello.
E dopo che Stiles si è infilato sotto le coperte non ho più avuto incubi. Non ho sognato nulla. Finalmente ho passato una notte quasi senza sogni.
Mi sciacquo la faccia e torno in camera.
Stiles si muove. Si sta svegliando.
-Buongiorno- saluto sorridendo.
-Stai sorridendo. Questo non va bene- biascica lui affondando la faccia nel cuscino.
-Buongiorno anche a te- commento, sorridendo ancora di più.
Lui si produce in un gemito degno di un qualche demone, poi si alza.
-Vado a prendere le mie cose- annuncia, poi esce dalla stanza.
Quel vado a prendere le mie cose mi suona come un mi trasferisco nella tua stanza. Mi piace parecchio.
<<Derek. Cacchio>>
<<Adesso ti estirpo dalla mia mente!>>
<<Non puoi>>
<<Lo so>>
Entro in bagno per lavarmi.
Quando esco, Stiles è pronto e mi sta aspettando seduto sul mio letto.
Sarebbe bello levargli quella maglietta blu e baciarlo fino a sentirlo urlare...
<<Derek, non ci tengo a sentire certe cose>>
<<Sei tu che me le suggerisci>>
<<No, è l'altra voce della tua testa, il subconscio o come cavolo si chiama...quell'antipatico insensato...>>
<<Lui è più furbo di te>>
<<Mi ritengo offesa nel profondo>>
<<SSH>>
-Andiamo a fare colazione?- Chiede.
-Si-.
Ci incamminiamo verso la sala da pranzo.
Solo ora mi accorgo di quanto mangi Stiles. Mangia veramente tanto!
Dopo colazione decidiamo di girare un po' per la città.
Non sappiamo bene dove andare, perciò chiediamo informazioni ad una ragazza, che mi fa gli occhi dolci.
Stiles la fulmina (che carino), allora lei abbassa gli occhi e se ne va.
Girando con la metropolitana, vediamo il museo dell'Arte, l'Indipendence Park, il Penitenziario, ovviamente passando a fotografare Liberty Bell.
Pranziamo all'Italian Market, per poi andare al centro commerciale e alla casa di Edgar Allan Poe.
Per tutto il giorno pariamo molto (ovvero, lui parla, io ascolto).
Mi racconta qualcosa di lui, per esempio che detesta avere le tazze spaiate, soffre l'aereo e, quando non è lui a guidare, la macchina e gli dà fastidio l'idea di avere un numero dispari di gente seduta a tavola.
Io in cambio gli rivelo qualcosa di me. La cosa che lui deve sapere se vuole convivere con me fino alla fine di luglio.
La storia della mia famiglia.
Gli racconto che i miei genitori sono morti nell'incendio provocato dalla zia della ragazza di Scott, Allison, che odia la nostra famiglia da sempre. Poi io mi sono trasferito a New York con mio zio e mia sorella, Cora.
Ma non sono ancora pronto per dirgli che sono un lupo mannaro.
Stiles rimane affascinato e scioccato dalla mia storia, ed evita saggiamente di fare troppe domande.
Torniamo in motel dopo cena, per prendere le valigie e trasferirci da un altra parte.
All'entrata ci avvisano che c'è una lettera per noi.
Stiles apre e troviamo il biglietto per la prossima destinazione: Miami.
L'aereo parte domani mattina presto, perciò cerchiamo di sbrigarci a trovare un posto dove stare stanotte.
-Senta signore, la prego, ci regali una stanza...solo per stanotte!!- Prega Stiles, facendo gli occhi cucciolosi al receptionist.
-No-.
-Oh adesso basta. Ci-dia-quella-stanza- sbotto io alla fine, mostrando i miei veri occhi e zittendo la mia coscienza, che mi suggerisce di non esagerare con il metodo-Hale.
Dopo il mio intervento il receptionist ci da una sola stanza con un solo letto singolo.
<<Avete già dormito insieme, Derek. Cos'è questo segnale di farfalle che mi hanno appena inviato dalle parti dello stomaco e del basso ventre?>>
<<Non lo so, coscienza. Potrebbe essere che sono cotto di lui>>
Ma è quando riusciamo ad andare a dormire, che le vere farfalle cominciano a volteggiare.
È quando Stiles, nel sonno, si avvicina a me e si stringe contro il mio petto e io, senza pensarci, gli lascio un bacio sulla guancia e lo stringo tra le mie braccia. Lui si gira, e per la prima volta mi rendo conto che lui è innamorato di me. Lo sento dal profumo che emana. È amore, e non lo avevo mai sentito.
---------
Helloo!!
Scusate se aggiorno una volta ogni tanto, ma per me è complicato incastrare la scuola, gli allenamenti di danza è tutto il resto, perciò scrivo quando riesco. Perdonatemi.
Commentate e stellinate se vi è piaciuto!!
(Che frase da manuale!)
Vvb❤❤
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro